Se per l'Ebraismo privo di dogmi la dichiarazione dello Shemà rappresenta un atto di fede nel Dio unico, una verità costante, trasversale ai tempi e ai secoli, per il Cristianesimo la figura del Cristo è insieme la pietra di fondamento e il segno distintivo a demarcare la propria identità. Il Giudeo-Cristianesimo in primo luogo (gli autori cristiani appartenenti al secondo secolo solo in modo indiretto) si colloca in una posizione peculiare, trovandosi a dover gestire la propria origine giudaica, che includeva la lettura e la custodia dello Shemà, riponendo allo stesso tempo la fede nel Messia Gesù. Il volume nasce come aggregazione di diversi approfondimenti originariamente separati, legati a studi sull'Antico e sul Nuovo Testamento. Partendo dall'analisi dello Shemà all'interno del Deuteronomio, ci si focalizza sull'utilizzo del suo testo all'interno dei Vangeli e degli altri libri canonici del Nuovo Testamento. L'esame delle citazioni all'interno dei passi non canonici, dei Padri Apostolici e di parte della Mishnah consente di arrivare alla formulazione di un'interessante quanto innovativa ipotesi teologica sul ruolo dello Shemà nel Giudeo-Cristianesimo.
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Il Giudeo-cristianesimo. Fede in Gesù e ruolo della Shemà (50-200 d.C.)
| Titolo | Il Giudeo-cristianesimo. Fede in Gesù e ruolo della Shemà (50-200 d.C.) |
| Autore | Simone Frattini |
| Prefazione | Eric Noffke |
| Argomento | Scienze umane Religione e fede |
| Editore | Aracne |
| Formato |
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| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 03/2019 |
| ISBN | 9788825522242 |
12,00 €
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