Libri di Caroline Patey
Gita al faro
Caroline Patey
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2016
pagine: 166
Gli anni passano, eppure il linguaggio e i romanzi di Virginia Woolf rimangono stranamente vicini a noi; o, meglio, vivono insieme a noi, come accade ai classici. Pronti a liberare nel tempo significati rimasti in ombra e a rivelare orizzonti testuali meno noti, nel segno di una potenzialità estetica ed espressiva che sembra non doversi esaurire. Nutrita da quasi novant'anni di storia, cultura e critica, la conversazione con "Gita al faro" non può che essere fittissima, percorsa da echi molteplici e fondanti per le esistenze di oggi. Certo, il romanzo è radicato negli anni Venti e segnato ancora per molti versi da meraviglie e incubi vittoriani e dalla più spensierata stagione edoardiana. Insegue tuttavia le turbolenze del ventesimo secolo, restituendo insieme il cupo rimbombo della guerra, i ritmi vivaci di battaglie più feconde come quelle combattute dalle donne e ancora i sommovimenti di una Gran Bretagna inquieta. Lungo le pagine, si dischiude così una modernità che oggi è ancora la nostra, mutevole, inedita e priva di certezze. La gita del titolo prelude quindi a escursioni letterarie e linguistiche la cui novità resta straordinariamente radicale. È per questa ragione che interloquire con Virginia Woolf si rivela un compito non semplice: la sua prosa senza paura e senza regole è tutt'altro che arrendevole e la luce del faro non consente di risolverne i tanti enigmi. Resistente al tempo e alle incessanti disamine, il romanzo non si lascia possedere.
Moving the borders. Papers from the Milan symposium, Varenna, September 1994
Libro
editore: Unicopli
anno edizione: 2006
pagine: 430
Londra. Henry James e la capitale del moderno
Caroline Patey
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2004
pagine: 178
Il paradosso si addice alla capitale della Gran Bretagna: si insinua tra la grandezza tramontante o tramontata della potenza mondiale e le miserie che essa nutre; costodisce le anime contrastate di una città, sterminata metropoli e borgo di provincia, rozza, talvolta volgare, eppure così spesso elegante e aggraziata, dove l'avventura della libertà creativa si scontra con i grigiori del perbenismo. In transito da un secolo all'altro, James è forse l'interprete ideale di questa storia/geografia, ne coglie le trasformazioni in atto e ne intuisce quelle future. Sospeso tra il vecchio e il nuovo continente, cattura meglio degli altri lo sguardo strabico di una Londra "europea" che si lascia al contempo lusingare dall'altra sponda dell'Atlantico.