Giuntina
Il silenzio che urla. L’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982
Gadiel Gay Tachè
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 128
Roma, 9 ottobre 1982. Dal Tempio Maggiore, la principale sinagoga della Capitale, sta uscendo una piccola folla di persone. È una bella giornata di sole e si è appena conclusa la funzione per la festa ebraica di Sheminì ‘Atzeret. All’improvviso un’esplosione scuote l’aria. «Ci stanno tirando i sassi!» grida qualcuno. Ma non sono sassi. Sono bombe a mano che un commando di terroristi palestinesi sta scagliando su donne, uomini e bambini. Il piccolo Stefano Gaj Taché, di due anni, viene colpito mortalmente alla testa. Quel giorno del 1982, Gadiel Gaj Taché, il fratello di Stefano, aveva solo quattro anni e anche lui, come molti, fu gravemente ferito e la sua vita stravolta per sempre. Ecco perché queste pagine non sono la semplice ricostruzione di uno degli atti terroristici più feroci della storia italiana del Novecento. Tutt’altro. “Il silenzio che urla” è un atto d’accusa nei confronti di chi in quegli anni ignorò o addirittura fomentò l’odio contro gli ebrei, ma è anche – e soprattutto – un diario intimo di dolore, rabbia e speranza: dolore per una tragedia che ha segnato irrimediabilmente le esistenze di una famiglia e di un’intera Comunità, rabbia per una verità che – dopo quarant’anni! – tarda ancora ad affiorare, e speranza che il ricordo di quanto avvenuto il 9 ottobre 1982 diventi una memoria collettiva in grado di proteggerci dai germi dell’antisemitismo.
Anime
Roy Chen
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 336
La vita di Grisha si protrae da ormai quattrocento anni. È nato nel XVII secolo in un villaggio ebraico dell’Europa orientale e da allora si reincarna, muore e rinasce, di secolo in secolo, di luogo in luogo, di corpo in corpo. Vi sembra un’assurdità? Anche Marina, la mamma di Grisha, la pensa così! Infatti, mentre il figlio scrive le sue memorie, Marina di nascosto legge, e aggiunge in calce, clandestinamente, i suoi ricordi e la sua versione della storia. «Di vita ce n’è una sola,» commenta «tutto il resto è una metafora!». Madre e figlio si contendono così il cuore del lettore, proponendo due narrative opposte, due diversi modi di prendere corpo e reinventarsi, ognuno con i suoi brividi e le sue esultanze, i suoi dolori e le sue gioie. Proprio come i protagonisti di questa storia, “Anime” è un libro dalla potenza multiforme che si muove agilmente tra epoche, paesaggi e fisionomie: conosce l’adrenalina del romanzo storico e le seduzioni del soprannaturale, raccoglie le emozioni del memoir e si abbandona al ritmo fulmineo del testo teatrale. Tutto questo per raccontare quel pungente senso di smarrimento e solitudine che contraddistingue ogni anima, cosmica o misera che sia, sempre in viaggio, di corpo in corpo e di vita in vita, alla ricerca di un’ultima, definitiva assoluzione.
Lezioni di Torà. Riflessioni e insegnamenti di vita. Discorsi adattati da Jonathan Sacks
Menachem Mendel Schneerson
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 432
Rabbi Menachem Mendel Schneerson è stato uno dei Maestri più autorevoli e seguiti della storia religiosa ebraica. Pensatore raffinato e abile interprete delle esigenze più urgenti della contemporaneità, Schneerson è diventato famoso in tutto il mondo semplicemente come “il Rebbe”. Con la sua leadership carismatica ha guidato una parte del mondo chassidico attraverso un secolo, il Novecento, costellato di tragedie ma anche di nuove sfide. Le sue riflessioni sulla Torà coniugano la tradizione rabbinica con quella mistica dello Zohar e i testi fondamentali del chassidismo. Prendendo le mosse da versetti biblici e accompagnati dalla millenaria sapienza ebraica, i discorsi del Rebbe scendono nelle profondità della parola e, con sensibilità e pazienza, riescono a dilatare ogni singolo punto fino a farne un insegnamento di vita. “Lezioni di Torà” raccoglie i frutti di questo instancabile lavoro ermeneutico. Ne nasce un testo unico e prezioso, e non solo per il mondo ebraico, ma per tutti coloro che, confusi o spaventati dalle tortuosità del presente, incedono coraggiosamente verso una più ampia comprensione spirituale.
Dopo l'esilio
Georges-Arthur Goldschmidt
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 88
In questo breve ma denso libro Goldschmidt narra con grande forza espressiva le esperienze di un bambino caduto vittima delle leggi e della persecuzione antisemite sotto la dittatura nazista. Nel 1938 la vita in Germania diventa molto pericolosa anche solo per chi discende da una famiglia ebrea convertita al protestantesimo già nel XIX secolo. I genitori tentano di mettere al sicuro i figli ed è così che a dieci anni Georges-Arthur viene mandato in Italia assieme al fratello maggiore Erich. L'anno seguente, a causa delle leggi razziste fasciste, la fuga prosegue verso la Francia. Nel collegio di Annecy il giovane Goldschmidt subisce nuovi tipi di violenza altrettanto traumatizzanti (vedi "La linea di fuga", Donzelli, 2010). Alla fine la sua vita sarà salva grazie a famiglie di contadini che lo nascondono tra i monti della Savoia fino al termine della guerra.
Il libro di Ester. Ediz. ebraica e italiana
Libro
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 58
La Meghillat Estèr (Rotolo di Ester) è un libro della Bibbia ebraica e fa parte dei Ketuvìm (Agiografi). Nella Meghillat Ester si narra un episodio avvenuto tra il V e il IV secolo a.e.v. nell’impero persiano, dove viveva gran parte del popolo ebraico. La Meghillà descrive l’ascesa politica di Hamàn, primo ministro del re Assuero, che voleva sterminare la comunità ebraica il giorno 13 del mese di Adàr. Ester, una giovane ebrea scelta dal sovrano come sua regina in seguito al ripudio della prima moglie Vashtì, riuscì con l’aiuto del cugino Mordekhài a scongiurare la minaccia di sterminio. Alla fine del racconto Hamàn viene giustiziato, e il giorno che doveva essere di tristezza si trasforma in un giorno di gioia per il popolo ebraico.
Pedagogia e rivoluzione. La «Repubblica dei Ragazzi» di Malachovka (1919-1939)
Daniela Mantovan
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 96
Le guerre hanno sempre causato vittime, ma, oltre a morti e feriti, un numero altissimo di vittime «invisibili» sono, ancora oggi, i bambini. Bambini abbandonati, orfani dopo la morte dei genitori, senza tetto, cibo o difesa di alcun tipo, a milioni popolavano le strade della Russia postrivoluzionaria fino agli anni trenta. Questo studio si occupa di un aspetto particolare del fenomeno del randagismo infantile: bambini e adolescenti ebrei di lingua yiddish – una minoranza etnica e linguistica nella Russia sovietica – che raccolti nella colonia di Malachovka, alle porte di Mosca, andavano inventando giorno dopo giorno un modo nuovo di vivere. La «Repubblica dei Ragazzi» la chiamava il suo direttore. Un bambino la fotografò, altri due ne scrissero la storia. Questo documento di coraggio e resilienza è anche un tassello della storia dell’ebraismo ashkenazita e un contributo, ancorché breve, alla storia della pedagogia moderna.
Talmud Babilonese. Trattato Meghillà (Rotolo di Ester)
Libro: Libro rilegato
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 406
Il trattato di Meghillà si occupa principalmente delle regole della lettura pubblica e della scrittura del Libro biblico di Ester, la più conosciuta fra le meghillòt o rotoli del Tanàkh, noto come la Meghillà per antonomasia. Se esistono regole di lettura, significa che c’è uno scritto da cui leggere. Può sembrare ovvio, ma non lo era affatto per la Meghillà. Troviamo infatti un brano molto interessante nel quale “Ester mandò a dire ai Saggi: Scrivete la mia storia per tutte le generazioni, e che il libro sia incluso negli Agiografi”. L’accettazione da parte dei Maestri, prosegue il brano, non avvenne senza ostacoli, tanto che la disputa riguardo l’inclusione della Meghillà di Ester nel canone biblico proseguì fino all’epoca dei Maestri della Mishnà. Nel nostro brano troviamo infatti diverse opinioni fino all’estendere la discussione anche ad altre Meghillòt. Una volta stabilito che la Meghillà fa parte del canone biblico, occorreva rimarcare che il suo status, come quello di tutti gli altri testi del Tanàkh che non fanno appunto parte della Torà, è tuttavia differente da quello dei libri della Torà. È forse in quest’ottica che possono essere letti gli insegnamenti relativi alla cucitura dei diversi fogli di pergamena che compongono il rotolo, rispettivamente, della Torà e della Meghillà e perfino alcune regole come quella sulla liceità di leggere la Meghillà da seduti o altre norme riportate nel cap. 3. Argomento affine a quello dell’inclusione della Meghillà nel canone biblico, e quindi all’obbligo della sua lettura, è il problema della traduzione dei testi biblici, sia per quanto riguarda la traduzione in aramaico che veniva fatta oralmente a beneficio dei partecipanti in occasione delle letture pubbliche, sia relativamente alla liceità della traduzione dei testi biblici in altre lingue. Relativamente alla prima questione, troviamo nel nostro trattato un elenco di passi che in pubblico non vanno tradotti, e alcuni neanche letti; sul secondo tema, invece, c’è una interessante tradizione relativa all’origine della traduzione della Torà, cosiddetta “dei Settanta”: i dotti incaricati dell’opera, “nel cuore di ciascuno dei quali il Signore, benedetto Egli sia, mise il Suo consiglio”, cambiarono volutamente la traduzione di alcuni passi rispetto al testo originale per motivi di opportunità. Dunque, il problema di tradurre è tema antico, così come lo è lo status particolare riconosciuto da alcuni Maestri al greco, ovvero alla lingua della cultura mondiale. Il trattato è uno dei più brevi e relativamente facili del Talmud e comprende numerose parti di Midràsh che interpretano il Libro di Ester dall'inizio alla fine. Una simile raccolta sistematica e ordinata di midrashìm è un unicum all’interno del Talmud Babilonese.
Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio del giudaismo. Volume Vol. 26/2
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 438
L'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo è un’istituzione culturale che ha lo scopo di promuovere la ricerca scientifica nel campo del Giudaismo dalle sue origini ai nostri giorni.
Prove di convivenza. L'istituto della cittadinanza nell'ordinamento giuridico israeliano
Enrico Campelli
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 275
Nonostante le semplificazioni frequenti, che ne danno un’immagine statica e definita, la nozione di cittadinanza è piuttosto un indicatore critico, un punto di convergenza di processi giuridici, politici e sociali di grande intensità. La cittadinanza, infatti, definisce anche la non-cittadinanza, l’alterità, in un certo modo l’esclusione: neanche uno Stato democratico sfugge a questa regola dialettica, all’individuazione inevitabile del “proprio” straniero. Delle asperità di questo complesso dibattito Israele rappresenta un caso particolarissimo e ricco di indicazioni, possibilità e suggestioni. È proprio qui, infatti, che il problema antico della cittadinanza mostra con straordinaria evidenza la sua modernità sorprendente, fra i dilemmi di una definizione puramente giuridica e le difficoltà di quella condivisione di valori e di cultura che ne sostanzia il significato. Per queste ragioni, nella composita e non pacificata società israeliana, indagare le forme della cittadinanza significa anche tentare, in un contesto particolarmente difficile, possibili prove di convivenza.
La rassegna mensile di Israel. Volume Vol. 86/2-3
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 341
A Villa Emma di Nonantola, nei pressi di Modena, vissero, per oltre un anno, da luglio 1942 al settembre 1943, 73 ragazzi ebrei, fuggiti dalla Germania, dall'Austria, dalla Jugoslavia e dalla Polonia, oltre a diciotto adulti loro accompagnatori. I ragazzi in fuga dall'Europa in fiamme furono accolti, protetti, nascosti in un abbraccio solidale che si estese all'intera comunità. I saggi qui raccolti analizzano la vicenda sul versante storico, architettonico, artistico, politico e sociologico. Adachiara Zevi ripercorre la vicenda del concorso "Davanti a Villa Emma", dedicato alla creazione di un memoriale per la comunità dei salvatori. Guido Pisi mette in luce la peculiarità di questa accoglienza: non semplicemente una buona azione, ma la costruzione di una relazione attiva tra ragazzi e abitanti. Sul tema dei Giusti è centrato il complesso e profondo intervento di Stefano Levi Della Torre. Bruno Maida allarga l'obiettivo sul salvataggio dell'infanzia ebraica dalla deportazione e dallo sterminio. Con l'intervento di Fausto Ciuffi si entra nel vivo di questo secolo, quando, nel 2004, prende corpo la Fondazione Villa Emma, di cui è da allora Direttore. Una delle poche tracce materiali di questa vicenda è costituita dai 96 libri appartenuti ai ragazzi: ne riferisce con cura Elena Pirazzoli. Un nodo significativo è quello raccontato da Maria Bacchi: come costruire una sinergia tra un luogo di memoria del passato e un luogo di riflessione e azione per il futuro. In questo volume si trovano altri importanti saggi che richiamano il tema della cura dell'altro. Silvano Longhi ricostruisce l'attività assistenziale messa in atto in Svizzera dall'ebreo milanese Eugenio Mortara; Liliana Picciotto parla di tentativi andati a vuoto volti a far raggiungere Eretz Israel a bambini e adolescenti, figli di profughi stranieri internati in Italia o nelle zone annesse della ex Jugoslavia. Un altro saggio, a firma di Giulio Disegni, è dedicato all'iter legislativo per il riconoscimento di perseguitati dal regime fascista agli ebrei d'Italia, durato, con fasi alterne, per ben 78 anni: dal 1952 al 2020. Gli articoli terminano con un breve testo di Michele Sarfatti intitolato "Nuovi documenti sulla consegna ai tedeschi di rifugiati ebrei nel Kosovo italiano nel marzo 1942". A seguire una ampia "Rassegna di libri, convegni, mostre e riviste" curata da Myriam Silvera.
Canaglia
Itamar Orlev
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 420
È il 1988. Tadek, scrittore fallito e abbandonato dalla moglie, si reca in Polonia per incontrare il padre Stefan. Non lo vede e non ha contatti con lui da vent’anni, da quando la madre decise di emigrare in Israele portando i figli lontano dalla povertà della Polonia socialista e da un ambiente brutale e violento. Tadek sa dove trovare il padre: a Varsavia, in una casa di riposo per reduci di guerra. Stefan è ormai un vecchio corroso dalla vodka e braccato dai fantasmi delle atrocità che ha sia subito che perpetrato durante la Seconda guerra mondiale. Per una settimana, durante un viaggio che intraprendono insieme in una tetra Polonia al tramonto dell’era sovietica, incapaci di amarsi o odiarsi, padre e figlio si confronteranno alla ricerca di una riconciliazione impossibile. Affioreranno allora tutte le verità mai confessate e, soprattutto, prenderanno voce i silenzi sugli anni terribili e decisivi dell’occupazione nazista. I racconti di Stefan, personaggio estremo in ogni sentimento e comportamento, saranno sufficienti per ricucire il legame tra padre e figlio? Basteranno a salvare Tadek da se stesso?
L'albero capovolto. Lezioni sulla Torah
Alberto Moshe Somekh
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 240
"L’albero capovolto vuole essere una descrizione sistematica di alcuni temi fondamentali dell’ebraismo. Il metodo è particolarmente interessante: una serie ordinata di citazioni classiche dalla Torah ai commenti rabbinici anche recenti, che vengono esposte e spiegate, per chiarire progressivamente i termini dei problemi. Il titolo ripropone l’immagine dell’albero capovolto, che è quella scelta dai Maestri per spiegare la similitudine biblica dell’uomo con l’albero che, come in ogni confronto, rivela elementi comuni e differenze. Le radici dell’uomo a differenza di quelle dell’albero sono rovesciate, in alto, è da lì che egli trae la sua linfa vitale. In cosa consista questa linfa e quanto importi per noi è il compito che questo libro si propone di illustrare." (dalla Prefazione di Riccardo Di Segni)

