Libri di Angela Ammirati
Cittadinanza opaca
Angela Ammirati, Elettra Deiana
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2019
pagine: 133
Il libro intende indagare il carattere opaco della cittadinanza femminile, inteso come persistenza di dispositivi socio-simbolici che riconducono costantemente la soggettività delle donne a funzione sociale. Questa dinamica proietta nel presente le sue ombre, producendo nuove forme di assoggettamento. L'opacità che ancora oggi circonda il lavoro di cura — non considerato lavoro, ma attività naturale delle donne, connessa alla maternità e al contesto familiare — è emblematica del funzionalismo del corpo delle donne. Le più svariate forme di disparità che le donne vivono non sono dovute all'incompiutezza delle leggi o ad un deficit dei diritti, bensì alla permanenza della divisione sessuale del lavoro e di una condizione strutturale dei rapporti di potere tra i sessi. Il volume si sviluppa lungo cinque nuclei argomentativi, volti a tracciare un bilancio sulla cittadinanza femminile: cittadinanza, lavoro, welfare, saperi, migrazione. In tali ambiti è possibile rinvenire una rinnovata forma dei processi di addomesticamento del femminile. Il filo conduttore di ogni capitolo è rappresentato dal lavoro. Inteso, nel senso più ampio, come riproduzione della vita (funzione sociale, cura, socializzazione) costituisce l'aspetto su cui si è più esercitato il disciplinamento del corpo femminile. Corpo naturalizzato, a servizio prima della modernizzazione capitalistica e poi sussunto nelle performance della nuova razionalità neoliberale.
Neouniversalismo. Le teorie di genere oltre l'uguaglianza e la differenza
Angela Ammirati
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2016
pagine: 216
Il volume ripercorre la rinascita dell'idea universalista all'interno del femminismo contemporaneo, rendendo conto dei tentativi d'integrazione, dell'uguaglianza con la differenza, intrapresi soprattutto da autrici anglosassoni. Tale ricomposizione mira a una nuova forma di universalismo, liberato dalle distorsioni androcentriche e omologanti che hanno annullato la soggettività femminile in nome di un falso concetto di universalità. È possibile un universalismo che non sterilizzi ogni differenza, un neouniversalismo "post-metafisico" e "post-illuminista"? Con tale interrogativo, gravido di conseguenze, non solo per la libertà delle donne, si cimentano, tra le altre, Nussbaum, Okin, Benbabib, Hampton, Tronto, ognuna apportando il proprio personale contributo alla fondazione di un nuovo umanesimo femminista, capace di conciliare il principio universale della "ragion illuminista" con l'etica della vulnerabilità e della situatezza dei corpi.