Libri di François Delolme
Il principe schiavo e donna Giulia principessa rapita. Storie vere di Jean de Prèchac
Virgilio Iandiorio, François Delolme
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2023
pagine: 142
"Il giovane Principe di Salerno era ben fatto, aveva molto spirito, conosceva molte lingue, in particolare la Tedesca e la Turca, e riusciva meravigliosamente in tutti gli esercizi atletici. Il Viceré ci prendeva tanto piacere, che quasi non passava giorno che non andasse a vederlo andare a cavallo, e in seguito fu così soddisfatto delle sue buone qualità, che prese la decisione di dargli in sposa Donna Catalina di Haro sua figlia unica, che era un partito dei più ricchi d'Europa, e che già molti principi avevano chiesto in sposa. Nello stesso tempo egli si risolse di dare in moglie la Principessa Giulia a Don Luigi di Guzman6 suo nipote, che era Generale della Cavalleria a Napoli. Il Principe informato di una decisione così vantaggiosa per lui, assicurò il Viceré che avrebbe avuto eterna riconoscenza per la sua bontà. La Principessa, che era una delle più belle donne d'Italia, non fu così docile come suo fratello. Ella aveva una naturale avversione per gli Spagnoli, che simulava con molta pena; ma non nascose più il suo dispiacere, quando apprese che la si destinava ad un Cavaliere di quella Nazione: i suoi genitori presero grandi precauzioni per impedire che il Viceré ne venisse informato, per paura che non cambiasse parere, e che essi non rimanessero privi dei grandi vantaggi che ne verrebbero a tutta la Casata di Salerno, da questo duplice Matrimonio. Si misero in atto tutti gli accorgimenti per persuadere la giovane; le si fece capire molto bene che con la sua resistenza avrebbe rovinato il fratello e tutta la casata. Così senza mutare i suoi sentimenti, ella acconsentì a sacrificarsi per amore del fratello, per il quale provava un tenero affetto. Il Principe, che cercava di far manifesto al Viceré in tutti i modi quanto fosse sensibile dell'onore che gli faceva scegliendolo come genero, si preparò a partire per andare in Spagna a rendere omaggio alla sua Promessa sposa; ma il Viceré lo trattene, assicurandogli che presto l'avrebbe fatta venire a Napoli e che avrebbe avuto cura di avvertirlo, quando sarebbe stato il momento di andare a incontrarla."
Conte Rogerio. Sovrano della Calabria
Virgilio Iandiorio, François Delolme
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2024
pagine: 148
Questo libro è particolare, fin dalle sue prime pagine. Nella prefazione, l'autore del XVII sec., che conosciamo solo con le iniziali L.L.B., si rivolge a un importante personaggio della nobiltà, la Marchesa di Montfort, e le offre il suo romanzo come una sorta di consolazione. Il suo amato marito è appena morto dopo una lunga malattia. All'inizio si possono riconoscere i segni caratteristici del romanzo cavalleresco. Questa colorazione medievale trova il suo punto d'origine nei riferimenti alla storia reale: Rogerio è esistito veramente. Nacque nell'XI secolo in Normandia, aiutò il fratello a prendere possesso della Calabria, conquistò addirittura tutta la Sicilia a scapito degli Arabi. La scelta del luogo però non è casuale: è di grande importanza. La Calabria non è ovunque. Evoca l'altrove e l'esotismo. Questa regione , infatti, racchiude come in un modellino tutti gli antagonismi del Mediterraneo. Nell'incontro di Rogerio e Marianna la futura sua sposa, che è un po' il succo del libro, la questione fondamentale è "chi sono io per te e chi sei tu per me". Quest'opera richiama un certo tipo di racconti edificanti: una principessa non conosce le sue origini, vive in un convento, incontra un principe, riacquista il suo vero status. Più tardi, suo marito viene fatto prigioniero. Attraversa molteplici peripezie per trovarlo e salvarlo. Un racconto appassionante su un tema: il ruolo svolto dalla donna, la sua capacità di far sentire la sua presenza in una società, che oggi si definirebbe tout court patriarcale.

