Libri di Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Leonardo Sciascia
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 2002
pagine: 120
Di questo romanzo breve sulla mafia, apparso per la prima volta nel 1961, ha scritto Leonardo Sciascia: "... ho impiegato addirittura un anno, da un'estate all'altra, per far più corto questo racconto. Ma il risultato cui questo mio lavoro di 'cavare' voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio".
La mafia. Quattro studi
Vittorio Frosini, Francesco Renda, Leonardo Sciascia
Libro: Copertina morbida
editore: Firenzelibri
anno edizione: 1970
pagine: 120
La frode. Con acqueforti originali di Francesca Jacona e Arthur Loosli
Leonardo Sciascia
Libro
editore: OBI Edizioni d'Arte
anno edizione: 1982
pagine: 25
Atti relativi alla morte di Raymond Roussel
Leonardo Sciascia
Libro
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 1980
pagine: 84
La mafia. Tre studi
Vittorio Frosini, Francesco Renda, Leonardo Sciascia
Libro: Libro in brossura
editore: Firenzelibri
anno edizione: 1970
pagine: 120
Frosini studia la mafia nel suo aspetto storico-sociologico, Renda nel suo aspetto sociologico-politico, Sciascia nel suo aspetto letterario.
Il cavaliere e la morte. Sotie
Leonardo Sciascia
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1988
pagine: 92
Morte dell'inquisitore
Leonardo Sciascia
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1992
pagine: 119
Morte dell'inquisitore (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell'opera di Leonardo Sciascia. La ragione ne fu data dall'autore stesso: «è un libro non finito, che non finirò mai, che sono sempre tentato di riscrivere e che non riscrivo aspettando di scoprire ancora qualcosa». Un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. E inoltre il libro dove Sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l'eretico Diego La Matina («personaggio che non doveva più lasciarmi»). Il tema dell'Inquisizione, infine, rimane (e rimarrà sempre) quanto mai delicato, perché – come scrisse Sciascia stesso con memorabile efficacia – «appena si dà di tocco all'Inquisizione, molti galantuomini si sentono chiamare per nome, cognome e numero di tessera del partito cui sono iscritti». Parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l'attualità immediata che questo libro ha per noi e confermano un'altra annotazione di Sciascia: «Mi sono interessato all'Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo».
L'affaire Moro
Leonardo Sciascia
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1994
pagine: 196
Scritto a caldo nel 1978, questo libro non ha che guadagnato con gli anni. Mentre, in una nobile gara di codardia, i politici italiani, nonché i giornalisti, si affannavano a dichiarare che le lettere di Moro dalla prigionia erano opera di un pazzo o comunque prive di valore perché risultanti da una costrizione, Sciascia si azzardò a leggerle, con l’acume e lo scrupolo che sempre aveva verso qualsiasi documento. Riuscì in tal modo, sulla base di quelle lettere, a ricostruire una intelaiatura di pensieri, di correlazioni, di fatti che sono, fino a oggi, ciò che più ci ha permesso di capire, o di avvicinarci a capire, un episodio orribile della nostra storia. Presentando il libro nella sua ultima edizione (1983), Sciascia scriveva opportunamente «questo libro potrebbe anche esser letto come “opera letteraria”. Ma l’autore – come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla “affaire” – ha continuato a viverlo come “opera di verità” e perciò lo si ripubblica (non più col rischio delle polemiche, ma del silenzio) con l’aggiunta della relazione di minoranza (di assoluta minoranza) presentata in Commissione e al Parlamento. Una relazione che l’autore ha voluto al possibile stringare, nella speranza abbia la sorte di esser largamente letta: qual di solito non hanno le voluminosissime relazioni che vengono fuori dalle inchieste parlamentari».

