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Abscondita: Mnemosyne

Berggasse 19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938

Berggasse 19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938

Edmund Engelmann

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2017

pagine: 124

"Ancora ricordo come fossi emozionato e timoroso in quell'umido mattino di maggio del 1938, mentre camminavo per le strade deserte verso il numero 19 della Berggasse. Reggevo una valigetta con macchine fotografiche, treppiedi, obiettivi e pellicole, e mi sembrava che a ogni passo divenisse sempre più pesante. Avevo la sensazione che a chiunque sarebbe bastata un'occhiata per capire che mi stavo recando dal professor Sigmund Freud per svolgere un compito che i nazionalsocialisti non avrebbero gradito. Aveva appena finito di piovere. Il cielo era ancora cupo e il lastricato della Berggasse luccicava per la pioggia caduta. Quell'oscurità mi preoccupava. Temevo che non ci sarebbe stata luce sufficiente per scattare buone fotografie all'interno dell'abitazione. Flash e riflettori erano fuori questione. Mi avevano avvertito che la casa era costantemente sorvegliata dalla Gestapo. L'unica documentazione del luogo in cui Freud aveva vissuto e lavorato negli ultimi quarant'anni avrebbe dovuto essere raccolta senza destare il minimo sospetto. Temevo per la mia incolumità e per quella di Freud e della sua famiglia. Non volevo nel modo più assoluto che una mia imprudenza li mettesse in pericolo proprio ora che erano in procinto di lasciare Vienna verso la salvezza." (Dall'introduzione di Edmund Engelman)
29,00

Arte e sperimentazione

Arte e sperimentazione

Eadweard Muybridge

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2016

pagine: 157

Grande appassionato di cavalli, il ricco e influente Leland Stanford chiede nel giugno del 1872 a Eadweard Muybridge di fotografare la corsa del suo celebre Occident per verificare la tesi secondo cui c'è un istante durante il galoppo in cui il cavallo ha tutte le zampe sollevate da terra: comincia così la storia della cronofotografia. Muybridge si era trasferito nel1851 dalla natia Gran Bretagna negli Stati Uniti, per il suo lavoro in ambito editoriale e librario; poi, dopo qualche anno passato di nuovo in Gran Bretagna, dal 1866 si era stabilito a San Francisco. Qui aveva avviato un'attività fotografica professionale, dedicandosi a soggetti vari, soprattutto paesaggistici, spesso in stereoscopia, molto ricercata in quel periodo. Ambizioso ed eccentrico, accetta la sfida, e la decisione segna da quel momento il tracciato della sua vita, che sarà tutta dedicata al miglioramento, alla variazione e alla diffusione della sua invenzione. L'occhio umano non riesce a cogliere con certezza la posizione delle zampe e i dettagli del movimento di un animale in corsa, per cui, peraltro, varie posizioni preferite dai pittori erano di fatto imprecise, se non errate. Soltanto la fotografia, la cui rappresentazione era data per oggettiva e probante proprio perché meccanica, poteva fissare veridicamente, frammentandolo, il flusso del movimento. La questione principale consisteva appunto in questo: spezzare la continuità in una serie di scatti discontinui ma calcolati per ricostruire in modo credibile e convincente il flusso temporale. La tecnologia dell'epoca comportava ancora tempi di fissazione troppo lunghi, cosicché ciò che si muoveva risultava vago e indistinto, semitrasparente come un fantasma. Il movimento, potremmo dire, era il fantasma della fotografia, il suo assillo, la sua impresa impossibile. Essa era riuscita a fissare per la prima volta l'istante, il momento inafferrabile che costituiva il paradosso di ogni riflessione sul tempo, già trascorso mentre si cerca di pensarlo e dunque preso tra un "non più" e un "non ancora" a loro volta mai presenti. Ora l'istante era visibile, anzi era "il visibile", ciò che solo si poteva guardare e riguardare perché registrato.
32,00

L'arte del ritratto

L'arte del ritratto

Félix Nadar

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2016

pagine: 261

"Respira sempre qualcosa di pantagruelico, di esagerato, di smisurato, intorno alla figura di Nadar, al suo esprit du géant, e non soltanto per quanto riguarda il suo fisico voyant, esuberante e spropositato (come sosteneva, tra ironia ed orgoglio suo fratello Adrien: "Ha tutti gli organi doppi"). Lo lascia arguire anche la sua auto-caricatura nel Panthéon Nadar: giunto trafelato all'agognato palo d'arrivo di quella sua titanica impresa folle, ovvero quel cartello-dedica, che segna come un profondo sospiro di sollievo anche grafico -, quasi una pausa, un vuoto d'apnea, al centro ottico di tutta quella sinuosa fiumana dantesca di volti illustri e riconoscibili, quell'autoritratto graffiante, con gambette da rana, calzate bicolori, ed adunche come zampe di ragno, alla Louise Bourgeois, e poi quella rossastra criniera scomposta di capelli al vento , non riesce davvero a mascherare e contenere il gigantismo dilagante di quella sua proverbiale 'zucca' in fuoco. Quella sua 'testa che è simile ad una cometa' - così come lo raccontava il suo amico Théodore de Banville, che insieme a lui ed a Baudelaire formava un trio d'inseparabili: 'e la criniera rossiccia , che inalberava come un incendio'." (dall'introduzione di Marco Vallora)
39,00

Il mio Giacometti

Il mio Giacometti

Giorgio Soavi

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2016

pagine: 144

Una biografi per immagini dell'artista Alberto Giacometti dal 1963 al 1966, l'anno della sua morte.
32,00

Amedeo Modigliani e il suo mondo

Amedeo Modigliani e il suo mondo

Autori vari

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2016

pagine: 131

Esistono, nella storia dell'arte del Novecento, figure mitiche, momenti mitici, luoghi mitici. Una di queste figure è Amedeo Modigliani, che visse la fase più feconda, e più autodistruttiva, della sua opera in una città mitica, Parigi, nel suo quartiere più mitico, Montparnasse, in un periodo, il primo decennio del secolo scorso, reso mitico da tutti i grandi artisti come lui - da Picasso ad Apollinaire, da Henry Miller a Man Ray - che rivoluzionarono non solo l'arte moderna, ma anche il modo di concepire l'uomo e il mondo. Tutto questo viene qui narrato in fotografie straordinarie, ripercorrendo la parabola artistica ed esistenziale di Amedeo Modigliani, dagli esordi nella nativa Livorno al balzo fatale verso Parigi, verso Montparnasse, in quel luogo e in quel tempo che lui e i suoi "amici", giunti da tutto il mondo, renderanno il cuore pulsante dell'arte. E lì Modigliani, in quel magico ambiente, in quel miracoloso consorzio, creerà febbrilmente la sua opera e febbrilmente si consumerà, nello spazio di pochi anni, dal 1909 al 1920, quando lo fermerà la morte, all'età di trentasei anni.
32,00

Pablo Picasso

Pablo Picasso

Autori vari

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2015

pagine: 141

"'La pittura è più forte di me, mi fa fare quello che vuole'. Questa è la frase che Picasso, alla fine di un quaderno sontuosamente riempito di disegni, scriveva a grandi caratteri e datava 27 marzo 1963, come se avesse tenuto a situare esattamente nel tempo una scoperta per lui importante. Inizialmente sembrerebbe che con questa trovata Picasso - abituato all'umorismo - si diverta a prendere in contropiede la verità. Particolarmente fecondi, e anche ricchi di invenzioni, gli ultimissimi anni della sua produzione - una produzione di un uomo che l'età spinge a raddoppiare anziché a rallentare inducono a credere che, al contrario di quello che dice, è lui, Picasso, a fare adesso quello che vuole della pittura, e che dunque, tra lei e lui, è lui il più forte. Ma che cosa significa "fare quello che si vuole" di un'arte? Non è forse essere così abile da praticarla in tutta libertà, senza alla fine dover mettere i pollici negli occhi a quelle opacità che si interpongono come schermi tra quello che si è voluto realizzare e quello che di fatto si realizza? Se si giunge a infrangere tutte le resistenze che possono temporaneamente fermarvi, come non essere colti da vertigine quando, a causa di un muro che ancora si oppone, si ha sì l'opera dietro di sé, ma davanti nient'altro che un vuoto (che bisognerà affrettarsi a nascondere accingendosi a un'altra opera, che a sua volta lascerà sull'orlo del vuoto)?..." (Dallo scritto di Michel Leiris)
33,00

Frida Kahlo. Biografia per immagini

Frida Kahlo. Biografia per immagini

KAHLO

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2013

pagine: 163

"Questa scelta di ritratti di Frida Kahlo riunisce il lavoro di alcuni tra i più grandi fotografi del ventesimo secolo. Immagini di maestri della fotografia moderna, quali Edward Weston, Imogen Cunningham, Manuel Alvarez Bravo. Opere dei più grandi inviati della stampa internazionale come Gisèle Freund, Bernard Silberstein, e fotografie di parenti, amici, amanti. Le fotografie raccontano la vita di Frida Kahlo dai primi anni, con quell'immagine di una bambina grassottella e sicura di sé che stringe un mazzo di rose appassite, sino alla fine, sul letto di morte: un corpo emaciato, devastato, avvolto in un prezioso abito precolombiano. L'obiettivo è puntato sulla pittrice, sui suoi quadri, il suo studio, le sue mostre, ma anche sulla donna malata, la moglie, la figlia, l'amante, l'amica. Consente di scrutare nella sua camera da letto, di sedere al suo tavolo, di visitarla nella sua stanza d'ospedale, di aggirarsi nel suo giardino, di osservare gli oggetti delle sue collezioni e gli animali a lei cari. Alcune fotografie nascondono forse più di quanto rivelano di questa donna che definiva se stessa "la grande occultatrice". Molte offrono l'opportunità unica di intravedere la donna al di là delle apparenze, altre, forse meno rivelatrici ma altrettanto affascinanti, consentono di gettare lo sguardo su una delle più interessanti creazioni dell'artista, la costruzione della propria immagine, concepita e progettata come una delle sue opere". (Dallo scritto di Margaret Hooks)
33,00

Pollock painting

Pollock painting

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2013

pagine: 152

"La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa sul muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Mi sento più a mio agio se la tela è stesa sul pavimento. Mi sento più vicino, più parte del quadro: posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, essere letteralmente nel quadro. È un metodo simile a quello degli indiani del West che lavorano sulla sabbia. Mi allontano sempre più dagli strumenti tradizionali del pittore come il cavalletto, la tavolozza, i pennelli... Preferisco la stecca, la spatola, il coltello e la pittura fluida che faccio sgocciolare, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri materiali non pittorici. Quando sono nel mio quadro, non sono cosciente di quello che faccio. Solo dopo, in una sorta di "presa di coscienza", vedo ciò che ho fatto. Non ho paura di modificare, di distruggere l'immagine, perché un quadro ha una vita propria. Tento di lasciarla emergere. Solo quando perdo il contatto con il quadro il risultato è caotico. Solo se c'è un'armonia totale, un rapporto naturale di dare e avere, il quadro riesce". Con fotografie e introduzione di Hans Namuth.
33,00

Tre giorni con Joyce

Tre giorni con Joyce

Gisèle Freund

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2011

pagine: 93

"Fu nel 1943 che vidi James Joyce per la prima volta. Stava cenando con la moglie in un ristorante vicino alla stazione di Montparnasse. Io ero ancora una studentessa e Joyce uno degli idoli letterari della mia generazione. Affascinata, osservavo quell'uomo magro e slanciato a cui il cameriere prodigava le attenzioni riservate alle celebrità."
28,00

I disastri della guerra

I disastri della guerra

Francisco Goya

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2011

pagine: 220

«Vi sono artisti che hanno la capacità di imporre, imprimere, nella memoria dei contemporanei e dei posteri, un'immagine condensata e siglata che sta tutta nel loro nome, quasi magicamente carico di un complesso potere educativo: basta dire Caravaggio, Van Gogh, perché, d'un colpo, si presenti davanti a noi una sintesi tra artista, opera, personaggio, momento storico. Basta dire Goya» (dall'introduzione di Renato Gattuso).
35,00

Tina Modotti fotografa

Tina Modotti fotografa

Libro: Libro in brossura

editore: Abscondita

anno edizione: 2021

pagine: 188

«Sempre, quando le parole "arte" e "artistico" vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo. Questo è dovuto sicuramente al cattivo uso e abuso che viene fatto di questi termini. Mi considero una fotografa, niente di più. Se le mie fotografie si differenziano da ciò che di solito si produce in questo campo, è precisamente perché io cerco di fare non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni. La maggior parte dei fotografi va ancora alla ricerca dell'effetto "artistico", imitando altri mezzi di espressione grafica. Il risultato è un prodotto ibrido che non riesce a dare al lavoro la caratteristica più valida che dovrebbe avere: la qualità fotografica. La fotografia, proprio perché può essere prodotta solo nel presente e perché si basa su ciò che esiste oggettivamente davanti alla macchina fotografica, rappresenta il medium più soddisfacente per registrare con obiettività la vita in tutti i suoi aspetti ed è da questo che deriva il suo valore di documento. Se a ciò si aggiungono sensibilità e intelligenza e, soprattutto, un chiaro orientamento sul ruolo che dovrebbe avere nel campo dello sviluppo storico, credo che il risultato sia qualcosa che merita un posto nella produzione sociale, a cui tutti noi dovremmo contribuire». Con un omaggio di Edward Weston.
36,00

La fotografia come arte

La fotografia come arte

Man Ray

Libro

editore: Abscondita

anno edizione: 2020

pagine: 160

"Ho tentato di cogliere le visioni che il crepuscolo o la luce troppo viva, o la loro fugacità, o la lentezza del nostro apparato oculare sottraggono ai nostri sensi. Sono rimasto sempre stupito, spesso incantato, talvolta letteralmente "rapito". La fotografia e suo fratello, il cinema, si congiungono in tal modo alla pittura, e questo s'impone a tutti gli spiriti consapevoli delle necessità morali del mondo moderno."
35,00

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