Sellerio Editore Palermo
Antropologia e letteratura
Antonino Buttitta, Emanuele Buttitta
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2018
pagine: 243
«Lo scrittore, cercando l'uomo, trova gli uomini; l'antropologo, ma anche il sociologo, lo storico, etc., osservando gli uomini, troppo spesso perdono l'uomo. Il mondo si trasforma in un regno di astrazioni quantitative. I vivi e i morti si contano in numeri e dispare quanto di attese e passioni, gioia e pena, sostanzia e rende reale la loro esistenza. Si perde insomma l'identità e si dissolve la tensione invisibile che, pur occultandosi nei loro atti, di fatto li anima e li fa vivere. Si tratta però di rare eccezioni. Quale antropologo, ma anche sociologo, storico ha restituito la società russa o centro e sudamericana, di un preciso tempo, come Gògol e Tolstoj, Carpentier e García Márquez? Nel generale dissenso ho spesso affermato che gli uomini non producono e consumano cose ma simboli. È questo il segreto inarrivabile della loro specificità in quanto umani. Resta da capire che cosa è il simbolo» (A. Buttitta). Sono raccolti in questo libro (l'ultimo del grande antropologo ideato insieme al figlio Emanuele) gli scritti di Antonino Buttitta sul tema che maggiormente lo ha appassionato e interpellato negli ultimi anni: il rapporto tra antropologia e letteratura, ovvero come gli umani raccontano di sé, ovvero come provano a vincere la morte. Un interesse in cui si esprimeva l'immenso, ironico e tollerante, scettico e simpatetico amore che lui sentiva per tutte le manifestazioni del vivere. Realizzato attraverso la capacità di spaziare nella cultura e nelle culture con acutezza e invenzione, e "cercare connessioni tra cose tra loro lontanissime" (Vico). E, dunque, "un libro che testimonia - scrive il figlio Emanuele - la sua ricerca di senso, per tutta la vita, nella letteratura". Questo "Antropologia e letteratura" è il primo volume pubblicato dopo la morte di Antonino Buttitta nella collana da lui fondata e diretta per oltre quarant'anni.
Il tempo di Andrea
Maria Rosaria Valentini
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2018
pagine: 193
Andrea non parla, e nessuno conosce la sua identità. Si ritrova apparentemente senza memoria in un letto di ospedale, e solo a lui è affidata la ricostruzione di una vita. Sembra nascondere una fuga da amori scomparsi e tuttavia inestirpabili, ed è segnato da un dolore che non riesce a condividere. In balia del presente, di infermieri e dottori, circondato da pazienti smarriti e silenziosi, fatica a riprendersi la sua esistenza. Non parla, ma in realtà non fa che chiacchierare e interloquire con se stesso. I medici lo studiano, lui studia i medici che non si sono accorti che sta guarendo. Non vuole che lo sappiano, si sente abbandonato nella sua stanza, e soprattutto si chiede: ma com'è possibile che nessuno sia riuscito a risalire a lui, che nessuno abbia scoperto che si chiama Andrea, che ha avuto una moglie, una figlia, un lavoro...? II passato riaffiora attraverso la faticosa memoria delle persone care, delle quali annota ricordi e frammenti di vita, scrivendo di nascosto e continuamente occultando queste sue confessioni. E sempre sul punto di raccontare tutto ai medici, e sempre procrastina la sua rivelazione. Dalle parole non dette ma pensate scaturiscono storie, personaggi, situazioni, si va formando la strada che lo riporterà lentamente al presente, che potrebbe farlo ritornare a casa. Nella sua mente è come un teatro di carne e di ombra, c'è l'ex moglie Ernestina, con la quale ha avuto una separazione più intensa di un'amputazione fisica. Poi la figlia, alla quale non riesce a rinunciare, e il padre Leandro, e un'emozione di costante nostalgia per la madre Magnifica, custode dei racconti di famiglia, e per la portinaia Zaira, con la quale ha condiviso tanti segreti. Le loro vicende, l'ascesa di Andrea verso la consapevolezza, diventano materia di avventura e di ricerca.
Follia maggiore
Alessandro Robecchi
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2018
pagine: 390
«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti... cose... persone. .. a cui ho pensato sempre... ». Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto. Quando apprende della morte di Giulia - un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito - decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano. Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull'omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire. I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d’opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno. Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un’amara osservazione sociale e umana. In "Follia maggiore" c’è l’agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.
Delizie d'Oriente. Una storia della cultura gastronomica
Peter Heine
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 229
La cucina orientale, che scaturisce dalle complesse e ricchissime tradizioni di un'area che nel corso del tempo ha compreso l'Arabia, la Persia, l'impero ottomano, è una delle grandi cucine del mondo. Falafel, hummus e kebab, cuscus, gli involtini di foglie di vite, il marzapane, queste e altre delizie d'Oriente hanno da tempo conquistato la nostra tavola, mentre spezie che una volta non erano alla portata di tutti come i chiodi di garofano, il cardamomo, lo zafferano e la cannella sono oggi consuete in ogni dispensa ben fornita. Ma cosa sappiamo di questo universo gastronomico così squisito e raffinato? Peter Heine è un islamista che è stato fondatore e direttore del Centro di Studi Orientali Moderni di Berlino, e in questo saggio erudito e appassionante si immerge nella cultura e nella storia del cibo e delle sue usanze. Analizza il motivo per cui i musulmani non mangiano carne di maiale ma a volte non si negano un bicchiere di vino. Illustra cosa si cucinava nelle mille e una pentola degli Omayyadi, degli Abbasidi, degli Ottomani, dei Safavidi, e la ragione per cui l'elemosina faceva parte delle buone maniere a tavola. Racconta le gesta dei grandi cuochi, descrive la diffusione di frutta e ortaggi nel mondo orientale e il viaggio verso l'Europa di alimenti a noi sconosciuti, parla di come oggi la produzione di cibi halàl, ossia preparati secondo i dettami della legge islamica, rappresenti un fattore economico di enorme importanza. La sua riflessione illumina il significato sociale e politico del cibo, e rileva quanto la tradizione culinaria contribuisca a formare il concetto di nazione. Non di rado intorno ad alcune pietanze si sono accese discussioni politiche, e rivendicare un piatto alla propria cultura può essere una strategia di difesa e definizione della propria identità. E poiché Heine è anche una buona forchetta, questo excursus gastronomico unico nel suo genere è condito da oltre cinquanta ricette: dalle pietanze più note della cucina moderna ai piatti classici creati dai cuochi della dinastia Moghul fino a quelli che preannunciano i piaceri culinari del paradiso.
A tavola coi re. La cucina ai tempi di Luigi XIV e Luigi XV
Francesca Sgorbati Bosi
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 464
Cosa si mangiava, come si mangiava. Chi forniva e cosa riforniva. Chi e dove si cucinava. L'esercito di servizio nei suoi vari gradi. Le stanze da pranzo, l'architettura e il mobilio. L'ordine delle portate. La buona educazione. I primi, moderni, libri sull'arte di mangiar bene. Con il movimento dei fatti significativi, delle circostanze storiche, e con la riproposizione delle ricette d'allora possibili da eseguire oggi, questo libro racconta come nasce la grande cucina francese nell'epoca di Luigi XIV e della sua corte; e come poi, durante il regno di Luigi XV, essa si ponga al centro della cultura, dell'arte e della letteratura, come si caratterizzi quale elemento di identità nazionale, come diventi modello implicito di costumi e moralità. "In quel secolo, in Francia si parla, si scrive e si discute di cucina come mai era accaduto prima. Gli chef rivendicano la dignità della loro professione e i loro ricettari sono preceduti da introduzioni di intellettuali di vaglia. Del cibo si parla, si arriva a trascendere la sua natura materiale per considerarlo espressione di un sistema politico apertamente criticato e si propongono diete alternative a quella tradizionale. Come oggi". Dicendo di come cominci l'età nuova nei cibi, A tavola coi re descrive la frattura che indirizza ai nostri anni. La cucina si laicizza, si secolarizza, cioè si sottrae ai numi tutelari che l'avevano orientata fino a quel momento, ovvero la medicina e la religione. A tavola non governa più il medico e il prete, ma il gusto. Il buon gusto nel mangiare sfocia in una forma di disciplinamento collettivo: anche ai buoni borghesi si riconosce, già nei ricettari e nei numerosissimi libri di cucina pubblicati, il diritto di mangiare bene. Cambia la gerarchia degli alimenti. Spezie giunte da lontano, animali pittoreschi e rari, lo zuccheroso e l'acidulo, cedono il primato ad alimenti prima disprezzati, ai cibi più domestici. S'impone la frutta a fine pasto. C'è un mondo diverso fuori e la teoria e la pratica culinaria ne vogliono essere lo specchio. Così in queste pagine prende forma una rappresentazione della società del tempo, in tutta la vivacità della grande trasformazione della modernità, ma a guardarla dalle cucine dei palazzi.
Un anno in giallo
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 532
Un anno in giallo: dodici racconti inediti, uno per ognuno dei mesi dell'anno. Un libro che costituisce anche una sorta di bilancio e insieme una prospettiva di un nuovo modo di fare letteratura poliziesca. Un modo di narrare che mette al centro il protagonista, del quale seguiamo le stagioni della vita nel proprio ambiente, e che è fortemente orientato alla critica sociale e di costume. Così in questa raccolta esordiscono due personaggi. Il primo è Cornelia Zac, in un racconto in cui l'autrice Simonetta Agnello Hornby presenta una sua originale ambientazione: le turbolente giornate di uno studio di avvocate londinesi impegnate sul piano sociale in un'epoca in cui la socialità è sotto attacco. Il secondo è Angela Mazzola, protagonista del racconto di Gian Mauro Costa, giovane poliziotta di Palermo, di origini modeste e riuscita a sottrarsi a un ambiente difficile; investiga dentro un mondo che non ama gli «sbirri» e che per molti versi era il suo. Angela sarà al centro di un prossimo romanzo. E accanto a questi esordi narrativi, i personaggi già amati dai lettori e spesso riconosciuti come dei classici letterari. Il commissario Salvo Montalbano del maestro Andrea Camilleri: un inossidabile senso di giustizia dentro una corteccia di umanità molto spessa. L'uomo sbagliato nel posto sbagliato, ovvero Saverio Lamanna, da San Vito Lo Capo, giornalista licenziato e investigatore creato dall'ironia di Gaetano Savatteri. Il biblioterapeuta di Fabio Stassi, che si chiama Vince Corso e risolve casi psicoidentitari che un po' ricordano Hitchcock. I Vecchietti del BarLume dell'umorista (e scienziato) Marco Malvaldi, sempre più politicamente scorretti. I killer di Alessandro Robecchi che circolano cinici, e sensibili come un microchip, nelle vene del capitalismo criminalambrosiano. In una Istanbul depravata e deturpata, ma sempre bellissima, su cui incombe un presidente-padrone, s'affanna Kati Hirschel, spregiudicata dilettante del delitto turco-tedesca, frutto della scrittura di Esmahan Aykol. Mezza età, femminismo, difficili amori, durezza da hard boiled school, capisce i poveri e i ricchi: così Alicia Giménez-Bartlett dipinge la sua creatura letteraria, Petra Delicado poliziotta a Barcellona. Francesco Recami con la sua Casa di Ringhiera torna con quello strano protagonista collettivo, un condominio che riesce ad essere contemporaneamente colpevole e investigatore. Il Lorenzo La Marca di Santo Piazzese, come sempre flemmatico, spiritoso, blasé, stavolta, lasciata l'immancabile Palermo, si trova a indagare sulle Madonie, le nobili montagne sopra Cefalù. E per finire a dicembre, in una chiesa sconsacrata, con dentro il cadavere di un prete spretato: chi avanza in mezzo alla neve che odia? Lui, Rocco Schiavone, il truce tenerissimo vicequestore creato da Antonio Manzini.
Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici
Ella Berthoud, Susan Elderkin
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 478
Dalla paura dei fantasmi ai problemi con i genitori, dal bullismo alla tempesta ormonale, vi sono occasioni in cui non esiste rimedio più efficace di leggere un bel libro. Forse perché il modo migliore per aiutare i bambini e i ragazzi a superare un momento difficile è invitarli a scoprire una storia che parli proprio di loro, di chi è tormentato a scuola, di chi si innamora per la prima volta, di chi vuole a tutti i costi un cagnolino oppure ha timore di addormentarsi da solo. I libri per bambini riescono ad affrontare problemi complessi ed emozioni profonde con immaginazione e trascinante allegria, possono far provare qualche brivido o commuovere, ma sempre regalano un'esperienza capace di arricchire la nostra vita. Le biblioterapiste Ella Berthoud e Susan Elderkin, autrici del popolare "Curarsi con i libri", consigliano i testi più belli - a partire dai volumi illustrati e dalle favole fino ai romanzi per ragazzi, - per la bambina timida e presa in giro, per la teenager che vuole essere indipendente, per chi ha il singhiozzo o ha subito una delusione d'amore, o semplicemente per tutti coloro che sono indecisi sulla prossima lettura. Allo stesso tempo "Crescere con i libri" si rivela prezioso per i genitori, i nonni, padrini e madrine, amici, insegnanti, bibliotecari, zii vicini e lontani, che si trovano nell'invidiabile posizione di dover scegliere cosa regalare ai loro piccoli. Organizzato come un dizionario medico, a ogni «malanno» viene accostata una cura, un consiglio di lettura dotato di proprietà terapeutiche, sotto forma di una storia, di un racconto breve, di una saga, il tutto suddiviso per età e complessità. L'edizione italiana, curata da Fabio Stassi, è arricchita da molte voci in cui si scoprono classici senza tempo e titoli più moderni e contemporanei, famosi o dimenticati. Crescere con i libri, con la sua passione e la sua ironia, è il prontuario ideale per invitare i giovani lettori a scoprire uno dei grandi piaceri della vita.
Un delitto inglese
Cyril Hare
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 232
Come ogni anno, si celebra il Natale a Warbeck Hall. Il vecchio Lord è al lumicino e ne è consapevole; non può contare sul fatto che il figlio Robert, un esaltato nazistoide spiantato, possa caricarsi sulle spalle il futuro del venerando casato. Gli altri parenti prossimi sono tutti al castello per le feste: c'è Julius, il cugino, un ministro del governo, e Camilla, la nipote invano innamorata di Robert. Presenti in quei giorni sono pure due estranei: il dottor Wenceslaus Bottwink, un erudito che sta conducendo una ricerca sulla magione, e la signora Carstairs, moglie vociante ed ambiziosa del più stretto collaboratore del ministro. Il maggiordomo Briggs, gelido e impeccabile secondo l'uso, sta lì a osservare tutto come se assistesse a un dramma tragicomico che potrebbe intitolarsi: «La fine dei Warbeck». Ma anche lui ha un brutto segreto che lo lega a quel clima di tensione, ai tanti segnali che presagiscono qualcosa di sinistro. Intanto nevica, nevica, nevica. Tra gli anni Quaranta e i Cinquanta del Novecento Cyril Hare scrisse una serie di gialli nel più puro, quasi manieristico, stile inglese, che presto divenne un classico di successo con tutti gli elementi tipici al loro posto. Rileggerli oggi - con la loro grazia scenografica, con la lineare geometria d'intreccio, con la loro suspense spontanea - offre a chi ama il genere un'altra piacevole prova della solidità di una grande tradizione letteraria.
Piccoli esercizi di sopravvivenza familiare
Alda Bruno
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 127
«Con un pizzico di fortuna avrei potuto essere trovatella e con minore buona sorte, quantomeno figlia unica - pensai chiudendo gli occhi sulle mie difficoltà familiari - oppure l'unica rimasta di un'ecatombe di congiunti, ma non è successo. Sono sopravvissuti tutti, alle insidie della prima infanzia, ai pericoli dell'adolescenza, alle falcidie dell'età adulta; ed eccoli tutti in buona salute, sempre simili a se stessi, sempre capaci di dire frasi talmente antipatiche da costringermi a riflettere sull'urgenza di correggere il destino altrui e migliorare il mio che, povera me, non ho avuto la sorprendente grazia di mia madre, né l'aspetto atletico di mia sorella la grande, o la invidiabile posizione economica del mio fratellastro, e neppure la amabile accidia della mia unica sorella germana, ma sono la più intelligente, la più coraggiosa e la più piccola». Una famiglia ricca, un padre al terzo matrimonio, una madre ex bella che sperpera in chirurgia estetica, una sorellastra corteggiata e sprezzante, un fratellastro stupido, in mezzo a loro scorrazza una bambina rifiutata da tutti che si dà da fare per sopravvivere ai sadismi del male quotidiano. Ciò che sogna sono vendette, e impadronirsi dell'intera eredità.
Un mese con Montalbano
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 502
Trenta crimini da risolvere. Delitti d'amore, d'interesse, di mafia, frutto di ambizione, di esaltazione, di esplosivo furore o di logorante quotidianità. Trenta indagini alla ricerca di una giustizia che il commissario Montalbano si sforza di perseguire nel cuore della Sicilia. Un uomo con un'esistenza ordinaria, da funzionario integerrimo, con un'eterna fidanzata lontana, in Liguria, e tre grandi passioni: il buon cibo, il buon vino e la letteratura. Brusco, talvolta scorbutico, ma dotato di un'irresistibile carica di umanità e di ironia, Salvo Montalbano applica la propria intelligenza a uno straordinario campionario di delitti, premeditati o preterintenzionali, inscenati, minacciati o solo simulati. Un mondo feroce e violento, che egli affronta con le armi della logica, ma anche della pietà e dell'umorismo.
Autocurriculum
Emilio Isgrò
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 222
"Emilio Isgrò scrive in copertina con il gessetto, come su una lavagna, la parola 'Autocurriculum', dopo aver cancellato con la manica della giacca la scritta 'Autobiografia'. Con questo teatrale sabotaggio di un genere letterario, si innalza sopra il personaggio omonimo che, dentro il libro, tra le righe d'inchiostro di una finzione curriculare, si fa viandante 'alla costante ricerca di un lavoro' e del sentimento del mondo. Trova quindi, l'autore in copertina, l'agio di affacciarsi, dall'alto della sua postazione straniata, sulla 'avventurosa vita' del proprio doppio letterario che, passo dopo passo, finisce per convertire il fittizio tracciato burocratico della sua carriera nelle peripezie vissute e briosamente raccontate di un vero romanzo picaresco: il resoconto nega se stesso per infiltrarsi e riconfigurarsi in una trama fascinosamente narrativa che ha tutti i diritti della realtà. Isgrò segue, con vibrazioni di compiacimento e con il dito che scorre sul piano sempre più largo di una carta geografica, le vicissitudini del personaggio scalpitante di vita, e vorace di esperienze, che tanto gli somiglia. Lo accompagna sin dalla nascita in una Sicilia che conserva un'antica aura fiabesca. Gli va dietro lungo le strade del mondo. Lo scorta negli incontri con una 'generazione di giganti' che hanno nomi araldici: John Fitzgerald Kennedy e Peggy Guggenheim; Luciano Berio, Luigi Nono, Cathy Berberian e John Cage; Umberto Eco, Gillo Dorfles e Douglas Hofstadter; Arnaldo Pomodoro, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Baj e Bruno Munari; De Chirico e Guttuso; Pound, Palazzeschi, Montale, Quasimodo, Zanzotto, Lucio Piccolo, Bartolo Cattati; Vittorini, Calvino, Fortini, Comisso, Volponi, Buzzati, Bianciardi, Sciascia, Consolo, Pontiggia. L'elenco è vertiginoso. L'artista Isgrò che si racconta, e viene sornionamente osservato dall'omonimo titolare della copertina, è uomo di teatro; e affianca alla 'attività di poetale scrittore quella di artista visivo'. E uno dei grandi protagonisti dell'arte contemporanea. E il celebre scrittore-cancellatore. Racconta, in uno dei tanti piccoli e incantevoli teatri quotidiani che si aprono nel libro, un incontro con Toni Negri: 'Parlammo ovviamente di rivoluzione: io convinto che le mie cancellature fossero più che sufficienti per abbattere definitivamente il capitalismo, lui persuaso che fosse più utile la lotta armata con il passamontagna calato sulla testa. Così l'incomprensione fu tale che non sentimmo mai più il bisogno di rivederci'." (Salvatore Silvano Nigro)
Flavia De Luce e il cadavere nel camino
Alan Bradley
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2017
pagine: 420
La dodicenne Flavia de Luce, dopo tante avventure, è ormai un'esperta dell'indagine scientifica. Ma la nuova rete di enigmi che l'attende è piombata molto lontano dal laboratorio di chimica dove ama passare le giornate nel castello malconcio della sua famiglia decaduta. Il colonnello suo padre e zia Felicity, per ragioni poco chiare, hanno imposto che si iscrivesse all'Accademia Femminile della signorina Bodycote. L'Accademia è in Canada, a un Oceano di distanza dal caro Bishops Lacey, il piccolo villaggio dove sorge Buckshaw, la magione degli avi. Anche la madre Harriet studiò in quel vecchio college, dove la sua memoria è venerata da quando morì in Tibet misteriosamente. Le regole sono ferree, le istitutrici rigide come sergenti, e le compagne più o meno nevrotizzate dalla disciplina, però Flavia è un osso duro e facilmente comincia a conquistarsi una certa leadership. All'improvviso davanti agli occhi di Flavia si apre la scena di una collegiale priva di sensi accanto a un cadavere mummificato e avvolto in una bandiera. Con la testa staccata dal corpo, è crollato giù dal camino spinto da chissà cosa. È un lampo, cui segue una grande confusione e l'arrivo della polizia. Flavia trova il tempo di osservare l'essenziale. Per fortuna la sua travolgente curiosità non incontra ostacoli da parte del simpatico ispettore di polizia incaricato, che non ha obiezioni ad averla in mezzo ai piedi, ma intanto cominciano a sparire ragazze. La plumbea nebbia di paura che scende tra quelle stanze, favorendo ogni tipo di sospetto tra i dimoranti, spinge la piccola Flavia ad affondare di più lo sguardo tra i vecchi segreti dell'Accademia, a interrogarsi sui motivi nascosti che hanno deciso la sua famiglia a mandarla lì. E alla fine scoprirà cosa vuol dire veramente essere la figlia di sua madre. Sembra che Alan Bradley, il creatore di questa serie su un'argutissima adolescente detective, sappia così bene cos'è un'inglese, cos'è un college carico di tradizioni, cos'è un investigatore e cosa pensa una dodicenne, da miscelarli senza paradosso in misteri carichi di brume e di suspense stilizzata in cui il lettore si sente direttamente al cospetto della disarmante, innocente e provocatoria ironia di una ragazzina.

