Libri di Felice Ianniciello
Un eroico scugnizzo
Felice Ianniciello
Libro: Libro in brossura
editore: Graus Edizioni
anno edizione: 2023
pagine: 154
Se dessimo fiducia e lavoro al popolo, si comporterebbe da “fuorilegge”? Disoccupazione, fame e delinquenza sono problemi che da sempre attanagliano il popolo meridionale. Ma i “guagliuni”, gli “scugnizzi”, la gente onesta subisce e al contempo affronta con le poche, ma decisive, armi a sua disposizione: bontà d’animo, senso di giustizia e sete di libertà. Sono queste che rendono Bianchino l’eroe di se stesso, capace di trovare un posto nel mondo, in una società malsana della quale rinnega soprusi e violenze.
Helvia et Aulus pompeiani pueri
Felice Ianniciello
Libro
editore: Aletti editore
anno edizione: 2016
pagine: 332
L'eruzione catastrofica del Vesuvio del 79 coprì con 6/7 metri di cenere e lapilli la città di Pompei e con materiale piroplastico ErcoIano (v. nota n° 32). Pari sorte subirono le citta di Stabia, Oplonti, Boscoreale. Per molti secoli si perdette la cognizione della loro esistenza. Solo tra il 1594 e i 1600 si cominciarono ad avere degli indizi dell'esistenza dei resti sotterrati. A partire dal 1748, per il fervore mostrato dall'allora Re delle Due Sicilie, Carlo di Borbone, ebbe inizio l'esplorazione sistematica dei siti. Nel 1763 la scoperta di un'iscrizione di Svedio Clemente fece identificare la citta di Pompei. Nei primi anni del 1800 si effettuarono altri scavi. Nel 1860, ad opera di Giuseppe Fiorelli iniziò lo scavo sistematico della città. Nel 1911 fu scavata la via dell'Abbondanza. Sempre agli inizi del 1900, un impulso notevole alle ricerche e agli scavi fu offerto dal prof. Amedeo Maiuri (v. nota n. 92). Pompei era una città molto fiorente per arti, mestieri, commercio. In essa operavano diverse categorie associate: i caeparii (orticultori), i pomarii (fruttivendoli), i gallinarii (pollivendoli), i piscicapi (pescatori e pescivendoli), i saccarii (facchini), i pistores (fornai), i fullones (tintori). La tintoria più importante fu quella degli Eumachii. I resti della città di Pompei che oggi si possono ammirare sono estesi solo su ettari 44; altri sono rimasti sottoterra e sono pari ed ettari 22.

