EGEA: Business e oltre
Pensare sostenibile. Una bella impresa
Barbara Santoro
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: XII-194
Stiamo attraversando un momento critico della storia della Terra, un periodo in cui il futuro sembra portare con sé grandi pericoli e piccole promesse. Che cosa può aiutarci a rovesciare la proporzione? Una strada efficace sembra quella di una riprogrammazione culturale, di un nuovo modo di pensare capace di costruire una società globale giusta, sostenibile e pacifica. A partire da questa premessa, il libro ripercorre l'evoluzione del concetto di sostenibilità, concentrando progressivamente lo sguardo da una scala planetaria all'Europa, all'Italia; dai primi riconoscimenti dei diritti umani all'idea di una sostenibilità al contempo ambientale, economica e sociale, fino alla formulazione dei Sustainable Development Goals (SDGs) che compongono l'Agenda 2030 dettata dalle Nazioni Unite. La declinazione di questi principi dalla dimensione del dire a quella del fare dà voce, in ciascuna delle tre parti del libro, ad alcuni nomi di spicco. Innanzitutto ai «pionieri» che nel nostro Paese, in ambiti anche molto diversi, hanno orientato la loro vita professionale e i loro studi ai temi della sostenibilità, creando quel mindset secondo cui l'economia e l'impresa devono essere per definizione sostenibili, altrimenti non hanno futuro. Quindi agli «intraprendenti», uomini e donne, manager e imprenditori, le cui storie testimoniano quanto ricco, innovativo e articolato sia il patrimonio imprenditoriale italiano, e quanto vi sia già fortemente radicata una cultura della responsabilità di lungo respiro. Infine ai «catalizzatori», ovvero a coloro che, giocando un ruolo propulsore, possono accelerare il processo di cambiamento in parte già in atto, con lo scopo di raggiungere la massa critica necessaria a innescare la «rivoluzione sostenibile».
Segreti e bugie del calciomercato
Alex Duff, Tariq Panja
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: 166
Un business di 4 miliardi di euro all'anno quello dei trasferimenti dei calciatori. Un business che non ha paragoni e che in gran parte non ha nulla a che fare con il calcio vero e proprio. Ad alimentare il boom sono stati sì il costante aumento dei profitti legati ai diritti televisivi e l'ingresso nel panorama calcistico di grandi miliardari, ma anche la presenza di società "fantasma" e di fondi che si sono sostituiti alle banche, comprano squadre sconosciute da cui far transitare i giocatori e quote dei cartellini di top player come Cristiano Ronaldo e Neymar. Intascando milioni di euro di profitti. Così, mentre i tifosi seguono con trepidazione i passaggi dei giocatori da una squadra all'altra, dietro le quinte si muovono personaggi che tirano le fila della cosiddetta third party ownership. Questo libro-inchiesta ne svela i torbidi retroscena.
Volkswagen story. Un intrico di lotte di potere, dispute di famiglia e scelte di politica economica. E non solo...
Georg Meck
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: 224
Il gruppo Volkswagen non è solo un'impresa, è un simbolo della Germania, nel bene e nel male: dell'abilità degli ingegneri tedeschi, del miracolo economico del dopoguerra, del primato mondiale nell'export - e del regime nazista. Il libro ripercorre la storia del gruppo seguendo la parabola della famiglia Porsche-Piëch, i maggiori azionisti e discendenti del geniale progettista Ferdinand Porsche, che creò il Maggiolino su incarico di Adolf Hitler e pose la prima pietra di Volkswagen. Georg Meck ricostruisce questa avvincente saga aziendale e familiare fatta di auto, potere e soldi: dalla fondazione della prima fabbrica a Wolfsburg sino alla questione delle responsabilità nel recente Dieselgate. L'edizione italiana è stata appositamente aggiornata dall'autore alla luce delle più recenti vicende interne al gruppo.
Camper. Suole di gomma, elastici e stringhe colorate: che cosa c'è dietro il marchio di successo che lascia impronte in tutto il mondo
Pablo Adán
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: XVIII-147
La storia di uno dei marchi-icona spagnoli più conosciuti in assoluto. Dagli inizi, in un piccolo laboratorio delle Baleari, sino al suo affermarsi nelle vie della moda nelle città di tutto il mondo. Un successo straordinario, che ha fatto di Camper un vero leader globale in un settore in cui competere è sempre più difficile. Dove sta il segreto di Camper? Pablo Adàn va dietro le quinte per scoprire come questo brand sia riuscito a conquistarsi una fama mondiale. "Camper è qualcosa di più di una scarpa, è una filosofia di vita. Quando si capisce questo, il rapporto con Camper cambia." Questa semplice definizione non viene dall'ufficio marketing di Camper, ma da un commesso che da anni lavora per il brand. Davvero Camper è una filosofia e ha mantenuto, come afferma, i valori della fantasia e della libertà? Che cosa c'è di vero o di falso dietro un marchio creato negli anni Settanta, accettato negli anni Ottanta, internazionalizzato negli anni Novanta e poi consolidatosi a livello mondiale nel nuovo secolo?
Ikea. Il racconto senza sconti di chi ha lavorato per vent'anni nel regno del design a prezzo accessibile. Istruzioni di smontaggio per un mito?
Johan Stenebo
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: XIII-235
Ikea ha veicolato nel suo sviluppo ventennale una solida cultura di eccellenza, proponendo un modello di azienda dotata di coscienza e che fa sempre ciò che è giusto. Come ben esprime il suo motto, "tutto ciò che Ikea fa deve essere a prova di indagine". Ikea è diventata per certi versi un mito indistruttibile e fortissimo nel mondo del business, fattore indispensabile per acquisire il primato mondiale nel settore dell'arredamento e della distribuzione dell'interior design. La cultura aziendale è spesso costruita, soprattutto nelle multinazionali, proprio come se si fabbricasse un mito da comunicare quotidianamente — con le parole d'ordine, i valori, le leggende positive, i linguaggi, i personaggi e tutto quanto possa fare da collante —. Ma come spesso accade, l'immagine mitizzata si può rovesciare nel suo opposto. Col suo racconto, Stenebo ci aiuta a cogliere i chiaroscuri di una realtà che è sempre stata presentata in bianco e nero; a comprendere lo stile di direzione di un imprenditore che ha abilità e intuizioni straordinarie, ma che a volte scivola su atteggiamenti affaristici ed egocentrici; a illuminare una strategia composta di mosse innovative sul prodotto e sulla logistica accanto a operazioni corsare di utilizzo della creatività di altri designer e a criticabili negoziazioni di partnership con i fornitori. Senza sconti per nessuno, l'eccellenza di Ikea viene raccontata insieme alle iperboli più discutibili e fallaci dell'intera organizzazione e del top management: una vera storia aziendale, non un'agiografia. Prefazione di Severino Salvemini.
Walmart story
Charles Fishman
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2018
pagine: 265
Walmart è il più grande rivenditore al dettaglio del mondo. Vende più merci di ogni altra catena commerciale del pianeta e dà lavoro a oltre due milioni di persone. La sua politica 'always low prices' (sempre prezzi bassi) ha in realtà modificato l'economia mondiale, tanto che oggi si può parlare di una Walmart economy: un modello di produzione, distribuzione e commercializzazione che si è imposto a livello globale e che non riguarda solo il colosso americano. Dalla prima edizione di questo libro, molte cose sono cambiate. In particolare, si è assistito a una seconda «rivoluzione Walmart», tesa a concentrarsi sulla sostenibilità e a ridurre l'impatto ambientale di questa forma spinta di capitalismo. Con risultati concreti a dir poco sorprendenti. Certo restano molte ombre e lati oscuri, che l'autore analizza.
Influenza invisibile. Le forze nascoste che plasmano il nostro comportamento
Jonah Berger
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2017
pagine: 227
In questo libro Jonah Berger esplora il potere, sottile e segreto, dei fattori che influenzano il nostro comportamento, dai prodotti che compriamo al lavoro che scegliamo. Pensiamo a una scelta che abbiamo compiuto di recente, qualunque scelta. Dove mangiare a pranzo oppure quale candidato politico appoggiare. Perché alla fine abbiamo preferito quell'alternativa? Sembra una domanda semplice. Possono venirci in mente diverse ragioni, ma in generale punteranno tutte nella stessa direzione: noi. I nostri gusti, le nostre preferenze individuali. Le cose che ci piacciono e quelle che non ci piacciono. Che siano i nostri pensieri e le nostre opinioni personali a determinare le nostre scelte sembra un'idea così ovvia che non vale neppure la pena menzionarla. Di fatto, però, è sbagliata. Senza che ce ne rendiamo conto, gli altri hanno un'influenza enorme su tutto ciò che facciamo. Votiamo se gli altri votano e corriamo più veloci quando qualcun altro si allena sul tapis roulant dì fianco al nostro. Ma l'influenza sociale non ci conduce soltanto a fare le stesse cose degli altri. A volte ci porta a fare l'esatto opposto. Se nostro fratello maggiore è il figlio intelligente, allora noi diventiamo quello simpatico. Evitiamo di suonare il clacson in mezzo al traffico perché non vogliamo essere “uno di quelli”. Ma quand'è che imitiamo gli altri, e quando invece evitiamo di fare quello che stanno facendo? Quando i nostri pari ci motivano a lavorare più duramente, e quando invece ci spingono a mollare? E che cosa significa tutto questo in relazione alla felicità, alla salute e al successo, nella vita privata così come in quella professionale? Questo libro ci svela perché gli altri ci portano a scegliere la stessa assicurazione sanitaria, ma un antipasto diverso al ristorante; perché ci fanno correre meglio, ma parcheggiare peggio; e che cosa possono insegnarci gli scarafaggi sulla scienza della motivazione.
Uberization. Il potere globale della disintermediazione: cosa fare perché uno strumento utile non diventi un'ideologia
Antonio Belloni
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2017
pagine: 179
A un secolo di distanza da quando Henry Ford diede vita a quel sistema organizzativo e di produzione che dalla sua fabbrica prese nome e che, involontariamente, impose i propri principi ispirativi a mercati e contesti diversi, la storia sembra oggi ripetersi con Uber e il suo modello, applicato a settori sempre più distanti dall'«originale». L’”uberization”, tuttavia, è solo uno degli ingredienti di una nuova ricetta tecnologica in cui algoritmi, applicazioni, piattaforme software, click e dati dettano le regole dell'innovazione all'insegna del fenomeno, più ampio e inclusivo, della disintermediazione. Nata con il web, la disintermediazione predica la ricerca continua dell'efficienza attraverso l'eliminazione degli intermediari all'interno di un processo. Prende per mano la distruzione creatrice di Schumpeter promettendo velocità, risparmi e profitto, mediante la costruzione di una via più breve, di una relazione diretta con il cliente/utente. Influenza ogni organizzazione, diffondendo l'idea che si possa accedere al proprio mercato di riferimento anche da outsider, senza dipendere da alcuna struttura e senza l'esperienza del professionista. Lascia la propria impronta nel business dei grandi colossi del web così come delle piccole startup, nelle nuove forme dell'industria editoriale e della comunicazione così come nelle regole di una campagna elettorale. I seguaci la considerano una soluzione geniale, i nemici e i detrattori ne vedono pericoli e aspetti negativi. È forse uno dei processi recenti più innovativi perché meglio rappresenta il tentativo di redistribuire - grazie alla tecnologia - denaro, opportunità, potere e gerarchie. Ma quanto di realmente dirompente c'è in essa e quanto invece è frutto di un percorso ciclico e fisiologico?
S-Age management. Gestire con saggezza generazioni diverse
Tiziano Botteri
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2017
pagine: 150
Allungamento della speranza di vita, immigrazione, rapporto contraddittorio tra natalità e mortalità nei vari paesi: le ripercussioni dei cambiamenti demografici all'interno dei processi produttivi trascinano con sé i grandi temi dell'occupazione, dell'invecchiamento attivo, dell'apprendimento durante tutto l'arco della vita. Il balzo in avanti provocato negli ultimi anni dalle riforme dei sistemi previdenziali, pone poi questioni specifiche: favorire condizioni capaci di stimolare la permanenza in attività dei lavoratori anziani; incoraggiare i datori di lavoro ad assumere persone mature e a promuoverne l'aggiornamento professionale continuo; aprire a forme di flessibilità per accrescere e valorizzare la partecipazione della forza lavoro meno giovane facilitandone la transizione verso l'età pensionistica. Vere e proprie politiche di active ageing si rendono dunque necessarie per adattare i contesti lavorativi alle esigenze dei lavoratori che invecchiano. Obiettivo di questo libro è di esaminare i mutamenti enfatizzati in azienda dal contesto esterno e approfondire possibili interpretazioni e approcci in grado di fornire indicazioni sull'evoluzione nella gestione dell'organizzazione e delle persone che ne fanno parte. Dall'aspetto motivazionale alla gestione per valori di team formati sempre più da collaboratori giovani e meno giovani, si apre per il manager la prospettiva di una gestione della e con la saggezza, nuovo termine del vocabolario d'impresa legato alla stagione che stiamo vivendo.
Lego story
Mikael Lindholm, Frank Stokholm, Leonardo Previ
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2017
pagine: 126
Chi di noi non ha giocato con i mattoncini LEGO? Eppure sono davvero pochi quelli che ne conoscono la storia. Il libro ce la racconta, partendo da Ole Kirk Kristiansen, che fonda l'azienda nel 1932; passando attraverso le trasformazioni economiche degli anni della guerra, fino alla direzione del figlio Godtfred Kirk e a quella del nipote Kjeld Kirk, senza trascurare i momenti di grave crisi, legati alla scadenza dei brevetti e alla concorrenza dei giochi elettronici negli anni Novanta. È una storia affascinante e per molti aspetti unica. I mattoncini LEGO non interessano però solo ai bambini. Giocando, infatti, s'impara. Lo insegna LEGO Serious Play, una metodologia di sviluppo organizzativo nata nei dipartimenti di ricerca della IMD di Losanna e approdata nelle aule di formazione manageriale di tutto il mondo: nelle mani dei manager i mattoncini diventano uno strumento per accelerare la comunicazione interna e i processi decisionali. E i risultati si vedono.
Disordine armonico. Leadership e jazz
Frank J. Barrett
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2017
pagine: 224
Che cosa possono insegnarci Duke Ellington e Miles Davis sulla leadership? Esiste un modo efficace per far fronte alla complessità in contesti organizzativi che cambiano in continuazione? Improvvisare: ecco il metodo applicato dai leader migliori e dalle squadre vincenti. Inventare nuove risposte, assumere rischi calcolati senza un piano predeterminato o una rete di sicurezza che garantisca risultati specifici, negoziare strada facendo senza soffermarsi sugli errori per non soffocare le idee: in breve, dire «sì» alla confusione, accettare il disordine che è proprio dell'attuale mondo del lavoro, sempre più movimentato e tormentato ma anche - proprio per questo - enormemente innovativo e fertile. Questo è esattamente ciò che fanno i grandi jazzisti. Barrett dimostra come l'improvvisazione, tratto caratteristico della «mentalità jazz», e le competenze che l'accompagnano siano oggi essenziali per una leadership efficace. Attraverso il racconto affascinante delle intuizioni e delle innovazioni dei grandi del jazz come Miles Davis e Sonny Rollins, ma anche della sua esperienza diretta di musicista, Barrett introduce un nuovo modello di leadership e collaborazione nelle organizzazioni. I leader, come abili jazzisti, devono padroneggiare l'arte di disimparare, eseguire e sperimentare allo stesso tempo, alternarsi negli assolo e sostenersi a vicenda.
Talento ribelle. Perché infrangere le regole paga (nel lavoro e nella vita)
Francesca Gino
Libro: Libro in brossura
editore: EGEA
anno edizione: 2019
pagine: 272
I ribelli godono di una pessima reputazione. Siamo spesso portati a considerarli dei piantagrane, bastian contrari e disadattati: quella particolare categoria di colleghi, amici e familiari che ama complicare le decisioni semplici, creare confusione e mostrarsi in disaccordo quando tutti gli altri sono d'accordo. A dirla tutta, però, sono proprio i ribelli a migliorare il mondo, grazie al loro sguardo anticonvenzionale sulle cose. Perché invece che cercare appigli sicuri, rifugiandosi nella routine e nella tradizione, sfidano apertamente lo status quo. Sono maestri dell'innovazione e dell'arte di reinventarsi, e per questo hanno molto da insegnarci. Francesca Gino, docente alla Harvard Business School, ha dedicato oltre un decennio a studiare i ribelli all'opera nelle aziende di tutto il mondo, dalle boutique di lusso del «quadrilatero» milanese ai ristoranti più famosi del globo, da una fiorente catena di fast food a un'affermatissima casa di produzione di computer animation. Nel suo lavoro, è riuscita a tracciare l'identikit di quei leader e collaboratori che incarnano il «talento ribelle», e il cui esempio dovremmo tutti imparare a seguire. L'autrice scommette sul fatto che il futuro appartiene al ribelle, e che questo ribelle, potenzialmente, è nascosto in ognuno di noi. Viviamo in periodi turbolenti, nei quali la competizione è feroce, i social media hanno il potere di intaccare la reputazione di una persona e il mondo sembra più frammentato che mai. In un ambiente così spietato, coltivare il talento ribelle è proprio ciò che ci consente di far progredire e prosperare le cose in cui crediamo. E la ribellione costituisce un valore aggiunto anche al di là del contesto di lavoro: è il trampolino verso un'esistenza più vitale, impegnata e appagante. Che vogliate motivare gli altri all'azione, avviare un'attività o imbastire relazioni più dense di significato, "Talento ribelle" vi mostrerà la strada per farlo: rompere tutte le regole.

