Edizioni di Pagina: Due punti
L'angelo malato. Poesia e salute mentale nel Novecento italiano
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 134
Il binomio poesia/salute mentale designa da tempo un complesso ordine di connessioni: da qui l'idea di un confronto a più voci fra saperi diversi. Lo sguardo sulla realtà della clinica, più che un'indebita incursione nei territori delle neuroscienze, è qui un disegno di verifica discreta sull'interazione fra alcune forme alte della creazione poetica e le particolari condizioni del disagio mentale, a partire da un dato macroscopico: la natura sfuggente e magmatica di tali relazioni. Di là dalla teoria (assai diffusa nelle neuroscienze) della connessione genetica fra creatività e malattia mentale, conta la verifica in re, ossia interrogare le forme originali, i linguaggi dell'esperienza poetica come la sede naturale di quelle relazioni. Oggetto d'analisi sono alcune figure di primo piano del Novecento (Campana, Saba, Montale, Rosselli, Merini), testimoni non passivi di una difficile transizione e del conflitto con l'originaria diffidenza della tradizione accademica italiana verso le svolte conoscitive prodotte nel primo Novecento dai saperi del disagio mentale. Interventi di: Antonia Acciani, Franco Contorbia, Stefano Giovannuzzi, Raffaele Girardi, Anna Maria Mossa, Ferdinando Pappalardo, Mario Sechi, Orlando Todarello, Natàlia Vacante.
Come uno specchio ineguale. In forma di teatro dal Cinquecento al Settecento
Stella Castellaneta
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: X-90
Uno sguardo sincrono sui diversi codici della comunicazione per far luce sulle tessere di un affascinante mosaico in forma di teatro, fra Rinascimento ed Età dei Lumi, da Napoli a Venezia. Una selva che intreccia drammaturgia, pittura e omiletica, epos, storia e romanzo, esegesi scritturale e agiografia. Sulla scena i conflitti tra Occidente cristiano e Oriente musulmano, le suggestioni pittoriche e shakespeariane nella fabula dantesca di Pomponio Torelli, Omero e le Avventure di Telemaco fra teatro gesuitico e romanzo europeo, menzogna e santità nelle pièces del teologo Giovanni Maria Muti. Una ricerca, tra identità e alterità, che restituisce un'immagine prismatica della sperimentazione teatrale italiana, sempre aperta a riflettere, come uno specchio ineguale, l'esercizio dello sguardo e del dialogo.
I movimenti dell'anima. François Delsarte fra teatro e danza
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 240
Maestro di attori e cantanti, cantante lui stesso per un breve periodo, musicista ed estetologo francese, François Delsarte (1811-1871) sino a qualche decennio addietro è stato assai poco oggetto di analisi da parte degli studiosi. Le sue teorie sono tuttavia state tramandate oralmente da lui stesso e dagli allievi, venendo accolte, pur con modifiche e varianti, da artisti del teatro e della danza, per alcuni dei quali, per lo più gravitanti nell'ambito dell'avanguardia storica, è diventato una sorta di nume tutelare. In occasione del bicentenario della nascita si è deciso di dedicare un convegno al maestro francese, di cui in questo volume si pubblicano gli Atti; un convegno che fosse soprattutto una ricognizione dei contesti (artistici, recitativi, musicali, filosofici, sociali, fisiognomici) entro cui il suo pensiero si è esplicato, nonché dell'influenza da lui esercitata su talune figure di rilievo, delle consonanze più o meno consapevoli con alcuni artisti o delle diverse letture che del suo magistero sono state date nel corso del tempo (Morelli, Volkonskij, Copeau, Schlemmer, St. Denis, Shawn, Libonati). Ne è uscito un quadro quanto mai interessante, in cui la figura di Delsarte risulta centrale non solo, come è noto da tempo, nella storia del teatro, della danza e del canto in America e in Francia, ma di un certo peso anche in paesi come la Russia e persino l'India.
Boccaccio e lo spettacolo della parola. Il Decameron dalla scrittura alla scena
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: XVIII-124
Nelle origini del racconto moderno il "Decameron" svolge la funzione anticipatrice di una grande opera-mondo, destinata ad irradiare in Europa una nuova idea di 'esemplarità' narrabile: il grande paradigma di una ragione solidale, che reagisce all'insidia della dissoluzione con una visione problematica e insieme costruttiva del rapporto con la realtà. Un rapporto che sa farsi teatro, talora spettacolo di piazza, evento-narrazione ad alta densità 'scenica'. L'inclinazione performativa, attraverso il sapido ingrediente dell'ascolto attivo e del commento, è alla base del dialogo novellistico inscenato della brigata decameroniana. Le Giornate del 'Progetto Boccaccio', sintetizzate nei contributi di questo volume, mettendo a fuoco da punti di vista diversi la peculiare teatralità dell'arte novellistica boccacciana, hanno rivolto lo sguardo alla fenomenologia articolatissima e mai scontata dei rapporti fra i generi e gli stili che affiora dalla straordinaria polifonia del mondo decameroniano. Una polifonia che non soltanto illumina la tradizione novellistica, ma delinea, nella sua speciale natura aurorale, i caratteri originalmente polimorfici del "narrativo italiano", che sono anche la base genetica della moderna letteratura europea.
Il destino della bellezza
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 286
Tra il 17 e il 19 aprile 2012 il tema della Bellezza ha convocato presso la prima università ortodossa di Mosca studiosi russi e italiani che si sono confrontati attorno all'esperienza che più di ogni altra rivela il desiderio di infinito impresso nel cuore di ogni uomo. In quei giorni è stato sorprendente - e lo è ancora leggendo le pagine di questo volume - scoprire la profonda unità che da secoli agisce nelle due più antiche tradizioni cristiane, quella orientale ortodossa e quella occidentale cattolica, nelle innumerevoli occasioni che hanno sollecitato la loro creatività espressiva e la loro riflessione critica, dalle origini fino ai nostri giorni. È una tenace testimonianza al mondo della pertinenza della fede alle urgenze della vita e della storia. L'iniziativa promossa dall'Università San Tichon di Mosca, in occasione del suo ventennale, è stata accolta dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano a seguito di una collaborazione che da alcuni anni favorisce scambi di docenti e studenti nell'ambito delle discipline umanistiche, in particolare filologiche, linguistiche e artistiche.
Le parole e la vita
Giovanni Cera
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
pagine: 96
La non coincidenza di realtà e linguaggio; il destino come il farsi del tempo; l'esperienza e il futuro; l'assoluto in quanto limite: questi, fra gli altri, i temi sviluppati nel volume, sulla base dell'idea che la vita ha in sé le occasioni e le ragioni del sapere e del senso.
Eidolon. Saggi sulla tradizione classica
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Il riflesso, l'immagine, l'eidolon dei testi e delle opere 'classiche' ha continuato ininterrottamente a riverberarsi nella letteratura e nell'arte occidentale moderna e contemporanea; lo studio dei Greci ha condizionato la nascita e lo sviluppo delle istituzioni universitarie e museali; il confronto con la vita politica e sociale dell'antichità ha plasmato riflessioni filosofiche e storiografiche. I saggi qui raccolti offrono esempi di storia della tradizione classica dal XVIII secolo ad oggi. Marco Castellari scrive dell'Antigone di Bertolt Brecht rivista nel 2006 da George Tabori; Sotera Fornaro affronta il frammento drammatico Prometeo di Goethe; Mario Marino esamina un manoscritto inedito di Johann Gottfried Herder con annotazioni sul De rerum natura; Corinne Bonnet ricostruisce il ruolo attribuito a Cartagine nella Storia romana di Theodor Mommsen; Daniela Summa disegna un panorama delle vicende storiche e individuali che hanno accompagnato dagli inizi dell'Ottocento l'elaborazione del corpus epigrafico di Cipro; Carlotta Santini delinea il confronto sul mito tra Thomas Mann, Karoly Kerényi e Furio Jesi; Eleonora Cavallini tratta dei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese e del giudizio che ne dette Italo Calvino.
Terre di mezzo. Poetiche e metafore tra «Avatar» e «Il Signore degli Anelli»
Giuseppe Grossi
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Il cinema è una "terra di mezzo" tra reale e fantastico. In questo territorio ibrido, "Il Signore degli Anelli" e "Avatar" si sono imposti come due fenomeni del raccontare e del vedere, due storie epiche e fantastiche con il gusto per l'innovazione estetica, ma sempre legate all'etica della tradizione. Fantasy e fantascienza si riscoprono generi lontani nelle epoche messe in scena, ma simili nel recupero di solide basi narrative orientate al passato. Peter Jackson e James Cameron non hanno solo girato dei film, ma creato dei mondi, dato forma alla fantasia e sostanza all'immaginario collettivo. Pandora e Terra di Mezzo sono spazi dentro i quali il pubblico si riconosce, si perde e rimane ammaliato da eroi complessi, storie mitiche, personaggi esemplari.
Che cos'è un classico? Il classico in J. M. Coetzee
Sotera Fornaro
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2013
Che cos'è un classico? I classici svolgono un ruolo concreto nella vita? Per quale mistero hanno la capacità di infondere coraggio e forza alle vittime di poteri politici aberranti? Perché attraverso i classici accettiamo meglio la malattia e l'avvicinarsi della morte? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui lo scrittore di origine sudafricana J.M. Coetzee risponde nei suoi romanzi e nei suoi saggi. Attraverso la scrittura di Coetzee, premio Nobel per la letteratura nel 2003 e oggi uno degli scrittori più famosi al mondo, questo libro riflette sul concetto di classico dal punto di vista di una classicista di mestiere e approda ad alcune seppur provvisorie conclusioni. Classico è ciò che è umano e si oppone alla barbarie; ciò che resiste e aiuta a resistere all'orrore e alla violenza. Classico è sempre un atto d'amore, per la vita, per l'umanità, per l'idea stessa dell'amore. Classico è quel che perdura, passando al vaglio del tempo e di giudici competenti. Classico è il cuore che cerchiamo in un mondo spesso senza cuore.
Teatro e teatralità a Genova e in Liguria
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2012
La ricerca su "Teatro e teatralità a Genova e in Liguria dall'epoca medievale al Novecento", avviata da un gruppo di studiosi operanti nell'Università di Genova, o ad essa collegati, aveva trovato un momento di pubblica diffusione dei primi risultati con l'uscita di un volume nel 2009. Ora, qui, si propongono gli ulteriori esiti di quel lavoro, che è proseguito con lo stesso "team". Le metodologie adottate non rispondono a una univoca impostazione, anche se una particolare sensibilità per il rapporto fra eventi teatrali e contesto storico-sociale, al riparo da rigidi meccanicismi o da ideologiche forzature, costituisce un punto di vista condiviso. L'arco degli interessi copre un'ampia latitudine, dalla ricognizione su alcune feste del '500 alla ricostruzione della vivace stagione giacobina, dalla drammaturgia di un frate cappuccino che dialoga con Campanile e Ionesco al recupero di copioni trascurati di un maestro del '900 come Pandolfi, dal confronto con un'esperienza singolare realizzata da Carlo Quartucci nel solco dell'avanguardia al "teatro-documento" praticato da Faggi e Squarzina al Teatro Stabile. Com'è negli intendimenti del progetto culturale che sta a monte di questa impresa editoriale, i vari contributi investono momenti, figure, episodi specifici e ne approfondiscono il significato, restituendo così aspetti ancora parziali del fenomeno preso in considerazione, ma tenendo ben ferma la prospettiva di arrivare a comporre una finale tela unitaria.
Il prima e il dopo delle cose
Giovanni Cera
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2012
Natura delle forme, attesa e memoria, origine e senso della colpa, egoismo e fede, realtà e prospettiva. Un'analisi di motivi e problemi non secondari della filosofia a partire dall'idea del cominciare e del terminare, del succedersi e dell'alternarsi di condizioni, situazioni, emozioni.
Innovazioni sceniche nella Parigi del primo Novecento
Giovanni Isgrò
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2012
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo Parigi vive la sfrenata corsa al divertimento di una società aperta ad ogni forma di novità, fra "café chantants" e atmosfere "éclatantes" offerte da teatri gestiti da impresari dal piglio internazionale o dagli spettacoli di "foire" dei grandi eventi fino al gusto del "guiness". Su un altro piano c'è il bisogno di garantire dignità artistica al teatro a fronte della banalità e della routine del teatro commerciale, ma anche di proiettarlo verso prospettive di radicale rinnovamento dei criteri di messinscena. In questo variegato panorama si intrecciano percorsi diversi, persino contrapposti, che vedono coinvolti artisti ed esperienze provenienti da tutta Europa, da Appia a Meyerhold, da D'Annunzio ai Balletti Russi a Fortuny. Insieme a questi, una schiera di innovatori e sperimentatori francesi, da Lugné-Poe a Rouché, da Copeau a Gémier, senza trascurare gli apporti dei promotori del "théâtre du peuple" con in testa Romain Rolland, fanno di Parigi un crocevia importante nella storia della cultura per molteplicità e varietà di contributi. Di questo articolato scenario, si è ritenuto opportuno, oltre che offrire una visione d'insieme, evidenziare apporti interessanti rimasti tuttavia nell'ombra o poco valorizzati rispetto al lavoro dei padri fondatori riconosciuti della scena europea del Novecento.

