Giuntina
La «comitiva». Analisi del messaggio di commiato di Guido e Virginia Passigli scritto dal Collegio militare, Roma, 17 ottobre 1943
Guidobaldo Passigli
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 80
"In questo libro è presentato l’unico documento noto, scritto e fatto uscire dal Collegio militare. Attraverso di esso guardiamo dal di dentro alla situazione di confusione, di paura e di disorientamento delle vittime, ignare che dopo due giorni sarebbero state caricate, in condizioni disumane, su un treno per “ignota destinazione”. La detenzione degli arrestati il 16 ottobre durò più di una cinquantina di ore, dalle 5,30 dell’alba del primo giorno per i primi arrestati (ore 14 per gli ultimi, dato che la retata ebbe termine a quell’ora), alle ore 19 della sera del 18 ottobre, ora della partenza dalla stazione secondaria di Roma, Tiburtina, lontana da sguardi indiscreti. In queste terribili ore le disgraziate famiglie vennero separate dal resto dei loro parenti rimasti nascosti in città, dalla cittadinanza e dal clero di Roma. Già nel tardo pomeriggio del 16, dopo attenta analisi, iniziarono i primi rilasci che riguardavano: a) i non ebrei caduti nella rete, b) gli ebrei appartenenti a nazione neutrale o alleata con la Germania (un cittadino vaticano per esempio e qualche ungherese), c) gli ebrei figli di matrimonio misto, d) gli ebrei coniugati con non ebrei e i loro discendenti." (dalla Prefazione di Liliana Picciotto)
Le cose che ci fanno paura
Keren David
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 256
Evie e Lottie hanno quattordici anni e sono le gemelle meno identiche del mondo. Evie è un’esplosione di energia e decisamente simpatica, Lottie è introversa e molto sensibile. Anche le loro vite non potrebbero essere più diverse: Evie passa le giornate a preparare le battute per il club di comicità con la sua amica del cuore, Amina, e a inseguire Luke Braybourne, l’affascinante ragazzo per il quale ha una cotta; Lottie invece si dedica con passione allo studio e gioca a tennis con Saffy, Mel e Topaz, le ragazze più snob della scuola. Ma quando il razzismo busserà improvvisamente alla porta, minacciando la loro famiglia, le due sorelle si scopriranno più simili e unite di quanto immaginassero. Grazie a Noah e Hannah, nuovi amici inaspettati, troveranno poi la forza di guardare in faccia le loro paure e il coraggio di affrontare le sfide più difficili. Età di lettura: da 11 anni.
La rassegna mensile di Israel. Volume Vol. 86/1
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 249
"La Rassegna Mensile di Israel" nasce nel 1925 e da allora, salvo per una interruzione di quasi un decennio - dal 1939 al 1948 - causata dalle leggi antiebraiche prima e dagli eventi bellici poi, ha continuato la sua pubblicazione con lo scopo di rendere accessibili ai suoi lettori le problematiche religiose, politiche, sociali e storico-culturali dell'ebraismo, dando modo di conoscere anche nuove ricerche in ambito archeologico, letterario, artistico e scientifico. Diretta a lungo da Dante Lattes (che fu anche uno dei suoi fondatori), negli oltre settanta volumi pubblicati sinora ha raccolto articoli di personalità eminenti, sia italiane che straniere.
La mia Torah. Devarìm. Deuteronomio
Anna Coen, Mirna Dell'Ariccia
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 142
Devarìm - Deuteronomio: quinto ed ultimo libro della Toràh, chiamato anche Mishnè Toràh, ripetizione della Legge. È un libro diverso dagli altri poiché è il grande profeta Moshè a rivolgersi al popolo in prima persona. Dopo i quaranta lunghi anni di peregrinazione nel deserto, quasi tutti gli ebrei usciti dalla schiavitù d'Egitto non ci sono più e Moshè stesso, come preannunciato dall'Eterno, non arriverà alla Terra Promessa, lasciando la guida a Yehoshua'. Prima di accomiatarsi dal suo popolo, ribadisce e raccomanda ai figli d'Israele tutte le leggi da rispettare ed i comportamenti corretti da condurre, con l'attenzione, la cura ed il soccorso ai più deboli, l'equità da parte dei giudici, il rifiuto totale dalle pratiche di idolatria. Il libro si conclude con l'ordine dell'Eterno a Moshè di insegnare ai figli di Israele una cantica, bellissima, da ricordare di generazione in generazione. Terminata la recitazione di questa cantica e salito sul Monte 'Avarim, Moshè, secondo l'ordine dell'Eterno, vedrà dall'alto la magnificenza della Terra d'Israele, benedirà nuovamente il popolo e, all'età di 120 anni, morirà lasciando il comando a Yehoshua'. 'Ma non sorse mai profeta come Moshè, col quale l'Eterno aveva parlato faccia a faccia, per tutti i prodigi e i miracoli che l'Eterno lo incaricò di compiere in Egitto e al Faraone... e per tutte le cose grandi e terribili che Moshè operò di fronte a tutto Israele'. (Devarìm 34, 10-12) Anche in questo volume, come nei precedenti quattro (Bereshit, Shemot, Vaiqrà, Bemidbar) il libro propone a bambini e ragazzi, la lettura del testo biblico, con un riadattamento rigorosamente fedele all'originale, affiancata da note, chiarimenti e glosse, nonché testi di letteratura midrashica e commenti dei saggi, per offrire chiavi di lettura variegate, strumenti di approfondimento e di comprensione. Al termine di ogni parashàh sono proposti giochi, quiz, attività perché i giovani lettori si sentano protagonisti della materia. Età di lettura: da 9 anni.
Talmud babilonese. Trattato Betzà
Libro: Copertina rigida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 512
Questo trattato fa parte dell'Ordine delle Feste (Mo'èd) ed è denominato in due modi: quello più diffuso deriva, come spesso capita per i libri ebraici, dalla prima parola del testo, Betzà ("uovo"). L'altro titolo, quello più comune fra gli antichi commentatori, è Yom Tov (lett. "Giorno buono", nel senso di "Giorno festivo"), che non solo deriva anch'esso dalle prime parole del testo ma rappresenta l'argomento del trattato: le modalità dell'osservanza dei giorni festivi e le differenze rispetto allo Shabbàt (Sabato). Per "giorni festivi", in senso stretto, si intendono i giorni di festa solenne in cui è vietato lavorare. Secondo la prescrizione della Torà, i giorni festivi sono il primo e il settimo giorno di Pèsach (Pasqua), il giorno di Shavuòt (Pentecoste), Rosh haShanà (Capodanno), il primo giorno di Sukkòt (Festa delle Capanne) e Sheminì 'Atzèret (l'ottavo giorno dall'inizio di Sukkòt, detto anche Simchàt Torà, Gioia della Torà). Nella Diaspora, rispetto alla norma prescritta nella Torà, questi giorni sono raddoppiati per decreto rabbinico, mentre in Israele solo Rosh haShanà dura due giorni (il motivo dei raddoppiamenti è spiegato in questo trattato). Nei giorni festivi è proibito lavorare, come di Shabbàt, con la differenza che in tali giorni sono permesse alcune operazioni necessarie per la preparazione del cibo per il giorno festivo stesso. Il permesso di cucinare nel giorno festivo deriva da una necessità: infatti, quando il giorno festivo capita di venerdì o di domenica, si avrebbero due giorni consecutivi in cui sarebbe vietato compiere lavori e se fosse proibito anche il cucinare si sarebbe costretti a mangiare il cibo cotto tre giorni prima, con prevedibile rischio per la salute e detrimento della bontà delle pietanze, a danno dello spirito gioioso della festa. Riguardo a Pèsach e, per estensione, anche riguardo alle altre feste (salvo Kippùr), è scritto nella Torà: Il primo giorno e il settimo giorno saranno giorni di sacra convocazione, nessun lavoro si farà in questi giorni eccetto quanto necessario per il cibo di ognuno, solo quello potrà essere fatto (Es. 12:16). In questo versetto non si parla espressamente di "cucinare" ma di "fare quanto necessario per il cibo". Da qui deriva che sono permesse anche altre attività richieste per la preparazione del cibo. Fra queste, il trasporto in luogo pubblico, attività che di Shabbàt (e di Kippùr) è invece vietata. Uno degli scopi di questo trattato è appunto stabilire quali attività siano permesse nei giorni festivi e quali siano proibite. In generale, vale la regola per cui tutto ciò che può essere svolto prima dell'inizio della festa non può essere effettuato durante la festa stessa. Ad esempio, mentre l'impastare la farina e il cuocere il pane sono attività permesse durante Yom Tov, non lo sono il mietere il grano, il trebbiarlo, il macinarlo e altre attività simili che possono essere svolte prima della festa senza alcun detrimento per il prodotto finale. Il motivo per cui queste ultime attività sono proibite è per non affaticarsi durante i giorni festivi, che devono invece essere dedicati al pellegrinaggio al Santuario (quando esso esisteva, prima che venisse distrutto dai Babilonesi e poi dai Romani), sostituito oggi dalla Sinagoga, dove ci si reca per le preghiere e per le letture bibliche specifiche delle feste. (...)
Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua «Philosophie sociale» (1793)
Silvana Greco
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 288
Silvana Greco propone, per la prima volta, un'analisi approfondita della "Philosophie sociale", pubblicata a Parigi alla fine del giugno 1793 da Moses Dobruska (1753- 1794), uomo d'affari, letterato e filosofo sociale. Nato in Moravia da una famiglia ebraica, affiliata alla setta ereticale dei sabbatiani, Dobruska si convertì in giovane età al cattolicesimo, compì una notevole ascesa sociale alla corte asburgica di Vienna ed emigrò poi in Francia, per aderire alla Rivoluzione. Durante il soggiorno parigino prese il nome di Junius Frey, fu assai attivo tra le fila dei giacobini ma riuscì a sopravvivere solo di poco alla propria Philosophie. Accusato di cospirare per conto di potenze straniere, fu ghigliottinato il 5 aprile 1794, al culmine del Terrore, nello stesso giorno in cui anche Georges Jacques Danton saliva sulla forca. Quando apparve, la "Philosophie sociale" suscitò un notevole interesse, tanto da venir apprezzata nientemeno che da Immanuel Kant. Greco mostra come il lavoro di Dobruska abbia avuto anche altri lettori celebri, che per vari motivi omisero di menzionare, tra le loro fonti, un outsider di dubbia reputazione, su cui pesava una condanna tanto ingiusta quanto infamante. Dalla "Philosophie sociale" derivano alcuni concetti chiave delle discipline sociali, come le conosciamo oggi. Iniziatore entusiasta e sfortunato, talvolta brillante teorico, Moses Dobruska merita un ruolo a sé nella storia del pensiero sociologico.
Alla fine lui muore
Alberto Caviglia
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 200
C'è qualcosa che non va, in Duccio Contini. È così giovane e già passa le serate chiuso in casa a mangiare semolino e sorseggiare tisane con un plaid sulle ginocchia. E pensare che fino a poco tempo fa era un promettente scrittore di successo. Allora perché adesso se ne va in giro per Roma con un carrellino per la spesa? Perché trascorre intere giornate davanti alle transenne di un cantiere o tra gli scaffali della farmacia su viale Trastevere? È forse possibile diventare vecchi a trent'anni?! Dopo il dissacrante "Olocaustico", Alberto Caviglia torna a giocare con la realtà in un nuovo romanzo dall'ironia spiazzante. "Alla fine lui muore" è una favola metropolitana, comica e amara, che manda in cortocircuito aspettative e stereotipi dei nostri tempi per trasformarsi in una satira surreale che punge e diverte.
Ricostruzione di un'anima. Si conclude con George Eliot e Spinoza una ricerca lunga tutta una vita
Elia Boccara
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 216
Elia Boccara nasce a Tunisi da famiglia ebraica italiana di origine livornese. Recatosi in Italia per gli studi universitari, ritorna a Tunisi dai genitori portando con sé una neonata, la cui madre era drammaticamente morta di cancro poco dopo il parto. Risposatosi cinque anni dopo con un’insegnante liceale di Milano, si stabilisce anche lui definitivamente con la sua bambina nel capoluogo lombardo. Boccara visse con malessere il carattere vago dell’ebraismo professato in famiglia, problema non risolto a causa dell’intenso lavoro. Anziano e in pensione, si interrogò quindi sull’alternativa tra ebraismo e cristianesimo, avvicinandosi alla chiesa valdese, affettuosamente pilotato dal pastore Thommy Soggin. Dovette rinunciare a tale scelta: egli amava un Gesù semplicemente uomo e del tutto ebreo, diverso quindi dal Gesù del cristianesimo. Mantenne ugualmente stima e affetto nei confronti sia dei coniugi Soggin, sia della chiesa valdese per la sua lettura non dogmatica delle Scritture, per la strenua difesa delle libertà civili e per il suo legame con l’ebraismo. (L’autore allega al testo due suoi articoli su Gesù e su Paolo di Tarso). Del proprio malessere guarì soltanto quando scoprì che i suoi antenati, che vivevano in Portogallo, erano stati battezzati a forza nel 1497. Essi erano quindi vissuti in una clandestinità interiore per quasi un secolo e poi erano fuggiti a Livorno e da lì a Tunisi, diventando a tutti gli effetti dei nuovi ebrei, ormai dimentichi della passata identità religiosa. Dovranno quindi reinventarne liberamente e individualmente un’altra. Boccara prosegue nelle sue nuove riflessioni, seguendo con grande interesse il pensiero filosofico di Baruch Spinoza, il più importante artefice di questo libero pensiero, e la ricerca della scrittrice George Eliot, studiosa dei multiformi aspetti dell’ebraismo e precoce annunciatrice di un’imminente rinascita dello Stato ebraico.
La luce del regno
Niram Ferretti
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 272
Mattia Almiti, professore di storia dell'arte, si trova, passati i cinquant'anni, a fare un bilancio esistenziale. Mentre sta scrivendo un libro che ha come tema la crisi del concetto di bellezza nel panorama dell'arte contemporanea, ripercorre alcuni eventi fondamentali della propria vita: il rapporto problematico con la madre, la perdita del fratello maggiore in un incidente, la separazione dalla moglie, e soprattutto la morte per droga di Yannis, il giovane studente di storia dell'arte con il quale aveva una relazione. Quella di Mattia è una cognizione del dolore che, oltre a metterlo in contatto con la parte più profonda di se stesso, lo porterà, durante le sue peregrinazioni tra Parigi e Londra, a incrociare una serie di personaggi le cui storie, intrecciandosi con la sua, andranno a comporre un arazzo opalescente, in precaria oscillazione tra tenebra e splendore. "La luce del Regno" è un viaggio al crepuscolo che, con una scrittura raffinatissima, evoca le grandi narrazioni antiche di morte e resurrezione, ma con tutto il disincanto e lo stridore della modernità. Al termine di questo itinerario iniziatico costellato di schegge e frammenti sparsi, Mattia scoprirà, in un rapporto di interrogazione con la sua appartenenza al popolo ebraico, che nonostante i disastri della Storia e delle storie personali, la possibilità della redenzione continua a permanere come una luce in lontananza.
Jewish Lives Matter. Diritti umani e antisemitismo
Fiamma Nirenstein
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 128
Fiamma Nirenstein, da anni studiosa attenta dell'antisemitismo ed esperta della realtà mediorientale, svela i meccanismi più subdoli che sorreggono molti ragionamenti di chi, mentre per le strade invoca pace e giustizia, accusa Israele - e più in generale gli ebrei - di colonialismo, di violenza gratuita, di apartheid, e difende un'organizzazione fondamentalista come Hamas. Jewish Lives Matter è una sfida coraggiosa a quelle roccaforti ideologiche strenuamente sorvegliate da chi "non farebbe male a una mosca" e usa le parole più belle: diritti umani, uguaglianza, libertà. Perché l'antisemitismo non è un oscuro monolite venerato da pochi idioti in camicia nera, ma una polvere sottile, impalpabile, che si insinua in tante riflessioni, in troppe conclusioni. Una polvere nociva che non risparmia il pensiero di nessuno, nemmeno quello di chi crede di essere dalla parte giusta della Storia.
Dove gli ebrei non ci sono. La storia triste e assurda di Birobidzan, la regione autonoma ebraica nella Russia di Stalin
Masha Gessen
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 224
Nel 1929 il governo sovietico individuò un'area scarsamente popolata nell'Estremo Oriente dell'ex-impero russo. Questo luogo desolato e insalubre al confine con la Cina, flagellato da piogge torrenziali in estate e temperature rigide in inverno, fu considerato adatto per ospitare un pionieristico insediamento ebraico: la Regione autonoma del Birobidzan. Il progetto fu caldeggiato da alcuni intellettuali che speravano di creare un rifugio per gli ebrei e una casa per la cultura yiddish. Nei primi anni '30, decine di migliaia di ebrei sovietici e circa un migliaio di ebrei stranieri risposero all'appello e si trasferirono nel Birobidzan, tra molte speranze e incalcolabili difficoltà. Dopo la seconda guerra mondiale, altri ebrei raggiunsero la Regione autonoma ebraica: molti avevano perso le loro famiglie nella Shoah e ora, impoveriti e stremati dalla guerra, non avevano altro posto dove andare. Masha Gessen, acuta analista della storia russa, ricostruisce le vicende di questo esperimento, a un tempo eroico e disperato, e dei suoi protagonisti, altrettanto eroici e disperati. "Dove gli ebrei non ci sono" è il suggestivo racconto di un sogno - ora lieto, ora angosciante - chiamato Birobidzan, un sogno andato in pezzi ai confini del mondo e i cui frammenti possono aiutarci a comprendere la storia degli ebrei nella Russia del Novecento, una storia inquieta che sogno non fu.
La rassegna mensile di Israel. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 85/3
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 244
"La Rassegna Mensile di Israel" nasce nel 1925 e da allora, salvo per una interruzione di quasi un decennio - dal 1939 al 1948 - causata dalle leggi antiebraiche prima e dagli eventi bellici poi, ha continuato la sua pubblicazione con lo scopo di rendere accessibili ai suoi lettori le problematiche religiose, politiche, sociali e storico-culturali dell'ebraismo, dando modo di conoscere anche nuove ricerche in ambito archeologico, letterario, artistico e scientifico. Diretta a lungo da Dante Lattes (che fu anche uno dei suoi fondatori), negli oltre settanta volumi pubblicati sinora ha raccolto articoli di personalità eminenti, sia italiane che straniere.

