Carabba: Filosofia contemporanea
Coscienza e psiche. Figure del pensiero contemporaneo
Libro: Libro in brossura
editore: Carabba
anno edizione: 2023
pagine: 346
Il 2023 celebra un duplice omaggio letterario: i 100 anni de La coscienza di Zeno di Italo Svevo e i 100 anni dalla nascita di Italo Calvino. Movendo dall’idea bergsoniana dell’ardito romanziere, capace di «strappare la tela del nostro io convenzionale», il volume discute il tema coscienza e psiche, che giunge al Novecento filosofico attraverso l’indagine radicale dell’esperienza nel suo fluire temporale: ma come condurla, come fondarla, dopo l’alienazione dialettico-hegeliana, lo Übermensch di Nietzsche, l’inconscio di Freud, cioè dopo la fine dell’identità tra coscienza e io, tra coscienza e libertà? Si ricostruisce il percorso di questo dibattito, con l’esame di alcune significative figure del pensiero contemporaneo.
Fenomenologia della vita. Senso, valore, cura
Libro: Copertina morbida
editore: Carabba
anno edizione: 2022
pagine: 364
"La via della ricerca fenomenologica si trova in solitudini cui è arduo l'accesso, quello delle "madri" di ogni conoscenza. Perché ciò cui essa mira è il rinnovamento della scienza sul fondamento del più radicale contatto personale con le sue fonti nella vita, nell'"io vivo" e nel "noi abbiamo una vita comune", cioè sul fondamento di una radicale presa di coscienza della vita in cui la scienza stessa cresce, e cresce come funzione al servizio di una vita autentica. Si tratta di dare vita a una scienza capace di comprendere e giustificare sé stessa fino in fondo, sulla via di un accrescimento estremo della libertà da pregiudizi che recede fino all'ultimo limite concepibile dell'incredulità, per guadagnare le indistruttibili certezze di principio, i rhizomata panton." (Edmund Husserl)
Wittgenstein 100 anni dopo. La filosofia come forme di vita
Patrizia Manganaro
Libro: Libro in brossura
editore: Carabba
anno edizione: 2023
pagine: 200
Qualunque cosa sia stato, Wittgenstein fu certamente qualcosa "di più" (Brian McGuinness). Il punto in cui Heidegger comincia a filosofare è esattamente quello in cui Wittgenstein smette di filosofare. Poiché, come dice la proposizione finale del Tractatus: «Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere» (Ingeborg Bachmann). Una grande filosofia si riconosce dal fatto che essa introduce una problematica nuova. È esattamente questo il caso di Wittgenstein. Dopo il Tractatus è impossibile non prendere posizione nei confronti dell'"insormontabilità" del linguaggio, dell'"irrappresentabile" e dell'"inesprimibile". Il problema della Trascendenza deve essere anch'esso formulato dal punto di vista del linguaggio (Pierre Hadot).