Longo Angelo
La poetica dell'affetto. Estetica religiosa nella «Divina commedia»
Fortunato Trione
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 320
«Tu mi seguirai con l'affezione», chiede San Bernardo a Dante alle soglie dell'ultimo canto del “Paradiso”. Che significa seguire qualcuno con l'affezione? Questa è la domanda alla quale “La poetica dell'affetto” cerca di rispondere. L'affetto è una conoscenza di natura particolare che mira a trasmettere non solo un contenuto astratto ma un'intera condizione esistenziale. Il fine della conoscenza affettiva è infatti arrivare a condividere la stessa esperienza nella quale la guida, il maestro e l'amante vivono. Si intraprende allora il viaggio nella “Divina Commedia” insieme al pellegrino dantesco perché, come lui, ci si sente incompleti e smarriti, alla ricerca di un incontro che possa generare quella trasformazione interiore della quale si va in cerca con tutto il cuore. “La poetica dell'affetto” è uno studio dell'affectus medievale nei termini pratici e vitali che la “Commedia” insegna, ma che ha le sue radici nelle due grandi guide spirituali di Dante, San Tommaso e San Bernardo. Attraverso uno studio del significato dell'affetto nei due dottori della Chiesa, il viaggio dantesco si rivelerà come un viaggio dagli affetti carnali a quelli spirituali. Dante ci insegna che il significato di una vita si decide nella misura in cui si dà e si riceve affetto, e questo è possibile solo a contatto diretto con le anime dalle quali imparare o rifiutare il modo giusto di vivere e sentire. L'affetto è così un principio di scrittura e di azione, e la “Commedia” un'opera di pratica morale e spirituale che consente di arrivare alla formulazione di una poetica: la poetica dell'affetto. Prefazione di Domenico Pietropaolo.
Bindo Giacomo Caletti e il suo tempo. Cooperazione
Luigi Martini
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 320
Bindo Giacomo Caletti, un cooperatore e un socialista non sempre tenuto nella dovuta considerazione dalla storiografia, eppure grande protagonista del suo tempo. Con la rivisitazione del suo ruolo di dirigente, che prende avvio nel 1899 per concludersi nel 1965, il testo ripercorre oltre sessant'anni di storia del movimento cooperativo e del partito socialista ravennati: lo stretto rapporto di Caletti con Nullo Baldini, la ricerca di un incontro unitario e i contrasti che egli ebbe con il movimento repubblicano; quindi l'avvento del fascismo e il suo ritrarsi temporaneo dalla vita politica, poi la sua partecipazione diretta al movimento di liberazione e alla rinascita del Psi, il ruolo di protagonista che esercitò nella ricostruzione della vita democratica ravennate, la collaborazione e le divergenze con il partito comunista, infine la sua elezione a presidente della provincia di Ravenna. Attraverso la sua vicenda personale si entra dentro la vita stessa delle classi lavoratrici e nel loro percorso di crescita ed emancipazione, per i quali Caletti spese la propria esistenza. Uno studio su più registri, offerto a quanti desiderano comprendere la complessità della vita politica e sociale in provincia di Ravenna nel corso del XX secolo. Nota introduttiva di Lorenzo Cottignoli e Alessandro Luparini.
Benvenuto da Imola. Lettore degli antichi e dei moderni
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 302
Le ragioni storiche che hanno portato il maestro Benvenuto da Imola a farsi “lettore degli antichi e dei moderni” sono da ricercare soprattutto in quella rinascita di interesse per la poesia – e per la cultura in generale – che caratterizza il primo Trecento, con un moto evidente di accelerazione verso la metà del secolo. Proprio in quegli anni Giovanni Boccaccio a Firenze scriveva che Dante nel suo poema aveva abbandonato il latino e scelto il volgare, perché aveva visto «li liberali studii del tutto abandonati, ... e per questo e le divine opere di Virgilio e degli altri solenni poeti non solamente essere in poco pregio divenute, ma quasi da' più disprezzate» (Trattatello, I red.). Ma trent'anni più tardi, forte dell'esperienza di insegnamento a Bologna e a Ferrara, Benvenuto lanciava un ponte con i successi antichi di Virgilio e di Stazio, osservando che «hodie videmus multos avide concurrere ad audiendum libros istorum, si sit aliquis bene legens et inteligens» (Comentum, IV, 48). Quanto a Dante, al quale Petrarca stesso su sollecitazione di Boccaccio aveva riconosciuto «vulgaris eloquentie palmam» (Fam. XXI 15), Benvenuto nel suo inimitabile latino poteva constatare che la Comedìa «tempore meo non erat quasi in predo, nunc non calumniam sibi [al poema!] imponi potest per aliquem, quantumcumque plurimi et plurimi conati fuerint sua velle dicta damnare» (cod. Laur. Ashb. 839). Nella storia, si sa, mutano i gusti e con essi la fortuna dei poeti e dei loro espositori. Dei commenti di Benvenuto ai classici, qualcuno attende ancora di uscire dall'oblìo, altri hanno cominciato a farlo nel Convegno 1989 di Imola di cui questo volume presenta gli Atti. Perfino il commento a Dante, padrone per un secolo nel campo umanistico, «fu spazzato via dal Comento del Landino» (G. C. Alessio), ritrovando solo nel secondo Ottocento, insieme al suo autore, l'alta considerazione che è dovuta ad entrambi.
Romagna monumentale. Domenico Rambelli. un maestro dell'espressionismo italiano. Catalogo della mostra (Faenza, 18 marzo-23 aprile 2017)
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 188
Alla migliore conoscenza del "Rambelli monumentale" intende contribuire questo libro che accompagna il "trittico" delle mostre allestite in Romagna, lungo un itinerario che comincia dalle invenzioni esibite dallo scultore prima a Brisighella e poi a Lugo, e che porta fino a Faenza con il più tardo "omaggio" reso allo scrittore Alfredo Oriani. Sui tre complessi monumentali, con le immagini del fotografo Luca Nostri a restituirci le peculiari valenze plastiche nelle loro cornici ambientali, la pubblicazione riunisce ampia documentazione, partendo dal "corpus" di opere rambelliane (disegni, studi, bozzetti) conservato presso la biblioteca Manfrediana di Faenza e qui presentato per la prima volta esaurientemente catalogato, con l'aggiunta di materiali del tutto inediti, provenienti da collezioni private. Segnalabile è certamente anche la presenza del carteggio rambelliano con gli interlocutori della sua stagione creativa, da Margherita Sarfatti a Ugo Ojetti, da Francesco Balilla Pratella a Filippo Tommaso Marinetti, tratto dall'archivio comunale di Lugo presso la biblioteca Trisi, di cui è stato possibile prendere visione dopo il recente riordino. Agli autori che si sono assunti il compito di illustrare i tre monumenti va il merito particolare di avere ripercorso in modo analitico i processi operativi dello scultore, i suoi procedimenti, e perfino le più minute varianti esecutive. Un'ampia scelta di disegni preparatori caratterizza ciascuna sezione del volume, mentre un lungo inserto di documenti e foto storiche ripercorre decenni di progetti e di scambi epistolari. Prefazione di Antonio Paolucci e introduzione di Orsola Ghetti Baldi.
Letture classensi. Studi danteschi. Volume Vol. 45
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 160
Sommario: "Presentazione" di Michele de Pascale, sindaco di Ravenna; Johannes Bartuschat, "Premessa"; Johannes Bartuschat, "L'esilio di Dante nella cultura francese dell'Ottocento"; Stefano Prandi, "Il tema dantesco dell'esilio nella poesia italiana del Novecento"; Maria Cristina Fumagalli, "L'esilio di Dante e Derek Walcott"; Igor Candido, "L'esilio di Dante nella letteratura inglese e americana tra Otto e Novecento (Con una premessa storica al Dante dei Puritani)"; Dennis Looney, "L'esilio di Dante nella cultura afroamericana"; Lino Pertile "«Nel tempio del suo voto riguardando»: Dante nell'Empireo".
L'Alighieri. Rassegna dantesca. Volume 48
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 171
La Rassegna dantesca è stata fondata da Luigi Pietrobono e diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda.
Lectura dantis bononiensis
Benvenuto da Imola
Libro: Libro rilegato
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 735
Nell'Italia del Trecento la diffusa Commedia di Dante Alighieri divenne presto un cult che tutti avevano a portata d'orecchio e di memoria, ma non potè fare a meno di tenersi dietro una ridda naturale di difficoltà di comprensione: arduo per scelta, il poema dell'arrabbiato esule fiorentino si presentava all'attenzione del mondo bisognoso di chiarificazioni che ne illustrassero i contesti, i significati e gli indecifrabili sottintesi, appassionante nella sua carica ma depotenziato senza una spiegazione esauriente. Era nato un classico, ma dovevano entrare in azione i promotori di una sua effettiva valorizzazione, gli uomini in grado di soddisfare le esigenze indicate. Dopo mezzo secolo di esperimenti interpretativi giunse l'intervento di un grande esperto di classici, Giovanni Boccaccio, il primo a parlare di Dante a un pubblico, e subito dopo l'analoga iniziativa di un professionista di classici, il docente per mestiere Benvenuto Rambaldi da Imola, che inserisce fra le sue attività un ciclo di lezioni sulla Commedia. L'istituzione del classico diventava cosi ufficiale: era la scuola a legittimarne il ruolo, l'impegno della didattica lo faceva diventare un sapere. Benvenuto fece cosi ciò che faceva sempre con un testo, leggere e spiegare, ossia una lectura. La sua prima esperienza con il nuovo classico fiorentino si tenne nella sede abitualmente utilizzata per la sua attività di insegnante, un'aula nella contrada di Porta Nuova a Bologna; di quanto disse il professore restano gli appunti di un allievo presente al corso, le cui note vengono a costituire ciò che può essere definita come la benvenutiana Lectura Dantis Bononiensis.
Donne, mafia e cinema. Una prospettiva interdisciplinare
Veronica Vegna
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 156
Cosa Nostra è un'organizzazione criminale costituita da soli uomini, ma le donne, principalmente nel ruolo di madri, svolgono una funzione fondamentale nel garantirne la continuità. Attraverso l'analisi di sette film prodotti fra il 2000 e il 2012 e ambientati in contesti mafiosi, questo libro si sofferma sui personaggi femminili (protagonisti e non) e ne mette in risalto le dinamiche di genere in base a studi sociologici e psicologici sul rapporto donne-mafia. Alcune delle opere cinematografiche prese in esame sono ben note al grande pubblico, prima fra tutte "I cento passi" di Marco Tullio Giordana. Altre sono meno conosciute, ma efficaci nel mostrare il ruolo delle donne in relazione a Cosa Nostra in qualità di madri, figlie, mogli e compagne dei cosiddetti uomini d'onore. Le scene analizzate consentono di avviare una riflessione sul rapporto fra le donne e la mafia, con l'obiettivo di fornire al lettore degli strumenti interpretativi per le opere cinematografiche trattate. Fra i temi affrontati rientrano il dualismo Amore-Morte nella madre della famiglia mafiosa, il ruolo della donna vittima del totalitarismo di Cosa Nostra ma spesso anche connivente, la relazione fra codice d'onore mafioso e morale sessuale, l'influenza femminile sul pentitismo e all'interno dell'istigazione alla vendetta.
Il lettore di provincia. Volume Vol. 147
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 88
Contributi di: Salvatore Ritrovato, L’essere altrove di Mario Soldati, tra “alibi” e “ricerca”, Sandro Bernardi, Raccontare i luoghi, pensare per immagini, Anton Giulio Mancino, Le modalità di scrittura di Pasolini, Simone Villani, La borghesia vista dalla luna. Da tragedia in versi a film ‘muto’: il progetto-Teorema di Pier Paolo Pasolini, Giancarlo Chiariglione, «I Polar sono storie di guerra». Le confessioni letterarie e cinematografiche di José Giovanni, Anna Grazia Chirolli, Il cinema di Peter Handke tra letteratura e teatro, Eusebio Ciccotti, Sukšin tra letteratura e cinema: Il viburno rosso (1973/1974).
Ritorno-return
Felice Nittolo
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 160
Catalogo pubblicato in occasione dell'antologica di Felice Nittolo.
Dante. Dalla «mirabile visione» a «l'altro viaggio». Tra «Vita nova» e «Divina commedia»
Nicolò Mineo
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 204
Nell'attuale fase degli studi danteschi, in cui è quanto mai fervido l'interesse alla produzione lirica, sia vitanovistica che postvitanovistica, può essere utile riesaminare e ricostruire complessivamente, sia pur sinteticamente, la storia culturale e creativa di Dante prima della “Commedia”, tra chiusura della “Vita Nova” e “Inferno”, con i necessari e inevitabili e particolareggiati riferimenti biografici e storici. Un tempo in cui si inscrivono organicamente liriche in volgare di capitale significato, quattro, forse cinque, epistole latine e i grandi trattati, incompiuti, in prosa volgare e latina: “Convivio” e “De vulgari eloquentia”. Sullo sfondo rimane la “Vita Nova”. Tornare su questo percorso vuol dire riproporsi un'indagine su punti cruciali e centrali della problematica relativa all'opera dantesca, decisivi per la sua comprensione complessiva. Un tempo fatto di intuizioni, sondaggi, ricerche, scoperte, conquiste, insegnamenti e apprendimenti, sul piano del pensiero e del sentire, e, sul piano degli eventi biografici, fatto di intenso impegno civile e politico, sino ai momenti culminanti del priorato, dei primi anni dell'esilio e infine della scelta di «far parte per se stesso». Un tempo che ci appare travagliato da una ricerca sempre rinnovata e in fondo inappagata. La ricerca di un centro, dopo i giovanili ancoraggi alla poesia e ai suggerimenti evangelico-mistici e in attesa dell'approdo alla cultura e alla prospettiva della conoscenza e del messaggio che ormai si possono chiamare - purché con un uso corretto della nozione - profetistici. Un percorso che va riconosciuto senza apriorismi e a una corretta distanza da certe invalse schematizzazioni.
La poesia in italia prima di Dante
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 286
Ogni anno si tengono in Italia e nel mondo molti incontri di materia dantesca o petrarchesca, ma rare sono le occasioni in cui gli italianisti si confrontano sul periodo che precede. Ciò è dovuto a vari fenomeni, alcuni anche di natura molto banale: la carenza di personalità grandissime, malgrado l'importanza complessiva dei movimenti letterari (basta pensare a fenomeni come la poesia giullaresca, quella di tipo politico, lo Stil Novo, la poesia religiosa dell'Italia centrale); la carenza di notizie biografiche, o di identificazioni sicure, che affligge spesso anche autori importanti, e che ha come risultato la difficoltà di celebrare centenari e di organizzare quelle manifestazioni che di solito ravvivano l'interesse per gli autori. Ne deriva una carenza di attenzione nei confronti di un periodo decisivo di storia letteraria, che è quello in cui si pongono i fondamenti di tutto lo sviluppo successivo della nostra tradizione. L'esito di questo stato di cose si riflette perfino nei manuali, dove questa parte della materia e sbrigata spesso in modo sommario. Questo volume, come prima il Convegno che lo ha originato, offre un contributo a porre rimedio a questa situazione, proponendosi come un'occasione di ripensamento e di discussione di alcuni importanti problemi posti dalla lirica italiana delle Origini. Si tratta della proposta di nuovi profili di rimatori, di contributi di natura documentaria, di studi su centri di attività poetica, su temi letterari caratteristici o rapporti con le arti figurative, e altro ancora.

