Libri di Fabrizio Thellung de Courtelary
Rinnegati dalla Repubblica. Intervista postuma a un reduce di due guerre mondiali
Fabrizio Thellung de Courtelary
Libro: Libro in brossura
editore: Santelli
anno edizione: 2024
pagine: 159
Caporetto, Vittorio Veneto, i fanti contadini, l'8 settembre '43, la Resistenza, il Dopoguerra: la storiografia largamente egemone ce li ha presentati in modo inoppugnabile? Il testo, in parte saggio critico e in parte biografia, risponde al quesito attraverso il percorso compiuto dal padre dell'autore, combattente in entrambi i conflitti mondiali, la cui storia viene ricostruita utilizzando la documentazione sopravvissuta al tempo: le note matricolari rilasciate dall'Esercito Italiano, un taccuino del 1942, lettere, ricordi familiari… Dialogando con il padre, l'autore dà così nuova vita a una generazione che è stata per decenni rimossa dalla storiografia ufficiale, soffermandosi in particolare sulle due Guerre Mondiali, sulla Resistenza e sul Trattato di pace del 1947, non mancando di scontrarsi con la storiografia dominante dei primi decenni dell'Italia repubblicana.
Tutti i cani della mia vita
Fabrizio Thellung de Courtelary
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2017
pagine: 120
"L'amore per un cane" scriveva Seneca "dona grande forza all'uomo". Ed è proprio vero. Ogni forma di amore è energia pura, che trasmette gioia per la vita, serenità e speranza. E una delle forme di affetto più grandi che ci sono è anche quella che lega un cane all'uomo. Un cane ti ama più di quanto ami se stesso. È un amore incondizionato, senza secondi fini, è un'emozione che lo lega a noi per tutta la vita. Fabrizio Thellung ha sempre avuto un amico a quattro zampe e in queste pagine ci racconta con emozione, affetto e gratitudine i ricordi che fin da bambino lo hanno legato ai suoi inseparabili amici, compagni di avventure e con i quali ha condiviso alcuni episodi significativi della sua vita. Sono pagine di amore e amicizia, in cui potremo conoscere anche noi i bellissimi occhi espressivi di Gil, un cane meticcio con il mantello color biondo-castano, la tristezza per la scomparsa di Baby, forse rubata perché esemplare di pura razza.
Villa Mameli al tempo delle mosche bianche
Fabrizio Thellung de Courtelary
Libro: Copertina morbida
editore: Europa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 155
"L'Italia per la quale combatteva il mio avo Goffredo e tanti altri con lui, non era certo questa, anche se i primi elementi della futura corruzione si intravedevano già all'indomani della costituzione del Regno. È vero che ogni epoca è stata detestata dai contemporanei più attenti, ma oggi mi pare che ogni limite sia stato superato. Non è retorica, ma rabbia vera; non riesco a comprendere come gli Italiani non beneficiati dagli sprechi della politica non impugnino le armi per farla finita con questo regime". Genova, anni Settanta. Giorgio è poco più che maggiorenne e vive i tumultuosi scontri di classe da una prospettiva assai singolare: attratto sin da bambino "dalla vitalità vera e chiassosa" del proletariato, è tra gli ultimi eredi del Mameli; come conteso da due forze solo apparentemente contrastanti, matura le proprie amare convinzioni su una nazione potenzialmente grande ma soffocata dai giochi di potere delle alte sfere politiche. Le mosche bianche, che colpiscono e distruggono le piante da frutto e riducono in macerie i campi che sono il simbolo di questo degrado. Avvolto in un'aura di melanconia, il romanzo commuove e indigna, denunciando il decadimento del Bel Paese. Ma è un assolo che riecheggia da lontano, che si propaga dalle stanze di Villa Mameli e invita il lettore a un approfondimento storico e alla ricerca interiore.
La caduta di villa Mameli
Fabrizio Thellung de Courtelary
Libro: Copertina morbida
editore: Leone
anno edizione: 2016
pagine: 183
Giorgio Mameli, ultimo discendente di Goffredo, eroe del Risorgimento e autore dell'omonimo Inno, ripercorre alcune fasi della sua vita, che sempre ha avuto un luogo di riferimento: Villa Mameli. Gli anni felici dell'infanzia, quando Giorgio vi trascorreva le vacanze estive, il '68 e gli anni del terrorismo, quando la Villa diventa luogo di meditazione, e infine gli anni del declino e declassamento sociale della sua famiglia, che inevitabilmente pesano sulla storica residenza.