Libri di E. Badellino (cur.)
Il processo di Franz Kafka
André Gide, Jean-Louis Barraut
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 99
Racconta André Gide che un giorno del maggio 1942, a Marsiglia, mentre stava per imbarcarsi per la Tunisia, ebbe un incontro con Jean-Louis Barrault, che gli propose di ridurre per le scene "Il Processo" di Kafka. Sul momento, Gide gli oppose una serie di obiezioni perché le difficoltà dell'impresa erano per lui insormontabili. Ma la proposta del grande attore-regista continuò a far presa su di lui se è vero che, tornato in patria nel 1945 decise di affrontare l'impresa con entusiasmo. Nasceva così uno spettacolo straordinario, che messo in scena il 10 ottobre 1947, non ha dominato soltanto quella stagione teatrale ma si è imposto come modello di reinterpretazione teatrale di un testo letterario della complessità e sottigliezza del capolavoro kafkiano.
Progetto di legge per vietare alle donne d'imparare a leggere
Sylvain Maréchal
Libro: Copertina morbida
editore: Archinto
anno edizione: 2007
pagine: 135
Persuaso di agire secondo i dettami della Ragione e nell'interesse della Società, Sylvain Maréchal, illuminista convinto, scrive nel 1801 un progetto di legge basato su una serie di serissime argomentazioni, peraltro di godibilissima lettura, inteso appunto a "vietare alle donne d'imparare a leggere". Sennonché la profonda e appassionata trattazione dell'autore si trasforma, ipso facto, in un esilarante e paradossale delirio. Muovendo dalla parola d'ordine "Periscano tutte le arti, piuttosto che il pudore!", tra le svariatissime cose che, secondo l'autore, "la Ragione non approva", vi è, per esempio, che le donne studino la chimica, e questo per l'evidente e comprovato motivo che "le cuoche che non sanno leggere sono quelle che fanno la zuppa migliore", così come "la Ragione vuole" che le donne "contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento".
Lettere pantagrueliche
François Rabelais
Libro: Copertina morbida
editore: Archinto
anno edizione: 2007
pagine: 69
"La scienza senza coscienza è la rovina dell'anima." Non sono le parole di un moderno fisico nucleare, bensì di un monaco francese vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo, François Rabelais, autore di uno fra i più straordinari capolavori della letteratura di tutti i tempi, "Gargantua e Pantagruele". Di quest'opera monumentale, il presente volume offre un raffinatissimo estratto. Si tratta della raccolta completa delle lettere che gli ormai leggendari Grangola, Gargantua e Pantagruele si scambiano trattando gli argomenti più disparati, ma che oggi assumono tratti anticipatori di eccezionale modernità: la follia della guerra; l'uomo artefice del proprio destino nel mondo, animato "senza rimorsi" dal "desiderio di mirare più in alto"; la centralità della cultura e del sapere per la costruzione di una personalità futura. In appendice, uno Studio su Rabelais scritto nel 1838-39 da un giovanissimo Flaubert, che già individua nella "satira mordace e universale" del curato di Meudon il libro "più terribile e sublime che sia mai stato scritto".
Sepolto vivo! Quindici racconti dalle tenebre
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1999
pagine: 268
Prima c'è stata Antigone. Poi Tisbe, e la Giulietta shakespeariana. I sepolti vivi. I morti apparenti, quelli di cui i vivi non si accorgono, quelli che i vivi scambiano per morti veri. Farne parte, incorrere in questo clamoroso errore di giudizio è uno dei peggiori incubi umani. E' anche uno dei temi letterari più affascinanti, dalla mitologia in poi. Perché, al di là dell'orrore che ispira, una simile condizione si presta a mille significati: dall'indagine psicologica di chi la subisce alla tradizione vampiresca, dalla tumulazione come condanna per crimini alla carica metaforica della morte apparente. Fra i tanti racconti esistenti su questo tema, l'antologia ne raccoglie 15, scritti da alcuni fra i maggiori autori degli ultimi 200 anni.

