In una lettera del 1962, Gaddis scriveva a un amico che la sua "ossessione per la nostra società sempre più controllata e la crescente meccanizzazione delle arti" avrebbe potuto sfociare in una nuova opera: è "L'agonia dell'agape", un'impresa che accompagnerà lo scrittore per tutta la vita e che sarà pubblicata solo dopo la sua morte. La storia è quella di uno scrittore ormai anziano, alter ego di Gaddis stesso, che giace in un letto d'ospedale circondato dagli appunti di una vita, e tormentato dal bisogno di "spiegare tutto... riordinare e sistemare prima che tutto crolli". Nel caos che domina la nostra epoca la tecnologia ha trasformato l'arte in passivo intrattenimento: quando, come, perché siamo arrivati a questo? Che cosa abbiamo perduto? Dov'è finita "l'accanita autenticità" che informava il rapporto tra lo scrittore e il lettore? È così che il protagonista si lancia in un travolgente monologo che condensa i temi presenti in tutte le opere di Gaddis: il denaro, l'artista come falsario, e soprattutto la sua idea di agape: lo spirito del valore partecipativo e comunitario, condizione necessaria all'atto creativo che può avvenire solo tra spiriti "affini".
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L'agonia dell'agape
Titolo | L'agonia dell'agape |
Autore | William Gaddis |
Traduttore | F. Zucchella |
Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
Editore | Alet Edizioni |
Formato |
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Pagine | 144 |
Pubblicazione | 01/2011 |
ISBN | 9788875202088 |
€15,00