Mandragora
De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell'invisibile. Ediz. inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 256
Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Giorgio de Chirico stabilì che la sua pittura avrebbe dovuto «far vedere ciò che non si può vedere», poiché non aveva senso rappresentare le cose come già possiamo vederle in natura. Non a caso Magritte, quando nel 1925 si imbatté per la prima volta nella pittura di De Chirico, disse che gli aveva dato la sensazione di poter «vedere il pensiero». Celebri artisti e poeti, come Guillaume Apollinaire e André Breton, si riconobbero immediatamente nella sua enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose lucida e penetrante. Si apriva così la strada a tutti i movimenti che hanno costituito la parte più vitale dell'arte europea tra le due guerre: il dada, il surrealismo, il realismo magico, il neoromanticismo. La mostra riunisce alcuni tra i più celebri quadri del periodo metafisico di De Chirico, dipinti metafisici di Carrà, nature morte di Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus, accompagnati, quasi in un dialogo, da opere estremamente significative di Niklaus Stöcklin, Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio. Una sezione speciale è dedicata all'opera grafica di De Chirico e Max Ernst.
Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne. Catalogo della mostra (Firenze, 23 ottobre 2009-30 gennaio 2010)
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 112
La mostra presenta al pubblico una selezione di 32 fogli appartenenti all'ingente corpus di disegni inglesi (237 in tutto) che Herbert Percy Horne raccolse fra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento. L'esposizione intende compiere un nuovo passo nella riscoperta e nella valorizzazione della collezione grafica dello storico dell'arte e connoisseur inglese, noto soprattutto per il suo interesse nei confronti dell'arte rinascimentale, svelando un aspetto meno noto della sua attività collezionistica. Come dimostra il ricco materiale manoscritto e a stampa rintracciato nella biblioteca e nell'archivio della Fondazione, era forte l'interesse di Horne verso i maestri inglesi sette-ottocenteschi e in particolare verso la landscape art. Tra le opere esposte si segnalano saggi grafici ascrivibili a grandi interpreti dell'arte di paesaggio quali John Constable, Thomas Gainsborough, Richard Wilson, Alexander Cozens.
Onorio Marinari. Pittore nella Firenze degli ultimi Medici
Silvia Benassai
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 260
Figura poco nota alla critica contemporanea, Onorio Marinari (Firenze 1627-1716) godette tuttavia di larga fama nell'ambiente storico e culturale della Firenze tardobarocca. Il volume si propone di ricomporre organicamente il nutrito corpus del pittore, ordinando cronologicamente circa un centinaio di dipinti autografi, di cui molti inediti, trenta disegni, e circa centocinquanta dipinti perduti o non identificabili con opere note. Preceduto da un'accurata ricerca di archivio, il volume presenta nuovi e interessanti dati biografici su Marinari e sulla sua famiglia. In particolare viene riconsiderato il rapporto con il maestro, Carlo Dolci, e con la corte medicea e le famiglie patrizie committenti, nonché i legami con la coeva cultura figurativa fiorentina, evidenziando le relazioni con protagonisti della pittura contemporanea come Francesco Furini, Lorenzo Lippi, Livio Mehus, Pietro da Cortona, Salvator Rosa, il Volterrano, Luca Giordano, Giovanni Maria Morandi, Antonio Franchi, Pier Dandini. Prefazione di Bruno Toscano.
Splendori del barocco defilato. Arte in Basilicata e ai suoi confini da Luca Giordano al Settecento. Catalogo della mostra
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 312
Ospitata nelle prestigiose sedi di Palazzo Lanfranchi a Matera (i dipinti, dal 9 luglio al 1° novembre 2009) e di Palazzo Loffredo a Potenza (le sculture, dall'11 luglio al 18 ottobre 2009) e preceduta da un'approfondita indagine condotta sul territorio della regione, l'esposizione presenta una ricognizione puntuale e inedita di una tematica ancora in larga parte misconosciuta: l'arte plastica e pittorica che trovò sviluppo in Basilicata nell'età del pieno barocco e del rococò. Tra le opere in mostra figurano opere poco note o del tutto inedite di maestri locali, molte delle quali restaurate per l'occasione, alle quali si affiancano veri e propri capolavori di artisti come Luca Giordano, Paolo de Matteis, Francesco Solimena e Francesco De Mura, i più alti interpreti della scuola napoletana, che fortemente influenzarono la cultura figurativa lucana. Quanto alla produzione plastica, è stata privilegiata la scultura lignea, manufatto particolarmente rappresentativo nell'arte della regione. Introdotto da un saggio della curatrice Elisa Acanfora che traccia le coordinate e il senso dell'intera ricerca, il catalogo presenta attraverso le schede delle 102 opere in mostra e di 107 opere sparse per il territorio, corredate da 155 biografie di pittori e scultori, la prima ricostruzione della pittura e della scultura in Basilicata dalla fine del Seicento a tutto il Settecento.
Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l'oeil dall'antichità al contemporaneo. Catalogo della mostra (Firenze, 16 ottobre 2009-24 gennaio 2010). Ediz. inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 312
Il motivo del trompe-l'oeil, l'inganno ottico, attraversa tutta la storia dell'arte occidentale, a partire dal mondo greco-romano e dalla leggendaria gara che oppose Zeusi e Parrasio. Le diverse espressioni artistiche - la pittura in primis, ma anche la scultura e le arti applicate - non hanno mai smesso di cimentarsi con l'intrigante sfida della mimesi: basti pensare, tra gli altri, agli armadietti semiaperti delle tarsie lignee rinascimentali, ai piani di lavoro su cui scagliola e pietre dure dispongono assortimenti di oggetti dall'apparenza tridimensionale, alle porcellane che travestono zuppiere e suppellettili da ortaggi, alla ceroplastica sette e ottocentesca di forma anatomica o botanica. La ricca mostra curata da Annamaria Giusti annovera prestiti provenienti da tutto il mondo, coprendo un arco cronologico che va dal I secolo a. C. alla contemporaneità. L'analisi delle opere esposte si affianca nel catalogo ai saggi con cui Cristina Acidini, Sybille Ebert-Schifferer, Fauzia Farneti, Marc Fumaroli, Richard Gregory, Miriam Milman e Mark Mitchell indagano il tema della finzione del vero in tutta la sua trasversalità, fra pittura, scultura e architettura.
L'oratorio di Santa Caterina all'Antella e i suoi pittori. Catalogo della mostra (Firenze, 19 settembre-31 dicembre)
Libro: Copertina rigida
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 1761
Costruito dalla famiglia degli Alberti alla metà del xiv secolo, l'oratorio di Santa Caterina d'Alessandria nel Piviere dell'Antella conserva un ciclo pittorico di straordinaria importanza, recentemente restaurato, realizzato in successione da tre fra le personalità artistiche più rilevanti della seconda metà del Trecento, il Maestro di Barberino, Pietro Nelli e Spinello Aretino. In coincidenza con l'intervento di quest'ultimo artista, risalente allo scorcio del secolo, fu collocato sopra l'altare un grande trittico di Agnolo Gaddi oggi alla Galleria degli Uffizi. L'opera, anch'essa sottoposta di recente a un intervento di restauro, sarà ricollocata temporaneamente nell'oratorio e rappresenta il fulcro della mostra, al quale si affiancano alcune opere dei tre autori della decorazione pittorica. Aperto dai saggi di Paolo Pirillo, Daniela Lamberini e Angelo Tartuferi, il catalogo offre una ricostruzione critica aggiornata a proposito della storia, l'architettura e la decorazione dell'oratorio, tracciando inoltre il profilo degli artisti che vi lavorarono.
Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l'oeil dall'antichità al contemporaneo. Catalogo della mostra (Firenze, 16 ottobre 2009-24 gennaio 2010)
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 312
Il motivo del trompe-l'oeil, l'inganno ottico, attraversa tutta la storia dell'arte occidentale, a partire dal mondo greco-romano e dalla leggendaria gara che oppose Zeusi e Parrasio. Le diverse espressioni artistiche - la pittura in primis, ma anche la scultura e le arti applicate - non hanno mai smesso di cimentarsi con l'intrigante sfida della mimesi: basti pensare, tra gli altri, agli armadietti semiaperti delle tarsie lignee rinascimentali, ai piani di lavoro su cui scagliola e pietre dure dispongono assortimenti di oggetti dall'apparenza tridimensionale, alle porcellane che travestono zuppiere e suppellettili da ortaggi, alla ceroplastica sette e ottocentesca di forma anatomica o botanica. La ricca mostra curata da Annamaria Giusti annovera prestiti provenienti da tutto il mondo, coprendo un arco cronologico che va dal I secolo a. C. alla contemporaneità. L'analisi delle opere esposte si affianca nel catalogo ai saggi con cui Cristina Acidini, Sybille Ebert-Schifferer, Fauzia Farneti, Marc Fumaroli, Richard Gregory, Miriam Milman e Mark Mitchell indagano il tema della finzione del vero in tutta la sua trasversalità, fra pittura, scultura e architettura.
Die Toskana steht Kopf. Ein Schweinschen wirbelt durch ein berühmtes Fresko aus Siena
Nancy S. Howard
Libro
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 48
"Scandalo in Toscana", ovvero delle "scorribande di un porcello in un celebre affresco senese": l'epoca è quella delle fiabe, e come in una fiaba il maialino si troverà nella più grande avventura della sua vita, il viaggio in città. Ma Cinta non è un maialino qualsiasi: è nato settecento anni fa dal pennello di un grande pittore, Ambrogio Lorenzetti, che lo raffigurò nei magnifici affreschi di uno dei luoghi più celebri di Siena, il Palazzo Pubblico. Non solo: i suoi discendenti sono altrettanto famosi, anche se per altri motivi. La sua razza infatti è quella di Cinta senese, come si vede dal suo pelo nero ornato da una fascia bianca che gli gira tutt'intorno alle spalle; una razza che non ha bisogno di presentazioni e che i senesi vantano come una delle migliori al mondo... Ghiotto e pigro, ma spensierato e curioso, Cinta si lancia in una serie infinita di marachelle tra i variopinti personaggi che affollano la città trecentesca, finendo per rivalutare la magnifica campagna toscana che il suo creatore dipinse intorno a lui. Età di lettura: da 6 anni.
Con gli occhi di... Bardini, Horne, Stibbert
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 80
Con gli occhi di... è un percorso tra le case museo di Stefano Bardini, Herbert Horne e Frederick Stibbert, tre straordinari personaggi che nello stesso periodo storico, tra la seconda metà dell'Ottocento e il primo ventennio del Novecento, allestirono nelle proprie dimore fiorentine ricche e suggestive raccolte di opere d'arte, arredi e oggetti d'uso: un viaggio attraverso la sensibilità di tre grandi conoscitori d'arte che, spinti da interessi diversi - classico e rinascimentale il gusto di Bardini e Horne, più eclettico quello di Stibbert - ma accomunati dalla loro competenza e dalla loro conoscenza del mercato antiquario, si circondarono di capolavori trasformando le proprie residenze in originali realtà espositive capaci di interpretare in varie declinazioni il gusto dell'epoca. Trenta opere significative - dieci per ciascun museo - introducono il visitatore a una lettura di tre realtà museali inconsuete: un itinerario innovativo nel patrimonio della città di Firenze, alla cui ricchezza tanto ha contribuito l'entusiasmo dei collezionisti italiani e stranieri che a cavallo tra Ottocento e Novecento dedicarono la loro vita all'arte, nella convinzione che nell'arte fosse la vita.
La chiesa di Santa Felicita a Firenze. Ediz. inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2009
pagine: 64
Una veste grafica rinnovata e un più ampio corredo di immagini per l'edizione riveduta e aggiornata della guida della chiesa fiorentina di Santa Felicita, luogo ricco di storia, fulcro di esperienze fondamentali nella storia artistica della città. Prossima a Palazzo Pitti e al Ponte Vecchio, cui è unita dal Corridoio Vasariano, Santa Felicita deve la sua celebrità soprattutto alla Cappella Barbadori-Capponi, eretta da Filippo Brunelleschi nel Quattrocento e decorata un secolo dopo dal Pontormo con lo splendido affresco dell'Annunciazione e quattro tondi raffiguranti gli Evangelisti che fanno da cornice alla pala con la Deposizione dalla croce. Uno dei massimi capolavori del Manierismo, questo "groviglio inestricabile di corpi mossi da una musica immaginaria" (Adolfo Venturi) offusca tuttavia le tante altre opere che fanno della chiesa una tappa irrinunciabile di un soggiorno fiorentino, un percorso d'eccezione lungo un arco cronologico che va dal Trecento - da segnalare il recente restauro degli affreschi della Sala Capitolare e del polittico di Taddeo Gaddi - all'Ottocento, con un momento di non comune altezza come il Martirio dei sette fratelli Maccabei di Antonio Ciseri.

