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Donzelli

Atlanti. Immagini del mondo e forme della politica in Max Weber

Atlanti. Immagini del mondo e forme della politica in Max Weber

Mirko Alagna

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 243

Palcoscenico della provvidenza; materia plasmabile dalla creatività umana, diretta verso il progresso; giungla, in cui la competizione molecolare è insieme strategia di sopravvivenza e garanzia di un ordine meritocratico; "tutto ciò che accade", affastellarsi di accadimenti senza un fine oggettivo e predefinito. Immagine del mondo ("Weltbild" nel lessico weberiano) è tutto questo, è il "set" di assunti cognitivi sul mondo come totalità che l'umanità si costruisce come criterio di orientamento pratico. Quello che un'immagine ci dice "del" mondo ha effetti sul modo di comportarsi "nel" mondo: le immagini del mondo indirizzano l'agire verso certe direzioni, decidono gli obiettivi, le speranze, le aspirazioni; indicano "chi sono i nostri", separano gli accadimenti significativi da quelli secondari. Plasmano cioè diversi tipi umani, costruiscono le soggettività che agiscono nella storia e nella società. Il dispositivo-"Weltbild" usato da Weber, di cui qui si ricostruiscono struttura e funzionamento, permette di tenere in un unico campo visivo la dimensione ideale degli orizzonti di senso e la costellazione dei condizionamenti materiali; fornendo una chiave di lettura politica e sociale nuova, in grado di valorizzare il ruolo svolto tanto dalla componente ideale dell'immagine quanto dall'elemento materiale del mondo.
28,00

Una stagione d'aria

Una stagione d'aria

Isabella Leardini

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 160

Il vero amore all'inizio non nuota entra in acqua con i piedi sui sassi. Hanno paura di uno scherzo ma si tengono più strette alla mano. Hanno aspettato per tutta la vita il privilegio di essere stupide le ragazze che ridono nel mare.
13,00

La radio nella rete. La conversazione e l'arte dell'ascolto nel tempo della disattenzione

La radio nella rete. La conversazione e l'arte dell'ascolto nel tempo della disattenzione

Giorgio Zanchini

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 167

La radio, ovvero la conversazione, la conduzione: mai come in questi anni si sta dimostrando un mezzo non soltanto resistente, ma persino il più adatto all'età dei social media. Oltre a essere agile, elastica, economica e assai più semplice di altri media, la radio è per sua natura multimediale, partecipativa, relazionale, e perciò particolarmente consona all'ecosistema internet. La sua vera forza deriva dal suo nucleo, il suo cuore, ciò che la definisce e distingue: la parola e l'ascolto, la voce e l'udito. Anche nel caotico, straripante mondo della rivoluzione digitale, in cui siamo investiti dalle informazioni a ciclo continuo, abbiamo bisogno di quest'esperienza quasi primaria, moderna eredità di una pratica eterna: un gruppo di persone che parlano e si ascoltano; che conversano, si scambiano idee, informazioni, ragionamenti. Il paesaggio contemporaneo pone però anche sfide insidiose per la radio. La frammentazione, la velocità, il mondo-flusso delle notifiche sugli smartphone lasciano spazio per una radio di ascolto serio, per il confronto approfondito, per una civile discussione? Queste pagine costituiscono un viaggio nell'arte della conversazione radiofonica, e nel mondo dei conduttori, di ieri e di oggi, attraverso cambiamenti e innovazioni tecnologiche, forme, stili, ritmi, canali, programmi, paesi. Un racconto affidato a una voce nota del nostro sistema della comunicazione, conduttore da anni dei più diversi programmi di informazione e di approfondimento, dai giornali radio e le trasmissioni storiche di Radio 1 - a cominciare da Radio Anch'io - ai dialoghi a due di Radio3, dagli audiodocumentari ai reportage. La radio si scopre così un mezzo resistente e adattabile, che nella rete non solo sta bene, ma può persino prosperare.
19,00

Storia degli Stati Uniti d'America. La «libertà americana» dalle origini a oggi

Storia degli Stati Uniti d'America. La «libertà americana» dalle origini a oggi

Eric Foner

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 431

«Nessun'altra idea, più di quella di libertà, è così fondamentale per l'immagine che gli americani hanno di se stessi, come individui e come nazione». Il concetto di libertà, in America, è sempre stato terreno di lotta, soggetto a interpretazioni molteplici e concorrenti. La parola freedom, affascinante e ambigua, è già nella Dichiarazione d'Indipendenza e segna le fasi più importanti della storia del paese, tanto da essere presente in contesti diversi come le manifestazioni per i diritti civili e i discorsi di guerra post-11 settembre. A ben vedere, tutta la vicenda americana si riassume in questo concetto chiave: una verità vivente e incontrovertibile, per alcuni americani; un paravento e una crudele menzogna per altri. Dalla rivoluzione settecentesca ai giorni nostri, per gli americani la libertà è stata insieme una terra promessa e un campo di battaglia, il più forte legame culturale e la più pericolosa linea di tensione. Gli Stati Uniti nascono con la dichiarazione che annovera la libertà tra i diritti inalienabili, poi in Costituzione si propongono di assicurarne a tutti i benefici; per essa, o contro di essa, è stata combattuta la Guerra civile; in suo nome si è ripetuta la battaglia contro la schiavitù e l'apartheid. E, infine, la difesa della libertà anche al di fuori dei propri confini è stato il criterio ispiratore - e insieme lo schermo ideologico - della politica estera americana, dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda, da Cuba al Vietnam, dalla guerra del Golfo a quella in Siria, come l'autore sostiene con forza nella nuova introduzione scritta appositamente per questa edizione italiana. Come nota Alessandro Portelli nella sua postfazione, la sottolineatura dei limiti della libertà americana non diventa per Foner l'occasione per una distruzione del mito americano, ma contribuisce piuttosto a rafforzare il senso di quanto centrale sia l'idea di libertà nell'identità di un paese che, pur nelle sue evidenti contraddizioni, non smette mai di cercarla. Postfazione di Alessandro Portelli.
36,00

La sera di Natale in casa Mellops

La sera di Natale in casa Mellops

Tomi Ungerer

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 80

Papà Mellops ha procurato un libro speciale sulle decorazioni, e Mamma Mellops si è messa subito all’opera – che albero speciale prepara «con biscotti e pasticcini, pupazzetti colorati e salsicce di marzapane per il cane». Ma il bello deve ancora venire, perché nel frattempo, Isidor, uno dei loro quattro figlioletti, decide di fare una sorpresa alla famiglia e corre nel bosco... peccato che nel frattempo il fratellino Casimir ha la stessa idea e, di nascosto, pure Ferdinand e Felix si mettono in cerca di un bell’albero! E così, la sera di Natale il salotto di casa Mellops pareva un boschetto di abeti. Ma i Mellops, si sa, sono pieni d’iniziative e anche questa volta finiscono per ritrovarsi a tavola tutti intorno a una bella torta della mamma con la panna montata. Ma il regalo di Natale per i fan dei Mellops non finisce qua, perché nel libro troveranno un’altra avventura: una spedizione sottoterra a esplorare grotte, armati di caschetti, torce, zaini e sacchi a pelo. Età di lettura: da 4 anni.
13,50

In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto 2017 sulle migrazioni interne in Italia

In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto 2017 sulle migrazioni interne in Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 185

Partenze, arrivi, ritorni, pendolarismi sono all'ordine del giorno per chi ha a che fare con la scuola. La mobilità territoriale è un elemento distintivo del lavoro nella scuola da lungo tempo, ma con la legge sulla «Buona Scuola» del 2015 è balzato all'attenzione dell'opinione pubblica, suscitando polemiche e conflitti di vario tipo e coinvolgendo sia i precari sia il personale di ruolo. Il tema della migrazione degli insegnanti sul territorio nazionale è oggi sulla bocca di tutti: docenti, famiglie, funzionari, dirigenti, studenti. Il volume affronta la questione con un rigoroso approccio scientifico, grazie al coinvolgimento di un nutrito gruppo di studiosi appartenenti alle discipline più diverse: storici, demografi, sociologi, pedagogisti, storici dell'educazione. Viene qui presentata una ricostruzione del fenomeno partendo da dati statistici inediti, da indagini sul campo in territori particolarmente caratterizzati dalla presenza di insegnanti provenienti da altre regioni, dalla storia della mobilità del personale scolastico nel corso dell'Italia contemporanea. Il contributo della ricerca scientifica permette di affrontare la questione al di fuori degli stereotipi e delle strumentalizzazioni, mettendo in relazione le migrazioni degli insegnanti con le sfide decisive che oggi si pone la scuola pubblica, ma allo stesso tempo contestualizzando questa mobilità nello scenario complessivo delle migrazioni più recenti. Quali sono i modelli migratori che emergono? Quali le conseguenze sull'andamento della scuola pubblica? Quanti sono effettivamente i docenti che si spostano da una parte all'altra del paese? Si possono mettere in relazione gli attuali spostamenti con quelli del passato? Le migrazioni degli insegnanti sono diverse o simili a quelle di altri lavoratori e lavoratrici? Il volume intende rilanciare il dibattito sulla scuola e sulle migrazioni, proponendo un approccio innovativo basato sul confronto tra le scienze sociali a partire da uno sguardo alle contraddizioni della realtà.
27,00

Risorgimento veneziano. Daniele Manin e la rivoluzione del 1848

Risorgimento veneziano. Daniele Manin e la rivoluzione del 1848

Angelo Ventura

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 203

L'Italia fu uno degli epicentri dell'ondata rivoluzionaria che attraversò l'Europa del 1848, quella «primavera dei popoli» che segnò l'inizio della fine del sistema della Santa Alleanza sancito dal Congresso di Vienna e che rappresentò una tappa fondamentale del nostro Risorgimento. Venezia, con la sua eroica resistenza, fu l'ultimo baluardo ad ammainare la bandiera della libertà, nell'agosto del 1849. Il prologo della rivoluzione fu il moto dell'8 febbraio a Padova, il segnale dell'irreversibile fine dell'«agitazione legale». Il 24 febbraio in tutto il Lombardo-Veneto un decreto imperiale istituiva la pena di morte con esecuzione immediata contro i colpevoli di istigazione, sollevazione, ribellione al governo asburgico. Ma alle prime notizie della rivoluzione liberale di Vienna e del licenziamento di Metternich, a Venezia la folla invase il palazzo del governatore imponendo la liberazione di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Come ha scritto lo storico inglese Trevelyan, Manin fu «il più grande e il più nobile degli statisti italiani», portato alla ribalta dagli eventi del 1848. A metà degli anni cinquanta, quando ancora Cavour giudicava «una corbelleria» l'unificazione politica del paese, sarebbe stato proprio Manin a indicare con decisione la via maestra per cui si sarebbe compiuta l'Unità d'Italia. «La Repubblica veneta proclamata il 22 marzo non aveva nulla a che vedere con l'antica Repubblica aristocratica, ma si fondava sull'imprescrivibile diritto della sovranità nazionale proclamato da Manin, vale a dire sul principio democratico dell'eguaglianza dei diritti politici e civili di tutti i cittadini». Con la coerenza, la limpidezza e la potenza interpretativa che lo hanno reso uno dei grandi maestri della storiografia italiana novecentesca, nei saggi che compongono questo volume Angelo Ventura fa giustizia delle letture più miopi e localistiche fiorite attorno a Manin e alla Repubblica di San Marco. Introduzione di Adriano Viarengo.
27,00

Fiabe con le ali

Fiabe con le ali

Jack Zipes

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 420

Le cartoline hanno le ali, scrive Jack Zipes, proprio come le fate, e quale mezzo poteva essere più adatto, prima dell’avvento del cinema, della tv, del web e dei social network, per far volare i personaggi delle fiabe al di là di ogni confine, epoca, lingua e cultura? È questa la scoperta in cui casualmente si è imbattuto cinquant’anni fa Jack Zipes, curiosando tra le bancarelle di un mercato delle pulci di Parigi: all’epoca giovane studioso e traduttore della fiaba popolare e colta, Zipes posò gli occhi su un mucchietto di logore cartoline e si accorse che quelle piccole illustrazioni altro non erano se non un modo del tutto originale di raccontare le trame da secoli tramandate di bocca in bocca o per iscritto. Cominciò così una lunga caccia tra i mercati di anticaglie di mezzo mondo, che ha dato vita a una collezione di oltre 2500 esemplari unici. Le centinaia di migliaia di cartoline ispirate alle fiabe prodotte a partire dagli anni novanta dell’Ottocento hanno avuto un’influenza significativa sul modo in cui, in Europa e in Nord America, persone appartenenti a tutte le classi sociali hanno guardato al mondo delle fiabe: di fatto, le cartoline hanno rinarrato e abbellito visivamente le storie, accrescendone la popolarità. Prefazione di Marina Warner.
35,00

Dizionario portatile di ecologia

Dizionario portatile di ecologia

Henry David Thoreau

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 138

Prima di diventare la scienza che studia l'interazione tra l'uomo e l'ambiente, prima ancora di assumere le vesti di un discorso politico sui fragili equilibri del pianeta, e ben prima di essere irrisa dalla protervia inquinatrice di un Donald Trump, l'ecologia è stata, nell'America dell'Ottocento, un moto spirituale, una condizione dell'anima. Nessuno l'ha saputa interpretare meglio di Henry David Thoreau, il padre fondatore del trascendentalismo, l'osservatore accorto, il camminatore instancabile, il paziente tessitore di un lessico della natura fatto di parole lievi, semplici e profonde. Da Walden ai Diari, dalle descrizioni dei suoi viaggi nel New England agli scritti scientifici, Thoreau è stato un maestro insuperato nell'arte di pensare la natura raccontandola; aveva imparato, dal suo amico Ralph Waldo Emerson e dalla tradizione puritana, che la spasmodica ricerca di significati profondi ovunque nel creato è tutt'uno con una altrettanto puntigliosa intenzione di prendere sul serio i fenomeni indagati. In questa rigorosa antologia sul filo delle parole, in questo dizionario portatile concepito come un piccolo libro che Thoreau avrebbe potuto portare con sé lungo le sue peregrinazioni, nella tasca della giacca, la prospettiva del suo sguardo cambia continuamente di scala: si rivolge a volte all'estremamente piccolo (la voce Formiche), passando per il microcosmo di un Lago, un Fiume o un Bosco, per approdare altre volte all'estremamente grande (l'Oceano, il Cielo), fino a raggiungere una dimensione globale, attenta alla responsabilità dell'azione umana. Thoreau anticipa e fonda il meglio del pensiero ecologico-ambientalista che lo seguirà perché sceglie una posizione di «osservatore partecipante», senza il distacco che caratterizzerà i positivisti, ma anche senza i misticismi esotizzanti di fuga dalla civiltà che ne rappresentano oggi gli esiti più vuotamente ideologici. Tenendo sempre ben a mente di essere cittadino di quella giovane nazione borghese che è la sua America, Thoreau non dimentica di inserire se stesso e il suo mondo nella natura che scruta. Così, questo dizionario ecologico, concepito in occasione del bicentenario della nascita di Thoreau, è anche un lessico del nostro presente, del rapporto tra l'ambiente e chi lo visita, lo scopre, lo percorre, con tutta l'ironia e l'autoironia che danno voce al senso consapevole della limitatezza umana.
19,00

Sinistra, e poi. Come uscire dal nostro scontento

Sinistra, e poi. Come uscire dal nostro scontento

Gianni Cuperlo

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 143

Quando avanza la destra, alla sinistra unirsi conviene. Quando avanza una destra aggressiva e illiberale l'unità dei progressisti si fa imperativo politico e morale. Purtroppo non sembra questa la rotta della sinistra italiana di adesso. Un lungo inverno alle spalle, la divisione consumata nel Partito democratico, tra qualche mese la sfida del voto. Il tutto dopo la crisi peggiore della storia recente, un sommovimento che ha scosso certezze, in economia e non solo: un «marziano» alla Casa Bianca, parabole inedite come con l'Eliseo a Macron o gli xenofobi al Bundestag; il nodo migranti a fare da discrimine tra destra e sinistra e nella sinistra stessa. Come uscire dalla trappola e restituire identità a quel campo di persone, partiti, movimenti sempre più apolidi e però ostinati a cercare una strada comune? Una via è scomunicarsi a vicenda, ma perdendo tutti. L'alternativa è tornare a pensare, leggere il mondo, nominare alcune idee radicali per immaginare il dopo. Magari così lo scontento potrebbe di nuovo far posto a qualcosa che somigli alla speranza.
18,00

I poeti del Novecento

I poeti del Novecento

Franco Fortini

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 280

Nel centenario della nascita di Franco Fortini torna in libreria l’antologia dei poeti italiani del Novecento, un’opera che oggi può essere considerata un classico: a quarant’anni dalla prima edizione, intatte sono la ricchezza e la profondità della scrittura e dell’analisi. Non si tratta, tuttavia, solo di un’antologia, ma di uno studio critico che è insieme saggio, commento penetrante, giudizio di valore; un testo che ha contribuito a una nuova lettura della poesia del secolo. I poeti italiani sono presentati al di là dell’appartenenza a gruppi e schieramenti letterari; ne emergono così le peculiarità e i cortocircuiti prodotti dall’incontro con la realtà. La poesia è pensata nella sua singolarità espressiva e, simultaneamente, nel suo essere allegoria delle torsioni della storia e dell’esistenza: l’umanissima nevrosi di Saba, la poesia come salvezza di Montale, la reticenza e la volontà di dialogo di Sereni, la disperata voracità di Pasolini, l’alta eloquenza di Zanzotto. Attraverso una scrittura densa e asciutta, sostenuta da una risoluta finalità didattica, trapela, come scrive Pier Vincenzo Mengaldo nel saggio introduttivo, «una concezione di tipo religioso del poeta come testimone e martire».
28,00

Mezzogiorno tra identità e storia. Catastrofi, retoriche, luoghi comuni

Mezzogiorno tra identità e storia. Catastrofi, retoriche, luoghi comuni

Costantino Felice

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 281

È di fronte a catastrofi come la guerra e i terremoti che massimamente esplodono le retoriche identitarie. L'Abruzzo e il Molise, con le loro peculiarità storiche, ne forniscono lo scenario più spettacolare e rappresentativo. Soprattutto con il sisma aquilano dell'aprile 2009 la loro notorietà si proietta su scala globale. Ma con quale immagine? Quali le trame narrative - il discorso pubblico - che vi hanno intessuto sopra il potere politico e il sistema mediatico? Non si era mai assistito, né qui né altrove, a un'enfatizzazione così insistita di certi stereotipi: non solo lo stucchevole «Abruzzo forte e gentile», ma anche il «pastore» dannunziano e il «cafone» di Silone e Jovine. Nel corso dei secoli una natura particolarmente aspra e ostile ha indotto queste regioni, come il Sud Italia in genere, a declinare la loro storia in base ai difficili processi d'interazione tra uomo e ambiente, nel quadro complessivo dei mutamenti che nel tempo hanno investito la penisola italiana e il Mediterraneo nel suo insieme. Ma in che misura l'imponente geografia dei luoghi e le dinamiche economico-sociali che ne sono derivate hanno forgiato il carattere degli abitanti, condizionandone scelte e comportamenti?
20,00

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