ABE
Atrani di Lurano. Ducato Heapoli di Sirena Partenope
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 96
La storia cristiana della Costiera ebbe inizio nel 1065, quando si videro tornare le navi slave dei Normanni di Drogone e Braccio di Ferro, giunte a cristianizzare l'Urbe Regina, capitale dei bizantini. Lo fecero per ordine del Papa, fondando prima l'arcidiocesi di S. Maria in Principio, fra Lurano e Laurito del Monte Maggiore, con l'intento di contrastare i medici della Scuola Medica Salernitana. Poi arrivò il terremoto del 1088 e tutto fu distrutto e annesso alla metropolia dello stato di Casamare, dando il via all'era della Recuperazione, cioè della rinascita, del Ducato Amalfitano che seppellì il culto di Santa Giuditta e San Ciriaco o Quirico, salvato dai Napoletani che lo elevarono a patrono di Sirena Partenope.
La reazione del 1861 sulla montagna di Montefusco
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 96
C'era un progetto scientifico che veniva da Mariglia, rifugio dell'ex intendente Centurione Mirabelli, per aizzare i paesi della Montagna di Montefusco e il Principato Ultra. Capo locale ne fu l'ex liberale Don Zampetti di Montefusco che guidò la banda nel bosco di Prata. Ne nacquero amori, gioie e dolori. Episodi di vita locale che si intrecciano alla fantasia riportate nelle cronache del tempo quasi tutti trascritte di prima in questo viaggio fra Benevento ed Avellino che diventa quasi un romanzo inedito.
Marie d'Enghien dei Brienne de Luxembourg. Maria d'Engenio di Oria, Lecce e Taranto regina di Napoli
Arturo Bascetta
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 112
La famiglia appartenne alla maison de France, ma le sue origini affondano nella casata normanna dei Brienne del Lussemburgo titolari di contee possedute a tandem, fra il Belgio e la Puglia, specie sotto la regina Giovanna I di Napoli. Ma lei nacque a Lecce, se non a Gubbio, e seguì il padre Giovanni nella conquista dei Durazzo d'Ungheria contro il ramo d'Angiò. La dote che amministrò fu immensa e le pervenne per parte di madre, Sancha del Balzo detta Sancia, imparentata coi Duchi d'Andria, ribelli alla sovrana, e passati nell'antiregno dei catalani di Sicilia di Trinacria con vicaria a Matera, forti dei possedimenti, dal principato di Taranto alla Baronia di Flumeri. Sposò Raimondo del Balzo e poi Raimondo Orsini, Raimondello, erede delle due casate fusesi a Lecce, vicaria di Partenope, il nuovo Regno di Heapoli fatto risorgere da re Ladislao e dal papa col vessillo di S. Stefano che era dei crociati. Nel castello del Vove, il Bue, ancora echeggiano le parole della resa a Ladislao: "Scelgo il trono, anche se muoi, tanto se moro, moro da regina".
Juana l'Infant. Una moglie per Ferdinando
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 80
Giovanna III regnò più del marito, più della figlia Giovanna IV e più dei figliastri, Alfonso e Federico, e del nipote Ferrandino. Fu lei la seconda moglie del cugino Ferrante d'Aragona di Napoli, prelevata a Barcellona dal figlio Alfonso, costretto a sposarla e ad incoronarla per il padre prima di salpare. Quando poi il Re vide la sua Regina, il cuore gli si spezzò. Giovanna era bella, giovane e battagliera. A soli venti anni era già Luogotenente Generale al comando delle truppe del padre e tale restò anche come Regina di Napoli durante le assenze dei sovrani, sempre impegnati a combattere il Papa e i baroni ribelli. Cariteo, Sannazzaro, Ruggiero de Pacienza e molti altri furono i poeti che cantarono le lodi i questa donna di ferro, l'unica che restò sempre al comando, che pianse continuamente i morti né ebbe soggezione dei vivi come San Francesco da Paola. La ristrutturazione di Castelnuovo, la quadreria, i codici miniati e la presenza a corte di maestri giardinieri come Pacello da Mercogliano, a realizzare ville, giardini e giochi d'acqua nei siti di Poggioreale, della Duchesca e del Paradiso, sono la garanzia che il Rinascimento fu vivo in una Napoli più legata a Firenze.
Sotto i ponti del diavolo. Storie beneventane lungo la Traianea
Giovanni B. Cavalletti, Roberto Patrevita
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 80
Crocevia di commerci e di culture, terra di miti e di leggende, di altari e di prodigi, il territorio dell'odierna Campania è stata terra di confronto e di dissidio, di condivisione e trasmissione di idee e culture che in certi momenti della Storia, con chiaro riferimento ai primi secoli dell'era cristiana fino alla scoperta dell'America, hanno costituito un tutt'uno con quello straordinario movimento epocale conclusosi con l'affermazione di Roma a capitale del mondo antico prima e della cristianità dopo. Determinante, in questo processo, il ruolo delle strade che, fin dalla preistoria, hanno attraversato il territorio campano creando le condizioni ideali per un processo di crescita sociale e culturale. Nella meticolosa descrizione delle rispettive direttrici, il libro ripercorre minuziosamente i tratti viari del Regio Tratturo Pescasseroli Candela e delle vie consolari Appia, Regio-Capuam; Herculia; Latina; Domitiana; Traiana; Aurelia Aeclanensis; Aemilia. Ne localizza le evidenze archeologiche. Ne narra i fatti salienti, storici, leggendari e mitologici.
Streghe, cavalieri e fanti in cammino sulla via Traiana. Sacri serpenti, monaci, pellegrini, santi
Giovanni B. Cavalletti, Roberto Patrevita
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2014
pagine: 80
Il volume evidenzia la rilevanza degli insediamenti dislocati lungo la direttrice della via Traiana con particolare riferimento alla centralità di Benevento, punto di partenza e di arrivo della stessa via consolare. Fu questa la circostanza che offrì al capoluogo sannita l'opportunità di riappropriarsi, nel Medioevo, del ruolo di capitale che aveva dovuto lasciare dopo la conquista romana. Erede e custode, dopo la capitolazione di Pavia, del patrimonio politico e culturale dei Longobardi d'Italia, ed unico baluardo alle vittoriose campagne belliche di Carlo Magno, la città di Benevento accentrò in sé la forza del nordico popolo mutuandola, in una sorta di sincretismo magico religioso, con l'eredità sannita e romana. Di qui la nascita ed il propagarsi della magica tregenda delle streghe, che intorno al terrificante albero della tradizione imparavano da Satana ogni sorta di maleficio. Fu a Benevento che papa Pasquale II approvò l'ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Niccolò Gaetani dux del Lazio antico. L'assassinio di re Andrea e la rivolta di città dell'Aquila
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Crudele, spietato, a tratti falso, ora bugiardo, ma sicuramente un vero condottiero di ventura, forse il primo cavaliere italiano del secolo in cui terminarono le vere rivolte e si diede inizio ai grandi stati europei. Niccolò Gaetani, alias Nicola Caetani, non ebbe pietà per nessuno. Partì da Fondi e si arroccò ad Itri, prese Gaeta ed insediò un antipapa a Suessa. Non contento sfidò i Genovesi a Terracina dando battaglia a qualsiasi invasori, finendo con l'annientare l'esercito napoletano sul Garigliano. Niccolò fu il nemico principale della Regina di Napoli. Riuscì a smembrare un intero Regno e a sfidare il Papa, finendo ora prigioniero, ora graziato per le sue promesse da marinaio di fare pace con tutti. Ma, tornato ad Itri, divenne piu' spietato di prima, tagliando orecchi ed accecando gli occhi a chi non era dalla sua parte, né mancò di amputare dita e gambe, cavare denti e stirare membra ad amici e nemici, ma fu un grande, il piu' potente dei condottieri di ventura della prima metà del Trecento. Così, mentre il Conte Niccolò Gaetano, partito dal suo Castello di Fondi, occupò il Lazio Antico, Terracina, Gaeta, Itri e Formia, Sessa.
Attendolo Sforza. 1369-1424 da Spoleto all'Aquila, da Napoli a Benevento, vita del condottiero di ventura di Cotignola che diede origine alla casa dei Duchi di Mila
Arturo Bascetta, Paolo Giovio, Lodovico Domenichi
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
Attendolo Sforza, anzi, Giacomuccio alias Muzio detto Sforza, della famiglia degli Attendoli, era rimasto per molti anni a fare il caporale a Cotignola e in altri paesi dell'Emilia. Il suo nuovo lavoro, abbandonata la zappa, divenne quello di saccheggiare ed occupare Terre, essendo spesso al soldo di piccole città per sfamare la nutrita figliolanza e la folta parentela al seguito, tutti provenienti dalla natìa Cotignola. L'ascesa del 'caporale' Sforza cominciò dopo l'occupazione di Roma da parte di Re Ladislao nel 1408 e proseguì con quella di Perugia e L'Aquila, città dove fu ripristinato un Viceré degli Abruzzi soggetto a Napoli. Il sovrano, nominatosi Re d'Italia, forte dell'amicizia con Giacomuzio, portò a termine le scorrerie nell'Umbria prima di morire e lasciare il trono alla Regina Giovanna II che elevò lo Sforza al grado di Gran Contestabile del Regno Partenopeo. Nonostante ciò Attendolo passò al servizio del Papa come Gonfaloniere della Chiesa, fino alla morte nel fiume di Pescara.
L'invasione dei romagnoli di Galeotto Malatesta. La gran compagnia di ventura dall'Abruzzo a Terracina 1347
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
In origine erano a Rimini, ma presto divennero famosi a Cesena. La carriera dei fratelli Malatesta cominciò con Galeotto, un giovane faccendiere che ben presto si distinse fra i signori della Romagna per la sua sagacia e intraprendenza nei negozi e negli intrighi. Eccolo a trattare alla corte di Ferrara, ora con la signoria di Cesena, ma la sua fama di grande mediatore la ebbe con lo scoppio della guerra di successione nel Regno di Napoli. Lì, col passaggio del testimone da Re Roberto alla nipote Giovanna I d'Angiò, si ebbero una serie di violenti ribellioni dopo l'uccisione di Re Andrea, fratello del sovrano Ludovico d'Ungheria.
Itrani del Settecento. Persone mestieri chiese. Cognomi del Lazio antico
Sabato Cuttrera, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 96
In questo testo, che è una sorta di vademecum per chi vuole fare l'albero genealogico delle famiglie locali della provincia di Latina e Frosinone, si trovano tutti i cognomi estratti dal catasto onciario del 1754 riferiti a Itri centro e dintorni.
Minori del 1754
Arturo Bascetta, Bruno Del Bufalo
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2013
pagine: 80
Sono tutti gli abitanti di Minori e delle frazioni: S.Pietro del Petrito, Forcella, Casa Cumbalo, Casa Carola, Villamena, Croce di S.Trofimena, Cartiere a Fiume di Janni, S.Maffeo, Pacchiarotta, Grotticella, S.Maria Vetrana, Boschetto a S.Nicola Vecchio, La Torre di Paradiso abitata dal Capitano del feudo dell'AGP di Napoli. Ma non solo. Il volume contiene anche le chiese, i preti, i nomi antichi delle strade e quanto altro di ufficiale ricavato dalle dichiarazioni dei redditi del 1700. In tal modo il lettore ne ricaverà un minimo di albero genealogico per sapere le proprie origini in provincia del fu Principato Citra di Salerno.

