Città del Sole Edizioni: La vita narrata
Serafina
Anna Burgio
Libro: Copertina morbida
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2007
pagine: 142
Benché fosse maggio
Emilia Caracciolo Delfino
Libro: Copertina morbida
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2007
pagine: 182
I giornaletti sporchi
Demetrio Salvi
Libro: Copertina rigida
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 136
Nevica a Torino
Demetrio Trunfio
Libro
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2005
pagine: 192
I segreti di Franci non mi appartengono
Nicola Modafferi
Libro
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2005
pagine: 152
Liberamente ispirato alla vicenda autobiografica del suo giovane autore, è il racconto di una vita precipitata nel tunnel oscuro della malattia. "Esorcizzare la morte, credo che debba essere il compito di tutti gli esseri umani che vogliono vivere, ed è già radice e quadrato di questo libro, perché, per usare le parole del suo giovane autore: 'moriamo, e non ce ne rendiamo conto, innumerevoli volte!'"
Dice che... Alfabeto della memoria
Demetrio Trunfio
Libro
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2002
pagine: 286
La biografia di Nessuno. Ovvero Noi morti
Giuseppe Fantino
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 504
«Quando gli uomini uccisero i primi uccelli» scrive Fantino nel capitolo "La professione di martire" «ignoravano la bontà della loro carne. Li uccisero perché la possibilità di volo suscitava la loro invidia». Questa breve riflessione impianta una lucida base sulla quale innalzare un monumento alla stupidità umana, incapace di cogliere la logica che anima i veri intellettuali, come Fantino, i cui scritti non vanno "determinati" da un articolo partitivo, ma letti in una chiave universale, che consente di ampliare ulteriormente lo scenario della crisi novecentesca non ancora superata, nonostante Nietzsche la abbia annunciata già nell'Ottocento. Il lavoro di Fortunato Mannino conforta gli intellettuali e gli studiosi che vogliono aprire la gabbia in cui la Calabria è stata costretta negli ultimi cinquant'anni, da chi non ha saputo vedere il valore e la portata di certa letteratura e di certa riflessione. La paranoia di Fantino è una sindrome europea, un male descritto da Freud, come frutto di uno scontro non nichilistico, ma fruttuoso, perché "le nevrosi scaturiscono fondamentalmente da un conflitto tra l'Io e la pulsione sessuale, e le forme che esse assumono serbano l'impronta dell'evoluzione seguita e dalla libido e dall'Io". (Dalla prefazione di Francesco Idotta)
L'amore che ti aspetti
Maria Rosa Falduto
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 248
Imperfetto l'amore nelle sue tante accezioni. Imperfetto perché i sentimenti sono guidati dal cuore, che spesso agisce e reagisce in modo arbitrario. C'è amore nel voler creare una famiglia perfetta, nella protezione del nido familiare, nell'accettare la sorte − ma anche la Provvidenza − nella tenacia di resistere come all'albero l'ultima delle foglie. C'è amore in ognuno dei personaggi di questo romanzo e nella scrittura delicata, che trasuda tenerezza nel ricreare atmosfere di altri tempi, a tratti ironica, ma mai banale. Sullo sfondo campagne e paesini abbarbicati all'Aspromonte, «le acque blu viola del Tirreno» e il fascino delle nostre terre. Ne "L'amore che ti aspetti" gli avvenimenti fanno capire quanto si è fortunati a poter vivere la vita, «insignificante nella sua semplicità, apparentemente simile a molte altre, in realtà unica e preziosa». Malgrado «terremoti, alluvioni, guerre, si reagisce sempre, si ricomincia, perché la vita è più forte di tutto».
Angelina Romano fucilata a 9 anni dai soldati del Re d'Italia. Una storia dimenticata della Malaunità
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 56
"Angelina Romano è una ragazza nata e cresciuta a Castellammare del Golfo, provincia di Trapani, dove muore, all'età di otto anni e vari mesi, il giorno 3 gennaio 1862, uccisa dal regio esercito italiano. Secondo una versione, cui mi limito ad accennare, il gruppo di persone sorpreso alla Falconera era costituito da vecchi, bambini e disabili che si erano posti sotto la protezione di don Palermo, convinti che questo li avrebbe protetti. Il gruppo dei sette sarebbe stato costituito dal prete, da una bambina, da una donna cieca, da una donna diversamente abile, da uno zoppo e da due settantenni. In questo caso il misfatto è il più orrendo che ci possa essere stato: si tratta di coloro che non potevano fuggire e che sono stati uccisi, non perché fucilati in piazza, ma perché si è sparato nel mucchio appena li si è sorpresi, senza nemmeno dare loro il tempo di spiegare perché si trovassero lì e chi fossero. La mia conclusione: i militari, come ho ampiamente mostrato in un volume appena pubblicato (In punta di baionetta. 1860-1870: le vittime militari della Guerra Meridionale nascoste nell'Archivio di Stato di Torino), hanno ammesso di avere distrutto almeno un sesto dei documenti sul brigantaggio. È mia opinione che questo sesto sia costituito dai documenti più infamanti e vergognosi dei dispacci militari relativi al brigantaggio. Se questo è vero, come io credo che sia, quanto è avvenuto a gennaio 1862 a Castellammare del Golfo deve essere stato talmente vergognoso da dover distruggere tutti i documenti prodotti a riguardo. E non si tratta solo della morte di Angelina Romano. L'uccisione di questa bambina deve essere considerata solo la punta di un iceberg che, al di sotto del pelo dell'acqua, nasconde altre cose veramente immonde compiute dai militari italiani." Giuseppe Gangemi
Pentidattilo 1686. Il grido del falco
Tania Filippone
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 184
Il rapimento che ho sempre provato visitando il borgo di Pentidattilo ha quasi del soprannaturale. Non è certo difficile essere suggestionati dalla storia d’amore e di morte che aleggia sopra i resti del castello, dalle case sventrate, sovrastate dalla gigantesca mano di pietra che il vento penetra urlando e piangendo all’unisono con il gracchiare dei corvi, come un lugubre lamento funebre. Una forza misteriosa mi ha spinto ininterrottamente in questo luogo, mi ha rivelato voci, volti, stanze… Sono state le voci sospese in questo borgo, nell’assordante silenzio di questa valle, che hanno scritto questa storia, per poter svelare questo paesaggio di una bellezza quasi pungente, dolente. La bellezza della terra di Calabria.
La ragazza di Palmi
Pina De Felice
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 208
"L'amica Pina De Felice non manca mai di stupirci. Se la senectus è da taluni considerata come un'attesa, più o meno quieta, di una prossima fine, Pina è la dimostrazione di quanto, invece, tale senectus possa essere creativa e dare copiosi frutti pur autunnali. La senectus, l'aurea vecchiezza, Le offre spazi incredibili di una raccolta intimità nella quale la memoria, anche quella più personale, di fatti ed eventi della propria vita, spogliata di ogni elemento di caratterizzante individualità, diviene memoria non di un sol uomo o donna ben determinati nel loro concreto vivere e divenire in un preciso contesto geografico e storico ma la memoria d'ogni vivente che fruga, cerca e trova tra le pieghe del tempo i contorni essenziali dell'esistenza, di quella di Pina o di qualsiasi altra donna o uomo". (Dall'Introduzione di Stefano Iorfida). "Nella "Ragazza di Palmi", che arricchisce il novero delle opere di Pina De Felice confermando indiscutibilmente la sua già ben nota padronanza delle strutture compositive e dei mezzi espressivi, l'Autrice abbandona il ricorso alla densità icastica del verso a favore della dilatazione meditativa affidata alla narrazione in prosa, a "racconti" che tuttavia trovano la propria unitarietà nella rievocazione di "Pinuzza, la bambina nata sotto le bombe del '43". Ella sa bene, infatti, di dialogare col ricordo, seguendo un andamento bidirezionale che va, ovviamente, dal presente al passato, ma che segue anche la direzione opposta, sicché, se la Pina di oggi rievoca con piena consapevolezza quella di ieri, è pur vero che quest'ultima, annullando quasi la distanza temporale, indica alla Pina matura in quale misura e in qual maniera l'infanzia e le fasi più verdi della vita l'abbiano segnata contribuendo a fare di lei la donna che è oggi. Perché noi siamo anche il nostro vissuto". (Dalla Nota critica di Francesca Neri). "Questi racconti possiamo leggerli come tanti capitoli di un breve romanzo. Storia di vita familiare dell'autrice, una sorta di autobiografia collocata in un periodo ben definito che con la scrittura evolve in un tempo indefinito. Urgente sembra il bisogno di recuperare frammenti di vita trascorsa pescando nella memoria, come per lasciare traccia non solo delle proprie radici familiari ma anche di quelle culturali e sociali. Nasce dalla memoria il desiderio, la decisione di ricostruire il suo mondo giovanile. Quindi rimette in campo come in un affresco, le persone e gli ambienti casalinghi e paesani. Racconti, dunque, pure antropologici. In essi si leggono ambientazioni e personaggi, nello specifico soprattutto palmesi. Sul filo dei ricordi la narrazione lascia spazio anche a variegati quadri di costume. I dialoghi nel dialetto di Palmi timbrano gli accadimenti in ogni loro espressione. La raccolta è un atto d'amore verso i luoghi, le persone e le cose, trattati con delicatezza, come a voler evitare che si possano equivocare rimpianti che l'autrice non ha, né vuole avere". (Dalla Prefazione di Franco Araniti)

