Questo numero di Visual Cultural Studies esplora il rapporto tra fotografia e femminismo in Italia, proponendo una rilettura critica della storia della fotografia attraverso le pratiche, gli archivi e le esperienze delle donne. Più che ricostruire una genealogia di "pioniere", il volume indaga come fotografe, curatrici, studiose e protagoniste della cultura visiva abbiano trasformato la fotografia in uno spazio di autorappresentazione, memoria, ricerca e resistenza, ridefinendo i rapporti tra immagine, identità, corpo e potere. I saggi raccolti attraversano un arco cronologico che va dalla seconda metà dell'Ottocento agli anni Settanta, analizzando il lavoro femminile negli atelier e nell'industria fotografica, le sperimentazioni queer tra le due guerre, il ruolo degli archivi femministi nella costruzione della memoria collettiva, l'attività di fotografe come Elisabetta Catalano e di figure chiave della critica e della curatela quali Daniela Palazzoli, fino alle ricerche artistiche di Anna Oberto e alla circolazione internazionale della fotografia femminile, con uno sguardo rivolto anche al Giappone. Ne emerge una mappa inedita di luoghi, pratiche e relazioni che restituisce visibilità a soggettività spesso rimaste ai margini del canone, mostrando come la fotografia sia stata, e continui a essere, uno strumento di emancipazione, di elaborazione dell'identità e di trasformazione culturale, capace di mettere in discussione le gerarchie dello sguardo e di aprire nuove prospettive per la storia delle immagini.
Visual culture studies. Rivista semestrale di cultura visuale
novità
| Titolo | Visual culture studies. Rivista semestrale di cultura visuale |
| Volume | 9 - Fotografia e femminismo in Italia: riviste, esposizioni, archivi e metodi di studio |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 206 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222325750 |

