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Libri di Franco Cristelli

La Madonna del Conforto. Storia, documenti, fede

La Madonna del Conforto. Storia, documenti, fede

Franco Cristelli

Libro: Libro in brossura

editore: EDIFIR

anno edizione: 2023

pagine: 158

«La storia sociale, economica e politica aretina degli anni leopoldini e francesi gode di una vasta bibliografia, così come sono studiati i vescovi Marcacci e Albergotti nei loro rapporti col potere centrale e nella loro attività riformatrice e restauratrice. Viceversa, il tema della Madonna del Conforto, se è affrontato, lo è solo marginalmente benché rivesta una grande rilevanza per il suo forte e perdurante significato intorno al quale si coagularono da subito imponenti manifestazioni della religiosità popolare. Al fine di ordinare in un quadro esauriente ed accessibile i principali documenti sull'argomento, le pagine di questo lavoro, mentre propongono una sintesi storica, raccolgono numerose carte tratte da fondamentali scritture, in buona parte inedite o sparse in pubblicazioni rare, di non facile consultazione e poco conosciute; ne risulta come il prevalente tema religioso si intersechi coi fatti storici e politici di anni a tratti esaltanti, talvolta difficili e travagliati della storia aretina. Ulteriori studî sul molto materiale di archivi e biblioteche ancora non del tutto esplorato potranno aprire altri piani d'indagine.» (Franco Cristelli)
20,00

Ricerche sul pensiero politico di Giovanni Rosini (1776-1855)
5,16

Capitanato e diocesi di Arezzo

Capitanato e diocesi di Arezzo

Franco Cristelli

Libro: Copertina morbida

editore: Edimond

anno edizione: 2009

pagine: 104

16,00

All'ombra di tre monumenti. Lotte politiche ad Anghiari e ad Arezzo 1878-1915. Biblioteca del Centro Studi «Mario Pancrazi»

All'ombra di tre monumenti. Lotte politiche ad Anghiari e ad Arezzo 1878-1915. Biblioteca del Centro Studi «Mario Pancrazi»

Franco Cristelli

Libro: Libro in brossura

editore: Nuova Prhomos

anno edizione: 2020

pagine: 186

In questo volume si parla delle vicende politiche d'Arezzo e Anghiari, con particolare attenzione a come furono vissute negli spazi dei raduni della gente della "democrazia radicale" e dai suoi più diretti interlocutori e avversari. Per meglio inquadrare oltre trentacinque anni di storia non possono mancare necessarie divagazioni sui grandi e vari accadimenti, ricondotti comunque al tema oggetto di questo studio. Tra il 1878 ed il 1915 la generazione protagonista del Risorgimento si avviava a scomparire ed accanto ai superstiti coi loro epigoni apparvero e si affermarono anche nell'Aretino nuove forze politiche, specchio locale della profonda trasformazione in atto di tutta la realtà economica e sociale italiana. Si tratta degli anni in cui la destra storica aveva ceduto il passo alla sinistra storica, quelli in cui ad Arezzo il tenore di vita cominciò a migliorare dopo la grave crisi attraversata dal momento dell'unificazione e mentre la base elettorale andava progressivamente allargandosi fino ad arrivare al generalizzato suffragio universale maschile del 1913. Le vicende di Arezzo e Anghiari permettono di cogliere lo spirito fervoroso e irrequieto proprio di quei decenni; esse furono il compiuto riflesso di quanto avveniva in Italia e, come dovunque, ebbero nel contempo caratteristiche specifiche e distintive, meritevoli d'essere conosciute. Questo lavoro fa perno sulla figura del vecchio patriota radicale Giovanni Severi, personalità di spicco nelle vicende cittadine e attivo anche ad Anghiari. I tre monumenti di cui si parla, all'ombra dei quali si svolsero molte significative manifestazioni popolari politiche e rievocative, sono quello di Arezzo e i due di Anghiari. Il primo fu innalzato nel 1880 per eternare la memoria dei caduti aretini nelle patrie battaglie risorgimentali, gli altri furono eretti in onore di Garibaldi: l'uno, realizzato nel 1883 quando forte era lo scontro dell'estrema radical - repubblicana con il potere centrale, fu sostituito dal secondo nel 1913 mentre si cercava d'inserire la figura dell'Eroe nella memoria nazionale condivisa. I capitoli conclusivi affrontano il tema dell'interventismo aretino su cui Giovanni Severi, garibaldino e massone, non poté esprimersi perché morì dopo alcuni mesi di malattia prima che l'Italia scendesse in campo ma, in certo qual modo, ne interpretano il pensiero, poiché il partito e il mondo al quale era appartenuto ritrovò unità d'intenti proprio nella scelta interventista, operata in unione con gli irredentisti e con chi la reputava necessaria per completare il Risorgimento senza calcare troppo sul "sacro egoismo" necessario per creare la "grande Italia" di cui parlavano molti, per esempio i nazionalisti. Col passare degli anni e con l'avanzare di nuovi partiti furono utilizzati anche spazi extra urbani per altre adunate di popolo di cui pure si parla, ma i tre monumenti continuano a rappresentare altrettanti momenti forti d'una precisa stagione storica e ne sono l'emblema, tanto che da quello di Arezzo mossero nel 1915 i soldati che partirono per il fronte.
18,00

Cultura e committenze artistiche ad Arezzo dal tardo Barocco alle massime espressioni del Rococò. Atti del convegno Arezzo, 22 settembre 2022

Libro: Libro in brossura

editore: EDIFIR

anno edizione: 2023

pagine: 192

«Questo volume, che raccoglie gli Atti del convegno tenuto nel settembre 2022, ha una particolare rilevanza per vari motivi. Anzitutto, perché costituisce l'atteso e beneaugurante risultato del primo incontro di questa natura organizzato dall'Accademia Petrarca dopo la lunga parentesi imposta dalla pandemia; in secondo luogo, poiché rappresenta, come ben sottolineato nell'Introduzione, la ripresa dell'attenzione, peraltro mai davvero interrotta, nei confronti di una tematica dal forte contenuto innovativo e oggetto di rinnovato interesse quale l'analisi della vita culturale aretina, intesa nelle sue varie espressioni, tra XVII e XVIII secolo, che non risulta irrimediabilmente piatta e decadente come appare nella maggior parte degli studi ad essa dedicati in tempi recenti; infine, perché costituisce un importante e qualificato apporto alle attività accademiche attinenti alla Classe di Arti.» (dalla Premessa di Giulio Firpo)
22,00

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