Adelphi
A Sarajevo, il 28 giugno
Gilberto Forti
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 248
Matrimoni indoeuropei
Georges Dumézil
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 182
Cristallo di rocca
Adalbert Stifter
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 90
Genealogia della morale. Uno scritto polemico
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 200
Opera filosofica scritta e pubblicata nel 1887. Scritta con l'intenzione di accentuare la portata di "Di là dal bene e dal male" è composta di tre saggi, intitolati: "Buono e malvagio, buono e cattivo", "Colpa, cattiva coscienza e affini", "Che cosa significano gli ideali scettici?". Nel primo N. tratta dell'essenza e dell'origine del Cristianesimo; nel secondo la coscienza è riconosciuta non come la voce di Dio nell'uomo, ma come l'istinto della crudeltà che si ripiega su se stesso dopo che non ha potuto sfogarsi esteriormente. Nel terzo N. trova la spiegazione della potenza, da lui considerata negativamente, dell'ideale ascetico-religioso nel fatto che questa forma di disciplina era l'unica, "fino a Zarathustra", che fosse proposta agli uomini.
Il mondo del Principe Splendente. Vita di corte nell'antico Giappone
Ivan Morris
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 424
Introduzione al lied romantico
Mario Bortolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 224
Una sola moltitudine. Testo portoghese a fronte. Volume Vol. 2
Fernando Pessoa
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 256
Lettere a una gentile signora
Carlo Emilio Gadda
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 227
"Cara e Gentile Signora": così comincia la prima lettera di questo epistolario, scritta il 21 settembre 1935. "Cara, gentile Signora Lucia": questo è l'inizio dell'ultima, scritta ventinove anni dopo. Durante tale periodo, ricco di creazioni e di angosce nella vita di Gadda, la consuetudine epistolare accompagnò i rapporti fra lo scrittore e Lucia Rodocanachi, la "Gentile Signora", mantenendoli a una distanza che per essere giusta doveva essere notevole. Gadda e la Rodocanachi si conobbero alle "Giubbe Rosse", presentati da Montale. Lei era una donna appassionata di letteratura: per anni ricevette amici scrittori nella sua casa di Arenzano, e con loro collaborava spesso come traduttrice. Gadda era attratto dalla "gentilezza" di questa amica, ma la sua invincibile ipocondria lo irretiva in un rapporto dove la deprecazione di se stesso, le scuse e i sensi di colpa trionfavano. Eppure, proprio attraverso tale rete di autoaccuse lievemente maniacali traspare in queste pagine la vita di Gadda, nelle sue delicate oscillazioni: faticosa, ombrosa, tanto più scrupolosa di rispettare le forme quanto più in essa si accumulava una temibile carica di violenza. Nel rapporto fra la "Gentile" Signora e la "gentilezza" di Gadda, qui scandagliata in un saggio di Giuseppe Pontiggia, si celano trappole e inganni che fanno riconoscere in Gadda uno "dei grandi roditori del mondo borghese", che "se ne nutre mentre continua a scavarlo e cerca di non essere coinvolto nei cedimenti che provoca".

