Ventinove finestre, ventinove donne per ventinove invenzioni che forse invenzioni non sono. Più esatto definirle interventi su spaccati di vite possibili e possibili spaccati di una vita sola, quella dell’autrice, che fa emergere pezzi di sé senza concedere l’agio di capire quali siano e, dove, in quei racconti subacquei e fluttuanti affiorino le loro schiene. Ogni uomo contiene dentro di sé tutti i vissuti possibili ma solo alle donne è concesso viverli e patirli per intero, questo perché se raccontano, hanno cose da raccontare e non sogni da mettere in ghingheri. Hanno dolori e gioie forti e di carne e non si tirano mai indietro, come non si è mai tirata indietro l’autrice, che quando lo ha fatto, è stato solo per vivere subito un’altra vita, un’altra storia da raccontare. La storia di un’altra donna che forse l’ha vissuta al posto suo, simile, uguale o differente poco importa. E che forse in questi ventinove racconti ci troverà un po’ di sé e di quello che ha offerto al mondo senza vederselo più restituire.
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Ofelia non deve morire
| Titolo | Ofelia non deve morire |
| Autore | Monia Lauroni |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Editore | Davide Strambi |
| Formato |
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| Pagine | 90 |
| Pubblicazione | 07/2021 |
| ISBN | 9791280376015 |
€15,00
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