Moretti & Vitali
Hic et nunc
M. Gabriella Brioschi, Laura Carera Battistini
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 104
L'Hic et Nunc è il percorso che ogni uomo è chiamato a fare nel suo processo individuativo. Il filo conduttore viene identificato nel Sé che, secondo Carl Gustav Jung, è il centro della totalità. Questo libro vuole essere un prezioso vademecum su come sia possibile, attraverso riflessioni su momenti del quotidiano quali la solitudine, la paura, l'aggressività, la morte, la gioia, la comunicazione, la speranza, la compassione, la vecchiaia, approdare a una coscienza più matura capace di comprendere la vita nei suoi significati e valori profondi. Il nostro tempo porge a ogni individuo stimoli di ogni genere e il fermarsi all'Hic et Nunc (qui e ora), al momento presente, rappresenta la via più importante per non essere travolti dall'insistenza e dal ripetersi delle informazioni. L'esame dell'Hic et Nunc aiuta ogni uomo a dissolvere i fattori negativi della sofferenza narcisistica quali orgoglio, avidità, volontà di potenza e intolleranza. In tal modo si può arrivare a quella calma interiore, a quella pazienza, a quella compassione, a quella vitale speranza che donano il coraggio per affrontare le prove dell'esistenza. Il senso della vita e della morte non lo si trova ín nessuna teoria né psicologica né scientifica ma solamente attraverso l'esperienza spirituale che permette di percepire il soffio eterno nella propria vita.
La passione necessaria
Marina Valcarenghi
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 183
Questo libro racconta dell'incontro fra un'anima e la sua passione e di quando quel fuoco diventa necessario per vivere a proprio modo. Si intende con la parola passione la carica energetica che accompagna un essere umano sulla strada dove la vita acquista senso e compimento. Quella energia che, ad esempio, spinge verso un'attività, un ideale, uno sport, una materia scientifica o artistica, o verso gli esseri umani in difficoltà — in carcere o in mezzo al mare — e anche verso un amore con cui condividere progetti e desideri. La passione non è per tutti, si può vivere in sua assenza, ma quando brucia dentro, ci si accorge che è una compagna esigente e che mette l'anima alla prova. E proprio le prove costituiscono il nucleo centrale di questo libro. Sarà possibile accettarle e trovare di volta in volta le risorse interiori per affrontarle? Perché la passione non basta per seguire la propria strada; è necessario un apprendistato interiore che tempri l'anima per non scivolare, lungo il cammino, nel delirio di potere, nelle scelte temerarie, nella confusione per esempio fra disobbedienza e trasgressione, per non abbandonarsi a effimere euforie, o a cadute depressive e infine anche per riconoscere quando a quel desiderio è necessario rinunciare e quando nel suo nome è necessario morire. Certo le persone passionali hanno la vita meno facile, ma da sempre ogni civiltà ha riconosciuto in quell'energia luminosa il più straordinario privilegio della nostra umanità.
Hyde Park. Officina di psicoanalisi potenziale
Stefano Candellieri, Davide Favero
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 233
Nell'immaginario di psicoanalisti e pazienti il sogno della notte e la ricerca della verità rimangono ancora oggi il "marchio di fabbrica" della psicoanalisi, alla pari del mito del silenzio dell'analista, del suo immancabile taccuino e della chaise longue di Le Corbusier. In un tempo in cui le sedute psicoanalitiche sono, invece, sempre più occupate dalle piccole cronache quotidiane, fino alla quasi immancabile lettura in seduta di scambi di sms e whatsapp col fidanzato, la moglie o l'amante, il libro di Candellieri e Favero aiuta a ritrovare un senso e a donare dignità a questo materiale solo in apparenza "minore". La riattualizzazione di temi e concetti di quella straordinaria avventura intellettuale che è stata la semiotica negli anni '60 e '70, da Roland Barthes a Umberto Eco, rende possibile l'"unzip" di queste mille piccole cronache, e permette di scoprire, con la stessa meraviglia del secentesco gesuita Daniello Bartoli di fronte al microscopio da poco inventato, che "ogni palmo di terra è un'Africa". Un sms, un lapsus, la citazione di un film, un disturbo fisico, diventano così snodi narrativi che, al pari del celebre binario 9 e 3/4 di Harry Potter, consentono l'accesso a un universo mentale inedito e affascinante. È solo a questo punto, quando l'avventura psicoanalitica - quella sofisticata macchina narrativa bi-autoriale indagata in Hyde Park - prende vita, che la sofferenza del paziente può trovare un palcoscenico adatto per essere rappresentata, vissuta e finalmente trasformata in una più ricca esperienza esistenziale.
La clinica delle immagini. Sogno e psicopatologia
Ferdinando Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 450
“Questo volume, nasce dal desiderio di avvicinare e conoscere il mondo della Psiche, dall’incontro con la sofferenza dei pazienti e dal non senso che ogni disagio psicologico comporta, ma anche dai germogli di vita nati e cresciuti durante gli incontri e i dialoghi con chi soffre, consapevole che ogni sofferenza racchiude una perla di arricchimento…”. Il libro si snoda, come un gomitolo di lana, intorno all’idea junghiana che la Psiche sia densa di immagini; si arricchisce del pensiero di Hillman e di autori come Bachelard, Eliade, Durand che contribuiscono a dare un respiro alla funzione dell’immaginazione, recuperando la sua valenza filosofica, religiosa, antropologica. Tutto ciò come in una sorta di Mandala, il cui centro, rappresentato dal pensiero di Jung, dal suo lavoro clinico, dalle sue esperienze e dai suoi studi, è affiancato dalla conoscenza d’altri autori, tra cui Yoram Kaufmann, López-Pedraza e Nathan Schwartz-Salant e da diversi autori junghiani che si sono occupati dell’applicabilità della psicoterapia junghiana. Il dialogo tra le diverse componenti del pensiero junghiano (archetipica, evolutiva e relazionale), trova nel sogno il luogo di sintesi dove fenomenicamente è possibile rintracciare l’unità del pensiero junghiano nelle sue diverse molteplicità. Il sogno diventa luogo della relazione intrapsichica del paziente col mondo delle sue parti, termometro della relazione transferale e controtransferale e spazio d’apertura alla dimensione archetipica.
La carta coperta. L'inconscio nelle pratiche femministe
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 154
Questo libro tratta del rapporto controverso tra femminismo e psicoanalisi a partire dalla concezione dell'inconscio. L'inconscio è la "carta coperta" delle pratiche di donne, e ne indica impreviste capacità di trasformazione. Il femminismo degli anni Settanta, prendendo le distanze dall'oppressione patriarcale, cercava forme inventive attingendo con molta libertà dalla psicoanalisi, ritraducendola in alcune pratiche. Nel nostro tempo, in cui la presenza femminile pubblica è molto diffusa e vediamo nuovi movimenti di donne, bisogna sostenere la necessità dell'ascolto dell'inconscio. Le tecnologie adoperate per il dominio sulla vita umana pongono una domanda inquietante: ci stiamo avviando verso un mondo senza inconscio? Questa domanda tocca particolarmente le donne, il cui corpo è ancora oggetto di manipolazione. In questo libro si testimonia anche la preoccupazione che riguarda le sorti della differenza femminile, la cui presenza pubblica può essere cancellata se non si rilancia la pratica dell'autocoscienza e non si fa più ricerca sui processi inconsci che ci attraversano. Si rischia di scivolare di nuovo verso un mondo fagocitato dalla finzione del neutro maschile.
Metamorfosi del vivente
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 208
«Questo fascicolo di "atque" si occupa della questione della metamorfosi del vivente che in vario modo attraversa differenti filoni di ricerca scientifica in zone di confine della psicologia e la psicoterapia che tanto possono giovare proprio al pensiero psicologico e psicoterapeutico e i relativi saperi. Come sappiamo, il termine "metamorfosi" ha una lunga storia. Già nella mitologia greco romana, come attesta l'opera di Ovidio, la metamorfosi esprime la dinamica del rapporto tra il mondo degli dei e quella degli uomini: una dinamica che ha sempre come scena e spesso come protagonista il mondo della natura in ogni suo aspetto. Se pensiamo poi alla tradizione democritea ed epicurea vediamo stabilirsi una persistenza del principio della metamorfosi anche nel naturalismo settecentesco: per esempio, con le ricerche di Linneo e quelle del Goethe scienziato (...). Ma il principio della metamorfosi del vivente con i relativi esiti che qui si vogliono discutere, ha ispirato e continua a ispirare la letteratura, e più in generale, l'arte contemporanea. Basti citare qui l'eponimo racconto di Franz Kafka ma anche la parte più visionaria della cinematografia di Cronenberg, da The Fly (La mosca) a Crash. Molti sono gli ambiti di ricerca dove la visione morfologica è attualmente presente. Nell'ordine che qui ci siamo dati, tale prospettiva il lettore la troverà dispiegata in otto ambiti diversi ma variamente confinanti tra loro, e precisamente: nel versante antropologico della filosofia, nella storia della letteratura tedesca, nella filosofia della scienza dove la sua pratica si intreccia con i problemi biologici e insieme psicologici dei trapianti, nella storia dell'estetica, nella filosofia della scienza e della tecnologia, nella filosofia delta mente e il suo approccio sistemico, nella fisica teorica e i suoi studi di fisica dei sistemi biologici e del cervello, così come - per concludere - nell'intreccio tra filosofia, biologia e letteratura.» (Ubaldo Faciliti e Paolo Francesco Pieri)
Nido di mare
Patrizia Villani
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 121
«"Nido di mare" è attraversato da un'inquieta, profonda mobilità, qual è quella del mare, una presenza che domina l'intero libro; una mobilità che agisce fra spleen stellare e, al contempo, come discesa vertiginosa nell'animo stesso dell'autrice, e i cui poli, continuamente oscillanti fra di loro, sono in sostanza costituiti dalla Memoria e dall'Immaginazione. Un viaggiare che trova proprio nella sua itinerante mobilità la sua raison d'étre. Molte, di fatto, le immagini emblematiche: a cominciare dall'acqua (ora ipnotica, ora densa di presagi), per arrivare fino all'angoscia del tempo ch'è mitico e mistico insieme. Patrizia Villani è alla ricerca di questo centro genetico che solo la parola poetica è forse in grado di fissare, ben consapevole che esso è insieme punto di arrivo e di ripartenza: senso profondo di rinascita e di catarsi (significativa, in tal senso, l'immagine metaforica della città veliero). L'acqua del mare diventa così, nel suo moto incessante, aspirazione a un'esistenza autre che, "sola e riparata", sappia fronteggiare quel désir fiammante quanto ostinatamente presente, pur tra scorie e scorze del volatile Presente. Il tutto servito da una lingua secca, fratta, ma anche flessuosissima, di forte presa visionaria, alla Coleridge, o, per riportarla a qualche nostro scrittore del secondo Novecento, alla Raffaello Brignetti (penso a libri indimenticabili come "Il gabbiano azzurro" e "La spiaggia d'oro") o anche a certe movenze imprevedibili che si ritrovano nella poesia di Cattafi, un poeta qui presente intertestualmente. Da qui la "risacca" dei ricordi (in primis quello paterno), la nostalgia di tempi più felici nel fluire di realtà personalmente esperite e realtà intrasognate, fra esperienze realmente vissute e altre rivissute per via fantastica. La disamina insomma, su quanto si è perduto e su quanto - rivivendolo con la scrittura - viene proustianamente ricreato. "Nido di mare" è libro denso, ambizioso e assiale nell'opus della Villani, abbagliante per la ricchezza di riferimenti e di "ritrovamenti", tendenti all'aspirazione estrema di una sorta di armonia universale, per la quale anche un singolo "granello" può colmare l'anima del mondo, pur nella sua eterna, inquieta caducità, quell'evanidum gaudium di senechiana memoria.» (Luigi Fontanella)
Attraverso oltre. Della conoscenza, della solidarietà, dell'azione
Angelo Tonelli
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 240
La conoscenza non coincide con la padronanza filosofica e scientifica del pensiero, o l'accumulo di informazioni corrette intorno alla vita, ma con la stabilizzazione di livelli di coscienza illuminati, attraverso una costante disciplina e apertura interiore. Noi Occidentali dobbiamo rivolgere lo sguardo ai Misteri Eleusini, alle iniziazioni orfiche, e a quei pensatori che Platone definiva sophoí, ovvero Sapienti, e che hanno nome Eraclito, Empedocle, Parmenide, Pitagora, ma anche ai grandi maestri della conoscenza tragica ("patendo conocere"), Eschilo, Sofocle, Euripide, per non citare che i maggiori tra i Greci. Guardare alle radici della nostra cultura significa anche guardare alla Sapienza d'Oriente, perché anche di essa (oltre che dello sciamanesimo iperboreo e della spiritualità egiziana, persiana e mesopotamica) era pervasa la Sapienza di Pitagora, Eraclito, Parmenide, Empedocle, Democrito e Platone. Di questa connessione originaria tra Occidente, in particolare la nostra Magna Grecia, e Oriente, a cui Angelo Tonelli ha dedicato trenta anni di ricerche e di cui ha già fornito ampie documentazioni, viene qui presentata, in anteprima assoluta, una testimonianza archeologica di inconfutabile evidenza: la fotografia del ritratto del "Mongolo di Taranto", raffigurato in una ceramica protolucanica databile al IV secolo a.C., ai tempi di Platone, in cui compare un volto di chiara etnia mongola, a dissipare ogni eventuale dubbio sulla interazione tra Mediterraneo greco e Estremo Oriente, in epoca antica, interazione fino a oggi silenziata o negata da un'Accademia ancora arroccata alle Termopili immaginarie per contrastare la manifesta presenza dell'Oriente nel nostro Occidente sapienziale. E questa obliterazione ha gravato e grava sulla nostra cultura, perché se ne è ignorata la radice eurasiatica meditativa, sciamanica, noetica, condannando gli individui, e con essi la civiltà d'Occidente, a livelli di interiorità, saggezza e consapevolezza infantili, che sono alla base della crisi ecoantropologica in atto: una sorta di "furto d'organo", il nous, ovvero il luogo di connessione tra l'umano e il divino nella coscienza unitaria e illuminata. Questo tragitto "sulle tracce della Sapienza" a cui l'autore ha già dedicato un omonimo fortunato libro, di cui questo costituisce in qualche modo la continuazione, consente di fare collidere e colludere la grande esperienza conoscitiva originaria occidentale-orientale con le acquisizioni della scienza più avanzata e le domande di rinnovamento culturale e interiore poste dalla crisi della civiltà contemporanea.
Edeniche
Flavio Ermini
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 133
In Edeniche viene a parola il darsi iniziale di un'età arcaica in cui il tempo ancora riposava, quale pura idea, in seno all'essere; un'età in cui l'indefinito era riconosciuto come profondo essere del tutto. Il darsi iniziale ci parla della nascita degli esseri, una nascita alla quale nessuno si può sottrarre, così come nessuno può sottrarsi alla pena per la sorte che lo attende. Edeniche ci narra della separazione degli esseri dalla sostanza indistinta e illimitata, in quanto destinati - quali esseri finiti e molteplici - alla contesa e al contrasto. Edeniche testimonia che è subentrato il conflitto là dov'era armonia. L'essere come sostanza persiste, mentre i suoi stati variano. Ecco perché in queste poesie il pensiero tenta di schiudere il permanere che si trova a fondamento del tutto. Compito di Edeniche è di armonizzare l'essere con il suo venire a comparizione. Come? Proponendosi di dare parola al darsi iniziale e subito dopo alle cose che subiscono l'ingiustizia del tempo. Per farlo, sembra proprio che sia necessaria una parola che si radichi nell'aurora della terra, quell'aurora che prende il nome antichissimo di "natura". Sembra proprio che sia necessaria una ricerca poetica che intenda il pensiero dell'essere-della-natura come parola della natura stessa e si costituisca come superamento dell'illusoria superiorità dell'uomo sugli altri esseri viventi.
Orizzonti di coppia. Individuarsi con il partner. Un percorso analitico junghiano
Fulvia De Benedittis, Sandra Fersurella, Silvia Presciuttini
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 260
La "Psicologia analitica" di C.G. Jung può proporsi come percorso di cura per la coppia, oltre che per l'individuo? L'Individuazione, obiettivo della terapia junghiana, che persegue la realizzazione e l'integrazione di tutta la psiche, nell'uomo e nella donna, può essere concepita come un processo individuale e al contempo relazionale? Quale funzione svolge il partner nell'individuazione dell'altro? E la coppia intesa come unità diadica, come organismo unitario, può compiere un proprio percorso individuativo? Questi sono i principali interrogativi che hanno dato origine al libro, frutto di una ricerca metodica e rigorosa, iniziata dalle autrici già da molti anni. "Orizzonti di coppia" vuole essere un primo testo sistematico, teso a rivisitare puntualmente i concetti principali della psicologia junghiana, per poi evidenziarne la possibile valenza teorico-clinica nell'ambito di una psicologia e terapia delle coppie. Concetti quali l'Ombra, l'Anima e l'Animus, il Sé e più in generale gli archetipi e i complessi a tonalità affettiva possono essere concepiti, non solo, come nodi e snodi della psiche individuale, ma anche come forme nuove ed emergenti che assumono proprietà peculiari nel campo relazionale fra i partner. Il setting con le coppie, le fasi del percorso terapeutico, i sogni dei partner e l'uso del Gioco della Sabbia nella terapia, costituiscono temi centrali della clinica approfonditi ed esemplificati nella stesura del libro.
Prometeo beat. L'ascesa della nonviolenza universale
Fabrizio Petri
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2019
pagine: 295
Un nuovo sguardo sulla nonviolenza e sul ruolo che ha giocato nella nascita della società in rete. Questo il senso del percorso che Petri traccia in questo romanzo storico che si snoda fra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso. Un affresco dei movimenti controculturali, dalla Beat Generation e la Rivoluzione Psichedelica al movimento Punk e Cyberpunk. Suddiviso in due parti, Dharma Road e Devi Cyberpunk, i cui protagonisti sono rispettivamente il poeta Allen Ginsberg e il regista Derek Jarman, la trama si snoda fra Occidente e India in un respiro globale che guarda alla nonviolenza come nuovo strumento di interconnessione. Un fantasmagorico percorso ricco di avvenimenti e colpi di scena, costellato da numerosissimi protagonisti di quegli anni, da Jack Kerouac a Tiziano Terzani, da William Burroughs a Timothy Leary, dalla bandita indiana Phoolan Devi a Patti Smith e tanti altri, che porta fino agli albori della creazione del Web. Primo di due romanzi, "Prometeo Beat" avvolge il lettore in spirali dove avventura e ricerca interiore si intrecciano costantemente, dando vita a personaggi memorabili ed a conversazioni e riflessioni di ampio respiro e profondità. Sull'onda della vita comunitaria imperante in quegli anni e attualizzando il messaggio di Gandhi, emerge una nuova idea di nonviolenza per i nostri tempi: "l'accezione connettiva della nonviolenza". E con essa un appello affinché la vena altruista nonviolenta che ha contribuito a creare la società in rete venga compresa e valorizzata per evitare che, a seguito dello sfruttamento capitalistico delle nuove tecnologie, il potenziamento dell'io rimanga l'unico paradigma regnante. La nonviolenza è più che mai alla radice del mondo contemporaneo, ci fa capire Petri con "Prometeo Beat. L'ascesa della nonviolenza universale" diventa allora la nuova chiave di lettura del nostro presente e del nostro futuro.

