Skira
Leonardo. La Madonna Benois dall'Ermitage
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 80
Il volume è il catalogo della mostra di Fabriano (Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, 1 giugno - 30 giugno 2019). Il volume presenta i contributi critici di Tatiana Kustodieva, Carlo Bertelli, Maria Teresa Fiorio, Elena Kustioukovitch, Pierluigi Panza. Prefazione di Francesca Merloni.
Prato. Fabbrica natura. Il nuovo piano operativo
Valerio Barberis, Elisa C. Cattaneo
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 256
La molteplicità di operazioni prodotte negli ultimi anni a Prato, principalmente attraverso il recente Piano Operativo, è testimonianza di un fenomeno che merita di essere osservato e studiato. Il caso di Prato, attraverso la sua originale visione del tema ambientale, la sua intrinseca vocazione alla trasformazione e al riuso, l'imponente percorso partecipativo e comunicativo, ha messo in luce una nuova modalità di pensare la pianificazione urbanistica, delineando un nuovo approccio teorico/applicativo per la città contemporanea. Inscrivibile nella parentesi disciplinare nordamericana del Landscape Urbanism, il Piano Operativo evidenzia una specifica originalità metodologica, espressa attraverso il corpus degli obiettivi e delle strategie espresse, inquadrati principalmente in una lente transdisciplinare e innovativa, al punto da poter diventare un modello esportabile e virtuoso di pianificazione contemporanea. Già luogo di sperimentazioni urbane d'eccellenza ispirate dalla sua struttura di città fabbrica - tra le quali le tesi di Laurea di Branzi e Morozzi sulla piana tra Prato e Firenze, la celebre No-Stop City, gli studi sulla Città Operaia di Paolo Deganello, il Piano Strutturale di Bernardo Secchi - il nuovo Piano Operativo rinnova Prato come laboratorio urbano permanente, attraverso due strategie: la tecnologia della Natura e il progetto come ologramma del piano. Grazie alla solida esperienza, alle scelte operate dall'Ufficio di Piano e alle consulenze eccellenti - tra le quali quella di Stefano Mancuso sui Green benefit e di Stefano Boeri sulla Forestazione Urbana - Prato formula quindi una città integralmente "resiliente" pur nel suo "sviluppo", e attraverso l'ecologia rispondere alle sfide globali del climate change ma anche a quelle locali del benessere dei cittadini, ripensando le scale, i metodi e gli strumenti dell'urbanistica come tradizionalmente intesa.
Guido Pajetta. Miti e figure tra forma e colore
Paolo Biscottini, Paolo Campiglio
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 200
Questo volume risponde all'esigenza di ripercorrere la storia di un artista dalle origini alla morte. Suddivisa per ambiti tematici, la monografia pone attenzione tanto ai rapporti di Pajetta con l'ambito artistico milanese, legato a Novecento e soprattutto a Sironi, quanto al suo successivo desiderio di entrare in rapporto con la produzione europea e in particolar modo francese, con specifico interesse per il cubismo e il surrealismo. proprio in questo ambito che Pajetta sviluppa una specifica attenzione per un realismo di marca introspettiva che lo accompagnerà nel tempo, facilitato da uno stile corsivo e antimimetico, cui certamente giova l'adozione del colore acrilico a partire dal 1967. Pajetta pare sempre più impegnato nella ricerca di una verità recondita e forse anche di una nuova coscienza di sé. Affiora il senso di un'angosciosa solitudine, cui non pone rimedio né il successo di critica e di mercato né la tenacia nel lavoro o la vasta cultura letteraria. Tormentato dalle sue ossessioni, si affida all'immagine come a una sorta di travestimento o di alter ego.
Wunderkammer Panza di Biumo. L'arte dei piccoli oggetti 1966-1992
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 71
Maquettes, strumenti, invenzioni meccaniche, studi, creazioni artistiche interpretabili come i "primi originali", rarità che il mecenate milanese Giuseppe Panza di Biumo (1923-2010) collezionò o ricevette in dono dagli artisti a lui più cari, che rinnovano l'occasione per indagare gli interessi e le ricerche del collezionista, attratto dalle tendenze artistiche volte a porre al centro della pratica il concetto di idea. Gli oltre quaranta esemplari, eseguiti in un arco di tempo che va dal 1966 al 1992, esposti al Negozio Olivetti - Bene del FAI a Venezia - come discrete e preziose apparizioni in una "camera delle meraviglie", appartengono, per la maggior parte, ai principali esponenti del minimalismo e dell'arte concettuale: da Walter De Maria a Carl Andre, da Robert Morris a Richard Nonas, da Dan Flavin a Joseph Beuys, fino a Robert Barry, Ian Wilson, Jene Highstein, Piero Fogliati, Douglas Davis ed Eric Orr. Alcuni artisti ricorrono anche nella Collezione Panza che il FAI cura, conserva e valorizza a Villa Panza a Varese, che fu la dimora del collezionista.
Ugo Nespolo. Fuori dal coro
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 176
Ricco di un costante senso d'insofferenza verso gli obblighi del conformismo creativo e critico, Ugo Nespolo ha dato vita ad una figura d'artista unica ed originale fatta di cultura e di ironia. Pubblicata in occasione della mostra milanese, questa monografia ripercorre la storia di un artista che nelle sue multiformi evoluzioni ha segnato tappe rilevanti nella storia dell'arte italiana e ne esplora l'eterogeneo percorso visivo e creativo che ha caratterizzato la sua opera, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, attraversando mezzi espressivi differenti: pittura, installazioni, libri d'artista, teatro, scultura, cinema. In una continua esplorazione e ricerca attraverso diversi linguaggi, pervasi da un'inconfondibile ironia e uno spirito anticonformista, Nespolo, artista "fuori dal coro", sia pur in fecondo e collaborativo contatto con importanti protagonisti del panorama culturale artistico a lui contemporaneo (Baj, Fontana, Pistoletto, Man Ray), presenta la sua voce originale, unica e molteplice e la sua arte ironica, ludica e polimorfa. Attraverso una selezione di opere dagli anni Sessanta a oggi e i contributi di Maurizio Ferraris (Nespolo e il capitale come opera d'arte totale) e Bruno Di Marino (Shapes and Shades. 50 anni di immagini in movimento), il volume rende omaggio all'eclettismo di un artista che ha da sempre messo in pratica un atteggiamento ironico ed irriverente e mai schiavo di mode e di obblighi, l'ironica utopia di una nespocrazia assoluta.
Marco Bravura. Ardea purpurea. Ediz. italiana, inglese e russa
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 123
"Il mosaico è una fenice: come l'uccello mitico muore e rinasce costantemente. Carl Gustav Jung le dedica una attenta analisi nel suo testo fondamentale 'Symbole der Wandlung', e spiega la genesi del sogno che è pure la sorgente dell'arte: 'come dice la credenza antica la divinità o il demone parla una lingua simbolica al dormiente e l'interprete deve risolvere l'enigma'. È questa la sfida che Marco Bravura ha raccolto e che ha portato alla massima esaltazione nella realizzazione della grande Fenice posta nella sua Ravenna. Trasformare il mosaico in scultura è di per sé una scommessa: trasfigura una pratica antichissima e la proietta in dimensioni che gli antenati non avrebbero mai osato affrontare." (Philippe Daverio)
UniFor. Una vocazione per l'architettura- A commitment to architecture
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 304
50 anni di una storia italiana di successo: la vita di un'azienda, UniFor, che ha reso grande il design italiano nel mondo. Progetti, prodotti, architetti e designer raccontati in un libro che ricostruisce il backstage e l'originalità di un metodo e di un sistema di produzione che pongono al centro lo spazio delle comunità.
Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera
Ettore Modigliani
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 320
Le "Memorie" di Ettore Modigliani (1873-1947) rappresentano un'eccezionale testimonianza di una vita davvero "movimentata", intensa e a tratti autenticamente avventurosa, che venne interamente spesa al servizio del patrimonio artistico italiano. Direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935, soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935 e organizzatore della mostra più importante mai realizzata sull'arte antica italiana (che si tenne a Londra nel 1930), Ettore Modigliani ha avuto il privilegio (ma anche il peso) di attraversare tutta la prima parte del Novecento vivendo esaltanti momenti professionali, come l'esposizione a Brera della Gioconda di Leonardo da Vinci (1913), il recupero delle opere d'arte trafugate dall'Austria all'Italia (1920), il grande riordino della Pinacoteca Braidense (1925) e la fondazione dell'Associazione degli Amici di Brera (1926). Lo stesso Modigliani, però, fu costretto a subire cocenti umiliazioni, come l'allontanamento forzato dalla sua amatissima Brera nel 1935 e il trasferimento a L'Aquila (a seguito di uno scontro frontale con il potente "quadrumviro" fascista Cesare Maria De Vecchi), e come la vergognosa espulsione dall'amministrazione pubblica (lui cittadino e funzionario modello) per gli effetti delle infauste leggi razziali del 1938, che lo costrinsero nel 1943 a nascondersi tra i monti delle Marche per sopravvivere alle persecuzioni. Modigliani superò la catastrofe ed ebbe la soddisfazione di ritornare a Brera come ispettore incaricato nel 1945. Dotato di una scrittura brillante e coinvolgente, il direttore utilizzò i suoi ultimi anni di vita per redigere questo libro, che stese per far conoscere che cosa si nasconda dietro una professione ritenuta contemplativa, per "soddisfare la curiosità del prossimo" e per non cadere nell'oblio, dopo essere stato così "ferocemente imbavagliato". Modigliani terminò il racconto delle sue Memorie l'11 febbraio 1946 (giorno del suo reintegro come soprintendente a Brera) con un messaggio di grande speranza: Brera "è un ammasso di macerie", "eppure tutti questi beni culturali risorgeranno a gloria della città, come prima e migliori di prima. Io ringrazio la sorte di avermi concesso, innanzi lo scoccare della mia ora fatale, di essere un operaio di questa ricostruzione. Possano le forze assistermi! Non chiedo altro". Modigliani morì nel 1947. Sarà Fernanda Wittgens, la sua più fedele e stretta collaboratrice, a portare a compimento il sogno del suo "mentore": nel 1950 Brera riaprirà, più bella e più viva di prima. Con un saggio introduttivo di James M. Bradburne.
I talenti del fare. Altagamma
ALTAGAMMA
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 149
Una fotografia delle Altagamma Corporate Academy, significativi motori formativi del Paese, e degli Istituti tecnici e professionali con cui i marchi Soci della Fondazione si interfacciano per immaginare un futuro dove i "talenti del fare" siano protagonisti. Nel 2023 saranno migliaia i posti di lavoro manifatturieri nei settori più creativi del Made in Italy - moda, design, alimentare, gioielleria, nautica, automotive e ospitalità - ma le aziende segnalano la difficoltà a reperire questi profili. È tempo di valorizzare il nostro Saper Fare, celebrato in tutto il mondo, sensibilizzando famiglie e Istituzioni su questi temi. Il volume si apre con un testo introduttivo di Andrea Illy (Presidente di Altagamma), cui seguono i contributi di Stefano Micelli, Arduino Salatin e i capitoli dedicati alla formazione e alle imprese Altagamma e ad Altagamma stessa.
Dall'argilla all'algoritmo. Arte e tecnologia. Dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 199
“Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia. Dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea” indaga la relazione tra tecnologia, soggettività umana e arte. Per tecnologia s’intende l’insieme dei saperi attraverso i quali vengono creati strumenti utili alla società, quali macchine e apparecchi per cibarsi, combattere, costruire, trasportare, comunicare, apprendere e ricordare. Dalla punta di selce dell’uomo di Neanderthal fino al computer, la storia dell’umanità può essere scandita attraverso una sequenza di grandi o piccole invenzioni che comprendono l’uso della pietra, del fuoco, del bronzo e del ferro che, arrivando alle epoche a noi vicine, includono l’invenzione della stampa, della macchina a vapore, l’applicazione industriale dell’elettricità e l’avvento di fotografia, telefono, cinema, radio, Internet, fino all’applicazione congiunta di genetica, nanotecnologie, digitale, robotica e intelligenza artificiale. A partire dall’ottica del presente, questo catalogo e la mostra che accompagna propongono un percorso intenzionalmente non-cronologico, che spazia da antichi vasi greci e magnogreci a opere di artisti contemporanei internazionali. Basato su dialoghi inediti, il progetto approfondisce i modi in cui artisti di epoche diverse si sono relazionati con la tecnologia, il suo fascino, le sue utopie oppure i suoi demoni, anticipando o riflettendo radicali cambiamenti sociali e culturali. Attraverso un saggio visivo, testi critici dei curatori Carolyn ChristovBakargiev e Marcella Beccaria, e schede dedicate a ciascuna delle opere in mostra, il catalogo documenta il progetto, nato dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e realizzato nell’ottica di una valorizzazione delle reciproche collezioni.
Falsari illustri
Harry Bellet
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 128
"Quando Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, dichiarò nel 1997 che il 40% delle opere nel suo museo erano false, pensammo a un'esagerazione tipicamente americana. Di fatto, ci si domanda invece se la cifra non sia inferiore alla verità [...]. Se i falsi possono turbare o mettere in ridicolo gli studiosi, accumulare croste attribuendole a un nome importante può nuocere a lungo non solo alla reputazione dell'artista e al suo diritto morale, ma anche alle ricerche su di lui e sull'epoca in cui ha vissuto. Eppure, ogni nuovo caso suscita l'entusiasmo del pubblico. Artista fallito, ma falsario 'geniale' che riesce a ingannare studiosi e intenditori, il contraffattore passa per un eroe, una sorta di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo che possedeva la Gioconda autentica e la Tiara di Saitaferne (che usava come copritelefono), mentre il Louvre ne custodiva solo le copie..." Un viaggio che talvolta sconcerta, spesso diverte e sempre appassiona, nel mondo dei falsi d'arte. Si attraversano casi affascinanti, dalle truffe che nell'antichità il greco Pasitele escogitava ai danni di collezionisti romani, a Michelangelo, che in gioventù non disdegnò pratiche altrettanto discutibili, fino ai casi più recenti, eclatanti e a volte tragici di personaggi come Han van Meegeren, "Vermeer redivivo" che beffò Hermann Göring, o l'inglese Eric Hebborn, geniale autore di disegni capaci di ingannare i maggiori esperti dei maestri rinascimentali. Da queste vicende, sostiene l'autore, emergono due verità: il falsario "geniale" non esiste (a eccezione di quelli che non si sono fatti prendere) e... sì, i falsi si trovano ovunque, e sono assai difficili da scoprire.
Jorge Eielson. Matter, sign, space. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 112
Jorge Eielson è artista globale, che ha inteso operare senza frontiere geografiche, culturali, disciplinari. Poeta, scrittore e artista, è figura fondamentale della seconda metà del XX secolo, che ha vissuto tra il Perù, suo luogo di nascita e orizzonte poetico, e l'Italia, dove si è trasferito a partire dagli anni cinquanta (prima a Roma e poi a Milano), sviluppando un dialogo fecondo con i protagonisti della scena artistica del secondo dopoguerra, risiedendo per un certo periodo anche a Parigi e New York. La dimensione sperimentale e radicale del suo lavoro lo ha portato a condensare i differenti aspetti della sua creatività in opere artistiche essenziali, connotate tuttavia da una dimensione narrativa e simbolica che le sostanzia di contenuti poetici profondamente umani. L'arte è per Eielson chiave di lettura del mondo, attraverso un'appropriazione continua che ne traduce materie, oggetti, tensioni in indici, segni, spazi. Del 1963 è il suo primo Quipus, elemento che diviene da questa data fattore distintivo del suo linguaggio: la torsione e tensione del tessuto, articolato in nodi ispirati appunto al quipus, antico linguaggio degli inca precolombiani del Perù, ma nel quale Eielson concentra molteplici significati, scientifici e culturali insieme, declinandolo anche in numerose performance e installazioni e facendone un segno di comunicazione transculturale e globale.

