Libri di Giovanna Caterina De Feo
Antonio Scordia
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 184
Antonio Scordia (1918-1988) è stato uno degli undici artisti presentati da Lionello Venturi nel libro Pittori italiani d’oggi nel 1958. Nato a Buenos Aires da genitori italiani, aveva scelto Roma, città nella quale era cresciuto, come luogo dove vivere e lavorare, nonostante le opportunità in Argentina e i frequenti soggiorni a Parigi, New York e Londra. Il volume offre una panoramica completa dell’opera dell’artista, dagli esordi, avvenuti al principio degli anni quaranta nel clima figurativo della Scuola romana, alle opere degli anni cinquanta incentrate sul percorso che porterà Scordia verso l’astrattismo, fino alle ultime opere felicemente astratte. Il catalogo è corredato da una ricca selezione di apparati, un’introduzione di Giuseppe Appella, un saggio di Giovanna Caterina de Feo e i testi di Gregorio Botta, Carlo Alberto Bucci e Giulia Silvia Ghia.
Pizzi Cannella. Le migranti. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Silvana
anno edizione: 2024
pagine: 240
"Le Migranti le ho realizzate nel 2015, tutte di seguito. Ma non le ho mai esposte prima finché la migrazione era per tutti un fatto di cronaca… Poi c’è stato come un salto: dalla cronaca si è passati alla storia. Oggi non è più un’emergenza, è una realtà storica. Ecco perché, dopo dieci anni dalla loro esecuzione, ho deciso di mostrarle. Questa è una piccola, diciamo, anomalia legata al mio lavoro. È molto semplice: io credo, sono pronto a giurarlo, che ognuna de Le Migranti porti con sé, nel povero sacchetto che le è consentito di trasportare in spalla quando monta sui barconi, il suo abito più bello, le sue scarpe più preziose. Un oggetto che fa parte della sua vita che se arriva, quando arriva, e dove arriva, avrà con lei. Mentre lo dico mi fa pensare alla fotografia che hanno in galera gli ergastolani attaccata al muro: è una cosa, una sola, che porta con sé… è il suo non dimenticare, il suo abbraccio alla vita passata, ai suoi amori passati, alla sua famiglia scomparsa. Su tutto ciò ho realizzato questa serie di dipinti, pensando che ognuna de Le Migranti abbia ammucchiato in fondo a quel sacchetto di plastica, unico suo bagaglio, l’abito più bello." (Pizzi Cannella)

