Guanda: Poeti della Fenice
Poesie. Testo francese a fronte
Arthur Rimbaud
Libro
editore: Guanda
anno edizione: 1986
pagine: 264
Le foglie morte. Testo francese a fronte
Jacques Prévert
Libro
editore: Guanda
anno edizione: 1984
pagine: 136
Ieri deserto regnante. Testo originale a fronte
Yves Bonnefoy
Libro
editore: Guanda
anno edizione: 1978
pagine: 132
Poesie scelte
Pier Paolo Pasolini
Libro: Copertina morbida
editore: Guanda
anno edizione: 2015
pagine: 224
"'Nello sviluppo del mio individuo, della diversità, sono stato precocissimo; e non mi è successo, come a Gide, di gridare d'un tratto 'Sono diverso dagli altri' con angoscia inaspettata; io l'ho sempre saputo' scriveva Pasolini nei giovanili 'quaderni rossi'. E questo sentimento di diversità che domina tutta la sua opera - coscienza della propria omosessualità, certo, ma anche un senso più vasto di spaesamento e di inattualità - troverà subito un nome: quello di poesia. È stato en poète che egli ha sempre svolto la sua molteplice e anche dispersiva attività di scrittore, di regista, di critico o di polemista: si pensi soltanto alla sua esemplare teorizzazione del 'cinema di poesia'. Narciso, dolceardente usignolo, eretico, martire, barbaro, animale senza nome o bestia da stile - a seconda delle maschere sublimi o infami assunte sulle diverse scene della vita - egli rimase sempre fedele, con eroica ostinazione, al ruolo di poeta, inteso in un senso che si potrebbe dire 'romantico' e perfino 'sacrale': quello di testimone solitario di una dimensione altra, di verità che agli uomini non possono apparire se non come scandalo e bestemmia" (dall'introduzione di Francesco Zambon)
Sir Gawain e il cavaliere verde. Testo inglese a fronte
Simon Armitage
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2011
pagine: 231
Scritto intorno al 1400 da un poeta anonimo, Sir Gawain e il Cavaliere Verde venne riscoperto solo quattrocento anni dopo e pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1839. Ambientato alla corte di re Artù, il poema narra dell'apparizione, durante le feste di Natale, di un misterioso cavaliere completamente verde che lancia una sfida, raccolta dal giovane sir Gawain. Il cavaliere verde si lascerà colpire con l'ascia, a patto che il suo avversario si presenti un anno dopo al suo cospetto per farsi colpire a sua volta. Inizia così per Gawain un anno di vagabondaggi in cerca della cappella verde, dove dovrà mantenere la parola data. Ghost story, thriller, romanzo d'amore e d'avventura, il poema è una delle grandi storie inglesi scritte in Middle English e a partire dalla prima pubblicazione in epoca vittoriana ha suscitato l'interesse di moltissimi studiosi, poeti, ma anche di studenti o semplici appassionati che si sono cimentati nella sua traduzione. Interesse che ha spinto anche Simon Armitage a proporre questa nuova versione, che mira a rendere accessibile al lettore la storia, ma anche a far conoscere il "suono" del testo originale, un testo altamente allitterativo e ritmato.
Una notte niente male. Testo inglese a fronte
Charles Bukowski
Libro: Copertina morbida
editore: Guanda
anno edizione: 2008
pagine: 240
Le poesie di questa nuova raccolta di Charles Bukowski ribadiscono l'autoritratto «controcorrente » che da sempre è la cifra stilistica dell'autore: contro il perbenismo, contro le regole di un gioco sociale a cui non si può che perdere, contro tutto quello che costringe e imprigiona la sua natura di ribelle. Sono poesie in cui risuona potente la voce caustica e amara di un'America sotterranea e precaria, miserabile e sconfitta. Ma non è solo violenza e invettiva la poesia di Bukowski. C'è nel suo mondo un lato più segreto, che all'ombra della sua rabbia sopravvive e di quella rabbia si nutre e si fa scudo. Bastano i pochi versi sul fantino che non vince più, nemmeno a carte, oppure la malinconica constatazione delle affinità tra poeti e puttane, o ancora il ritratto terso e lucido dell'amore disperato di un classico come Catullo, e questa vena disperatamente romantica si rivela come un cielo che si apre. È «una malattia» dice lo scrittore, la sua malattia. Ed è stata la malattia di altri grandi prima di lui, un lungo emozionato elenco che, in uno dei componimenti più intensi della raccolta, vuole essere una sorta di genealogia tutta intellettuale: da Van Gogh fino a Céline e a Ginsberg, passando per Villon, Huxley e Burroughs e molti altri. Tutti ammalati come lui della stessa romantica pestilenza: una vocazione alla perdizione che annienta e distrugge, ma apre strade e speranze per chi resta. Ecco da dove viene la grande dignità di quest'America abbandonata e ferita.
Valer la pena. Testo spagnolo a fronte
Juan Gelman
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2007
pagine: 150
Pochi poeti come Juan Gelman hanno attraversato disperazione e orrore. Il lettore di questa sua nuova grande raccolta se ne accorgerà subito. Conoscerà una sofferenza che niente può placare, perché "non ci sono farmacie dell'anima", e si chiederà con l'autore se "non / scrissero mai la parola bontà / nel libro del mondo". Eppure pochi poeti come Gelman, definito da tempo "voce poetica dell'Argentina", comunicano tanto amore per la vita e per la poesia. Vita, pietà, gioia si incarnano spesso in immagini di bambini, che piangono, che mendicano, che giocano, che sognano, che provano desideri innocenti, che vanno alla scoperta della meraviglia delle cose. E tanti sono i poeti convocati fraternamente pagina dopo pagina: Auden, Rilke, Hölderlin, Dante, Cavalcanti, Kavafis, Celan con la sua morte per acqua, Brodskij con il suo esilio, il "compagno" Cernuda con il suo ricordarci "la nobiltà umana". Più volte poi viene evocato Catullo. Così Gelman, questo poeta civile, così attento al riscatto dell'uomo dagli abissi della crudeltà della storia, diventa poeta d'amore: si interroga con Catullo su che cosa sono i baci, sul senso dell'amare e dell'odiare insieme, e scrive versi semplici, eterni, bellissimi come questi: "Non so perché ti amo. / So che per questo ti amo".
E così vorresti fare lo scrittore? Testo inglese a fronte
Charles Bukowski
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2007
pagine: 208
Il lettore troverà nella poesia che da il titolo al libro l'idea che ha Bukowski della scrittura e del proprio mestiere. "E così vorresti fare lo scrittore?" La voce dell'autore inaugura il registro rude ed eccessivo, ironico e provocatorio per cui tanti lettori lo amano. Se l'impulso a scrivere non esplode all'interno di te, se non ti viene da mente, cuore, bocca, viscere, se non è come un sole che ti brucia dentro, meglio lasciar perdere. Un vitalismo disincantato e romantico, pragmatico e ribaldo corre per queste pagine. Il lettore vi troverà paesaggi urbani desolati, invettive crudeli ed esilaranti (vedi quella contro Fred Astaire), massime perentorie e sublimi su come può passare utilmente il tempo libero chi non ama il baseball. Il ritmo dei versi è quello di un parlato sincopato, e fa pensare a un pittore che lascia sgocciolare i colori o a un jazzista che soffia a scatti in uno strumento a fiato. Ma poi compaiono all'improvviso forti metafore visionarie: una balena bianca di 70 anni nell'acqua lattescente di una jacuzzi, la vecchia macchina da scrivere elettrica che, abbandonata per l'arrivo del computer, risuscita come un Lazzaro meccanico al primo guasto di quello. Alla fine di un libro così magmatico, di un autore che appartiene alla famiglia vagabonda dei Cendrars e dei Miller, al lettore resterà la felice impressione che "la vita è piena di gioiosi / miracoli".
Flutto ebbro. Testo tedesco a fronte
Gottfried Benn
Libro: Copertina morbida
editore: Guanda
anno edizione: 2006
pagine: 203
Composti tra il 1912 e il 1936, questi versi furono pubblicati soltanto nel 1949, quando il governo tedesco del dopoguerra ne autorizzò la diffusione. Riprendendo la scia del pensiero di Nietzsche, Benn dà vita a una poesia ricca di pathos nichilistico e macabro, elaborando una cosmogonia basata sulla biologizzazione della storia. La realtà materiale e l'io che la percepisce vengono ridotti dalla schizofrenia, dalla droga e dall'allucinazione a un puro succedersi di frammenti disarticolati, caotici e privi di senso, mentre il poeta, come un costruttore di ponti su fiumi che se ne vanno, cerca di tessere le sue sostanze senza trama, imperterrito dandy del nulla.

