Perché adesso tutti accusano tutti? È stato sempre così, oppure oggi accusare è diventato più facile; quasi necessario? Per millenni l'uomo si sentiva dentro un “mondo” (“cosmo” per i Greci), e dentro quel mondo c'erano le risposte sul bene e sul male. Non c'era bisogno dell'ultimo telegiornale per sapere da quale parte stare. In alto c'era Dio, e a seguire tutta una organizzazione che arrivava fino all'uomo. Questa organizzazione garantiva certezze; l'uomo non doveva aspettare l'influencer di turno per conoscere la “verità”. Poi con “la morte di Dio” (F. Nietzsche) tutto è cambiato. La società è diventata “liquida”, e l'uomo è costretto giorno dopo giorno a decidere da solo dove sta il bene e dove il male. Da qui nasce il bisogno compulsivo di giudicare: perdendo le “certezze” trascendenti, quelle che hanno garantito per millenni l'idea del Bene, l'uomo ha bisogno di giudicare per cercare di separare il bene (lui) dal male (gli altri). Se poi il giudizio è falso, nessun problema, importante è crederlo vero. Perché l'uomo non cerca la verità, vuole solo vivere.
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L'innocenza dei colpevoli
| Titolo | L'innocenza dei colpevoli |
| Autore | Tino Di Cicco |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Editore | EBS Print |
| Formato |
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| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 05/2025 |
| ISBN | 9791257103088 |
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