Una donna. O novantasette differenti creature? Il libro si direbbe un inno all'eterno femminino nella sua inarrestabile e travolgente ricchezza di caratterizzazioni, in un continuo ondeggiare fra il sublime, il divino, il comico, il grottesco, l'ovvio e il volgare del quotidiano. Ognuna di queste donne è un'anti-Barbie: ora dea arrogante e inavvicinabile, ora amante capricciosa e passionale, ora moglie e madre detestabile, sa di Chanel n. 5 o di cipolle, ma è sempre irresistibile in tutte le sue metamorfosi. Travolto dalla vitalità di lei, il maschio narratore e personaggio di queste storie si tormenta nel desiderio, languendo nella propria inabilità e soggezione di eterno bambino-adolescente. La grazia del libro Péter Nádas lo definì un vero e proprio romanzo sta in questo balletto irregolare, in questa galleria di figure femminili con le quali i lettori non possono non entrare in un ambiguo rapporto di fascinazione, avvinti da opposte emozioni di repulsione e attrazione. Corredano il volume alcune fotografie di Man Ray.
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Una donna. Testo ungherese a fronte
| Titolo | Una donna. Testo ungherese a fronte |
| Autore | Péter Esterházy |
| Curatore | A. Csillaghy |
| Traduttore | M. Sar |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Editore | Forum Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 12/2006 |
| ISBN | 9788884203403 |
€16,00

