Quodlibet
Ludwig Binswanger. Esperienza della soggettività e trascendenza dell'altro. I margini di un'esplorazione fenomenologico-psichiatrica
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 814
Il significato dell'opera di Ludwig Binswanger (1881-1966) consiste nell'aver tradotto proficuamente, sul terreno della psichiatria, quelle impostazioni geisteswissenschaftlich che tuttora faticano ad affermarsi nel mainstream di questa disciplina. In tal senso, la riflessione binswangeriana va giudicato un tentativo riuscito di dischiudere orizzonti epistemologici che rinnovano la loro pregnanza di fronte al diffondersi di stili di pensiero improntati ai requisiti della tradizione tecnico-naturalistica. Nell'obiettivo di conferire uno statuto unitario alla scienza psichiatrica, Binswanger coniuga le esigenze di una peculiare riflessione antropologica con il ricorso a nuove modalità esperienziali frutto di un'attitudine trascendentale di segno fenomenologico realizzando così sul piano terapeutico una comprensione dell'esistenza patologica "con gli occhi stessi del malato", e perciò guidata da un senso di guarigione non più affidato al riscontro di una normalità di fatto, bensì reso efficace da un ordine intersoggettivamente condiviso. Il volume si articola in una sezione di testi, affiancati da un ampio ventaglio di saggi a vario orientamento tematico.
I bambini perduti. Il mito del ragazzo selvaggio da Kipling a Malouf
Matteo Baraldi
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 200
I "fanciulli selvaggi" incarnano la speranza di un impossibile ritorno alla natura, a una selvatichezza libera e incontrollata, e interpretano un mito che continua a parlare alle nostre coscienze. Il tema che questo saggio si propone di affrontare si concentra sul rapporto tra l'idea di feral child espressa da Kipling nel celeberrimo personaggio di Mowgli e quella che emerge nelle opere del narratore e poeta australiano David Malouf. Mowgli cela in sé un'idea di conciliazione, ma anche di violento contrasto tra la maturità inglese e l'infanzia indiana del suo autore, sintetizzate in una identità imperiale. Per contro la visione offerta da Malouf è quella di un puer in grado di destabilizzare, di mettere in discussione identità e ruoli imperiali acquisiti come inderogabili. Da un lato, quindi, si analizza un mito coloniale e, dall'altro, una sua sfuggente ed elusiva interpretazione postcoloniale. Matteo Baraldi collabora con il Centro Studi Omeoglotti dell'Università di Bologna occupandosi principalmente di letteratura e cultura australiana.
La «vera politica». Kant e Benjamin: la possibilità della giustizia
Massimiliano Tomba
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 284
In un'epoca in cui riemerge con particolare forza la riflessione sul concetto di "guerra giusta", appare necessario riaprire la domanda filosofica sulla giustizia, una domanda che viene posta riconsiderando i principali concetti politici moderni che l'avevano resa addirittura impensabile. La riduzione della giustizia a procedura o a volontà di una maggioranza corrisponde all'eliminazione del suo significato filosofico o all'antica posizione di Trasimaco criticata da Platone, secondo la quale il giusto è la volontà del più forte. Ripensare oggi la giustizia significa allora avventurarsi in un territorio dove è necessario mettere impietosamente in discussione non solo il principio liberal-democratico della maggioranza, ma anche il concetto di sovranità popolare. In questo modo possono essere riattraversate le aporie che hanno portato al fallimento di tutti i tentativi moderni di pensare il diritto di resistenza. La "vera politica", un concetto che si ritrova in Kant e, nel XX secolo, in Walter Benjamin, pone il problema della giustizia al di là dell'orizzonte doxastico, riaprendo il conflitto socratico tra verità e opinione. È a questa altezza che si colloca il dialogo a distanza con i problemi aperti da Kant e ripresi nella riflessione di Benjamin. Massimiliano Tomba è ricercatore di filosofia politica presso l'Università di Padova.
Le vite di Spinoza
Johannes Colerus, Jean-Maximilien Lucas
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 180
«Leerme nei trivi». Bibliografia di Livio Sichirollo
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 96
«Agnostos theos». Il carteggio Spinoza-Oldenburg (1675-1676). Testo originale a fronte
Omero Proietti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 264
Il volume si divide in tre parti: Il carteggio che Spinoza e Oldenburg tennero tra il 1675 e il 1676; presentato nel testo originale e con traduzione italiana a fronte è accompagnato da un commento storico-filologico. Il saggio di Proietti "Agnostos theos" ("Il dio nascosto") si articola secondo tre direttrici di analisi: viene colto lo stoicismo di Spinoza nel suo contrapporsi al discorso cristiano; sono recensite le citazioni di autori o temi stoici, presenti nella pagina spinoziana; vengono infine ricompresi i "temi stoici" della filosofia di Spinoza. Tra il 1676 e il 1677 Leibniz ebbe modo di studiare il carteggio, a questa occasione risalgono le annotazioni che vengono qui edite, anch'esse con testo a fronte.
Contro il simbolico. Dieci lezioni di filosofia
Enzo Melandri
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 309
Questo libro configura un percorso nei massimi temi di indagine del pensiero filosofico, al di là o prima di ogni contrapposizione di scuola, attraverso dieci voci: Logica; Linguaggio; Realtà; Metafisica; Soggetto e coscienza; Credenza e immaginario; Desiderio e volontà; Essere e dover essere; Etica e politica; Morte e finitezza.
Cesare Brandi. Critica d'arte e filosofia
Paolo D'Angelo
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 149
Cesare Brandi è stato uno dei massimi teorici e storici dell'arte del Novecento. In questo volume viene ripercorsa tutta la sua opera teorica, senza trascurare però alcuni sguardi al lavoro di storico e critico delle arti, dai primi dialoghi sulle arti degli anni Cinquanta fino a "Teoria generale della critica" e ai dibattiti degli anni Settanta, fornendo una introduzione sintetica ma completa al pensiero di Brandi.
Dizionario fisiognomico. Il volto, le forme, l'espressione
Giovanni Gurisatti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 546
Il volume, concepito con una struttura sistematica, organizzata per voci, vuole narrare una storia, quella dell'arte di interpretare il volto, il corpo, il gesto come espressione del carattere dell'uomo, arte "fisiognomica" che vanta una tradizione millenaria, da Ippocrate a Kassner. Anche le forme, però, i fenomeni naturali, le parole, le scritture, le opere, e perfino la città e la storia, sono espressione di un carattere, e chiedono di essere interpretate "come se" avessero, anzi fossero volto e corpo. C'è quindi anche un'estetica "fisiognomica" delle forme, dotata di una lunga storia, forse meno nota, ma non meno affascinante, che giunge a ridosso dell'ermeneutica contemporanea, da Benjamin a Gadamer.
Gli eretici del Garda. Chiesa Catara di Desenzano del Garda
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
La falsa libertà
Hsün Lu
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2005
pagine: 420
I testi raccolti in questo volume, scritti tra il 1916 e il 1936, si situano in un periodo di profonde trasformazioni per la Cina: la modernizzazione della società, la nuova centralità politica delle masse contadine e l'avanzare della rivoluzione socialista, insieme a temi legati al tempo e all'occasione quotidiana (il trasformarsi dell'istituzione familiare, una descrizione di Shangai, il teatro moderno, i costumi sessuali, l'avvento della fotografia...) fanno emergere le contraddizioni fra realtà privata e condizione storica, fra la richiesta immediata di felicità e la lotta sanguinosa "per il futuro", tra tradizione e distruzione, tipicità cinese e dimensione universale.
La condanna. Testo tedesco a fronte
Franz Kafka
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2005
pagine: 95
Una nuova traduzione di un testo che, come è riferito nei "Diari" e nelle lettere dell'autore, una tappa decisiva nella vita di Kafka, ormai cosciente di essere entrato nel mondo della scrittura che lascia intravedere come propria cifra fondamentale l'identità fra letteratura e vita. La "trama" è semplice ma oscura e crudele. Il giovane commerciante Georg Bendemann ha terminato di scrivere una lettera a un amico d'infanzia, in cui gli comunica il suo futuro matrimonio. Georg comunica la notizia al vecchio padre, ma il loro incontro si trasforma in una lotta mortale, al termine della quale il padre emette la sua sentenza di condanna: il figlio è un essere diabolico che con il progettato matrimonio ha profanato il ricordo della madre morta, tradito l'amico lontano e tentato di soggiogare il padre. Le interpretazioni tradizionali seguono tre vie: la biografica, influenzata dalla "Lettera al padre" (1919), secondo cui è la trasposizione narrativa del rapporto fra Kafka e il padre Hermann; la psicanalitica, secondo cui è una trasposizione del conflitto edipico; l'epocale, secondo cui riflette il conflitto generazionale e la "rivolta contro i padri" tipici dell'Espressionismo. Qui il commento suddivide il racconto in "scene" e lo ricostruisce in base alla lingua kafkiana, e lancia l'ipotesi secondo cui esso è la fusione allegorica e la variante di due racconti primari: la cacciata dall'Eden e il sacrificio di Isacco.

