La raccolta di poesie "Italiano per straniati" di Tiziana Colusso delinea fin dal titolo la dimensione straniante, alienata, di un mondo gravemente malato in cui la peste è dovunque e aggredisce corpi ed oggetti senza alcuna distinzione. La denuncia degli orrori (il morbo delle stragi di Beslan, Baghdad, Jakarta, l'attacco dell'11 settembre) comincia nell'incipit in prosa del testo e si struttura in sei capitoli che leggono la realtà sotto molteplici ottiche rilevatrici della degradazione della situazione attuale. In un clima così malato, la poesia è chiamata a svolgere il compito di vaccino sociale ed il linguaggio (Epidemos) è contemporaneamente virus e anticorpo, come l'autrice spiega nel Prologo: «Epidemos è apparizione simultanea del contagio e del Sermone del Contagio». "Tiziana Colusso: un elastico teso tra Beckett e Buddha: "(…) Le assi cartesiane del libro fissano una grammatica dello straniamento (…) un percorso che procede per aggregazioni di senso e variazioni di lingua, in un libro lucidamente disegnato, strutturalmente solido. (…) Una chimica sottile: su questa ipotesi si snoda l'avventura poetica di Tiziana". (Mario Lunetta)
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Italiano per straniati
Titolo | Italiano per straniati |
Autore | Tiziana Colusso |
Editore | D'Ambrosio |
Formato |
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Pagine | 80 |
Pubblicazione | 01/2004 |
ISBN | 9788888319049 |
€10,00
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