Libri di Lucio Pirodda
L'eterogeneo si amalgama rimanendo nel distinto. E non sia tanto pensieroso chi di questo non fosse convinto...
Lucio Pirodda
Libro: Libro rilegato
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2020
"L’eterogeneo si amalgama rimanendo nel distinto" rappresenta la continuità del genere letterario inaugurato da Lucio Pirodda dove virtuosismi linguistici, che uniscono presente e passato della lingua italiana, diventano strumenti ironici e pungenti che rivelano, affrontano con taglio filosofico, divertente e incalzante quelle che sono le debolezze umane, i contrasti della Vita, del Tempo, Natura, tra il Bene e il Male. Ed è il cavaliere appiedato Armensio, il protagonista, giovane e colto oriundo che approda nelle colline di Langa, della quale ne apprezza vini e prelibatezze, e diventa voce narrante. Cerca risposte proseguendo indifferente tra diversificate vicende e diverse genti in terra piemontese tra donne, pastori e contadini a modo loro filosofi.
Intreccio realchimerico
Lucio Pirodda
Libro: Libro rilegato
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2019
Dardalo Sardio, un giovane e colto piemontese, decide di trasferirsi dalla provincia in città, là dove incontra Beatrice. Che nome è Beatrice? All'inizio non ci si pensa, poi, a mano a mano che la lingua trascina il lettore nella vita di Dardalo, s'inizia a intuire che – forse – questa Beatrice non può che essere, guida dantesca, bastone e bussola da rigirarsi tra le dita, mentre c'investe una girandola di eventi emozionali. Eventi che saranno nascita e morte, anche sociale, e poi rinascita ancora... Dardalo Sardio è operatore culturale. Ma cosa significa esserlo, oggi?
Romanzeggiata all'effluvio di clerodendro
Lucio Pirodda
Libro: Libro rilegato
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2018
pagine: 256
Darselio, ventisettenne innamorato della vita, è protagonista di un’avventura che è una girandola vertiginosa: in sella a un destriero che prima di tutto è parola, attraversa un mondo picaro tra Guerre del Sale, tenzoni farsesche e navi dall'improbabile capacità di galleggiamento. Cerca di cogliere ciò che distingue Fato Piccolo e Fato Grande, cerca di parlare con Dio: e lo fa rivolgendosi a genti d’ascendenze longobarde, uomini perduti lungo i tratturi piemontesi, donzelle e cavalieri di un Novecento che non è ancora passato, non del tutto. Lo fa interrogando la Natura di Lucrezio e tutto ciò che è sacro. Grazie a una lingua turbinosa, felicemente sporca e unica, veniamo gettati in un universo le cui coordinate stanno tra la commedia e il grottesco, tra la giocoleria secentesca e la finezza tutta contemporanea. Un libro da godere, che chiede ci si perda in esso. Una storia che una volta letta, terminata, sembra continuare tra le pieghe delle nostre giornate.

