«Le telecamere sono uguali per tutti: il problema non è mai stato chi accendono, ma quanto lasciano intatto ciò che illuminano» scrive l'autore. Dalla televisione allo smartphone, il racconto giudiziario ha cambiato linguaggio, tempi e protagonisti. Oggi una frase può viaggiare più veloce di un verbale, un'immagine può fissare una verità apparente, un algoritmo può amplificare ciò che emoziona molto più di ciò che richiede comprensione. E, forse, sta proprio qui il paradosso più umano dei social: sembrano averci resi tutti più distanti, mentre continuano a chiederci di entrare in contatto. Così, dietro uno schermo, un profilo, una fotografia o una domanda apparentemente banale - «Avvocà, mi dai l'amicizia?» - non c'è soltanto un account. C'è ancora una persona che cerca qualcuno dall'altra parte. Persino un avvocato. Che magari l'amicizia gliela concede pure. Ma, per prudenza professionale, prima controlla almeno gli amici in comune.
Avvocà, mi dai l'amicizia? Cronache di un penalista tra processi, televisioni e social
in uscita
| Titolo | Avvocà, mi dai l'amicizia? Cronache di un penalista tra processi, televisioni e social |
| Autore | Nicodemo Gentile |
| Collana | Reato di lettura, 8 |
| Editore | Faust Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 250 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791280029874 |

