Laterza: Percorsi Laterza
Sociologia del denaro
M. Luisa Maniscalco Zaretti
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2002
pagine: 210
Cinque anni di legge sulla privacy. Un bilancio dei primi cinque anni
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2001
pagine: 454
Scenari della città nel futuro prossimo venturo
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2000
pagine: 178
Introduzione all'antropologia storica
Pier Paolo Viazzo
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2000
pagine: 234
Pellegrinaggi e giubilei. I luoghi del culto
Maria Immacolata Macioti
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2000
pagine: 224
La foresta di alleanze. Popoli e riti in Africa equatoriale
Stefano Allovio
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 1999
pagine: 238
Santità femminile e disturbi mentali fra Medioevo ed età moderna
Mattia Zangari
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2022
pagine: 256
L’analisi del complesso rapporto fra santità femminile, isteria e altri disturbi mentali fra Medioevo ed età moderna: questo l’importante e affascinante oggetto di cui tratta questo libro. Si indaga se le estatiche, le visionarie e più in generale le mistiche – sante, beate o venerabili –, lungi dall’essere in preda a estasi e visioni, fossero in realtà affette da disturbi della personalità e del comportamento. Attraverso una rigorosa analisi delle fonti, l’autore osserva da vicino il comportamento delle donne mistiche con la lente del moderno codice medico e arriva a concludere che la loro condotta può essere spesso ricollegata a standard e profili patologici più o meno documentabili. Un complesso e articolato lavoro di ‘intersezione’ di fonti agio-biografiche (cronache monastiche, diari, relazioni inedite, resoconti nosografici dei medici coevi alle mistiche censite) e iconografiche (statuette e oggetti devozionali), documenti poco noti ma attendibili e assai convincenti.
L'epopea dei Ruffo di Sicilia
Maria Concetta Calabrese
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2014
pagine: 267
Antonio Ruffo, principe della Scaletta, collezionista nella Sicilia del Seicento, il più importante esponente del ramo isolano della sua casata, è uno straordinario personaggio in cui si coniugano prudenza in politica, abilità negli affari, notevole ricchezza, grande passione per l'arte, originalità di gusti e profondità d'interessi. Accanto a lui, il nipote Giacomo, visconte di Francavilla, allievo e sodale di Giovanni Alfonso Borelli e Marcello Malpighi, è un intellettuale e uno scienziato curioso di leggere, come lo zio, nel 'gran libro della Natura' ogni espressione di arte e di scienza. Grandi personaggi i Ruffo di Sicilia, uomini e donne. Questo libro racconta la loro storia che si dipana dalla Calabria alla Sicilia, da Messina a Madrid, a Malta e a tutto il Mediterraneo, teatro di traffici commerciali, di relazioni economiche, di scambi culturali e di opere d'arte. La vicenda dei Ruffo si inquadra in un percorso di studio dei casati nobiliari che, dal Piemonte alla Sicilia, è ormai considerato essenziale per interpretare i processi storici e i meccanismi delle società in cui agirono. Una parabola locale che si fa trama di una grande storia.
Pratiche sociali di città pubblica
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2013
pagine: 234
Una città, per mantenere il suo carattere pubblico, non può fare a meno di spazio collettivo dove sia possibile costruire forme di benessere comune e assicurare una buona qualità della vita. Osservare le pratiche sociali all'interno della città aiuta a capire non solo se e quanto il carattere pubblico sia stato conservato, ma anche quali livelli di qualità della vita possano essere assicurati ai cittadini. Sono presenti spazi dove è possibile maturare idee comuni che incidano sulle scelte politiche? Ci sono le condizioni per la conoscenza delle esigenze altrui che si collocano al di fuori dei cerchi amicali costruiti su affinità? E il pubblico o il privato il protagonista principale della progettazione e gestione degli spazi pubblici? Nel volume si cerca di rispondere a questi interrogativi attraverso i risultati sia di una ricerca svolta nelle città italiane grandi e medie (Matteo Colleoni e Camillo Tidore), sia dell'osservazione diretta svolta in sette tipologie di spazi urbani: il Parco del Valentino di Torino (Alfredo Mela), le stazioni Centrale e Lambrate di Milano (Francesco Memo, Flavio Pellegrinuzzi e Francesca Zajczyk), il Porto Antico di Genova (Antida Gazzola), la Sala Borsa di Bologna (Maurizio Bergamaschi e Marco Castrignanò), gli Intorni alla Fontana Maggiore di Perugia (Roberto Segatori), Piazza Umberto I di Bari (Luciana Bozzo), ) l'Aeroporto Costa Smeralda di Olbia (Antonietta Mazzette).
Fabbrica di carta. I libri che raccontano l'Italia industriale
Giorgio Bigatti, Giuseppe Lupo
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2013
pagine: 331
Da Lucio Mastronardi a Giovanni Giudici, da Ottiero Ottieri a Leonardo Sinisgalli, da Franco Fortini a Paolo Volponi e Nanni Balestrini, da Elio Vittorini a Luciano Bianciardi, da Carlo Emilio Gadda a Italo Calvino, Primo Levi e molti altri. E la letteratura industriale italiana del Novecento quella raccolta per la prima volta unitariamente in questa antologia, da quando il fenomeno acquista compattezza (anni Trenta) fino agli ultimi decenni, quando si sono registrati la fine del lavoro industriale e il modificarsi del concetto di fabbrica. Rispetto alla produzione narrativa e poetica dedicata all'industria, sono state selezionate opere e autori seguendo un percorso suddiviso in capitoli tematici organizzati temporalmente e incentrati sulle diverse figure coinvolte, dagli impiegati agli imprenditori, dagli operai agli intellettuali. Curata da Giorgio Bigatti e Giuseppe Lupo, studiosi di storia e di letteratura industriale, e introdotta da un saggio di Antonio Calabro, Fabbrica di carta testimonia quanto "l'identità italiana sia anche industriale. E il suo racconto, riscoperto, riletto, affidato a parole nuove, dice di noi, della nostra storia, della nostra complicata e contorta eppure buona umanità. Merita spazio. E sguardo lungo all'orizzonte". Prefazione di Alberto Meomartini.
I budget di salute e il welfare di comunità. Metodi e pratiche
Angelo Righetti
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2013
pagine: 172
"Tra i diritti umani da sostenere e promuovere, non in quanto meritati dalle persone ma costitutivi della persona stessa, ve ne è uno particolarmente disatteso, discriminato, stravolto o trasformato in un dovere appartenente al mondo dei poteri e non dei diritti naturali della persona: il diritto a occuparsi degli altri, con rispetto, benevolenza, tolleranza, senza finalità di potere o di lucro". Il welfare è un lusso che non possiamo più permetterci e che dobbiamo rapidamente ridimensionare se non smantellare: sembra essere questo il nuovo 'pensiero unico'. Al contrario, il welfare di comunità propone un ribaltamento prospettico: la persona da assistere cessa di essere 'centro di costo' e diventa soggetto economico attivo. Occorre ripartire dalla responsabilità collettiva, secondo un principio di cogestione pubblico/privato della presa in carico, e dalle capacità di risposta inesplorate e inutilizzate delle comunità locali.
«Magnus Siculus». La Sicilia tra impero e monarchia (1513-1578)
Lina Scalisi
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2013
pagine: 244
Come si conquista il potere in età moderna e, soprattutto, come si mantiene e rafforza? E ancora: è possibile considerare il ruolo costituente del potere seguendo l'ascesa di un lignaggio di rilievo, ma non tra i più importanti, della storia siciliana? La risposta è nella storia del casato degli Aragona Tagliavia il cui maggior rappresentante, Carlo, noto ai posteri con l'appellativo di "Magnus Siculus", fu il protagonista di una eccezionale avventura politica e umana, iniziata con l'impero e conclusasi con la monarchia dell'Europa spagnola. Una storia che può essere compresa solo guardando alle origini della sua famiglia, agli incontri che segnarono le prime esperienze di Carlo, al consolidarsi delle competenze, alle rivalità e alle protezioni. Una storia che nasce in una Sicilia europea perché posta in un Mediterraneo che non era, in pieno Cinquecento, un luogo di separazione ma di naturale collegamento con gli altri possedimenti della corona spagnola. Una storia che abbiamo dimenticato e che oggi serve a ricordare un passato che per ragioni diverse e complesse può aiutare il nostro futuro.

