Libri di Guglielmo Cavallo
Lo spazio letterario del Medioevo. Il Medioevo latino. Volume Vol. 1/1
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 1993
pagine: 668
L'exultet «Beneventano» del Duomo di Pisa
Anna Rosa Calderoni Masetti, Cosimo Damiano Fonseca, Guglielmo Cavallo
Libro
editore: Congedo
anno edizione: 1989
pagine: 200
L'exultet di Salerno
Guglielmo Cavallo, Antonia D'Aniello
Libro
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
anno edizione: 1993
pagine: 69
L'exultet di Salerno. Commentario
Guglielmo Cavallo, Antonia D'Aniello
Libro
editore: Ist. Poligrafico dello Stato
anno edizione: 1993
pagine: 69
Lo spazio letterario del Medioevo. Il Medioevo latino. Volume Vol. 2
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 1994
pagine: 752
Scrivere e leggere nella città antica
Guglielmo Cavallo
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2019
pagine: 329
Un affascinante percorso dello scrivere e del leggere nelle diverse forme e maniere attraverso la Grecia di epoca classica ed ellenistica, l'età romana repubblicana e imperiale, la morente antichità, i primi secoli del medioevo barbarico-occidentale e bizantino. Per ciascuno di questi periodi sono prese in esame, oltre alle fonti letterarie, soprattutto le testimonianze direttamente conservate di scrittura e lettura — rotoli di papiro, tavolette, codici, documenti, iscrizioni, graffiti — risalendone agli usi e alle funzioni mediante l'osservazione e la valutazione della quantità, natura, varietà dei supporti scritti, dei contenuti testuali, delle caratteristiche grafiche, della diffusione, qualità e distribuzione sociale dell'alfabetismo. Si tratta di una storia delle culture scritte greca e latina nel corso di molti secoli e alla luce di avvicendamenti istituzionali, inquietudini spirituali, trasformazioni sociali, mentalità, una storia vista nel riflesso della città antica, rappresentata da cinque poli di attrazione — Atene, Alessandria, Roma, Ravenna, Costantinopoli — che sono stati di epoca in epoca centri e simbolo delle due operazioni-cardine della nostra civiltà, lo scrivere e il leggere, restituendone tutte le declinazioni.
Lo spazio letterario del Medioevo. Il Medioevo latino. Volume Vol. 3
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 1995
pagine: 1980
L'universo medievale. Il manoscritto cassinese del «De rerum naturis» di Rabano Mauro
Guglielmo Cavallo
Libro
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 1996
pagine: 64
Lo spazio letterario del Medioevo. Il Medioevo latino. Volume Vol. 4
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 1997
pagine: 576
Lo spazio letterario del Medioevo. Il Medioevo latino. Volume Vol. 5
Libro: Libro rilegato
editore: Salerno
anno edizione: 1999
pagine: XVI-912
Grandezza e catastrofe di Bisanzio. Testo greco a fronte. Volume Vol. 1
Coniata Niceta
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: CXXXVI-712
Niceta Coniata, nato tra il 1150 e il 1155 in Asia Minore, studiò retorica e giurisprudenza, e giunse sino a divenire responsabile dell'amministrazione centrale dell'impero di Bisanzio. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei Crociati, nel 1204, fuggì a Nicea, dove morì poi nell'indigenza (1217). «La storia», egli scrisse all'inizio della sua opera, «propone una varietà di esperienze ai magnanimi che nutrano un innato amore per il bene.» Essa si occupa dunque di coloro che hanno operato la virtù, ma anche dei malvagi: «L'anima di chi muore è andata nell'Ade, il corpo è tornato agli elementi di cui fu composto: ma le azioni compiute in vita, se furono oneste e giuste, empie e violente, se uno visse felice o sputò l'anima nella disperazione, tutto questo la storia lo grida alto. Così che, in altro modo e con altra espressione, la storia si potrà chiamare libro dei viventi, e l'opera storica tromba squillante, capace di far risorgere come dal sepolcro uomini morti da tempo e di porli sotto gli occhi di chiunque». Niceta si sente l'erede di tutti gli storici, da Erodoto a Tucidide, da Psello ad Anna Comnena. Costantinopoli è ancora per lui la città dell'oro e della porpora: egli ha fortissimo il senso della funzione e dell'eredità imperiale, e con passione di patriota bizantino racconta le lotte degli imperatori, tra il XII e il XIII secolo, contro un mondo che circonda e assedia Bisanzio da tutte le parti. Ma spesso la sua voce è furiosa e sarcastica, e con talento degno di Psello e con stile stupendamente barocco non risparmia né imperatori né burocrati. Niceta sente che qualcosa si è incrinato, in quella tradizione meravigliosa: che Costantinopoli ha commesso una colpa, e questa colpa si manifesta in una serie di disastri e in una tenebrosa imminenza di catastrofi, di cui egli è il commosso e spietato narratore. Pubblicata dalla Fondazione Valla in tre volumi ora completi, col testo critico di Jan-Louis van Dieten, e curata e commentata da Anna Pontani, la Narrazione cronologica di Niceta Coniata appare in tutta la sua bellezza quale vero e proprio racconto della «Grandezza e catastrofe di Bisanzio». Per questo primo volume, interamente reimpostato, ha scritto una nuova introduzione Guglielmo Cavallo.

