Romanzo ambientato in una casa di campagna del 700 nei dintorni di Camerino, “Il casino di campagna” (così denominata l'abitazione in un censimento napoleonico del 1802) è un giallo storico, un'indagine che parte dalla casuale individuazione della proprietaria della villa (una nobildonna dell'epoca) e che arriva ai personaggi lontani dell'Illuminismo italiano. Nei salotti allora di moda, tra violente dispute filosofiche (l'Accademia dei Pugni) si intrecciano relazioni clandestine, interventi di giuristi e di cardinali fino a pervenire a un decreto pontificio di interdizione di un marito scomodo. Così quella che doveva essere una serena vacanza estiva tra il protagonista, Vincenzo, e un'amica occasionale si trasforma in un'impegnativa quanto intrigante e divertente attività di investigazione. Ad attrarre la loro curiosità, nella strana e quasi magica atmosfera che regna all'interno dell'abitazione, è soprattutto la pala d'altare nella cappellina privata. Chi sono i personaggi raffigurati? E perché sono dipinti tra le fiamme? Decidono così di sviluppare un'indagine storica e fantasiosa insieme, tra fatti reali e immaginari, con toni spesso umoristici e magari dissacranti, seguendo il criterio dell'ipotesi più probabile e spingendosi a tal punto da arrivare quasi a identificarsi con la coppia di amanti del '700 (la proprietaria della villa Margherita Sparapani Gentili Boccapadule e il conte Alessandro Verri) che nell'ipotetica ricostruzione si erano rifugiati nel casino di campagna. Vincenzo Luzi fa rivivere personaggi e atmosfere di un tempo ormai lontano, ma li rende più vicini a noi di quanto avremmo mai potuto immaginare.
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Il casino di campagna
| Titolo | Il casino di campagna |
| Autore | Vincenzo Luzi |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Pequod |
| Editore | Italic |
| Formato |
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| Pagine | 164 |
| Pubblicazione | 06/2017 |
| ISBN | 9788869740978 |

