Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente
La pratica dell'insight. Basi e sviluppo della meditazione satipatthana
Mahasi Sayadaw
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1989
pagine: 120
Essere pace. Con il cuore della comprensione e la meditazione camminata
Thich Nhat Hanh
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1989
pagine: 164
Le trasformazioni della coscienza. Psicologia transpersonale e sviluppo umano
Ken Wilber, Jack Engler, Daniel P. Brown
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1989
pagine: 228
L'arte del rilassamento, della concentrazione e della meditazione. Tecniche antiche per la mente moderna
Joel Levey
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1988
pagine: 200
Il cuore della saggezza. Esercizi di meditazione
Joseph Goldstein, Jack Kornfield
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1988
pagine: 254
“Il cuore della saggezza” è il frutto della lunga e approfondita collaborazione di due maestri di meditazione vipassana. Gli insegnamenti da loro esposti, pur profondamente radicati nella tradizione buddhista, sono espressi in quest’opera in un linguaggio semplice e immediatamente comunicativo, attento sia a identificare le forme concrete del dolore umano sia a porre in rilievo gli aspetti più consolatori della dottrina del Buddha.L’acquisizione di una viva consapevolezza, secondo quanto indicato dagli autori, ci permette di scorgere la natura mutevole e insostanziale di tutti i fenomeni e, infine, del nostro stesso ‘sé’. Ciò, a sua volta, ci porta a comprendere le cause del dolore sia in noi stessi sia nel nostro prossimo e, conseguentemente, alla capacità di sviluppare la compassione e un'autentica libertà. In sostanza, questo libro si presenta come un aggiornato sommario di insegnamenti di carattere pratico, che hanno conservato la loro purezza essenziale in un arco di tempo di duemilacinquecento anni, pur attraverso la traduzione in molte lingue e la trasposizione in molte culture diverse. La grande forza ispiratrice di questo testo, infine, è ulteriormente accresciuta dal fatto che ogni capitolo è corredato di una specifica appendice di carattere pratico-meditativo, contenente l’indicazione di una serie di esercizi per l’applicazione dei diversi insegnamenti esposti.
Tai chi chuan e meditazione
Da Liu
Libro: Libro rilegato
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1988
pagine: 152
In Occidente il T’ai Chi Ch’uan è noto soprattutto come arte marziale, pur essendo concepito come una disciplina da affiancare alla meditazione per conseguire sia l’armonia con la natura, sia la salute e la longevità. Nato in seno al Taoismo, il T’ai Chi Ch’uan ne rispecchia ancora oggi la visione della vita e i principi fondamentali: la ricerca dell’armonia degli opposti, l’equilibrio tra le forze positive e negative (yang e yin), e il contatto con l’energia alla base dell’universo, o ch’i. Pertanto non è solo un’arte marziale di autodifesa, quanto una disciplina spirituale, una ‘meditazione in movimento’, che coinvolge l’individuo a tutti i livelli e richiede lunghi anni di pratica. Questo libro è un’introduzione alla pratica del T’ai Chi Ch’uan e della meditazione. Per comprendere, oltre che praticare le tecniche, è infatti necessario inserirle nel contesto culturale che le ha viste nascere. È impossibile addentrarsi nei segreti del T’ai Chi Ch’uan senza conoscere la concezione cinese del corpo, basata sui dodici meridiani e sulla circolazione del ch’i, o senza prendere in esame gli esagrammi dell’I King o i grandi filosofi classici. L’autore, una delle massime autorità di questa disciplina, ne descrive i movimenti basilari e come combinarli con la meditazione, permettendo così al lettore di bilanciare gli aspetti fisici e spirituali.
La visione del dhamma
Thera Nyanaponika
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1988
pagine: 280
Scrivere zen. Manuale di scrittura creativa
Natalie Goldberg
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1987
pagine: 176
Con intelligenza, umorismo e affettuoso senso pratico, Natalie Goldberg esorta tutti coloro che non scrivono, e anche quelli che già lo fanno, a prendere in mano la matita o il pennarello, la biro o la stilografica, la macchina da scrivere o, perché no, il ‘personal’, e a scrivere. Non per creare opere immortali, né per diventare autori famosi, e neppure per imparare a ‘scrivere bene’, ma neanche, del resto, per ‘esprimere se stessi’, né tantomeno per ‘trovare se stessi’, o per trasmettere la propria visione del mondo ai posteri. Perché allora? Per scrivere, risponde l’autrice. Il fine della scrittura è la scrittura, come il fine della meditazione è (o dovrebbe essere) solo la meditazione, come il fine di fare zazen può esser solo quello di fare zazen. Tuttavia, analogamente alla meditazione, anche per la scrittura il fatto che non vi sia alcun fine esterno non vuol dire che non esistano leggi, norme, percorsi, tecniche, procedimenti i più svariati per mettere in atto lo scrivere, o che non siano necessari maestri per praticare. Questo libro è appunto dedicato alla pratica della scrittura, è inteso a promuoverla, facilitarla, coltivarla, coccolarla, proteggerla, amarla, soffrirla, diffonderla, riconoscerne la complicata geografia, disegnarne una mappa come di un processo interiore articolato, ricco, complesso e personale quanto altri mai.
La via senza testa. Lo zen e la riscoperta dell'ovvio
Douglas E. Harding
Libro
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1987
pagine: 96
“Dimenticai il mio nome, la mia esistenza oggettiva, tutto quel che potremmo definire io o mio... Più leggero dell’aria, più trasparente del vetro, totalmente libero dall’io, non ero in nessun luogo”. Così l’autore descrive la prima esperienza di assenza della testa o non sé che doveva trasformare totalmente la sua vita e svilupparsi in una nuova via spirituale. Partendo da un’immagine particolarmente efficace, ‘non ho la testa’, Harding spinge il lettore ad abbandonare la concezione abituale del mondo e di se stesso, e ad affidarsi unicamente alle percezioni dei sensi, dopo aver purificato il proprio universo contaminato dagli strati accumulati di nomi, ricordi e associazioni, interpretazioni e manipolazioni. “La via senza testa”, a differenza delle vie che uniscono la spiritualità orientale alla psicoterapia occidentale, non si interessa di osservare deliberatamente i processi mentali, di sondaggi psicologici in quanto tali, di una meditazione tesa a riportare in superficie contenuti mentali rimossi, e neppure di calmare la mente. Come lo zen, non si interessa dei molti aspetti e strati della mente, ma solo di arrivare alla sua essenza.
Il cristallo e la via della luce. Sutra, tantra e dzog-chen
Norbu Namkhai
Libro
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1987
pagine: 140
La meditazione theravada. La trasformazione buddhista dello yoga
Winston L. King
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1987
pagine: 228
Il primo libro che riconduca le forme moderne della pratica di meditazione theravada alle sue radici indiane. King, avvalendosi delle fonti autorevoli del canone pali, del Sentiero della purificazione di Buddhaghosa e del Sentiero della liberazione di Upatissa, sostiene la tesi che il sistema meditativo theravada, che appare come una curiosa e a volte disorientante mescolanza di caratteri brahmanici e buddhisti, sia di fatto l'adattamento di alcune tecniche yoga alla concezione del mondo buddhista. Di fatto lo yoga, in quanto metodo, si rivelò particolarmente duttile, utile sia nella ricerca upanishadica del Brahman o in quella del Sé assoluto del Samkhya, sia nell''estinzione delle febbri del samsara' propria dell'illuminazione buddhista. Le tecniche ascetiche che sembrano dominare la religiosità indiana fin dall'epoca vedica sono dapprima rifiutate dal Buddha Gautama e poi riscoperte e inglobate dai buddhisti nel proprio sistema meditativo. King si sofferma particolarmente sul rapporto tra jhana e vipassana e sul supremo stato raggiungibile, la nirodhasamapatti o cessazione del pensiero e della percezione, ritenuta dal Buddhismo theravada un'esperienza effettiva del nirvana in questa vita. Nel capitolo conclusivo l'autore spiega un metodo di meditazione poco noto in occidente, semplificato e accessibile anche ai laici, praticato attualmente in Birmania, Thailandia e Ceylon.

