Massari Editore
L'uomo approssimativo. Testo francese a fronte
Tristan Tzara
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 288
In un mondo ancor oggi «capovolto nella mola delle unanimi approssimazioni», che ha «spostato le nozioni e confuso i loro vestiti con i loro nomi», in una storia culturale e umana sempre più avvilita e svilita dai mercati e dalle mercanzie dell'artificialità e degli artifici di un linguaggio che c'ingabbia, «che ci frusta» senza accarezzarci in profondità libranti, in un alfabeto di parole buie che hanno spento «il barlume predestinato di ciò che dicono», la poesia di Tzara è necessaria e contemporanea quanto la sua provocazione e vocazione poetica: «la breccia aperta al cuore dell'esercito dei nostri nemici le parole»... (dalla presentazione di Roberta De Francesco).
In nome dell'umanità. Un patto sociale mondiale per tutti gli abitanti della Terra
Riccardo Petrella
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 301
È un testo di critica molto radicale, ma anche molto propositiva, al sistema mondiale che sta distruggendo la Terra e immiserendo le condizioni di vita (materiali e spirituali) dell’umanità. Economista e docente accademico di fama internazionale, Riccardo Petrella è fra i principali esponenti dell’altermondialismo, attivamente impegnato nello studio della globalizzazione, del welfare, dell’educazione, dei problemi ambientali e della tematica dell’acqua come diritto alla vita e bene comune. Sul problema dell’acqua è considerato uno dei massimi esperti a livello mondiale. In questo libro estremamente documentato e aggiornato non si esamina solo il «nemico», cioè i meccanismi sistemici che stanno portando alla rovina il pianeta Terra, le sue società e le sue economie, ma anche la controparte «amica», cioè l’umanità. È questa forse la parte più nuova e insolita. All’umanità, debitamente analizzata, si propone un Patto sociale ed etico per affrontare concretamente le necessità della nuova epoca. Se non fosse per le dimensioni, lo si potrebbe considerare il «Manifesto» dell’altermondialismo. E un po’ lo è veramente, visto che esso è il testo base (al momento in traduzione in varie lingue) del neonato movimento «Agorà degli abitanti della Terra», fondato durante un incontro internazionale nel monastero di Sezano (Verona) a dicembre 2018.
Ritorno dal gulag. Memorie del Redivivo tiburtino. Scritti storico-politici di Dante Corneli. Volume Vol. 1
Dante Corneli
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 256
"Questo volume e i due che lo accompagnano contengono i testi scritti da Dante Corneli dopo il suo ritorno dalla Russia e dal Gulag. Essi furono autoprodotti e stampati in tipografie della zona di Tivoli, per essere messi in vendita presso edicole locali di giornali e tramite invii postali. Gli originali da noi utilizzati (tranne i quattro volumetti fornitici dalla Biblioteca comunale di Vicovaro tramite la Biblioteca comunale di Bolsena - a entrambe le quali vanno i nostri più vivi ringraziamenti) furono donati personalmente da Dante ad Antonella Marazzi e a Roberto Massari negli anni '70, all'epoca della loro frequentazione a Roma e a Tivoli. II lettore dovrà tener presente che Dante ebbe origini operaie, che non poté proseguire gli studi, che la sua formazione avvenne in gran parte nelle scuole di partito e che trascorse la maggior parte della propria vita in Russia (dentro e fuori il Gulag): un vero e proprio autodidatta bilingue. Ciò si riflette nel ricorso a determinate formule linguistiche, nella discontinuità dei criteri grammaticali, nell'uso improprio di maiuscole e minuscole, nella traslitterazione approssimativa di nomi e termini russi (che invece divenne rigorosamente scientifica negli ultimi volumetti, ad opera evidentemente di altra persona). Tra noi redattori dei tre volumi in cui è raccolta l'opera storico-politica di Corneli (Andrea Furlan, Antonella Marazzi e Roberto Massari) abbiamo discusso su come procedere. Alla fine è prevalsa la decisione di lasciare il testo il più possibile intatto, limitando le correzioni ai più evidenti errori grammaticali, tipografici a di punteggiatura, e mantenendo in gran parte inalterato l'uso incoerente di virgolette e corsivi, di maiuscole e minuscole. In particolare sono stati lasciati come nell'originale (tranne per gli errori troppo evidenti) i nomi di persone, riviste, luoghi, vocaboli russi (questi usati spesso in versione dialettale). Ci è sembrato, infatti, che avrebbe avuto un sapore artificiale e anacronistico dar loro la forma esatta corrente o, per i nomi russi, ricorrere alla traslitterazione scientifica. Questa, invece, è stata da noi utilizzata nell'Indice dei nomi. Abbiamo fatto eccezione solo per la grafia del nome Trotsky che, come i nostri lettori sanno, dovrebbe essere scritto sempre in questo modo sia per criteri editoriali sia perché egli stesso chiese che così fosse. Le note senza altra indicazione sono dell'Autore e non sono state modificate."
Italiani vittime di Togliatti e dello stalinismo. Scritti storico-politici di Dante Corneli. Volume Vol. 2
Dante Corneli
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 336
"Questo volume e i due che lo accompagnano contengono i testi scritti da Dante Corneli dopo il suo ritorno dalla Russia e dal Gulag. Essi furono autoprodotti e stampati in tipografie della zona di Tivoli, per essere messi in vendita presso edicole locali di giornali e tramite invii postali. Gli originali da noi utilizzati (tranne i quattro volumetti fornitici dalla Biblioteca comunale di Vicovaro tramite la Biblioteca comunale di Bolsena - a entrambe le quali vanno i nostri più vivi ringraziamenti) furono donati personalmente da Dante ad Antonella Marazzi e a Roberto Massari negli anni '70, all'epoca della loro frequentazione a Roma e a Tivoli. II lettore dovrà tener presente che Dante ebbe origini operaie, che non poté proseguire gli studi, che la sua formazione avvenne in gran parte nelle scuole di partito e che trascorse la maggior parte della propria vita in Russia (dentro e fuori il Gulag): un vero e proprio autodidatta bilingue. Ciò si riflette nel ricorso a determinate formule linguistiche, nella discontinuità dei criteri grammaticali, nell'uso improprio di maiuscole e minuscole, nella traslitterazione approssimativa di nomi e termini russi (che invece divenne rigorosamente scientifica negli ultimi volumetti, ad opera evidentemente di altra persona). Tra noi redattori dei tre volumi in cui è raccolta l'opera storico-politica di Corneli (Andrea Furlan, Antonella Marazzi e Roberto Massari) abbiamo discusso su come procedere. Alla fine è prevalsa la decisione di lasciare il testo il più possibile intatto, limitando le correzioni ai più evidenti errori grammaticali, tipografici a di punteggiatura, e mantenendo in gran parte inalterato l'uso incoerente di virgolette e corsivi, di maiuscole e minuscole. In particolare sono stati lasciati come nell'originale (tranne per gli errori troppo evidenti) i nomi di persone, riviste, luoghi, vocaboli russi (questi usati spesso in versione dialettale). Ci è sembrato, infatti, che avrebbe avuto un sapore artificiale e anacronistico dar loro la forma esatta corrente o, per i nomi russi, ricorrere alla traslitterazione scientifica. Questa, invece, è stata da noi utilizzata nell'Indice dei nomi. Abbiamo fatto eccezione solo per la grafia del nome Trotsky che, come i nostri lettori sanno, dovrebbe essere scritto sempre in questo modo sia per criteri editoriali sia perché egli stesso chiese che così fosse. Le note senza altra indicazione sono dell'Autore e non sono state modificate."
Dal leninismo allo stalinismo. Scritti storico-politici di Dante Corneli. Volume Vol. 3
Dante Corneli
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 288
"Questo volume e i due che lo accompagnano contengono i testi scritti da Dante Corneli dopo il suo ritorno dalla Russia e dal Gulag. Essi furono autoprodotti e stampati in tipografie della zona di Tivoli, per essere messi in vendita presso edicole locali di giornali e tramite invii postali. Gli originali da noi utilizzati (tranne i quattro volumetti fornitici dalla Biblioteca comunale di Vicovaro tramite la Biblioteca comunale di Bolsena - a entrambe le quali vanno i nostri più vivi ringraziamenti) furono donati personalmente da Dante ad Antonella Marazzi e a Roberto Massari negli anni '70, all'epoca della loro frequentazione a Roma e a Tivoli. II lettore dovrà tener presente che Dante ebbe origini operaie, che non poté proseguire gli studi, che la sua formazione avvenne in gran parte nelle scuole di partito e che trascorse la maggior parte della propria vita in Russia (dentro e fuori il Gulag): un vero e proprio autodidatta bilingue. Ciò si riflette nel ricorso a determinate formule linguistiche, nella discontinuità dei criteri grammaticali, nell'uso improprio di maiuscole e minuscole, nella traslitterazione approssimativa di nomi e termini russi (che invece divenne rigorosamente scientifica negli ultimi volumetti, ad opera evidentemente di altra persona). Tra noi redattori dei tre volumi in cui è raccolta l'opera storico-politica di Corneli (Andrea Furlan, Antonella Marazzi e Roberto Massari) abbiamo discusso su come procedere. Alla fine è prevalsa la decisione di lasciare il testo il più possibile intatto, limitando le correzioni ai più evidenti errori grammaticali, tipografici a di punteggiatura, e mantenendo in gran parte inalterato l'uso incoerente di virgolette e corsivi, di maiuscole e minuscole. In particolare sono stati lasciati come nell'originale (tranne per gli errori troppo evidenti) i nomi di persone, riviste, luoghi, vocaboli russi (questi usati spesso in versione dialettale). Ci è sembrato, infatti, che avrebbe avuto un sapore artificiale e anacronistico dar loro la forma esatta corrente o, per i nomi russi, ricorrere alla traslitterazione scientifica. Questa, invece, è stata da noi utilizzata nell'Indice dei nomi. Abbiamo fatto eccezione solo per la grafia del nome Trotsky che, come i nostri lettori sanno, dovrebbe essere scritto sempre in questo modo sia per criteri editoriali sia perché egli stesso chiese che così fosse. Le note senza altra indicazione sono dell'Autore e non sono state modificate."
Da Cosio nasce cosa... Punto della situazione/Point de la Situation n. 4
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2019
pagine: 224
Proseguono i non-convegni (Punti della Situazione) del gruppo post-situazionista informale ed eterogeneo emerso dalle brume degli anni ‘60 e traghettato sino a questi primi decenni del 2000 grazie al connubio con esponenti delle nuove generazioni, a volte raffinati studiosi della materia. Ogni non-incontro è seguito dalla pubblicazione di un libretto (ma il n. 3 era un vero e proprio libro) in cui si raccolgono i testi prodotti da alcuni dei partecipanti, oltre a materiali di varia natura. In questo volume, per es., vi sono due «cose» di Oreste Scalzone che avrebbero fatto sobbalzare anche Breton con la sua «morigerata» scrittura automatica. A Cosio d’Arroscia (tra Imperia e Cuneo) fu fondata l’Internazionale situazionista a luglio del 1957 e quindi, 60 anni dopo, a luglio 2017, ci siamo ritrovati in quel delizioso borgo montano (con il buon vino Ormeasco e ottima cucina tradizionale) a discutere, a compiere performances, a chiederci che senso abbia oggigiorno il richiamo al situazionismo. Tutto ciò è riflesso nel libro, solo a saperlo cogliere. I precedenti Punti della Situazione erano stati a Sesta Godano (SP) nel 2014, a Livorno nel 2015, a Parigi nel 2016. Il prossimo sarà a Roma (Museo Macro) il 26 gennaio 2019 (e si spera che per allora questo libro sia arrivato nelle librerie), dedicato al situazionismo e la religione. Interverranno personaggi significativi in questo campo, incluso un sacerdote.
Paolo creatore del mito e l'invenzione del Cristianesimo
Hyam Maccoby
Libro
editore: Massari Editore
anno edizione: 2018
pagine: 173
Hyam Maccoby (1924-2004), ebreo inglese, grande bibliologo, studioso del Talmud e delle tradizioni religiose ebraiche e cristiane. Dopo aver diretto la biblioteca del Leo Baeck College di Londra, insegnò al Centre for Jewish Studies dell'Università di Leeds. Ma il suo lascito teorico è racchiuso nei molti lavori da lui dedicati a demistificare posizioni apparentemente acquisite del Cristianesimo. Una di queste - che Paolo fosse un fariseo e che Gesù non lo fosse - fu documentatamente contestata per entrambe le affermazioni proprio in questo libro, la cui pubblicazione nel 1987 provocò la reazione indignata dei guardiani dell'ortodossia cristiana. Maccoby scrisse anche molto sul fenomeno dell'antisemitismo antico e moderno, individuando in alcuni episodi evangelici la base per quest'ultimo. Per es. ritenne che la leggenda di Giuda Iscariota (da lui considerata un parto della Chiesa gentile-paolina) fosse un pilastro alla base della tradizione antisemitica del Cristianesimo.
Letteralismo biblico: eresia dei Gentili. Viaggio in un cristianesimo nuovo per la porta del Vangelo di Matteo
John Shelby Spong
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2018
pagine: 398
«Cercherò di dimostrare che un pregiudizio antiebraico nel corso dei secoli ha tenuto la Chiesa cristiana chiusa in un esilio antisemitico e gentile. Parte del mio compito in questo librò consisterà nel togliere gli strati di un'ignoranza gentile riguardante tutte le cose ebraiche (...). In questo processo rivelerò che il fondamentalismo biblico è, in effetti, un prodotto di tale ignoranza. Cercherò inoltre di mostrare come i Vangeli cristiani siano profondamente ebraici e quanto riflettano le Scritture, la storia e i modi di pregare ebraici ( ...). Solo a persone ignare di queste cose poteva venire in mente che i Vangeli si dovessero leggere in maniera letterale. Sosterrò che è stata questa stessa ignoranza gentile che nei secoli ha creato nelle menti dei cristiani la necessità di difendere la letteralità degli eventi della vita di Gesù.» (J.S.S.)
All'ombra della guerra mondiale. Violenze degli ustascia in Croazia contro serbi, ebrei e rom (1941-1945)
Alexander Korb
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2018
pagine: 287
Un lavoro di storiografia molto professionale, dedicato all’Olocausto compiuto dal regime filonazista degli ustascia croati contro i serbi di religione ortodossa, oltre che contro le «consuete» vittime del nazismo: ebrei, zingari, oppositori politici. In quanto tale, esso un particolare interesse per chi si occupa di Shoah, antisemitismo e totalitarismo in generale. Ma rientra anche direttamente tra gli studi sulla Seconda guerra mondiale, nella sua variante balcanica in particolare. Inutile dire che le vicende più recenti della ex Jugoslavia affondano le loro radici in quel dramma vissuto a cavallo dell’occupazione nazista, con la nascita dello Stato indipendente di Croazia, le stragi, il lager di Jasenovac, la Resistenza, il regime di Tito. Ricordo anche che il Vaticano di Pio XII diede pieno sostegno al regime di Ante Pavelić e degli ustascia. Papa Giovanni Paolo II decise addirittura di beatificare nel 1998 il cardinale Stepinac che di quel tentativo di genocidio aveva avuto piena responsabilità morale e politica. Il libro è tradotto dal tedesco (prima edizione all’estero) ed è corredato da un enorme apparato di note (tutte a piè di pagina), oltre a repertori sulle fonti, gli archivi e i periodici. La bibliografia è monumentale e specialistica allo stesso tempo. E come al solito non manca l’indice dei nomi.
Lenin e l'Antirivoluzione russa
Roberto Massari
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2018
pagine: 423
"Si sviluppa qui il concetto di «antirivoluzione» come chiave interpretativa della vicenda russa. Con tale termine s'intende la forza di opposizione che nasce all'interno del processo rivoluzionario e a un dato momento vi si contrappone perché animata da interessi divergenti: questi potevano esistere incubati fin dall'inizio o possono sorgere nel corso stesso del processo rivoluzionario. Nel caso russo, come vedremo parlando del centrismo di Lenin, vi fu una sintesi di entrambi gli elementi. Ripercorrendo mentalmente la storia passata, il lettore verificherà facilmente che l'antirivoluzione è stata una costante in tutte le esperienze rivoluzionarie. Paradossalmente potremmo dire che la storia delle rivoluzioni è soprattutto storia delle rispettive antirivoluzioni. Parlerò quindi della formazione del processo antirivoluzionario russo e delle dirette responsabilità di Lenin, accompagnando il lettore in un lungo viaggio che a me sembra ancora affascinante." (R. M.)
Commentari sulla società dello spettacolo
Guy Debord
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2018
pagine: 109
"Se nel libro del 1967 ('La società dello spettacolo') Debord aveva lasciato intendere a tratti che la grande trasformazione era ancora in fieri - pur essendo già profondamente sociale nella sua natura ma non ancora completa - nei Commentari (diciassette anni dopo), il filo del discorso può ripartire. Ma lo può fare solo prendendo atto che la grande trasformazione spettacolare è conclusa, al punto che essa modella ormai anche le azioni dei dominatori, rendendo irreversibile la loro trasformazione in «casta». Una casta «cooptata» - come del resto è inevitabile nel processo di formazione di qualsiasi casta all'interno della società capitalistica - nelle cui mani concorrono a integrarsi tutte le forme di dominio, rendendo assoluto quest'ultimo e finalizzando le stesse forme alla sua protezione." (dall'Introduzione di Roberto Massari)
Destino di una rivoluzione. Urss 1917-1937
Victor Serge
Libro: Libro in brossura
editore: Massari Editore
anno edizione: 2017
pagine: 319
«Dopo aver conquistato il potere, i lavoratori della Russia devono ancora prepararsi a riconquistare tutto, a prezzo di nuove battaglie. Il loro punto di partenza, però, non è più nei secoli di oppressione e di sconfitta. Hanno dietro di sé grandiose vittorie. Non ne hanno potuto godere i frutti, senza dubbio. Essi sanno, sentono, tuttavia, che nessuna maledizione pesa su di loro. Le imprese di ieri garantiscono loro il futuro. Niente è finito, tutto ricomincia... Come la natura, anche la storia in via di compimento non è giusta né ingiusta: è necessaria. Le capita di stritolare coloro che, con tutto il loro spirito, intendono trasformarsi in suoi strumenti. Ciò non ha grande importanza, ammesso che le strade siano trovate, gli scopi raggiunti e che gli uomini in marcia superino la fase... Il rivoluzionario, pervaso da questa convinzione, non offre più prese al rancore, all'amarezza, al risentimento, alle fragili piccole ragioni della sua minuscola avventura personale. Ci importerebbe poco essere iniquamente, assurdamente travolti, se la nuova società nascesse veramente...»(Da Destin d'une revolution, 1937)

