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Longo Angelo

Il genio delle acque. Scavi nelle piazze di Ravenna

Il genio delle acque. Scavi nelle piazze di Ravenna

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 373

Il volume rende noto quanto rinvenuto in due scavi realizzati in tempi diversi a Ravenna ma entrambi accumunati da un tema: la presenza delle acque all'interno della città. Lo scavo realizzato nel 2011 in piazza Anita Garibaldi, che aveva come punto d'interesse la verifica della presenza della Fossa Augusta, ha invece permesso di portare in luce una stratificazione assai complessa caratterizzata dall'iniziale presenza di due domus con pavimenti a mosaico, poi accorpate; questa ultima domus ebbe una straordinaria continuità di vita, fino alle soglie del VII secolo quando sui suoi resti venne eretto un edificio a destinazione cultuale. Durante il medioevo l'area fu destinata ad orti probabilmente in relazione con il vicino monastero di S. Giovanni Evangelista; infine nel 1827 questa zona venne in parte occupata dall'ospedale cittadino e poi dal Liceo Classico "Dante Alighieri". L'intervento svoltosi in piazza Andrea Costa nel 2009, andava invece ad incidere un ambito dove secondo la letteratura si incontravano il canale Padenna e il Flumisellum Padennae. In questo caso l'intervento archeologico ha verosimilmente evidenziato la presenza delle acque ancora in epoca medievale, oltre ad attestare alcune porzioni di edifici fra cui, in particolare, l'antica residenza che ospitò la Casa Matha, sede della Pescheria cittadina fino alla fine dell'Ottocento, poi sostituita con lo stabile per la vendita del pesce noto come Esedra Vignuzzi. Presentazioni di Michele De Pascale, Giorgio Cozzolino, Luigi Malnati, Tomaso Tommasi di Vignano e Giuseppe Sassatelli.
28,00 €

L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914). Fonti diplomatiche

L'emigrazione italiana nel Rio Grande do Sul brasiliano (1875-1914). Fonti diplomatiche

Gianpaolo Romanato, Vania Beatriz Merlotti Heredia

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 817

La grande emigrazione dall'Italia di fine Ottocento coincise con la richiesta di emigranti da parte del Brasile, un Paese enorme, spopolato, poco coeso. Una parte di quanti arrivavano in Brasile dall'Italia furono smistati nel Rio Grande do Sul, il territorio più meridionale e abbandonato. Qui, nella zona di montagna, in un'area boschiva e disabitata, estesa approssimativamente come la Valle Padana, furono delimitate quattro zone coloniali, destinate esclusivamente ai nostri immigrati, dove affluirono, tra fine '800 e inizi del '900, più di centomila italiani, provenienti per la maggior parte dal Veneto. Erano contadini, artigiani, braccianti, molti analfabeti, tutti dialettofoni, che furono quasi abbandonati a se stessi. Per sopravvivere dovettero difendersi dagli animali selvatici, disboscare la foresta, costruire le case, avviare le coltivazioni, aprire delle strade, creare una rete commerciale. La solitudine rafforzò l'unione di questi coloni che da allora hanno conservato fino a oggi tutte le peculiarità dei primi arrivati, a partire dalla lingua: il dialetto veneto, che si è mescolato al portoghese e ha dato vita ad una koinè linguistica tutta particolare. Si tratta di un caso che ha pochi uguali nella storia migratoria, non soltanto italiana: un gruppo sociale che si è perfettamente integrato nel Paese d'arrivo, il Brasile, di cui oggi rappresenta l'élite, mantenendo però le caratteristiche e le particolarità del Paese d'origine e soprattutto della regione di provenienza, il Veneto. L'odissea di questa comunità fu seguita attentamente dalle autorità diplomatiche italiane. Le loro relazioni, apparse allora su pubblicazioni del Ministero degli Esteri, vengono qui riproposte integralmente, come testimonianza diretta e drammatica di una pagina di eroismi e sofferenze della quale possono andare fieri tanto l'Italia quanto il Brasile. Presentazione di Roberto Ciambetti.
24,00 €

Dante a Verona 2015-2021

Dante a Verona 2015-2021

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 320

Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del "Convivio" e del "De vulgari eloqnentia", e più tardi, durante la scrittura del "Paradiso" e della "Questio de aqua et terra", sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante potè forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare. A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell'opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro. Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D'altra parte amplia l'orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini).
25,00 €

La critica letteraria nell'Italia del Settecento. Forme e problemi

La critica letteraria nell'Italia del Settecento. Forme e problemi

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 192

Negli ultimi decenni del Seicento l'Italia si trovò a fare i conti con gli albori di una critica letteraria di stampo europeo che, pur richiamandosi ai modelli classici (Aristotele, Orazio, il trattato Del sublime), mostrava sul piano delle forme e dei contenuti caratteri in gran parte nuovi e ad essa sconosciuti. È però nel corso del secolo successivo che, accettato il confronto con il prestigio acquisito dalle altre nazioni (Francia e Inghilterra soprattutto), letterati, eruditi e critici italiani si impegnarono più decisamente a ripensare categorie e modalità riflessive ereditate dalla tradizione. Il dibattito sulla letteratura ne uscì rinnovato tanto nelle categorie critiche che nel progressivo ampliamento dei generi testuali: al dialogo e al trattato succedono l'articolo di giornale, il pamphlet, la lettera satirica, il dialogo immaginario, il saggio monografico, la parodia metaletteraria. Accanto a queste nuove tipologie di intervento critico, frutto di un'ansia di rottura col passato ma anche di umori e idiosincrasie personali, l'erudizione e la filologia del Settecento hanno portato a compimento iniziative editoriali ancor oggi preziose e ineguagliate. Gli undici saggi che compongono il volume, frutto di due giornate di studio svoltesi all'Università di Losanna nell'ottobre 2016, gettano luce su queste forme di ripensamento o di sistemazione della nostra tradizione letteraria, nonché al sorgere di nuovi interrogativi sul ruolo della letteratura e del letterato nell'età dei Lumi.
18,00 €

La consolazione della letteratura. Un itinerario fra Dante e Boccaccio

La consolazione della letteratura. Un itinerario fra Dante e Boccaccio

Sebastiana Nobili

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 257

La stesura del capolavoro, sia per Dante che per Boccaccio, nasce da un trauma: l'esilio nel primo caso, la peste nel secondo. Entrambi cercano nella scrittura una forma di riparazione e, nel segno del comune maestro Boezio, attingono al potere consolatorio della parola che nasce dalla privazione e dal lutto. Per questo, nei due grandi autori del nostro Trecento il motivo delle lacrime si rivela decisivo, a partire dalle grandi allegorie della Commedia come il Veglio di Creta e il gigante Lucifero, per passare poi attraverso la condanna della guerra e delle sue conseguenze dolorose e giungere infine al tema - evidentemente correlato - della sofferenza dei giusti, siano essi i limbicoli all'Inferno o, nel Decameron, i magnanimi della tragica quarta giornata. Il confronto con gli storiografi - Salimbene per Dante, i cronisti della peste per Boccaccio - si rivela decisivo per comprendere il rapporto dei due scrittori con la storia, e con gli eventi drammatici che hanno innescato il processo consolatorio attraverso la scrittura. Nella seconda metà del libro, da un esame tematico dei testi si passa a una prospettiva più strettamente retorica: quali strutture Boccaccio, sulla scia di Dante, utilizza per sostanziare la sua idea di letteratura? Come affronta il problema degli incipit e perché si serve delle cosiddette "cornici", di lettere dedicatorie e di complicati prologhi concentrici? Dal primo romanzo in prosa della letteratura italiana, il Filocolo, fino al tardo trattato umanistico sulla Genealogia degli dèi pagani, che si innesta sulla riflessione centrale del Decameron, Giovanni Boccaccio innova radicalmente un repertorio già codificato dalla letteratura classica e da quella mediolatina e romanza, immaginando l'opera dello scrittore come una grande mappa, scritta e a un tempo illustrata, dentro la quale il lettore sensibile saprà trovare, riconoscendosi, la chiave della sua personale consolazione.
25,00 €

«Senza malizia e senza ipucrisì». Olindo Guerrini fra lingua e dialetto

«Senza malizia e senza ipucrisì». Olindo Guerrini fra lingua e dialetto

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 166

Il volume raccoglie i testi degli interventi presentati al Convegno tenuto a Ravenna nelle giornate del 21 e 22 ottobre 2016. Fino a ieri trascurate, con pochissime eccezioni, o oggetto, perlopiù, di curiosità superficiale e aneddotica - in contrasto con una mai intermessa fortuna novecentesca, prevalentemente locale, dei testi o di alcuni testi - la personalità e l'opera di Olindo Guerrini e delle sue molteplici maschere hanno conosciuto negli ultimi anni una rinnovata attenzione storiografica e critica. Fra gli argomenti trattati nei saggi qui raccolti, il ruolo di rilievo che all'autore di "Postuma" spetta nel quadro delle polemiche veriste dell'Ottocento e la più trascurata ma non marginale esperienza della prosa: polemica, erudita, narrativa, umoristica, giornalistica, divulgativa, epistolare. Un'applicazione particolare è riservata al Guerrini dialettale, a una dialettalità estesa anche alla «bassezza» e alla «sudiceria» petroniane di Argia Sbolenfi. Passando al romagnolo, con l'invito a distinguere la «romagnolità autentica» dello scrittore di Sant'Alberto dalle generiche, divulgate «stereotipie romagnole», i Sonetti romagnoli sono esaminati da un duplice punto di vista: attraverso i rapporti, da una parte, col modello di un «poeta della realtà» ottocentesco della statura di Giuseppe Gioachino Belli, guardando, dall'altra, ai debiti contratti nei loro confronti da uno dei massimi poeti dialettali contemporanei, Raffaello Baldini. Perché, come ha scritto Luigi Meneghello, «la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare [...]. Ma questo nòcciolo di materia primordiale [...] contiene forze incontrollabili proprio perché esiste in una sfera pre-logica dove le associazioni sono libere e fondamentalmente folli. Il dialetto è dunque per certi versi realtà e per altri versi follia».
18,00 €

L'Alighieri. Rassegna dantesca. Volume 50

L'Alighieri. Rassegna dantesca. Volume 50

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 168

La Rassegna dantesca è stata fondata da Luigi Pietrobono e diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda.
25,00 €

Pier Paolo D'Attorre, sindaco. Discorsi pubblici (1993-1997)

Pier Paolo D'Attorre, sindaco. Discorsi pubblici (1993-1997)

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 128

Questo volume raccoglie una selezione dei più significativi discorsi e interventi pubblici di Pier Paolo D'Attorre, sindaco di Ravenna tra il 1993 e il 1997 (il primo eletto con la nuova legge per l'elezione diretta dei sindaci entrata in vigore nel marzo del '93), scelti fra quelli conservati tra le carte D'Attorre depositate presso la Fondazione Casa di Oriani. Un arco di tempo denso di profondi cambiamenti, per Ravenna e per l'Italia intera. Un periodo di transizione, di crisi dell'esistente ma anche di rinnovamento e di prospettive, che D'Attorre seppe attraversare con grande lucidità e con una visione ampia del proprio ruolo derivantegli dalla sua formazione intellettuale. Perché Pier Paolo D'Attorre non smise mai di essere uno storico, e di considerarsi tale, neanche nei suoi anni d'impegno amministrativo. Non già un intellettuale "prestato alla politica", ma un intellettuale e un politico al tempo stesso, che non vedeva contraddizione nell'essere l'una e l'altra cosa insieme, in nome di una convinta passione civile. Questa raccolta, quindi, vuole essere un modo non soltanto per rendere omaggio a un protagonista della recente storia ravennate, ma per restituire a Ravenna una parte importante della sua memoria collettiva, che è condizione indispensabile per la costruzione di un senso di comunità.
12,00 €

Letture classensi. Volume Vol. 46

Letture classensi. Volume Vol. 46

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2018

pagine: 152

Claudia Villa, curatrice di questo volume di letture dantesche dal titolo "Sognare il Parnaso. Dante e il ritorno delle Muse", approfondisce la grandezza di Dante nel suo rapporto con gli antichi, con i miti classici e con la loro riscoperta in età medievale e soprattutto umanistica. Appaiono figure simboliche ed intense quali Medea, Didone, Euridice ripescata dagli abissi del Tartaro, Minerva. Chiude il volume un saggio appassionante di Marcello Ciccuto su Borges e Mandel’stam lettori della Commedia.
20,00 €

Maestre e scuole pubbliche nel ravennate dopo l'Unità d'Italia

Maestre e scuole pubbliche nel ravennate dopo l'Unità d'Italia

Claudia Bassi Angelini

Libro: Libro in brossura

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2017

pagine: 128

Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale nel 1861 il Regno d'Italia riorganizzò il sistema dell'istruzione. Per la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di alfabetizzazione del paese che in Romagna avrebbe posto fine alla sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio. Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la grande maggioranza dei docenti elementari, che – resistendo alle discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l'istruzione femminile – tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in Italia. Un percorso storico che le fonti individuano anche nel ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano, inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle prime insegnanti.
14,00 €

Un'impresa in porto. Storia della Sapir (1957-2017)

Un'impresa in porto. Storia della Sapir (1957-2017)

Tito Menzani, Salvatore Tagliaverga

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2017

pagine: 164

Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un'impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Fer-ruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale. Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in "Porto intermodale Ravenna". Ciò anche grazie all'intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale. Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell'azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l'Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessantanni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo. Prefazione di Riccardo Sabadini. Presentazione di Guido Ceroni.
18,00 €

Dentro la vita

Dentro la vita

Caterina Felici

Libro: Copertina morbida

editore: Longo Angelo

anno edizione: 2017

pagine: 77

Le poesie di Caterina Felici rivelano di lei l'acuta sensibilità e la profondità, la padronanza espressiva nel linguaggio limpido ed essenziale, con plasticità delle immagini, efficacia descrittiva. Sulla poesia della Felici hanno scritto bei giudizi, tra gli altri, Cesare Segre, Giacinto Spagnoletti, Bruno Maier, Giuliano Gramigna, Giorgio Bàrberi Squarotti, Walter Mauro, Paolo Ruffilli, Claudio Toscani, Lucio Felici, Antonio Piromalli, Carlo Betocchi, Mario Luzi.
12,00 €

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