Meltemi
Supermamme e superpapà. Il mestiere di genitore fra gli Usa e noi
Francesca Nicola
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 228
Cosa è diventato oggi l'essere padre e madre? Un impegno economico ma anche un'attività estenuante. Sì inizia già in gravidanza a stimolare le potenzialità del nascituro. Una volta venuto al mondo, poi, non basta informarsi sulle migliori strategie educative; bisogna diventare veri e propri esperti dei differenti stili genitoriali e posizionarsi all'interno di un mosaico di tribù e appartenenze identitarie: mamme tigri, mamme coccodrillo, mamme chioccia, mamme elicottero, mamme droni. Vivendo con sei famiglie di bambini cui è stata diagnosticata l'Adhd (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) a Detroit e New York, Francesca Nicola ci restituisce etnograficamente uno spaccato della quotidianità di madri e padri impegnati a essere non solo educatori, ma anche terapisti, nutrizionisti, avvocati e guide spirituali dei loro figli. Uno scenario statunitense ma sempre più globale, popolato da genitori stanchi, insicuri, ansiosi, sovraresponsabilizzati e soli.
Sul teatro
Roland Barthes
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 290
La ricca e intensa attività critica che Roland Barthes ha dedicato al teatro è rimasta pressoché sconosciuta, soprattutto al di fuori della Francia. Gli scritti proposti in queste pagine risalgono agli anni Cinquanta, durante i quali quello che era stato un amore giovanile diviene l'oggetto di un'analisi intransigente. Il corpus “Sul teatro” possiede veramente le caratteristiche di un'opera: ci rivela un Barthes "inedito", più aggressivo e manicheo del solito, e ne conferma al tempo stesso le note peculiarità di intellettuale incapace di allinearsi a un credo ideologico; costituisce un preciso quadro di un'epoca, pur dispensando riflessioni di grande utilità per la lettura dell'intero fenomeno teatrale novecentesco. Il teatro non fu solo l'ambito in cui Barthes esercitò la sua prima, massiccia attività critica, e che gli fornì la prima notorietà, ma anche lo spazio della sua unica, vera militanza. Dal 1953, anno in cui si unì al gruppo della nascente rivista Théâtre Populaire, al 1961, quando abbandonò il teatro in modo definitivo, il tono dei suoi articoli rimane fermo e determinato. I bersagli sono le strutture, le istituzioni, la critica e il pubblico borghese. L'obiettivo, chiarissimo, è la definizione concreta di un teatro essenzialmente popolare, al tempo stesso divertente e difficile, d'intrattenimento e di pensiero, fruibile e stimolante. Netto e ben disegnato il cammino che condusse Barthes dall'entusiasmo per il Théâtre National Populaire di Jean Vilar - dove nei grandi spazi e nel rigore della messinscena trovò un riflesso del suo antico amore per la tragedia greca e per i maestri d'anteguerra Dullin e Pitoëff - alla vetta della folgorazione, la "scoperta" del Berliner Ensemble di Bertolt Brecht - un teatro politico straordinariamente efficace perché radicalmente rivoluzionario nelle forme sceniche -, che lo portò in rotta di collisione con tutto il "teatro imperfetto", e infine al disincanto nei confronti di tutta l'arte drammatica. Lungo questa pista le tracce sono perfettamente riconoscibili: grazie agli oggetti.
L'onda anonima. Scritti sull'opinione pubblica di Tocqueville, Lippman, Tõnnies, Allport, Lazarsfeld, Habermas, Luhmann, Bourdieu, Noelle-Neumann, Landowsky
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 288
Clima di opinione, sondaggi di opinione, leader di opinione, opinion-makers: nell'impetuoso flusso multimediale globale degli ultimi decenni il concetto e il ruolo dell'"opinione pubblica" si sono insinuati in modo sempre più capillare e pervasivo nel nostro vivere quotidiano. Dai grandi classici alle teorie più attuali, questa antologia dà voce a quanti hanno riflettuto in termini analitici sull'argomento: da Alexis de Tocqueville a Walter Lippmann, da Ferdinand Toennies a Floyd H. Allport, da Paul F. Lazarsfeld a Jürgen Habermas, da Niklas Luhmann a Pierre Bourdieu, da Elizabeth Noelle-Neumann a Eric Landowski, le scienze sociali hanno sempre indagato la complessità di questo misterioso oggetto di studio, testimoniandone l'onnipresenza nella storia, anche al di fuori del periodo della modernità. Immersi nei climi di opinione simulati attraverso la diffusione e la penetrazione mentale dei sondaggi, non possiamo non fare i conti con questa fondamentale categoria del sociale. E conoscere il pensiero di quei teorici che l'hanno analizzata, con approcci anche molto diversi, non può che renderci più consapevoli del suo significato e della sua funzione, per una corretta interpretazione di un bene strategico nella società dell'informazione globale e della crisi della partecipazione collettiva.
Vite precarie. Contro l'uso della violenza in risposta al lutto collettivo
Judith Butler
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 190
"Se vogliamo arrestare il circolo vizioso della violenza, dobbiamo chiederci come trasformare il dolore da grido di guerra in azione politica". Come si vive in America e nel mondo dopo l'11 settembre e durante la guerra in Iraq? Quali le conseguenze per i diritti umani e le libertà individuali? Quali censure si accaniscono sulle voci critiche verso la politica del governo statunitense? Contro l'oltranzismo patriottico degli USA, Judith Butler ci propone un'analisi rigorosa e attualissima sul progressivo sganciamento del potere politico dalla soggezione alla legge, sul crollo dello Stato di diritto, sul passaggio di sovranità "giustificato" dall'emergenza antiterrorista. E ci invita a riflettere sulle ragioni profonde di fatti che provocano la nostra indignazione: perché le posizioni critiche verso Israele vengono bollate come espressione di antisemitismo? Quali le implicazioni etiche e politiche della "detenzione infinita" dei prigionieri di guerra a Guantanamo? Perché ad alcuni è concesso di provare dolore e piangere i propri morti, mentre ad altri non è riconosciuta neanche la dignità di esseri umani? Nel suo libro più appassionato e provocatorio, l'autrice propone un'etica non violenta, fondata sulla consapevolezza della vulnerabilità e precarietà della vita umana, e ci mostra come una più profonda comprensione del significato del lutto e della violenza possa invece condurci verso nuove forme di solidarietà e giustizia globale.
Benvenuti nel deserto del reale
Slavoj Žižek
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 161
Quando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere nel mondo, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: "Benvenuto nel deserto del reale!". La stessa accoglienza riserva uno dei filosofi più provocatori di oggi al lettore che voglia conoscere la sua riflessione sugli eventi dell'n settembre. Rovesciando l'interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della "realtà vera" nella nostra quotidianità troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Zizek sostiene in modo convincente che il crollo delle torri sia piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore. Questa materializzazione del peggiore dei nostri incubi è per Zizek psicologicamente molto più difficile da elaborare di qualunque "ritorno alla realtà". E proprio perché la fantasia è diventata realtà, e perché tale realtà ci risulta insopportabile, ci siamo inventati una sua forza mediatica, continuando a guardarne la riproduzione televisiva, quasi a convincerci che non si trattava altro che di un ennesimo film. Affiancando psicoanalisi lacaniana e idealismo hegeliano, citazioni di moralisti inglesi dell'Ottocento e battute fulminanti tratte dai film di Hollywood, Zizek stravolge il nostro modo di guardare a un evento che ha segnato in maniera indelebile la storia del XXI secolo.
L'epidemia dell'immmaginario
Slavoj Žižek
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2016
pagine: 326
Come ci si può, oggi, sottrarre al profluvio di immagini, notizie, informazioni mediali, o persino realtà simulate? Dove si trova l'autenticità a cui ancorare definitivamente una ritrovata fede in noi stessi e nella realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le forme ideologiche come "feticismo", "illusioni", "mistificazioni" proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, occorre procedere al contrario: da quando la "realtà" che ci circonda ha assunto le fattezze postmoderne dell'informatizzazione digitale, e si è "virtualizzata", occorre ritornare a criticarla partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell'Immaginario. Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque quello di criticare lo statuto dell'immaginario e il suo rapporto con la realtà. Se non che, con la sua ormai celebre capacità di rovesciamento dialettico, Slavoj Zizek ci indica ancora una volta con questo suo testo che le cose non stanno esattamente così. Infatti, la distinzione stessa tra realtà e fantasia, tra reale e immaginario, è una falsa distinzione - ed è irreale e immaginaria essa stessa. Intessendo con la consueta maestria il suo discorso di riferimenti filosofici "alti" - da San Tommaso a Kant e Hegel - e di argomenti ed esempi tratti dalla cultura di massa, persino quella meno "commestibile" (dalla pornografia cinematografica, al noir, alle chat-line)...
Il Paese delle badanti
Francesco Vietti
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2010
pagine: 238
Quante famiglie italiane affidano ormai i propri anziani alle cure di una "badante venuta dall'Est"? Questa ricerca etnografica, raccontata con i toni narrativi e intimi di un diario di viaggio, parte proprio da una di queste case, per poi seguire il ritorno della lavoratrice al suo villaggio natale in Moldavia, piccola repubblica ex sovietica ai confini dell'Unione Europea. Mentre l'importanza dell'assistenza domiciliare offerta da migliaia di donne immigrate è ormai evidente per l'odierna società italiana, molto meno noto è l'impatto che tale migrazione femminile ha nei paesi di provenienza delle emigranti. In Moldavia, così come in Romania o in Ucraina, il mercato del lavoro e gli stessi rapporti familiari vengono "ristrutturati" insieme alle case di chi lavora all'estero. La catena globale della cura coinvolge mariti, figli, parenti, vicini di casa e amici in complesse dinamiche relazionali che mettono in profonda discussione gli equilibri dei piccoli villaggi rurali in cui vivono le famiglie delle donne che lavorano in Italia. Esplorare tali mutamenti è l'unico modo per comprendere la rilevanza di un fenomeno che ha cambiato non solo la vita di tante famiglie italiane, ma anche le società di una buona parte dell'Europa Orientale, protagonista della più vasta e silenziosa migrazione transnazionale di questo inizio secolo.
Che fine ha fatto lo Stato-nazione?
Judith Butler, Gayatri Chakravorty Spivak
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2009
pagine: 93
Da quando i confini tra gli stati sono diventati molto più fluidi, lo stato stesso ha cambiato fisionomia, acquisendo connotati più mobili, più plurali, più aperti. Le migrazioni dei popoli, gli spostamenti dei singoli, i cambiamenti culturali, economici e militari lo hanno reso un luogo più "provvisorio" e i suoi abitanti possono sempre più definirsi "senza stato". In questa brillante e illuminante conversazione due delle voci critiche più note d'America, tra le più influenti degli ultimi dieci anni, si confrontano sulle teorie dello stato elaborate dai filosofi dall'Illuminismo fino ai nostri giorni, su chi eserciti il potere nel mondo attuale, sui nostri diritti, su cosa sia e cosa possa diventare lo stato-nazione in epoca di globalizzazione, su cosa significhi, oggi, essere senza stato.
Culture del dono
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2008
pagine: 236
Da Mauss in poi, la questione del dono si è periodicamente riproposta al centro delle riflessioni dell'antropologia e delle scienze sociali. Questo libro, che raccoglie contributi originali di alcuni fra i maggiori specialisti italiani, fa il punto sullo stato attuale degli studi. Alcuni saggi presentano un approccio storico, riconsiderando alcuni momenti cruciali della riflessione novecentesca sul dono nelle opere di Boas, Mauss, Hertz, Bataille, Sahlins, Godbout; altri sviluppano una riflessione teorica a partire da casi specifici di ricerca. Superati gli entusiasmi della scuola filosofica antiutilitarista, che vedeva nel dono un principio di radicale contrapposizione politica al predominio di mercato e Stato nelle società contemporanee, la riflessione si fa qui più sottile e circostanziata. Ci si interroga in primo luogo sulla validità di una categoria troppo ampia e indistinta di "dono", e sulla possibilità di contrapporre in modo rigido dono e merce. Il libro contiene saggi di Pietro Angelini, Matteo Aria, Clara Gallini, Fabio Dei, Adriano Favole, Vincenzo Padiglione, Carla Pasquinelli, Mariano Ravanello e Pier Giorgio Solinas.
Verità e menzogna dei simboli
Ignazio Buttitta
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2008
pagine: 332
Cosa sono e come funzionano i simboli? Quali sono i meccanismi di trasmissione dell'immaginario, i suoi spazi e la sua rilevanza sociale? Quali il ruolo e il perimetro del sacro, del mito, del rito, della magia e della religione in certi ambiti, erroneamente percepiti come marginali, della società contemporanea? Quali le strategie di trasmissione della memoria culturale e i meccanismi di produzione e riproduzione dell'identità comunitaria? I saggi riuniti in questo volume cercano di fornire alcune risposte a questi interrogativi confrontandosi con la pervasiva, sebbene non di rado occulta, dialettica culturale tra immanenza e trascendenza e indagando sulle dinamiche psicologiche e sociali della produzione simbolica attraverso l'analisi di diversi contesti di espressione (ergologici, rituali, letterari, artistici) del simbolismo dell'aria, dell'acqua, del fuoco, della vegetazione, del vino, del pane.
Intrecci di culture. Marginalità ed egemonia in America Latina e Mediterraneo
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2008
pagine: 262
La risposta dell'America Latina ai fenomeni della modernità sembra smentire il rischio delle tendenze omologanti implicite nel processo di globalizzazione. Quei vasti settori socio-culturali che storicamente hanno subito veri e propri tentativi di rimozione o processi di marginalizzazione si inseriscono oggi nel tessuto della modernità proponendo spazi di riflessione critica in cui si avverte la portata politico-culturale delle popolazioni autoctone. I saggi raccolti nel volume affrontano da varie angolazioni gli aspetti dell'educazione bilingue e interculturale, del discorso intorno al quale si forgia il concetto di nazione, della ritualità indigena e della poesia improvvisata, smascherando la tendenza dei nuovi immaginati globali a rimuovere i conflitti nell'avvicinarsi alle culture "altre".
Redistribuzione o riconoscimento? Una controversia politico-filosofica
Nancy Fraser, Axel Honneth
Libro: Copertina morbida
editore: Meltemi
anno edizione: 2007
pagine: 333
Categoria venerabile della filosofia hegeliana, resuscitata dai teorici della politica, il riconoscimento è fondamentale per concettualizzare le lotte contemporanee sull'identità e la differenza. I filosofi morali sempre più utilizzano il termine per ricostruire le basi normative delle rivendicazioni politiche. Se la rilevanza del riconoscimento è oggi indiscutibile, molto meno investigato rimane il suo rapporto con il paradigma della giustizia distributiva, che rivestiva un ruolo centrale tanto nelle filosofie morali quanto nelle battaglie sociali dell'era fordista. Le lotte intorno alla religione, alla nazionalità e al genere e le disuguaglianze economiche impongono ai filosofi della politica di affrontare tale relazione. Ed è questo lo scopo del volume, scritto da due filosofi, una nordamericana e l'altro europeo. Entrambi concordano sull'inadeguatezza del tradizionale modo di intendere tale rapporto e rifiutano la concezione economicistica che riduce il riconoscimento a un mero epifenomeno della distribuzione. Honneth concepisce il riconoscimento come la categoria morale sovraordinata e tratta la distribuzione come derivata, mentre Fraser nega che la distribuzione possa essere sussunta sotto il riconoscimento. Trattano temi centrali della filosofia morale, della teoria sociale e dell'analisi politica, evidenziando non solo le differenze che li separano, ma anche la comune ambizione di collegare le tre discipline all'interno di una teoria critica del capitalismo.

