La storia - che si snoda nell'arco di tre decenni - vede come protagoniste due sorelle legate da un rapporto simbiotico: Camilla è affetta da una paralisi bilaterale spastica ma, nonostante la sua pesante disabilità fisica, è forte, positiva, solare; Serena, sorella maggiore e voce narrante, è invece sanissima fisicamente ma, a dispetto del suo nome, è tormentata fin dalla tenerissima infanzia da compulsioni fobiche, crisi depressive che sfiorano pericolosamente l'anoressia, tendenza all'autolesionismo psicologico. La prima scena del romanzo è un notturno: Serena, in preda a coma etilico procuratosi volontariamente, cerca un posto "romantico" per andare a morire: la spiaggia dei pescatori di Vernassola, il cielo notturno e il Grande Carro sono le ultime cose che i suoi occhi vorrebbero vedere. Ma proprio quando per la prima volta nella sua vita la tensione e le paure la stanno per abbandonare e sembra arrivare la pace, ecco che i ricordi, come "falene impazzite", inscenano una danza macabra nella sua mente stanca.
- Home
- Narrativa
- Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
- L'ultima luce accesa
L'ultima luce accesa
| Titolo | L'ultima luce accesa |
| Autore | Titti Federico |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Narrativa inclusa, 65 |
| Editore | Meligrana Giuseppe Editore |
| Formato |
|
| Pagine | 284 |
| Pubblicazione | 12/2017 |
| ISBN | 9788868152642 |

