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ABE

Quattrocento napoletano. Lo Balzino di Ruggiero de Pacienzia. Nella fine degli Aragonesi di Napoli con re Federico e Isabella del Balzo

Quattrocento napoletano. Lo Balzino di Ruggiero de Pacienzia. Nella fine degli Aragonesi di Napoli con re Federico e Isabella del Balzo

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 128

Cortei e feste sul finire del 1400 animano questo viaggio nel Regno degli Aragonesi di Isabella del Balzo e Federico I di Napoli spodestati da Francesi e Spagnoli. Fra lutti e miserie il popolo trovava il tempo per divertirsi festeggiando le visite dei sovrani per i paesi del Sud facendo della sfortuna una continua parodia. Sono le scene di piazza vissute attraverso i cronisti del secolo, specie Ruggerio de Piacentia, da Nerito a Barletta, da Bari a Benevento, ad Acerra e Napoli lungo la Via Appia Antica prima del crollo. Momenti di moda e di folclore che rivivono nelle pagine di storia vera fra le diverse etnie e personaggi goffi e potenti, capitani di ventura e pie donne che impreziosiscono il testo basato su diari coevi e cronache scevre da inquinamenti e manipolazioni storiografiche.
24,00 €

Ferrante, Donna Sabella e il Tasso

Ferrante, Donna Sabella e il Tasso

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 64

Il Principino di Salerno, Ferrante Sanseverino, non aveva che due anni quando morì il padre Roberto e subì l'abbandono della madre che il Re Cattolico fece risposare a Jacopo IV Signore di Piombino. Perciò fu accolto in casa della zia Cardona-Villamarina di Capaccio che gli diede in sposa la tenera Isabella, anch'ella padrona di decine di feudi. A soli dieci anni, Ferrante, possedeva mezzo Principato Citra, accettando Fieramosca per Governatore sebbene fosse stato l'artefice della fine del padre. Ma i tempi cambiavano e anche Salerno subì una mutazione trasferendo il Centro storico nell'antico quartiere della Giudecca requisito a banchieri e commercianti ebrei perseguitati dai Viceré. Carlo V fu magnanimo anche con la Principessa Sabella, alla quale non mancò di fare la corte quando fu ospite al Palazzo Terracena di Salerno e al Palazzo di Piazza del Gesù a Napoli, dove l'Imperatore restò per fine anno e per il carnevale, prima di essere incoronato a Bologna col al seguito lo stesso Principe Sanseverino. Sono anni splendidi per la corte salernitana che si arricchisce di poeti e cantori come Bernardo Tasso e Maria di Cardona.
14,00 €

Isabelle de Baucio. Isabella del Balzo di Andria. La regina di Napoli. Le regine del regno di Puglia, Napoli e Sicilia

Isabelle de Baucio. Isabella del Balzo di Andria. La regina di Napoli. Le regine del regno di Puglia, Napoli e Sicilia

Arturo Bascetta, Angelo Maietta

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 128

Isabella dei duchi del Balzo (de Baux di Andria) fu la regina più sfortunata di ogni tempo. Sposò Federico I, il re che stette sette anni sul trono di Napoli senza mai sedersi, per le tante battaglie a cui partecipò. È un viaggio con la viva voce dei protagonisti tirati in ballo senza confondere la vera cronaca di cortigiani, notai e viaggiatori con artificiose storie non coeve. È lo specchio in cui si riflette la principessa nata a Venosa con sullo sfondo la congiura dei baroni irpini e pugliesi distrutti dagli stradiotti veneziani del Duca di Mantova che si elevò a Duce di Ariano e a Governatore di Benevento in nome del papa. La povera Isabella, sballottata fra un paese e l'altro, conobbe il vero volto della gente e, da figlia del Principe Pirro (Pierre), si circondò di musici e cortigiani, a cominciare da Rocziero de Pacientia che scrisse un poema, Lo Balzini, durante il viaggio per l'incoronazione. Fu dopo questo peregrinare che la regina si riunì alle altre principesse tristi ad Ischia prima di vivere e poi terminare i suoi giorni nella splendida Ferrara alla corte del Duca Alfonso D'Este dopo i viaggi a Blois e a Valenza dal marito prigioniero e dal figlio Ferrante III.
24,00 €

La battaglia di Cetara e il pascià Barbarossa. I turchi e le guerre franco-spagnole che sconvolsero il golfo di Salerno. 1508-1544 cronache del Regno di Napoli

La battaglia di Cetara e il pascià Barbarossa. I turchi e le guerre franco-spagnole che sconvolsero il golfo di Salerno. 1508-1544 cronache del Regno di Napoli

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 64

Spagnoli e Napoletani, da Algeri a Tunisi, spalleggiavano il Re tunisino per aver accettato la sottomissione all'Impero cristiano. La risposta si ebbe quando i Francesi si allearono con i Turchi, innescando una crudele Battaglia navale nel Golfo di Salerno, che portò l'armata 'Andrea Doria' a gettare l'ancora a Cetara con a bordo i Mori inferociti e i Francesi giunti dall'Abruzzo. Sotto le bombarde franco-genovesi perì anche il Viceré Moncada che finì i suoi giorni davanti al promontorio di Capo d'Orso. Lasciata Minori la guerra si trasferì a Napoli, assediata dal resto delle truppe di Lautrec, ma i Turchi con infiniti vascelli che percorsero il Mar Tirreno da capo a fondo, conquistando la maggior parte delle isole costiere, spazzarono via antichi luoghi ischitani, come Torino e Panza, e giunsero nuovamente a Cetara. Da qui la partenza dei Salernitani per rincorrere il terribile Pascià Ariodemo Barbarossa, fino in d'Africa, dove si ebbe l'ultima cruenta Battaglia in cui morì il Conte di Sarno e fu ferito il Principe Ferrante Sanseverino.
14,00 €

Il bombardamento di Salerno del 1498. L'esilio a Venezia dei Principi Antonello e Roberto Sanseverino. 1498-1508 cronache del Regno di Napoli

Il bombardamento di Salerno del 1498. L'esilio a Venezia dei Principi Antonello e Roberto Sanseverino. 1498-1508 cronache del Regno di Napoli

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 64

I Principi di Salerno Antonello e Roberto Sanseverino si schierarono coi Francesi contro Re Federico I d'Aragona. Il Re assediò Agropoli, Castel Sangiorgio e Sanseverino, arrivando a bombardare Diano e Salerno fino alla resa. I Principi Antonello e Roberto furono spodestati, i comuni ottennero gli statuti comunali e Salerno divenne Città Regia: da S. Giorgio a Fratte, da S. Severino al Cilento. L'ammiraglio Antonello finì i suoi giorni a Senigallia, al servizio della Repubblica di Venezia, mentre tutti i beni furono assegnati al nuovo Principe Alfonso d'Aragona l'Impotente e a sua moglie Lucrezia Borgia. Poi il Re perdonò il Principe Sanseverino e gli fece sposare Maria de Cardona, sorella di Isabella andata in sposa ad un altro catalano, Bernardo Villamarina Conte di Capaccio. Il principe tornò nella sua Salerno e si circondò di poeti e filosofi dando vita ad una vera scuola di corte che restituì dignità alla Città Regia.
14,00 €

Nozze fatali. Lucrezia Borgia, Alfonso l'impotente

Nozze fatali. Lucrezia Borgia, Alfonso l'impotente

Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2012

pagine: 64

Il Principe di Salerno Alfonso d'Aragona detto l'Impotente, già Duca di Bisceglie, fu fatto sposare a Donna Lucrezia Borgia, figlia di Papa Alessandro VI. Salerno venne in balìa della tresca familiare dei Borgia mentre il Castello fuori le mura e le fortezze di Diano e di Agropoli furono bombardati per lunghi mesi. Ne approfittarono Cesare Borgia detto il Valentino, fratello di Lucrezia, e il padre-Papa, i quali tradirono il Re di Napoli e, appoggiando i Francesi, d'accordo gli Spagnoli, si spartirono il Regno e l'Italia. Nonostante la felicità di coppia, la gran festa data a Roma e la nascita di Rodrigo, Principino erede di Salerno, anche il matrimonio di Lucrezia ed Alfonso saltò. Cardinali, nobildonne e gentiluomini cominciarono ad essere perseguitati, feriti e uccisi dalla crudeltà del Valentino che pugnalò e poi strangolò Don Alfonso.
14,00 €

Pietradefusi nel Regno di Napoli. Il Settecento, l'onciario, i notai anche di Venticano, Dentecane, San Pietro a Sala, Castel del Lago

Pietradefusi nel Regno di Napoli. Il Settecento, l'onciario, i notai anche di Venticano, Dentecane, San Pietro a Sala, Castel del Lago

Dionisio Pascucci

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2011

È la storia di uno dei più importanti paesi della provincia di Avellino, ex Principato Ultra, l'ex Casale di Montefusco che da sempre ha affascinato la storiografia e che, continuamente e costantemente, durante le ricerche, spunta fuori qua e là negli atti notarili con i suoi antichi luoghi di Civitate S.Pietro a Sala e dell'abbazia beneventana di Venticano, oltre Castel del Lago col palazzo di Federico II sul confine di Apice e un tratto dell'appiana Strada Regia per Casalbore, lungo il fiume Calore, che collegava Paduli a Lucera ancora nel 1500. Premesse tali antichità, senza per nulla tener presente transunti e rescritti posteriori, resta il dubbio sull'antichità del toponimo "Pietradefusi" che l'esperienza fa immaginare come Casale privato, nato da tal Pietre del Fuso, ovvero Pierre de Foix, su un territorio dove preesistevano chiese, palazzo e strada di cui si è ampiamente discusso nei volumi in collana su Venticano, Apice, Torrioni, Montemiletto, Montaperto. E dalle origini Pascucci traccia un profilo storico attraverso la continua comparazione tabellare con dati e cifre alla mano, in diversi secoli, con tutti i paesi del Principato Ultra.
24,00 €

Pietradefusi. Dentecane, Venticano, Castel del Lago. Storia dell'ex Casale di Montefusco nel confronto con i paesi del Principato Ultra di Benevento

Pietradefusi. Dentecane, Venticano, Castel del Lago. Storia dell'ex Casale di Montefusco nel confronto con i paesi del Principato Ultra di Benevento

Dionisio Pascucci

Libro

editore: ABE

anno edizione: 2011

pagine: 192

Il volume è un tutto un documento sugli ex casali di Montefusco con la possente Parrocchia di S.Petri de Ferrari e dell'antica Abbazia di S.Maria Venticano da cui trae origine il nucleo abitato di S.Pietro a Sala. Ma sono migliaia i toponimi citati e inediti, come ad per esempio un non meglio precisato mulino a vento, anzi un territorio ubi dicitur Li Molino ad Ventum del 1500. Come pure il luogo propri ubi dicitur Li SS.Apostoli Petri seu La Cappella de Santa Paolina, oggi comune.
24,00 €

1656. La peste

1656. La peste

Edmondo Marra

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2010

pagine: 96

Nessun evento negli ultimi millenni, né guerre, né terremoti, né carestie, ha determinato conseguenze così disastrose come l'epidemia di peste che si abbatté sull'Italia meridionale dall'estate del 1656 all'anno successivo. Fu eliminata più della metà della popolazione esistente con cambiamenti sociali ed economici di portata inimmaginabile. Migliaia di persone oggi viventi derivano da uno dei sopravvissuti, magari fortunosamente, a quell'ondata di morte silenziosa e micidiale che non trovava ostacoli di nessun genere e si insinuava in ogni meandro visibile o nascosto.
24,00 €

1809. Il brigante Aniello Rinaldi della comitiva di Laurenziello

1809. Il brigante Aniello Rinaldi della comitiva di Laurenziello

Edmondo Marra

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2010

pagine: 96

Il romanzo rievoca il periodo del brigantaggio volturarese del primo ottocento attraverso le vicende umane dei fratelli Nicola ( 1780 1808 ) e Aniello Rinaldi ( 1784 1809 ) di Volturara, e di Laurenziello (1774-1812 ) di Santo Stefano che tennero in scacco per un decennio le forze dell'ordine, prima borboniche e poi francesi, mettendo a ferro e a fuoco l'intera provincia di Principato Ultra, come allora si chiamava l'Irpinia, e commettendo atroci delitti che restarono per decenni nella memoria di tutti. Si richiama a documenti storici, attraverso una minuziosa ricerca, e vuole dare uno spaccato senza pregiudizi di un periodo che vide profonde trasformazioni sociali, dalla fine del Feudalesimo alla nascita dei moderni Comuni, a nuovi codici legislativi ed alla ripartizione delle terre degli ex feudatari tra i contadini, in un contesto di povertà allucinante e di una situazione igienico - sanitaria aberrante. I Rinaldi appartenevano ad una delle famiglie più in vista del paese ed erano imparentati con la maggior parte dei notabili locali.
24,00 €

Memorie storiche di Cesinali. Comune di Cesinali (Av)

Memorie storiche di Cesinali. Comune di Cesinali (Av)

Lucio Fiore, Marco Fiore

Libro: Copertina morbida

editore: ABE

anno edizione: 2010

pagine: 80

Monografia storica sul paese dell'Irpinia contenente i nomi dei luoghi del paese e degli abitanti che si sono fatti notare nel corso dei secoli. Gli autori hanno realizzato un volumetto in linea con la collana sui paesi della Campania e sui 119 comuni irpini, che si avvale di un contributo del parroco Don Antonio Testa e della collaborazione del presidente della Pro Loco Giuseppe Galasso.
24,00 €

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