Libri di Enzo Restagno
Bela Bartok. Il maestro dei maestri
Enzo Restagno
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 368
In vita Béla Bartók ha conosciuto stima e incomprensioni, accoglienza e rifiuti, benessere e povertà
La musica cinese. Le tradizioni e il linguaggio contemporaneo
François Picard, Enzo Restagno
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1998
pagine: 224
La musica cinese è sorprendentemente vicina al nostro mondo musicale, eppure si è sottratta a lungo alla comprensione dell'Occidente, eccezion fatta per gli studi specialistici di pochi sinologi o per orecchiabili suggestioni dal facile esotismo. François Picard, tra i più profondi conoscitori della musica e della cultura cinesi, guida ideale per avvicinarci a questo mondo complesso, variegato e affascinante, presenta qui i generi, la storia, la teoria e gli strumenti con precisione di filologo e con entusiasmo appassionato. Non meno suggestive le interviste di Enzo Restagno con i giovani musicisti cinesi precedute da un ampio saggio che introduce il tema del rapporto tra tradizione e contemporaneità così come è vissuto da una generazione che ha attraversato la dura esperienza della Rivoluzione culturale, e che ha profittato dell'attuale graduale apertura della Cina al mondo esterno per manifestare un desiderio straordinariamente vitale di conoscere e di farsi conoscere.
Reich. Con un saggio: La svolta americana
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1996
pagine: 320
Lo sviluppo spiraliforme dell'evoluzione creativa di Steve Reich, i suoi ritorni ciclici a temi ed elementi costruttivi di riferimento che sanno continuamente rinnovarsi nell'uso di mezzi espressivi sempre nuovi, l'origine minimalista ormai lontana che però si riconosce nella chiarezza metodologica che sostiene la sua opera, tutto viene alla luce nelle conversazioni tra Enzo Restagno e il compositore americano e nella più completa raccolta dei suoi scritti mai apparsa. Il saggio introduttivo del curatore indaga alle radici di quel grande movimento artistico e intellettuale di avanguardia americano degli ultimi cinquant'anni che ha permesso lo sviluppo di una intensa vita musicale, intrecciando poi fertili e suggestivi legami con la realtà del vecchio continente. Con un saggio di Enzo Restagno su "La svolta americana".
Schnittke. Con un saggio: Urss/Russia: 40 anni di musica dalla morte di Stalin a oggi
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1996
pagine: 264
Con un saggio di Enzo Restagno su "URSS/Russia: 40 anni di musica dalla morte di Stalin a oggi" Autore "di successo" (come testimonia ampiamente la sua vasta discografia), Alfred Schnittke rappresenta un caso un po' a parte nel panorama della musica contemporanea. Le radici profonde di questo successo sono qui analizzate sia nella ricostruzione che l'autore fa della propria vicenda umana nelle conversazioni con Enzo Restagno ed Elizabeth Wilson, sia nella monografia di Aleksandr Ivaskin che, valido interprete oltre che attento studioso della musica di Schnittke, ci conduce lungo il percorso creativo del musicista attraverso un'accurata analisi dei suoi lavori. Un ampio saggio introduttivo di Enzo Restagno ci dà poi un quadro dell'ambiente musicale russo/sovietico dalla morte di Stalin a oggi, anticipando i tratti essenziali di un'analisi cui andrà sicuramente l'attenzione di molti studiosi nei prossimi anni.
Gubajdulina
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1996
pagine: 312
"La storia musicale dell'Unione Sovietica è stata negli ultimi decenni abbastanza diversa dalla nostra. Talvolta l'abbiamo considerata, non senza un po' di snobismo, arretrata e oppressa, ma è sicuro che le energie spirituali di quel popolo sono restate forti e intatte. Il contatto con la tradizione non è mai stato messo radicalmente in discussione; è stato anzi, in alcuni casi - i migliori -, approfondito e difeso contro le insidie banalizzanti e livellatrici dell'arte di regime. In questo senso l'opera di Sofija Gubajdulina si offre come un raro esempio di conciliazione tra le istanze del passato e quelle dell'avvenire". Dalla lunga conversazione tra Enzo Restagno e la compositrice russa è nata un'intervista-biografia che rappresenta anche un fondamentale documento sulle più recenti vicende musicali sovietiche e sugli eventi politici e sociali che hanno interessato, e tuttora travagliano, questa nazione. Il volume entra poi nel vivo della musica di Gubajdulina con un saggio di Valentina Cholopova - oggi considerata tra i nomi più importanti della musicologia russa - che analizza, per la prima volta in modo completo, la formazione e l'intera opera della compositrice. Un'appendice raccoglie infine catalogo, discografia e bibliografia.
Nono
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1996
pagine: 336
Apre il volume un'ampia "intervista autobiografica" con la quale, restaurando l'antica pratica del dialogo, Enzo Restagno ha indotto Luigi Nono a rievocare le antiche esperienze dell'uomo e del musicista, tessendo una trama nella quale le riflessioni si intrecciano alle memorie. Gli eventi musicali ritrovano così tutta la linfa esistenziale che li fece nascere e vengono incontro al lettore con rara fragranza. Nella seconda parte, dedicata alle opere, alcuni tra i più autorevoli studiosi di musica contemporanea, e di Luigi Nono in particolare, tracciano un profilo critico del compositore analizzando i vari aspetti della sua produzione. Corredano il testo una scelta di scritti di Nono, già apparsi in riviste e pubblicazioni varie italiane ed estere, ma che non avevano fin qui avuto diffusione libraria in Italia, e una sezione dedicata alle "Testimonianze" di importanti esponenti della cultura internazionale, chiamati a dare un loro personale ritratto del compositore. Una di queste testimonianze, in particolare, è costituita, anziché da uno scritto, da un disegno che Emilio Vedova ha realizzato come omaggio a Nono, in esclusiva per questo volume. Un'ampia e aggiornata appendice raccoglie infine, il catalogo completo delle opere, la bibliografia e la discografia.
Andriessen
Libro
editore: EDT
anno edizione: 1996
pagine: 224
"Rifiuto la teoria della continuità del mio lavoro. Mi servo di quel che trovo intorno a me, a seconda dell'occasione, e si tratta sempre di qualcosa di diverso". Affermazione, questa di Andriessen, sufficiente a sintetizzare la filosofia dell'uomo e dell'artista. Dal dopoguerra a oggi, forte di una formazione classica e di una morale "artigiana" della composizione, toccando serialità e minimalismo, accompagnata da amori neoclassici mai rinnegati e da una viva curiosità per qualunque "inquinamento sonoro" contemporaneo, la vicenda creativa di un compositore così olandese eppure così cosmopolita da diventare un riferimento per i musicisti e per il pubblico.
Gerard Richter. City life. Ediz. italiana e inglese
Bruno Corà, Enzo Restagno, Giuliano Gori
Libro
editore: Gli Ori
anno edizione: 2002
pagine: 168
Claude Debussy. Ovunque lontano dal mondo
Enzo Restagno
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 624
Affascinante ossimoro artistico dell’Ottocento, la vita e la musica di Claude Debussy sono sinonimo di anticonvenzionalità e innovazione. Dietro gli occhi penetranti e la fronte pronunciata, il genio cercava soluzioni fantasiose, dagli esercizi suonati con trasporto alle stravaganze armoniche che portavano all’esasperazione i docenti del Conservatorio di Parigi. Lo stile che, secondo loro, sarebbe dovuto essere sûr, correct, élégant et coloré tra le sue mani diventava eccentrica finezza, scarto inatteso e atto di cesura di un secolo. Profondo conoscitore delle partiture di Debussy e grande lettore della sua corrispondenza, Enzo Restagno scrive una biografia del compositore dal ritmo andante e romanzesco, che ci parla di genitori, amici e amori, di riconoscimenti e incomprensioni, di difficoltà economiche e avidità di conoscenza. Ma soprattutto di quegli incredibili grappoli di note che furono le opere di Debussy, della sua capacità di ascoltare «la Natura e l’Immaginazione» e di farle confluire nella sua musica. La penna affabulatrice di Restagno allarga i nostri orizzonti mentre ascoltiamo le Images e i Préludes o mentre assistiamo al Prélude à l’après-midi d’un faune e a Pelléas et Mélisande. Ci racconta passo passo le vicende che hanno portato alla loro nascita e costruzione, ne legge le sfumature, rivela quale spaccatura abbiano generato con il passato e quale progresso abbiano offerto al futuro.
Ravel e l'anima delle cose
Enzo Restagno
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2009
pagine: 675
È la fine del 1937 quando, al termine della rappresentazione di Daphnis et Chloé, Maurice Ravel singhiozza: «Ho ancora tanta di quella musica in testa, non ho ancora detto nulla, ho ancora così tanto da dire». Ravel non è più quello di un tempo, non è più in grado di esprimere tutto quello che dentro di lui chiede a gran voce di prendere forma. Mancano pochi giorni, poi la morte porrà fine alla disperazione. Freddo cultore della perfezione secondo i detrattori, compositore di magnifica invenzione musicale per gli estimatori, Ravel aveva trionfato sulle scene Francesi e d'oltreoceano. La gentilezza e il portamento avevano fatto di lui un perfetto dandy, il nitore della sua opera aveva allontanato dalla sua figura ogni sospetto di fatica creativa e complessità interiore. Eppure Maurice Ravel nascondeva in sé, e tuttora nasconde, qualità che solo la musica riesce a svelare. Affasscinato da quell'umanissimo processo di trasmissione grazie al quale il tatto, la vista e l'uso quotidiano infondono un'anima alle cose, Ravel aveva popolalo la sua musica di oggetti cui aveva dato voce. I meccanismi che si muovono nella bottega dell'orologiaio Torquemada nell'"Heure espagnole"e i mobili che arredano la casa in cui si svolge la vicenda dell'"Enfant et les sortilèges" sono parte di questo processo, che si spinge verso un orizzonte che solo un poeta come Proust è stato in grado di indagare con pari profondità. È questo orizzonte, questo Ravel, che Enzo Restagno cerca.
Schönberg e Stravinsky. Storia di un'amicizia mancata
Enzo Restagno
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2014
pagine: 451
Nella loro vita non breve Schönberg e Stravinsky si incontrarono una sola volta, nel 1912, alla Krolloper di Berlino: fu uno scambio cordiale e pieno di stima, perché da una parte c'era "Petruska" e dall'altra il "Pierrot lunaire", che qualche giorno dopo Igor avrebbe ascoltato alla Choralion Saal. Passarono gli anni e i due divennero, sia pure con caratteristiche diverse, celebrità, ma non si incontrarono mai più. Si sfiorarono spesso, si intravidero da lontano, ma i contatti si ridussero a qualche dichiarazione un po' maliziosa, amplificata dai giornali e trasformata in opposizione radicale da seguaci ed esegeti. Oggi la storia di questi due geniali musicisti, che in fondo si sono sempre apprezzati, merita di essere raccontata in maniera più oggettiva. Le loro vicende si svolsero prima a Vienna, San Pietroburgo, Berlino, Parigi, poi a New York, Los Angeles, nel mondo intero. Su questi scenari antichi e moderni risuonano, come voci di un coro, le testimonianze di Richard Strauss, Busoni, Hofmannsthal, Kandinskij, Zweig, Rilke, Werfel, Thomas Mann, Rimskij-Korsakov, Diaghilev, Debussy, Picasso, Gide, Valéry, Auden... Musica, pittura, architettura, poesia e meditazioni religiose si propagano fra queste pagine come echi profondi degli scenari dell'esilio, dell'impatto con nuove realtà sociali, delle persecuzioni razziali, della guerra.
La testa scambiata. Apollinaire fra Picasso e Dora Maar
Enzo Restagno
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2017
pagine: 156
Il 5 giugno 1959, a Parigi, una piccola folla si raduna nel giardino accanto all'abbazia di Saint-Germain-des-Prés. Fra i presenti, Jean Cocteau: eccolo declamare versi in attesa dell'evento che tutti aspettano con trepidazione: oggi si inaugura il monumento che Pablo Picasso ha realizzato in onore di Guillaume Apollinare. All'appello, però, manca proprio Picasso, e con lui Dora Maar. Sono loro i protagonisti di questa storia. Dal 1918, anno in cui il suo fraterno amico Apollinare era morto, portato via dalla spagnola, l'astro di Picasso aveva iniziato a brillare di luce accecante: non c'era artista più acclamato di lui, in Europa e nel mondo. In quei quarant'anni aveva cambiato stili, case, amici, donne, ma il suo carattere era rimasto lo stesso: irriverente, sulfureo. E così la folla riunita a Saint-Germain, in quel pomeriggio di giugno, si trova davanti una testa in bronzo: bella, bellissima - come avrebbe potuto non esserlo? - e inequivocabilmente femminile. Eppure nessuno ebbe niente da ridire, e meno di tutti Dora Maar, che di quella testa fu la modella. Dora: la fotografa, l'amica dei surrealisti, la musa di Guernica che la brutalità di Picasso aveva trasformato nella "Femme qui pleure", soggetto straziato della sua produzione a cavallo fra gli anni trenta e quaranta. "La testa scambiata" è la storia delle vicende che legarono questi artisti, amici, amanti; una storia in cui il più potente motore delle sorti umane, l'amore, è declinato in tutte le sue forme, dalle più lievi alle più torbide. Ma" La testa scambiata "è anche la storia dell'arte del Novecento vista attraverso la lente di chi quella storia l'ha tessuta: a raccontarcela è Enzo Restagno, profondo conoscitore degli intrecci infiniti e inestricabili che congiungono vita e arte. Girovagando per la Parigi che vide il genio di Picasso all'opera, osservando con acutezza le sue sculture e i suoi dipinti, Restagno racconta una fiaba moderna, che della fiaba ha i toni drammatici, il valore paradigmatico, ma non il lieto fine.

