Carocci
Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-1945)
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 428
Senza guerra partigiana, senza un esercito di volontari disposti ad assumere su di sé l'arduo compito di combattere, uccidere e farsi uccidere, non si sarebbe realizzata la più importante cesura della storia italiana, ma essa è stata via via edulcorata e di fatto sostituita da una narrazione più rassicurante, sul modello della Resistenza come “secondo Risorgimento”. Una raffigurazione che ondeggia tra un esaltante paradigma vittimario e un'illusoria inclusività, in una visione corale che associa la resistenza in armi dei militari e dei partigiani alla resistenza senz'armi dei civili, di uomini, donne e sacerdoti prodighi di aiuto verso i partigiani, i prigionieri di guerra alleati e gli ebrei braccati dai persecutori. Con questa lettura, però, la concreta esperienza storica della guerra partigiana, inevitabilmente sanguinosa e divisiva, rischia di disciogliersi in un astratto pantheon di eroi, a discapito della possibilità di fare i conti, come afferma Nuto Revelli, con «il partigianato così com'era, non come vorremmo fosse stato». I sedici saggi raccolti nel volume mettono a frutto il meglio di quanto una consolidata storiografia, nuove sensibilità e innovativi approcci disciplinari offrono a chi voglia comprendere e approfondire la vicenda, breve quanto intensissima, della guerra partigiana.
Prima delle province
Libro
editore: Carocci
pagine: 184
Dal 1815 al 1859 l’amministrazione del territorio nel Regno di Sardegna conosce un’evoluzione che porterà all’istituzione dei prefetti e delle Province italiane nel 1861. Al centro di questo processo si trovano gli intendenti, vale a dire i tradizionali amministratori delle Province sabaude. Durante il periodo rivoluzionario-napoleonico il governo francese aveva istituito al loro posto i prefetti e i dipartimenti, e la lenta assimilazione del loro lascito, dopo la caduta di Napoleone, sarà fondamentale nel definire le caratteristiche dell’amministrazione provinciale nell’Italia liberale. A questo bisogna affiancare l’influsso avuto dai problemi pratici posti dal governo locale e dall’evoluzione professionale della burocrazia sabauda, che sempre in questo periodo cambia profondamente. L’analisi di tali fenomeni è l’intento di questo volume. Le difficoltà incontrate ebbero un peso notevole nell’orientamento centralistico assunto dallo Stato unitario, erede dell’esperienza sabauda. Nella ricostruzione di questa vicenda il testo prende come caso esemplare quello della Provincia di Genova, posto a confronto con i vicini territori del basso Piemonte per evidenziare similitudini e differenze.

