Come riuscire a essere fedeli a un libro? Come costruirlo e poi, come abitarlo, viverlo? Gli spazi materiali che occupiamo parlano di noi ed è sorprendente quanto possano trasformarsi in luoghi intimi in cui lo sguardo della poesia si posa sulle dimore, lì dove il riparo domestico va oltre la vita/morte, oltre la sopravvivenza della stessa temporalità per avviluppare la coscienza degli elementi materici, piuttosto che i prolungamenti dei sensi allegorici. La poesia diventa l’antidoto per architettare sublimazioni e analogie, cioè una combinazione, non solo sintattica, ma filosofica per comprendere meglio gli infiniti mondi paralleli intimi e per costruire il senso del tempo. Nei microcosmi ci sono tracce di sentimenti e di vicende, preziose rivelazioni del sé che conservano il senso delle reminiscenze. Vivere e abitare vengono intesi, dunque, come sapere di sentirsi a casa. Persone e cose si addensano in un solo elemento in cui amore e libertà sono momenti privilegiati.
Un posto che sia il tuo posto
| Titolo | Un posto che sia il tuo posto |
| Autore | Rito Mazzarelli |
| Collana | Poesia, 10 |
| Editore | RP Libri |
| Formato |
|
| Pagine | 48 |
| Pubblicazione | 11/2018 |
| ISBN | 9788885781139 |

