Libri di E. De Conciliis
Il gioco. Sguardi sul multiverso ludico
Libro
editore: Kaiak
anno edizione: 2022
pagine: 216
Non è esagerato affermare che il tema del gioco abbia filosoficamente pervaso, se non impregnato il Novecento, assurgendo a concetto o metafora capace di svelare il senso (o il non-senso) della vita, ma anche a sistema di regole in grado di strutturarne il caos. Questo volume intende però segnalare l'impossibilità di rispondere in maniera univoca alla domanda classica della filosofia: ti estì? cos'è il gioco?, ponendo la questione in maniera prismatica, caleidoscopica, plurale: i giochi e dunque gli sguardi, le molteplici visioni teoretiche, letterarie, psicoanalitiche, sociologiche ed etologiche dell'attività ludica, che, praticata in gruppo o in solitudine dai membri della nostra (e di molte altre) specie lungo l'intera esistenza, a differenti gradi di complessità e di significato, costituisce un vero e proprio multiverso di cui si fa fatica a tracciare i confini e ad esaurire le forme. Il carattere storico-metamorfico del gioco sollecita inoltre la domanda relativa al presente, che attraversa alcuni dei testi qui raccolti: quali sono i giochi (non solo filosofici) del XXI secolo? Se il multiverso ludico sembra essersi ormai trasferito nel web, al pensiero spetta il compito di riflettere su una nuova indistinzione tra serietà e divertimento, o meglio tra finzione e realtà.
Sottosuoli. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2016
pagine: 278
Ormai più di 150 anni fa, le Memorie del sottosuolo hanno segnato l'ingresso del risentimento sulla scena del pensiero europeo: un oggetto filosofico 'basso', abietto, con cui Dostoevskij ha rielaborato in modo geniale l'antica metafora infera della psiche, cristallizzando in incubo il magma dell'interiorità soggettiva e facendovi affondare il tipo umano 'reattivo' di cui Nietzsche avrebbe tratteggiato l'affermazione nella genealogia dell'Occidente. E oggi? qual è il sottosuolo reale e ideale dei nostri modi di essere soggetti contemporanei? Come si presenta e/o si districa, in un'epoca problematicamente post-freudiana, l'intreccio non solo metaforico tra il sottosuolo dell'anima e quello materiale, tra il sottosuolo come spazio e il sottosuolo come tempo? E soprattutto, quali sono gli effetti estetici e politici delle nuove forme del risentimento? Questo libro s'interroga sulle trasformazioni della (in)coscienza del risentimento nelle democrazie moderne nelle quali, al di là del tocquevilliano amore per l'uguaglianza, il sottosuolo è divenuto il luogo del rancore sociale e la passione del confronto regna sovrana - ma anche sulla storia del concetto di sottosuolo e sulle sue più inquietanti implicazioni, sulla sua metafora gravida di potenza espressiva, capace di indicare le stratificazioni nascoste delle superfici più disparate: da quella giuridica a quella religiosa, da quella psicopatologica a quella letteraria, da quella cinematografica a quella informatico-digitale.
La tromba dell'ultimo giudizio contro Hegel ateo ed anticristo. Un ultimatum
Bruno Bauer
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Immanenza
anno edizione: 2014
pagine: 158
"(...) se la fedele osservanza del principio hegeliano vale come un titolo di merito, in base al quale viene garantita l'ammissione agli uffici pubblici, allora tutti i giovani hegeliani dovrebbero essere, di colpo, insigniti di cariche e onori, mentre i vecchi hegeliani dovrebbero immediatamente perdere i loro uffici ed essere cacciati dalle cattedre. Ma sono questi ultimi ad essersi piuttosto allontanati da Hegel, forse solo ufficialmente e in apparenza, per operare di nascosto con tanta maggior sicurezza, per il sistema infernale - la macchina infernale che deve far saltare in aria lo Stato cristiano. I giovani hegeliani, al contrario, sono i veri, autentici hegeliani. In quale pericolo versano dunque i governi, se si dovesse sostenere ancora a lungo l'ipocrita equivoco, che i vecchi hegeliani hanno saputo così ben produrre! Allora fuori la verità! Fuori il nocciolo del sistema! Ma anche voi, vecchi hegeliani cacciate fuori la voce!"
Leggere il presente. Che cosa c'è di nuovo?
Libro: Copertina morbida
editore: Asterios
anno edizione: 2013
pagine: 208
Dopo Foucault. Genealogie del postmoderno. Atti del Convegno (Napoli, 15-16 febbraio 2007)
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2007
pagine: 338
Il persistente interesse per l'opera di Michel Foucault sembra essere il sintomo di una profonda corrispondenza tra la genealogia foucaultiana dell'Occidente e le attuali, violente metamorfosi imposte a quest'ultimo dalia mondializzazione. La modernità ha realizzato, sia sui piano individuale (etico e speculativo) che su quello collettivo (sociale e politico), un gigantesco processo di soggettivazione/assoggettamento dell'umano, del quale Foucault ha tracciato la mappatura genealogica scavando nel premoderno. Oggi, nella misura in cui la postmodernità (con i suoi nuovi poteri-saperi) sembra realizzare un'inquietante, regressiva de-soggettivazione dell'Occidente, il lavoro di scavo lasciatoci da Foucault tende a funzionare come un grimaldello: da un lato esso aiuta a comprendere ed interrogare i sensi e gli effetti (anche estetici) della globalizzazione; dall'altro può rovesciare l'epocale perdita d'identità soggettiva occidentale in occasione di "resistenza". Questa potenzialità spiega il significativo allargamento del dibattito su Foucault oltre i limiti specialistici dei foucaultismo, e l'esigenza di esplorare nuovi percorsi archeo-genealogici in grado di catturare il legame tra Foucault e ciò che è apparso "dopo" di lui: il nostro paesaggio enigmaticamente post-umano.
Clavis fichtiana seu leibgeberiana
Jean Paul
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2003
pagine: 141
Nel dicembre 1799, Jean Paul stese un breve scritto contro Fichte, la "Clavis fichtiana seu leibgeberiana": concepita come appendice comica al "Titan", questa fantasiosa satira della "Dottrina della Scienza" venne pubblicata indipendentemente dal romanzo, inserendosi così nella polemica sull'ateismo che stava travolgendo Fichte. La Clavis è un vero e proprio ibrido filosofico-letterario, traboccante di riferimenti alle vicende contemporanee, ma anche di un gusto per l'enciclopedismo e i virtuosismi filologici. Spesso confinata nel novero degli scritti occasionali, l'opera costituisce in realtà un monito nei confronti di ogni possibile degenerazione solipsistica dell'idealismo.