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Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede

novità
Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede
Titolo Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede
Autore
Collana Saggi
Editore Nicomp Laboratorio Editoriale
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 908
Pubblicazione 2026
Numero edizione 2
ISBN 9791282415118
 
42,00 €

 
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La Fenomenologia dei concetti è un trattato filosofico dove vengono ribaltate in maniera definitiva la razionalità e la religione considerate adesso come metodi inefficaci e fallaci riguardo l'esistenza di dio. Il libro è il risultato di anni di studi, di letture, di analisi e di esperienze personali alla ricerca di dio che mi hanno alla fine portato a considerare che tutto ciò che non si vede, che non si vive, che non si muove e che non si conosce (ovvero che non ha una sua forma ed una sua sensibilità) ma a cui si crede ancora lo stesso, è solo una negazione, una sensazione, una pura illusione, ergo un concetto. Dalla fenomenologia è nata così l'ultima filosofia, quella del cambiamento radicale, di sradicamento culturale, sociale e storico della trascendenza conoscitiva, ovvero la filosofia della rinascita dell'io come essere e della rinascita dell'essere sensibile dell'io dimensionale, della capacità critica, dell'intelligenza, della sensibilità, del buon senso, della ribellione, delle emozioni, con la quale annientare, distruggere e cancellare il mondo delle maschere e delle falsità e poter capire una volta per tutte che l'origine del tutto è da trovarsi sempre naturalmente e non più divinamente e spiritualmente in un non-essere, in un concetto appunto. Quindi è necessario allontanarsi dal mondo della debole, pesante ed inefficace razionalità, dal mondo delle sensazioni, delle categorie, delle dipendenze, del feticcio, della religione, delle illusioni, dei sogni e dire addio tanto a dio quanto ai concetti, così com'è necessario cancellare quel vecchio mondo conoscitivo per riconquistare l'io il suo essere e il suo avere e per illuminare le conoscenze prioritarie, come i valori, l'essenza, i diritti, la giustizia, la felicità, la libertà, l'etica, la morale, il rispetto e farli diventare i nostri fenomeni dimensionali infinitesimali. Questa filosofia nasce per cambiare culturalmente e storicamente la visione delle cose, per ribaltare la razionalità stessa in una sempre più debole e normale conoscenza illogica, e per cancellare la fenomenica (conoscenza dell'assenza) con la potenza naturale dell'intelligenza critica e sensibile. Questa filosofia è già nata ed è il Concettualismo.
 

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