Libri di Giacomo Marulli
Giuditta Guastamacchia. Cronaca napolitana del secolo XIX
Giacomo Marulli
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2024
La storia – romanzata ma non troppo – del “fantasma della Vicaria”, al secolo Giuditta Guastamacchia, la cui testa fu esposta per decenni in una gabbia attaccata a un muro di Castel Capuano, a fianco in un’altra “capa della Vicaria”, quella della madre figlicida Coletta Esposito, immortalata da Mastriani come la “Medea di Porta Medina”. Una sorte – l’esposizione della testa dopo l’impiccagione – che subirono anche coloro che Giuditta aveva coinvolto come complici nell’efferato omicidio del marito, un delitto che per l’astuta concertazione, il numero di complici, le circostanze dell’esecuzione ed il tentativo di liberarsi del cadavere fece particolare scalpore e per questo portò all’esemplare sentenza. Giacomo Marulli ricostruisce con obbiettività, ma in maniera coinvolgente, la vicenda di quella che può essere a giusto titolo considerata la “Lady Macbeth di Porta Medina”.
Tre rivolte napoletane. L'inquisizione di Napoli ossia Masaniello da Sorrento e Cesare Mormile. Il giuramento di Masaniello d'Amalfi. Macchia e Medina Coeli
Giacomo Marulli
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2020
Tutti conoscono Masaniello d'Amalfi, ma chi conosce Masaniello da Sorrento? Eppure egli fu il protagonista di una importante rivolta napoletana, in difesa del diritto procedurale e contro l'introduzione dell'Inquisizione spagnola, avvenuta esattamente cento anni prima di quella contro la gabella sulla frutta. Giacomo Marulli (1822-1883), drammaturgo assai noto ai suoi tempi e stretto collaboratore di Antonio Petito, capace di passare agevolmente dalla lingua napoletana a quella toscana, dedicò la sua ultima opera di scrittore al recupero della memoria storica, redigendo una storia romanzata di tre episodi che videro il popolo napoletano ribellarsi alle imposizioni statali: Masaniello da Sorrento nel 1347 contro l'Inquisizione, il suo omonimo amalfitano nel 1647 contro le gabelle e infine la rivolta (detta «del Principe di Macchia») contro il passaggio del Regno dalla Corona asburgica a quella borbonica nel 1700.
La notte de Piedigrotta azzoè Lo filantropo de la Pignasecca
Giacomo Marulli
Libro
editore: D'Amico Editore
anno edizione: 2018
«La strata de la Pignasecca è una de le cchiù granne e popolate de Napole; accommenzanno da Toleto e propiamente da lo pontone de lo llario de la Carità, a saglì ncoppa nfìno a chill’arco che lo puopolo chiamma ll’arco de Montesanto, ma che nuje chiammarrimmo Porta Medina tu guardanno co attenzione, potarraje jodecà, che è una de le cchiù ricche e de le cchiù guappo chiazze de sta ricca, guappa e sciasciona cità de Napole». Così inizia lui notte de Piedegrotta azzoè lo filantropo de la Pignasecca (1873), uno dei rarissimi - e romanzi in napoletano. Se la lingua napoletana, infatti, abbonda di drammi, poesie, poemi e racconti come il Pentamerone e la Posilicheata, è invece carente di romanzi veri e propri. Questa lacuna viene ora finalmente colmata.

