Giuntina
Il canto del fuoco. Leonard Cohen e l'incredibile tour del 1973 nel Sinai
Matti Friedman
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 240
Tutto è iniziato da un diario e da alcune lettere di Leonard Cohen ritrovati in un archivio canadese. Il grande cantautore vi raccontava il periodo passato in Israele durante la Guerra del Kippur, nel 1973. Quell’anno si trovava in Grecia in preda a una crisi interiore e affettiva che stava minando la sua carriera artistica. Improvvisamente, appena scoppiata la guerra, Cohen prese la decisione di salire su un aereo e volare a Tel Aviv. Qui si unì a un gruppo di artisti israeliani in partenza per il Sinai, dove con la loro musica e le loro canzoni speravano di sollevare il morale dei soldati israeliani impegnati nel conflitto. Iniziò così una serie di concerti tenuti nel deserto, in piena zona di guerra, in basi militari minacciate dal fuoco nemico o in accampamenti di fortuna, davanti a ragazzi appena tornati dalla battaglia. Quei giorni di grande concitazione e di profonde riflessioni infusero in Cohen un ritrovato amore per la vita e una nuova vivacità creativa che lo porterà a scrivere alcune delle sue canzoni più famose. Partendo dai documenti recentemente riscoperti e intervistando i testimoni dell’epoca, ex soldati e cantanti, Matti Friedman ricostruisce la genesi e le tappe di questo incredibile tour, offrendoci la possibilità non solo di scoprire una dimensione più intima e complessa di Cohen, ma anche di rivivere la cronaca della guerra del 1973 da un punto di vista totalmente inedito. A corredare il libro una serie di splendide fotografie mai pubblicate.
Scrivimi sempre. La vita di Tina Bassani
Gemma Moldi
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 141
"Signorina cara, sopporti tutto finché ha la libertà!" scrive Tina Bassani alla sua insegnante di pianoforte. È prigioniera a Fossoli con la famiglia, ha quattordici anni e i suoi sogni stanno svanendo. Era stata ammessa al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia a soli otto anni per "le speciali attitudini musicali". Espulsa in quanto ebrea a causa delle leggi razziste del 1938, ha continuato a coltivare la passione per la musica ma poi non è riuscita a salvarsi dalla deportazione. Muore ad Auschwitz insieme ai genitori e al fratello. Questo libro racconta la storia di Tina e della sua famiglia, nel contesto della comunità ebraica veneziana, attraverso testimonianze e documenti venuti alla luce solo recentemente, grazie alla volontà di prestare ascolto a quell'invito "Scrivimi sempre", posto alla fine di una lettera spedita da Fossoli nel 1944.
Lampo all'alba
Lea Goldberg
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 260
"Lampo all’alba", vertice della poesia di Lea Goldberg (1911-1970), risuona tutto della poesia ebraica antica come di quella moderna; un coro in cui si insinuano forti gli echi della letteratura europea che l’aveva formata. Scritte fra il 1948 e il 1955, le liriche si situano all’ombra della Seconda guerra mondiale e nei chiaroscuri del nascente Stato; sono solcate da sentimenti di lutto, da cui affiorano in raffinate trasfigurazioni le antiche-nuove domande che i tempi imponevano. La raccolta è anche il suo libro più italiano per la presenza di un gran numero di sonetti, fra cui spiccano i dodici del ciclo "L’amore di Teresa de Meung", suo personale Canzoniere, intreccio cifrato di Vita e Poesia, nonché omaggio – denso di corrispondenze innovative – a Petrarca, del quale fu studiosa e traduttrice in ebraico. La complessità di "Lampo all’alba", qui presentato in prima traduzione italiana, è illuminata dal saggio "La speranza dell’armonia", nonostante tutto, scritto appositamente per questa edizione da Giddon Ticotsky, curatore dell’opera di Lea Goldberg in Israele.
L'orologio di papà e altri ricordi
Daniel Vogelmann
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 120
«Mio padre era solito dire: “Io non voglio vincere la Lotteria di Tripoli, ma voglio vincere la lotteria quotidiana”. E in cosa consisteva la lotteria quotidiana? “Quando esco di casa trovare subito l’autobus; quando si mette a piovere avere l’ombrello; quando faccio una telefonata importante trovare subito libero...”. A me, allora, sembravano aspirazioni modeste. Ora so che è più facile vincere la Lotteria di Tripoli». Alcuni ricordi si fissano nella memoria, altri svaniscono. Quelli che rimangono sono spesso marginali, ma sono anche le tessere con cui è forse possibile fare un bilancio della propria vita o quantomeno ripercorrerla. Con i suoi ricordi, raccontati poeticamente, Daniel Vogelmann condivide con il lettore una visione compassionevole dell’esistenza.
La memoria dei campi. La Risiera di San Sabba, Fossoli, Natzweiler-Struthof, Drancy
Chiara Becattini
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 396
Frutto di un’approfondita ricerca d’archivio e di numerose interviste, questo libro ricostruisce per la prima volta attraverso un approccio comparativo i processi politici, sociali e culturali che hanno influito nella trasformazione di quattro campi di transito e concentramento – San Sabba, Fossoli, Drancy alla periferia di Parigi e Natzweiler-Struthof in Alsazia – in luoghi della memoria della Shoah tra Italia e Francia. Inizialmente dimenticati, poi riscoperti e valorizzati, questi spazi del trauma sono diventati luoghi del lutto, omaggio ai morti e tombe consolatorie per i vivi, svolgendo un ruolo nel percorso di ricostruzione delle identità sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, in un processo in parte parallelo a quello del graduale avvento e ascolto dei testimoni. Oggi sono riconosciuti monumenti, luoghi di divulgazione della storia e destinazione di percorsi memoriali e turistici. Questa ricerca mira non soltanto a ricostruirne la storia, ma ad analizzare il ruolo mutevole che essi hanno svolto nella memoria collettiva, con uno sguardo al loro possibile futuro.
La «comitiva». Analisi del messaggio di commiato di Guido e Virginia Passigli scritto dal Collegio militare, Roma, 17 ottobre 1943
Guidobaldo Passigli
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 80
"In questo libro è presentato l’unico documento noto, scritto e fatto uscire dal Collegio militare. Attraverso di esso guardiamo dal di dentro alla situazione di confusione, di paura e di disorientamento delle vittime, ignare che dopo due giorni sarebbero state caricate, in condizioni disumane, su un treno per “ignota destinazione”. La detenzione degli arrestati il 16 ottobre durò più di una cinquantina di ore, dalle 5,30 dell’alba del primo giorno per i primi arrestati (ore 14 per gli ultimi, dato che la retata ebbe termine a quell’ora), alle ore 19 della sera del 18 ottobre, ora della partenza dalla stazione secondaria di Roma, Tiburtina, lontana da sguardi indiscreti. In queste terribili ore le disgraziate famiglie vennero separate dal resto dei loro parenti rimasti nascosti in città, dalla cittadinanza e dal clero di Roma. Già nel tardo pomeriggio del 16, dopo attenta analisi, iniziarono i primi rilasci che riguardavano: a) i non ebrei caduti nella rete, b) gli ebrei appartenenti a nazione neutrale o alleata con la Germania (un cittadino vaticano per esempio e qualche ungherese), c) gli ebrei figli di matrimonio misto, d) gli ebrei coniugati con non ebrei e i loro discendenti." (dalla Prefazione di Liliana Picciotto)
Le cose che ci fanno paura
Keren David
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2022
pagine: 256
Evie e Lottie hanno quattordici anni e sono le gemelle meno identiche del mondo. Evie è un’esplosione di energia e decisamente simpatica, Lottie è introversa e molto sensibile. Anche le loro vite non potrebbero essere più diverse: Evie passa le giornate a preparare le battute per il club di comicità con la sua amica del cuore, Amina, e a inseguire Luke Braybourne, l’affascinante ragazzo per il quale ha una cotta; Lottie invece si dedica con passione allo studio e gioca a tennis con Saffy, Mel e Topaz, le ragazze più snob della scuola. Ma quando il razzismo busserà improvvisamente alla porta, minacciando la loro famiglia, le due sorelle si scopriranno più simili e unite di quanto immaginassero. Grazie a Noah e Hannah, nuovi amici inaspettati, troveranno poi la forza di guardare in faccia le loro paure e il coraggio di affrontare le sfide più difficili. Età di lettura: da 11 anni.
La rassegna mensile di Israel. Volume Vol. 86/1
Libro: Libro in brossura
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 249
"La Rassegna Mensile di Israel" nasce nel 1925 e da allora, salvo per una interruzione di quasi un decennio - dal 1939 al 1948 - causata dalle leggi antiebraiche prima e dagli eventi bellici poi, ha continuato la sua pubblicazione con lo scopo di rendere accessibili ai suoi lettori le problematiche religiose, politiche, sociali e storico-culturali dell'ebraismo, dando modo di conoscere anche nuove ricerche in ambito archeologico, letterario, artistico e scientifico. Diretta a lungo da Dante Lattes (che fu anche uno dei suoi fondatori), negli oltre settanta volumi pubblicati sinora ha raccolto articoli di personalità eminenti, sia italiane che straniere.
La mia Torah. Devarìm. Deuteronomio
Anna Coen, Mirna Dell'Ariccia
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 142
Devarìm - Deuteronomio: quinto ed ultimo libro della Toràh, chiamato anche Mishnè Toràh, ripetizione della Legge. È un libro diverso dagli altri poiché è il grande profeta Moshè a rivolgersi al popolo in prima persona. Dopo i quaranta lunghi anni di peregrinazione nel deserto, quasi tutti gli ebrei usciti dalla schiavitù d'Egitto non ci sono più e Moshè stesso, come preannunciato dall'Eterno, non arriverà alla Terra Promessa, lasciando la guida a Yehoshua'. Prima di accomiatarsi dal suo popolo, ribadisce e raccomanda ai figli d'Israele tutte le leggi da rispettare ed i comportamenti corretti da condurre, con l'attenzione, la cura ed il soccorso ai più deboli, l'equità da parte dei giudici, il rifiuto totale dalle pratiche di idolatria. Il libro si conclude con l'ordine dell'Eterno a Moshè di insegnare ai figli di Israele una cantica, bellissima, da ricordare di generazione in generazione. Terminata la recitazione di questa cantica e salito sul Monte 'Avarim, Moshè, secondo l'ordine dell'Eterno, vedrà dall'alto la magnificenza della Terra d'Israele, benedirà nuovamente il popolo e, all'età di 120 anni, morirà lasciando il comando a Yehoshua'. 'Ma non sorse mai profeta come Moshè, col quale l'Eterno aveva parlato faccia a faccia, per tutti i prodigi e i miracoli che l'Eterno lo incaricò di compiere in Egitto e al Faraone... e per tutte le cose grandi e terribili che Moshè operò di fronte a tutto Israele'. (Devarìm 34, 10-12) Anche in questo volume, come nei precedenti quattro (Bereshit, Shemot, Vaiqrà, Bemidbar) il libro propone a bambini e ragazzi, la lettura del testo biblico, con un riadattamento rigorosamente fedele all'originale, affiancata da note, chiarimenti e glosse, nonché testi di letteratura midrashica e commenti dei saggi, per offrire chiavi di lettura variegate, strumenti di approfondimento e di comprensione. Al termine di ogni parashàh sono proposti giochi, quiz, attività perché i giovani lettori si sentano protagonisti della materia. Età di lettura: da 9 anni.
Talmud babilonese. Trattato Betzà
Libro: Copertina rigida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 512
Questo trattato fa parte dell'Ordine delle Feste (Mo'èd) ed è denominato in due modi: quello più diffuso deriva, come spesso capita per i libri ebraici, dalla prima parola del testo, Betzà ("uovo"). L'altro titolo, quello più comune fra gli antichi commentatori, è Yom Tov (lett. "Giorno buono", nel senso di "Giorno festivo"), che non solo deriva anch'esso dalle prime parole del testo ma rappresenta l'argomento del trattato: le modalità dell'osservanza dei giorni festivi e le differenze rispetto allo Shabbàt (Sabato). Per "giorni festivi", in senso stretto, si intendono i giorni di festa solenne in cui è vietato lavorare. Secondo la prescrizione della Torà, i giorni festivi sono il primo e il settimo giorno di Pèsach (Pasqua), il giorno di Shavuòt (Pentecoste), Rosh haShanà (Capodanno), il primo giorno di Sukkòt (Festa delle Capanne) e Sheminì 'Atzèret (l'ottavo giorno dall'inizio di Sukkòt, detto anche Simchàt Torà, Gioia della Torà). Nella Diaspora, rispetto alla norma prescritta nella Torà, questi giorni sono raddoppiati per decreto rabbinico, mentre in Israele solo Rosh haShanà dura due giorni (il motivo dei raddoppiamenti è spiegato in questo trattato). Nei giorni festivi è proibito lavorare, come di Shabbàt, con la differenza che in tali giorni sono permesse alcune operazioni necessarie per la preparazione del cibo per il giorno festivo stesso. Il permesso di cucinare nel giorno festivo deriva da una necessità: infatti, quando il giorno festivo capita di venerdì o di domenica, si avrebbero due giorni consecutivi in cui sarebbe vietato compiere lavori e se fosse proibito anche il cucinare si sarebbe costretti a mangiare il cibo cotto tre giorni prima, con prevedibile rischio per la salute e detrimento della bontà delle pietanze, a danno dello spirito gioioso della festa. Riguardo a Pèsach e, per estensione, anche riguardo alle altre feste (salvo Kippùr), è scritto nella Torà: Il primo giorno e il settimo giorno saranno giorni di sacra convocazione, nessun lavoro si farà in questi giorni eccetto quanto necessario per il cibo di ognuno, solo quello potrà essere fatto (Es. 12:16). In questo versetto non si parla espressamente di "cucinare" ma di "fare quanto necessario per il cibo". Da qui deriva che sono permesse anche altre attività richieste per la preparazione del cibo. Fra queste, il trasporto in luogo pubblico, attività che di Shabbàt (e di Kippùr) è invece vietata. Uno degli scopi di questo trattato è appunto stabilire quali attività siano permesse nei giorni festivi e quali siano proibite. In generale, vale la regola per cui tutto ciò che può essere svolto prima dell'inizio della festa non può essere effettuato durante la festa stessa. Ad esempio, mentre l'impastare la farina e il cuocere il pane sono attività permesse durante Yom Tov, non lo sono il mietere il grano, il trebbiarlo, il macinarlo e altre attività simili che possono essere svolte prima della festa senza alcun detrimento per il prodotto finale. Il motivo per cui queste ultime attività sono proibite è per non affaticarsi durante i giorni festivi, che devono invece essere dedicati al pellegrinaggio al Santuario (quando esso esisteva, prima che venisse distrutto dai Babilonesi e poi dai Romani), sostituito oggi dalla Sinagoga, dove ci si reca per le preghiere e per le letture bibliche specifiche delle feste. (...)
Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua «Philosophie sociale» (1793)
Silvana Greco
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 288
Silvana Greco propone, per la prima volta, un'analisi approfondita della "Philosophie sociale", pubblicata a Parigi alla fine del giugno 1793 da Moses Dobruska (1753- 1794), uomo d'affari, letterato e filosofo sociale. Nato in Moravia da una famiglia ebraica, affiliata alla setta ereticale dei sabbatiani, Dobruska si convertì in giovane età al cattolicesimo, compì una notevole ascesa sociale alla corte asburgica di Vienna ed emigrò poi in Francia, per aderire alla Rivoluzione. Durante il soggiorno parigino prese il nome di Junius Frey, fu assai attivo tra le fila dei giacobini ma riuscì a sopravvivere solo di poco alla propria Philosophie. Accusato di cospirare per conto di potenze straniere, fu ghigliottinato il 5 aprile 1794, al culmine del Terrore, nello stesso giorno in cui anche Georges Jacques Danton saliva sulla forca. Quando apparve, la "Philosophie sociale" suscitò un notevole interesse, tanto da venir apprezzata nientemeno che da Immanuel Kant. Greco mostra come il lavoro di Dobruska abbia avuto anche altri lettori celebri, che per vari motivi omisero di menzionare, tra le loro fonti, un outsider di dubbia reputazione, su cui pesava una condanna tanto ingiusta quanto infamante. Dalla "Philosophie sociale" derivano alcuni concetti chiave delle discipline sociali, come le conosciamo oggi. Iniziatore entusiasta e sfortunato, talvolta brillante teorico, Moses Dobruska merita un ruolo a sé nella storia del pensiero sociologico.
Alla fine lui muore
Alberto Caviglia
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2021
pagine: 200
C'è qualcosa che non va, in Duccio Contini. È così giovane e già passa le serate chiuso in casa a mangiare semolino e sorseggiare tisane con un plaid sulle ginocchia. E pensare che fino a poco tempo fa era un promettente scrittore di successo. Allora perché adesso se ne va in giro per Roma con un carrellino per la spesa? Perché trascorre intere giornate davanti alle transenne di un cantiere o tra gli scaffali della farmacia su viale Trastevere? È forse possibile diventare vecchi a trent'anni?! Dopo il dissacrante "Olocaustico", Alberto Caviglia torna a giocare con la realtà in un nuovo romanzo dall'ironia spiazzante. "Alla fine lui muore" è una favola metropolitana, comica e amara, che manda in cortocircuito aspettative e stereotipi dei nostri tempi per trasformarsi in una satira surreale che punge e diverte.

