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La Casa Usher

In cammino con lo spettatore: Laggiù soffia-era-in carne ed ossa

In cammino con lo spettatore: Laggiù soffia-era-in carne ed ossa

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2008

pagine: 168

14,00

Il Teatr Laboratorium. Materiali 1959-1969

Il Teatr Laboratorium. Materiali 1959-1969

Jerzy Grotowski

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2006

pagine: 228

La vicenda artistica di Grotowski è una delle più significative del teatro contemporaneo. Sua è stata l'elaborazione del training, come allenamento continuativo, quotidiano e personalizzato per l'attore; sua la prima sperimentazione sistematica e concreta della relazione attore-spettatore in uno spazio scenico unitario. Sua la definizione del gruppo teatrale come luogo di esplorazione personale e ricerca artistica, in un lavoro continuativo protetto, solo in parte finalizzato ai singoli spettacoli. Sua la proposta di un'etica dell'attore come soggetto di esperienze autentiche, che perfeziona e sviluppa le intuizioni di Stanislavskij. Molto del teatro contemporaneo, anche esteticamente lontano da lui, non sarebbe stato possibile senza il lavoro di Grotowski.
20,00

Diario dal Teatro delle Fonti

Diario dal Teatro delle Fonti

Renata M. Molinari

Libro

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2006

pagine: 96

Il diario che Renata M. Molinari compose all'indomani della sua partecipazione a una sessione aperta del teatro delle Fonti di Jerzy Grotowski, in Polonia, nell'esatte del 1980, è una preziosa testimonianza che ci racconta di pratiche che sembrano oggi radicalmente inattuali e che all'epoca erano il cuore della "cultura attiva". L'azione letterale come grimaldello per aprire le nostre convenzioni e abitudini; l'orizzonte performativo come dimensione per condividere e scoprirci, come siamo e come possiamo essere. La natura che abbiamo perduta e che continuiamo a vivere. Un'avventura, diremmo oggi; una possibilità concreta, così l'abbiamo vissuta allora. E l'esperienza permane come fonte di conoscenza e sentimento di libertà. Un viaggio dentro l'altra Europa, le altre culture, le altre possibilità del teatro, gli altri noi; le fonti come permanenza e interrogazione sul presente; il fare come reale incontro attraverso le differenze. Renata M. Molinari è autrice, drammaturga e docente di drammaturgia. Ha seguito diverse fasi del lavoro di Jerzy Grotowski.
8,00

Il segreto della commedia dell'arte. La memoria delle compagnie italiane del XVI, XVII e XVIII secolo

Il segreto della commedia dell'arte. La memoria delle compagnie italiane del XVI, XVII e XVIII secolo

Ferdinando Taviani, Mirella Schino

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2006

pagine: 546

La storia e le storie della Commedia dell'Arte conoscono i tempi lunghi del metodo produttivo che permane uguale a se stesso nel profondo per quasi due secoli; ma si sostanziano dei tempi brevi del vissuto e del quotidiano, delle strategie messe in atto di volta in volta, delle occorrenze che si intrecciano e introducono la cultura "accademica" delle donne nelle aggregazioni zannesche o spingono il tal comico a rilevare la distanza tra sé e i "comici infami". In questo libro Taviani riesce a guardare i tempi brevi alla luce dei tempi lunghi, il quotidiano soggettivo e contingente attraverso la necessità delle strutture che restano, modi di produzione e forme. Lo sguardo esterno, quello degli spettatori e degli storici, cataloga e seleziona gli elementi della Commedia dell'Arte e ne fa strutture e necessità; ma i comici non viaggiano, non recitano, non vivono nel teatro con queste necessità e per tali strutture. Il segreto della "Commedia all'improvviso" è nell'intreccio di molte storie, e il libro si costruisce su più livelli di organizzazione e di ricerca. L'introduzione con le sue immagini e le note in fondo al volume svolgono discorsi paralleli e al margine del testo, e le due parti in cui il libro è composto sono interdipendenti, autonome e speculari.
29,00

Artigiani di una tradizione vivente. L'attore e la pedagogia teatrale

Artigiani di una tradizione vivente. L'attore e la pedagogia teatrale

Jacques Copeau

Libro

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2020

pagine: 288

A chi serve questa antologia, o meglio, per chi è stata concepita e creata? Per prima cosa essa è destinata ai giovani che amano il teatro, che lo studiano, che lo praticano. Ma vorrebbe pure essere utile a tutti coloro che sono attenti alla dimensione umana e pedagogica, individuale e collettiva del teatro: attori del teatro professionale o del teatro amatoriale, oppure insegnanti, operatori del teatro sociale e del teatro ragazzi. Vorrebbe non restare ignota a quegli amministratori pubblici che capiscono il valore inestimabile della cultura teatrale come bene collettivo. Questo libro è dedicato all'artigianato e alla tradizione del teatro, in particolare espressi nell'attore e nella sua presenza vivente al centro dell'esperienza teatrale. Esso non invita a servire l'arte diffidando della tecnica, ma vuole mettere in guardia contro il virtuosismo e l'artificio spinti all'abuso. Vuole in fondo riproporre oggi una vecchia storia, quella dell'umanità del teatro, e rendere così manifesto l'apporto che il teatro ha dato e che ancora può dare alla formazione e alla vita dell'uomo contemporaneo.
24,00

Il primato del gioco. La comunicazione didattica del calcio

Il primato del gioco. La comunicazione didattica del calcio

Francesco D'Arrigo

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2018

pagine: 240

Con questo libro D'Arrigo ci porta dentro al lavoro di campo rivolgendo al lettore alcune semplici domande: qual è il compito di un allenatore? Come può aiutare i giocatori a liberare la creatività? "Il primato del gioco" non è un eserciziario pieno di soluzioni predefinite dove si possono trovare schemi universali o strategie capaci di far vincere tutte le partite. L'autore sviluppa una metodologia di allenamento, «la comunicazione didattica del calcio», in cui gli allenatori, a partire dal proprio «senso del gioco», sono stimolati a creare nuove progressioni in grado di rafforzare nei giocatori la condivisione di princìpi ed emozioni. D'Arrigo immagina di dialogare con il Gioco, una vera e propria Entità superiore. In questa serie di domande e risposte è tracciata la strada che deve guidare la proposta metodologica di ogni allenatore. Il coach deve partire da uno stimolo di tipo emotivo e tracciare così un percorso, una strada affascinante capace di dialogare con l'emotività dei suoi giocatori. Solo successivamente potrà definire un suo personale metodo di allenamento per ottenere dai suoi giocato gli interpreti del gioco, un obiettivo tattico-tecnico. Tutto è nelle mani dei giocatori, gli interpreti del gioco, che dovranno allenarsi a interpretare quello che accade durante una gara, le scelte dei compagni e le mosse degli avversari. Per questo motivo l'autore arriva a mettere in discussione sia le teorie che accompagnano le metodologie schematiche di allenamento, sia i fondamenti teorici che riguardano la preparazione fisica nel calcio e l'allenamento «a secco», ritenendo il gioco un flusso inseparabile nelle sue parti. "Il primato del gioco" ci trascina dentro l'essenza misteriosa del gioco del calcio e indica una possibile metodologia per fornire alte opportunità di apprendimento indirizzate alla formazione di «giocatori liberi di pensare».
24,00

Il racconto della grafica. Storie e immagini del graphic design italiano e internazionale dal 1890 a oggi

Il racconto della grafica. Storie e immagini del graphic design italiano e internazionale dal 1890 a oggi

Andrea Rauch

Libro: Libro rilegato

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2017

pagine: 388

L'inizio è all'epoca della Seconda rivoluzione industriale, quando la città prende ancor più decisamente il sopravvento sulla campagna e si diffonde progressivamente l'attitudine a leggere, a guardare le figure, a informarsi su quello che succede intorno e che può condizionare la vita. Il racconto inizia, dunque, da Chéret e Toulouse-Lautrec, e da un ragazzo di Livorno, Leonetto Cappiello, che nel 1897 arriva a Parigi. Con i manifesti la grafica (chiamiamola comunicazione, propaganda o pubblicità...] comincia ad assumere un ruolo da protagonista importante. Nascono le originarie espressioni di Brand Image e le prime ricerche di coordinamento d'immagine. La grafica è influenzata dalla poetica delle avanguardie artistiche. Si fa propaganda sotto i totalitarismi, ma contemporaneamente si sviluppano anche ricerche di progettazione grafica in grado di interessare tutti i momenti della produzione. Nel clima della Ricostruzione postbellica emergono in Italia, insieme a molte altre, le grandi personalità di Albe Steiner, Bruno Munari, Erberto Carboni, Armando Testa e continua la lezione fondante dello Studio Boggeri. Nel prosieguo del secolo si sviluppano i linguaggi del Razionalismo Europeo (con Müller-Brockmann e Max Bill) e della Scuola Milanese (Noorda, Vignelli, Iliprandi, Grignani, Fronzoni...). Agli inizi degli anni Settanta i grafici più giovani si rapportano in maniera puntuale anche al mercato delle istituzioni e danno vita al fenomeno della "grafica di pubblica utilità". La "pubblica utilità" in Italia non avrebbe potuto affermare, comunque, un proprio modo di essere senza i nuovi fermenti politici e culturali che si erano diffusi tra gli Stati Uniti e l'Europa già a partire dagli anni Sessanta. Sono gli anni di un percorso continuo tra Europa e America, con contatti di cui, nei decenni precedenti, si erano già resi protagonisti Leo Lionni, Saul Steinberg e Paul Rand, e che, successivamente, vedono emergere, tra gli altri, Milton Glaser, Seymour Chwast e Heinz Edelmann.
48,00

Testi (1954-1998). Volume Vol. 4

Testi (1954-1998). Volume Vol. 4

Jerzy Grotowski

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2016

pagine: 176

L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, “Testi 1954-1998”, la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. I sottotitoli dei quattro volumi fanno riferimento alle tappe essenziali del percorso creativo di Grotowski e sono nell'ordine: “La possibilità del teatro”, “Il teatro povero”, “Oltre il teatro”, “L'arte come veicolo”. Il quarto volume raccoglie interviste, scritti e interventi, compresi nel periodo tra il 1984 e il 1998.1 testi, a eccezione dei primi due, si riferiscono alla feconda fase finale del percorso artistico di Grotowski - quella definita da Peter Brook «arte come veicolo» - che egli ha sviluppato per oltre tredici anni a Pontedera, in Toscana, dove nel 1986 ha preso vita il Workcenter of Jerzy Grotowski. Diversi testi di questo volume hanno il carattere di compendio e riflessione critica su tutto il percorso creativo dell'autore. Dopo gli anni dell'intensa fase post-teatrale, Grotowski riprende i temi legati all'artigianato teatrale, alla sua trascorsa esperienza di regista, e - in alcuni passaggi - segnala quegli elementi dell'artigianato teatrale rilevanti nel lavoro che stava sviluppando sull'arte come veicolo, pur con un cambiamento significativo di prospettiva: il lavoro rigoroso sugli aspetti tecnici del mestiere e sulle antiche radici delle arti drammatiche non è più finalizzato allo spettacolo, all'«arte come presentazione», ma è veicolo dello sviluppo individuale, del lavoro su di sé.
15,00

Braccianti just in time. Raccoglitori stagionali a Rosarno e Valencia

Braccianti just in time. Raccoglitori stagionali a Rosarno e Valencia

Anna Mary Garrapa

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2016

pagine: 183

Rosarno è un piccolo comune calabrese emerso nelle cronache nazionali per la rivolta dei braccianti africani avvenuta nel 2010, che ha reso note le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati impiegati nelle aziende agrumicole locali. A Rosarno, come in tante altre campagne d'Italia, sono migliaia i braccianti immigrati che raccolgono frutta e verdura di stagione. Lavorano sotto il controllo di "caporali", a nero o con contratti irregolari, e alloggiano in abitazioni di fortuna, spesso molto lontane dai centri abitati. L'autrice, con un'intensa ricerca sul campo, si è immersa nella dura realtà quotidiana del lavoro agricolo, nei progetti di vita di questi lavoratori e nelle avversità che incontrano continuamente. Non siamo davanti solo a uno straordinario reportage, perché Anna Mary Garrapa unisce l'inchiesta sociale alla ricostruzione della filiera economica dei prodotti agricoli, di cui gli immigrati costituiscono la parte più vulnerabile. Garrapa non si limita a studiare il caso calabrese, ma si spinge fino in Spagna, nelle pianure che circondano Valencia. Le aziende spagnole di agrumi vengono spesso descritte come un modello competitivo e virtuoso, lontano dalle difficoltà delle imprese calabresi. Eppure le forti somiglianze tra le due realtà che l'autrice scopre sono illuminanti per comprendere le tendenze in atto della "rivoluzione agroalimentare" e lo sfruttamento degli esseri umani e della terra.
16,00

Il velo dell'arte. Una rete di immagini tra passato e contemporaneità

Il velo dell'arte. Una rete di immagini tra passato e contemporaneità

Lucia Corrain

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2016

pagine: 238

Con un costante dialogo tra opere d'arte del passato e della contemporaneità, il volume mette in rete costellazioni di immagini che, a dispetto dei differenti media cui sono riconducibili, entrano tra loro in sinergia per dare luogo a nuove e inattese configurazioni di significato. È il caso del velo albertiano, messo in risonanza con "I giardini di Compton House" di Peter Greeneway, con l'installazione "Rahmenbau" a Kassel e con il video "The veiling" di Bill Viola. Anche i tagli di Lucio Fontana e le colate di colore di Hermann Nitsch sono relazionabili alla ferita al costato di Cristo, cosi come il seicentesco quadro a lume di notte dialoga, sul piano del coinvolgimento passionale dell'osservatore, con le video-installazioni dello stesso Bill Viola. E ancora, le appassionate forme del dolore presenti nel bolognese "Compianto" di Niccolò dell'Arca trovano un riscontro in un'opera della piena contemporaneità, "la Pietà del Kossovo" di Pascal Convert. Il passaggio dalla figuratività alla totale astrazione si coglie, in particolare, nella" Rothko Chapel" di Houston, dove il modus operandi dell'artista americano propone un rapporto con l'osservatore analogo a quello che il Beato Angelico già aveva sperimentato nelle celle del convento di San Marco a Firenze.
25,00

Testi (1954-1998). Volume Vol. 3

Testi (1954-1998). Volume Vol. 3

Jerzy Grotowski

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2016

pagine: 269

L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. I sottotitoli dei quattro volumi fanno riferimento alle tappe essenziali del percorso creativo di Grotowski e sono nell'ordine: La possibilità del teatro, Il teatro povero, Oltre il teatro, L'arte come veicolo. Il terzo volume raccoglie interventi, documenti e interviste risalenti al periodo tra il 1970 e il 1984, in cui si sviluppò l'intensa fase post-teatrale dell'attività di Grotowski. Tale attività si articolava inizialmente nel campo della "cultura attiva" - comunemente nota come parateatro o "teatro della partecipazione", secondo la definizione che ne diede lo stesso Grotowski negli anni Novanta - e poi nell'ambito del Teatro delle Fonti. Fra i documenti qui raccolti, si segnalano in particolare Holiday e Teatro delle Fonti - due scritti che hanno il carattere di "manifesto" rispetto alla complessa fase post-teatrale di Jerzy Grotowski.
22,00

Testi (1954-1998). Volume Vol. 2

Testi (1954-1998). Volume Vol. 2

Jerzy Grotowski

Libro: Libro in brossura

editore: La Casa Usher

anno edizione: 2015

pagine: 262

L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. Il secondo volume raccoglie scritti, interventi e interviste che risalgono al periodo tra il 1965 e il 1969, ovvero agli anni della maturità artistica di Grotowski e dell'affermazione del Teatro Laboratorio nel mondo. Il volume include, in una nuova traduzione dagli originali polacchi e, in alcuni casi, in una nuova versione, anche i testi canonici di Grotowski contenuti nella storica edizione del 1968 di "Towards a Poor Theatre", uscita in inglese per iniziativa di Eugenio Barba. Le nuove traduzioni rivelano una complessità inaspettata in testi che hanno fatto la storia del teatro del Novecento. Oltre a una serie di interviste e ad altri scritti, inediti in Italia, questo secondo volume contiene interventi fondamentali che risalgono alla fine degli anni Sessanta quando Grotowski, da un lato, riassume - alla luce dei primi dieci anni di attività del Teatro Laboratorio - il senso e l'evoluzione delle sue ricerche, dall'altro lascia già intravedere una prospettiva oltre il teatro che si concretizzerà, negli anni Settanta, nella fase del parateatro e della "cultura attiva".
20,00

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